I pre-season test 2026
ALLA SCOPERTA DELLE NUOVE MONOPOSTO
TRA BARCELLONA E SAKHIR
INTRODUZIONE
Undici giornate complessive di test, nove a disposizione di ciascun team, tre sul Circuit de Barcelona-
Catalunya, sei sul Bahrain International Circuit. Test triplicati rispetto alle classiche tre giornate degli ultimi
anni, perché la rivoluzione del 2026 è talmente radicale che c’è necessità di imparare a capire e rapportarsi
al meglio con le nuove monoposto, i nuovi sistemi di guida e, soprattutto, di gestione dell’energia elettrica,
un fattore cruciale per questa nuova stagione. Ma durante queste giornate di test non c’è stata solo attività
in pista: polemiche, scontri politici, battibecchi tra i piloti, e nel mezzo una FIA che cerca di tenere sotto
controllo una Formula 1 in continua evoluzione.
Signore e signori, benvenuti al commento dei pre-season test del 2026. Tantissime cose da dire in questo
articolo. Partiremo da un breve riassunto dello shakedown di Barcellona, dopodiché parleremo di tre
problematiche che sono emerse durante questo periodo invernale e per le quali la FIA sta cercando una
risoluzione; il cuore dell’articolo sarà dedicato all’analisi team per team di livrea, soluzioni tecniche e
andamento dei test. Infine, nella parte conclusiva, azzarderemo una prediction, rispondendo alla domanda:
chi sarà il Campione del Mondo piloti e costruttori del 2026?
LO SHAKEDOWN DI BARCELLONA: IL BATTESIMO IN PISTA DELLE NEONATE MONOPOSTO
Dal 26 al 30 gennaio, sul Circuit de Barcelona-Catalunya è andata in scena una prima sessione di test,
organizzata dalla Formula 1 su richiesta degli undici team. Si è trattato di una sessione a porte chiuse: nessun
giornalista e nessun emittente tv ha potuto documentare con immagini l’azione in pista, anche se, comunque,
al termine di ogni giornata, la Formula 1 ha rilasciato sul suo canale YouTube un video highlights con immagini
delle monoposto in azione e interviste ai protagonisti. Tuttavia, come ben sappiamo, nell’era dei social media
non può esistere un evento totalmente a porte chiuse, e così gli appassionati hanno potuto seguire
ugualmente i test attraverso le notizie pubblicate su X o su altre piattaforme, da parte di reporter perlopiù
spagnoli che sono riusciti ad intrufolarsi ai confini del circuito.
Quello di Barcellona non è da considerare come un test ufficiale di inizio stagione. È stato, infatti, denominato
“shakedown”, termine con cui si indicano generalmente i primi km percorsi in pista da un nuovo prototipo o
una nuova vettura. Obiettivo principale dei dieci team che vi hanno partecipato è stato, appunto, quello di far
percorrere i primi km alle nuove Power Unit 2026: nessuna ricerca di performance, nessuna battaglia per i
tempi sul giro; soltanto test sull’affidabilità. Per questo, la veste aerodinamica delle monoposto era basica,
nulla di cui spartire con quella che si vedrà in Bahrain due settimane più tardi.
Prima abbiamo detto che a Barcellona erano presenti dieci team, ma, come sappiamo, nel 2026, con l’arrivo
di Cadillac, i team iscritti al campionato sono undici. In Spagna era quindi del tutto assente un team: la
Williams. La squadra britannica non ha preso parte allo shakedown per alcuni problemi avuti in fase di crash
test: la costruzione di un nuovo telaio avrebbe richiesto troppo tempo, insufficiente per scendere in pista al
Montmelò. Durante la settimana di test, la Williams ha poi superato finalmente tutti i crash test, e ha
comunicato di essere pronta a scendere in pista regolarmente in Bahrain.
Un altro team che ha sicuramente deluso a Barcellona è stata l’Aston Martin. La tanto attesa “verdona” di
Adrian Newey è arrivata in Spagna soltanto nel penultimo giorno di test, e ha completato un numero molto
ridotto di giri. La AMR26, pur stupendo tutti per un design spettacolare e delle innovazioni tecniche molto
interessanti, ha dovuto fare i conti con l’essere pesantemente sovrappeso, una guidabilità discutibile e una
Power Unit Honda poco affidabile: tutti presagi, ahimè, di una stagione in salita, almeno nei primi mesi di
campionato.
La regina dello shakedown di Spagna è stata, senza dubbio, la Mercedes, che è stata fin da subito la
monoposto più affidabile e veloce del lotto, confermando i rumours di inizio anno. La bontà della Power Unit
Mercedes è stata rimarcata anche dal buon lavoro effettuato dall’Alpine, mentre il team Campione del
Mondo, la McLaren, si è nascosto non poco.Anche la Ferrari ha mostrato un’ottima affidabilità della sua Power Unit, evidenziata sia dal team di Maranello,
ma soprattutto dalla Haas, che ha completato un quantitativo di giri sorprendente. Qualche difficoltà per Audi
e Cadillac, ma nulla di grave, e comunque tutte criticità normalissime legate alla gioventù.
Ha sorpreso, invece, in modo estremamente positivo, la Red Bull, con un’ottima affidabilità della nuova Power
Unit firmata Red Bull PowerTrains, nonostante alcune difficoltà legate all’incidente di Hadjar, che ha fatto
perdere un po’ di tempo al team. Buon lavoro anche da parte della Racing Bulls, a conferma del livello già
molto elevato della Power Unit Red Bull.
LE TRE PRINCIPALI CRITICITÀ TECNICHE EVIDENZIATE DAI TEST
Come già anticipato nell’Introduzione, sono stati tanti i dibattiti sollevati durante questi test pre-season,
soprattutto durante le due sessioni ufficiali del Bahrain. Qui riportiamo, in breve, le tre principali, quelle che
hanno fatto più discutere e quelle che potrebbero avere ripercussioni da non sottovalutare sull’andamento
del campionato.
1. IL RAPPORTO DI COMPRESSIONE DELLA POWER UNIT MERCEDES
Questa, in realtà, non è una criticità evidenziata dai test, ma una vera e propria polemica politico-sportiva
sorta già negli ultimi mesi del 2025.
Il regolamento tecnico del 2026 limita il rapporto di compressione delle Power Unit (cioè il rapporto tra
volume massimo e volume minimo della camera di combustione - parliamo quindi del motore endotermico)
ad un valore di 16:1, due misure inferiori rispetto al limite di 18:1 tollerato fino al 2025.
Durante l’inverno, i rumours già esistenti sulla superiorità del motore Mercedes hanno trovato un appiglio
concreto nella supposizione che la PU tedesca superasse, attraverso una sofisticata soluzione tecnica, il
rapporto limite di 16:1, avvicinandosi al valore di 18:1, traendo così grandi vantaggi di potenza. La PU
Mercedes, però, supererebbe tale limite soltanto in condizioni di attività “a caldo” (cioè a temperature di
esercizio molto elevate), mentre risulterebbe perfettamente conforme durante i controlli “a freddo” effettuati
dalla FIA.
Dopo un iniziale schieramento di Red Bull a favore di Mercedes, anche il motorista austriaco si è unito agli
altri tre motoristi (Ferrari, Audi e Honda) in una vera e propria lotta politica contro la PU Mercedes, temendo
che il campionato sarebbe stato caratterizzato da un dominio dei quattro team motorizzati Mercedes. Red
Bull, Ferrari, Audi e Honda hanno chiesto alla FIA di effettuare dei controlli “a caldo” sulle Power Unit, in modo
da verificare la reale conformità del motore Mercedes.
Nel corso della seconda sessione di test ufficiali in Bahrain, si è tenuta una seduta della F1 Commission per
trovare un accordo sulla questione. È stato deciso che dal mese di agosto, quindi a partire dal Gran Premio
d’Olanda, verranno introdotti nuovi test a “caldo” sulle Power Unit, che verranno sottoposte a una
temperatura d’esercizio di 130°C. A dispetto di quanto si possa pensare, questa è una grande vittoria per la
Mercedes, che è autorizzata di fatto ad utilizzare la sua Power Unit fino ad agosto senza dover apportare
modifiche.
Vedremo come evolverà la vicenda nel corso della stagione. Di certo, se nelle prime gare la PU Mercedes
dovesse evidenziare una netta superiorità, gli avversari non staranno a guardare, e la FIA potrebbe essere
costretta ad intervenire in maniera più pesante. In caso contrario, tutta questa polemica cadrà nel
dimenticatoio, come già accaduto tante volte nella storia della Formula 1.
2. IL QUANTITATIVO MASSIMO DI ENERGIA ELETTRICA DISPONIBILE IN UN GIRO
Il regolamento tecnico 2026 stabilisce che il quantitativo massimo di energia elettrica, prodotta dal MGU-K, è
350 kW. Tuttavia, quasi tutti i team, durante gli ultimi giorni di test, hanno riscontrato delle difficoltà nel
recupero dell’energia. È necessario eseguire troppo lift & coast durante il giro di ricarica, anche in qualifica,
per effettuare la ricarica della batteria. Inoltre, questo soprattutto in qualifica, sono necessari due giri di
preparazione: uno per ricaricare la batteria, l’altro per scaldare gli pneumatici. Il problema è che se si effettua
prima il giro di ricarica, poi durante il secondo giro di preparazione la batteria si scarica e non arriva al 100%
nel momento del push; viceversa, se si effettua prima il giro di riscaldamento gomme, durante il giro di ricarica
le gomme perdono di temperatura e non sono pronte all’inizio del giro push.Per risolvere il problema, i team hanno proposto di abbassare il limite massimo di energia spendibile in un
giro, da 350 kW a 250 o addirittura 200. Le monoposto sarebbero meno potenti, sì, ma quantomeno si
eviterebbe l’eccessivo lift & coast in qualifica e in gara e anche i sorpassi in pista sarebbero più agevoli.
3. LA PROBLEMATICA DELLE PARTENZE
La terza problematica emersa negli ultimi giorni dei test riguarda le partenze. Come sappiamo, nelle Power
Unit del 2026 non è presente il MGU-H. Questo componente, oltre a convertire in energia elettrica l’energia
proveniente dai gas di scarico, era un elemento di supporto per la turbina, perché la aiutava a raggiungere
rapidamente la giusta pressione per ottenere un buono scatto in partenza senza gravare troppo sul motore
endotermico.
Ora che il MGU-H non è più presente, però, questo lavoro di preparazione della turbina è interamente a carico
del motore endotermico. In fase di partenza, i piloti sono costretti a portare il motore a un regime di giri
elevatissimo (anche oltre i 13.000 giri), per un tempo di almeno 10 secondi. Questo comporta stress in più
per il motore endotermico, ma anche problemi di tempistica: per permettere a 22 monoposto di preparare
la turbina ci vuole molto tempo, e chi è nelle prime file deve attendere con il motore su di giri che coloro che
si trovano in fondo completino la fase di preparazione della turbina.
Dai rumours è emerso che la Ferrari avrebbe ovviato a questa criticità costruendo una turbina di piccole
dimensioni, che impiega meno tempo nella sua fase di preparazione. Fred Vasseur avrebbe sollevato questa
problematica già a metà del 2025, ma non sarebbe stato preso in considerazione dagli altri team e quindi
avrebbe agito di conseguenza. Dalle prove di partenza effettuate in Bahrain, effettivamente, si è potuto
costatare un netto vantaggio della Ferrari e dei team motorizzati Ferrari (Haas e Cadillac).
Una prima corsa ai ripari da parte della FIA è stata quella di modificare la procedura di partenza: verrà dato
un preavviso di 5 secondi prima dello spegnimento dei semafori in modo che tutti abbiano il tempo di
preparare il turbo. Rimane tuttavia il problema dello stress eccessivo del motore endotermico.
ANALISI DEI TEAM
1. MCLAREN - I “papaya” si nascondono.
LIVREA
“Livrea vincente non si cambia!”. Questo il motto con cui Andrea Stella e i suoi piloti hanno presentato la
livrea della McLaren MCL40. L’arancione papaya è sempre lì, a farla da padrone, accompagnato in modo
armonioso dal nero del fondo, del cofano motore, dell’halo, della parte inferiore e sottostante del musetto, e
dell’ala anteriore. Spunta anche del blu chiaro nei copricerchi parziali, nell’airscoop e poco dopo l’abitacolo.
ANALISI TECNICA
La MCL40 porta in pista delle soluzioni aerodinamiche davvero interessanti. Il musetto è molto piccolo, stretto,
mentre le pance presentano una rampa pronunciata verso il basso. Le sospensioni, sia anteriori sia posteriori,
sono del tipo push-rod, e sono studiate in modo maniacale per gestire al meglio i flussi d’aria da indirizzare
verso il fondo e la zona del diffusore. Particolare il profilo seghettato della pinna e anche i supporti dell’ala
posteriore.
COME SONO ANDATI I TEST?
A guardare solo i risultati e i tempi, nulla di straordinario, come invece era nel 2025. Ma attenzione: la
McLaren, come tutti i motorizzati Mercedes, si è nascosta parecchio, con mappature motore basse e altri
parametri non ancora spinti al massimo. La MCL40 è apparsa veramente buona nel comportamento in pista,
soprattutto nelle curve veloci, ma ha mostrato un po’ di difficoltà nella costanza del passo gara.
Nel complesso, quindi, bene, anche se per il momento non sembra essere la monoposto di riferimento,
sicuramente alle spalle di Mercedes, ma forse anche di Ferrari; comunque sia, è in piena zona top team.
2. MERCEDES - La grande favorita.
LIVREA
Un’armonia perfetta tra grigio, verde acqua e nero rende la livrea della Mercedes W17 una delle più belle di
questo 2026. Il grigio veste la zona anteriore, il nero la posteriore e la zona inferiore delle pance, mentre le
strisce verde acqua percorrono l’intero profilo della monoposto. Il passaggio dal grigio e nero è graduale,
grazie all’alternanza di strisce grigie e nere presenti sulle pance. Stupendi anche gli ormai classici stemmi della
stella a tre punte presenti sul cofano.
ANALISI TECNICA
La zona anteriore presenta un muso lungo e stretto, ancorato all’ala da due supporti. Alle estremità dell’ala,
la quale è caratterizzata da un profilo ondulato, sono presenti delle appendici aerodinamiche che accentuano
l’effetto outwash. Il cofano e le pance sono leggermente bombati e le bocche dei radiatori sono molto sottili.
Nella zona posteriore si nota un ampio spazio libero per convogliare i flussi d’aria verso l’ala posteriore, che
è sostenuta da due piloni e ha un singolo attuatore centrale.
COME SONO ANDATI I TEST?
Inutile girarci intorno: la Mercedes è la grande favorita di questa stagione. È la vettura più pronta: rapida sul
giro secco, molto costante sul passo gara e semplice da portare al limite. Qualche problema di affidabilità non
è mancato, certo, soprattutto l’ultimo giorno, e sembra esserci qualche difficoltà in fase di partenza.
Nonostante ciò, Russell e Antonelli partono alla volta di Melbourne con il sorriso e la sicurezza di chi è
chiamato a dimostrare la propria superiorità.
3. RED BULL - Sorprendente… a tratti.
LIVREA
Dopo tanti anni di monotonia, finalmente la Red Bull cambia livrea. La RB22 riporta in auge il blu lucido delle
vetture di Sebastian Vettel, accompagnato come sempre dal rosso e giallo del logo Red Bull. Il nero interessa
la parte del fondo, la pinna e l’alettone posteriore, completando una livrea esteticamente equilibrata e
gradevole.
ANALISI TECNICA
La RB22 è una delle monoposto che ha attirato di più l’attenzione degli appassionati per le sue pance
estremamente particolari. Non sono “zero pod” come quelle della Mercedes 2022, ma poco ci manca. Si
sviluppano maggiormente nella parte anteriore, mentre posteriormente aderiscono alla scocca, liberando la
zona per i flussi d’aria. Il musetto è più largo rispetto a McLaren e Mercedes, e l’ala posteriore segue un profilo
leggermente ondulato, con delle paratie laterali pronunciate, volte ad amplificare l’outwash. Molto larga la
presa d’aria al posteriore, sintomo della necessità di raffreddamento della Power Unit.
COME SONO ANDATI I TEST?
Alle sensazioni ottime e inaspettate di Barcellona e Bahrain 1, sono seguiti un po’ di dubbi e preoccupazioni
durante l’ultima settimana, soprattutto riguardo l’affidabilità. Considerando, però, la gioventù del reparto Red
Bull Powertrains e di un team che nel 2025 ha cambiato dirigenza, questo approccio al 2026 è da ritenersi più
che positivo. La Red Bull sembra stabile nel pacchetto dei top team, capace di poter dire la sua già da
Melbourne.
4. FERRARI - Meno chiacchiere, più fatti: tra innovazioni e solidità
LIVREA
Finalmente i designer di Maranello hanno trovato il modo di rendere piacevole la presenza del logo HP sul
cofano. A farla da padrone è ovviamente il classico rosso, ma ora il cofano motore e l’abitacolo sono vestiti dibianco, fungendo da base omogenea per il logo HP. Il nero del fondo e degli alettoni completa una livrea molto
aggressiva, a cui, però, manca un tocco di tricolore italiano.
ANALISI TECNICA
Il muso della SF26 è lungo e stretto, e si aggancia all’ala tramite due supporti arcuati. L’ala anteriore presenta
un profilo ondulato, e le paratie laterali per convogliare i flussi all’esterno con l’outwash. Le pance sono strette
e lunghe, mentre il cofano motore è leggermente bombato nella zona inferiore, e la pinna segue un profilo
seghettato. In zona diffusore è estremamente interessante l’aletta posta all’altezza del gas di scarico, per
convogliare verso l’alto i flussi d’aria. Durante la seconda giornata dell’ultima sessione di test è stata
introdotta una nuova modalità di apertura del flap posteriore, che compie una rotazione di 270° con
importanti vantaggi riguardo la portanza. L’ala in questione, per il momento, è stata accantonata per ulteriori
accertamenti e test.
COME SONO ANDATI I TEST?
Sono stati test molto positivi per la Ferrari, sia in termini di affidabilità sia come performance. Il passo gara è
stato sempre ottimo, molto costante, e nell’ultimo giorno Leclerc ha provato ripetutamente il passo di
qualifica, riuscendo ad ottenere buoni tempi. Nella giornata di giovedì (seconda settimana) un problema
tecnico non meglio specificato, ma comunque non alla Power Unit, ha costretto Hamilton ai box per tre ore,
e nell’ultimo giorno della prima settimana sempre Hamilton si è fermato in pista per un problema di pescaggio
di benzina (probabilmente già previsto dal team). La Ferrari vola a Melbourne consapevole di poter essere in
piena lotta all’interno della top 4, ma rimanendo sempre con i piedi per terra e tenendo i riflettori bassi: il
2025 insegna.
5. WILLIAMS - Partenza in salita.
LIVREA
La livrea della Williams FW48 fa convivere insieme due tonalità di blu con un grigio chiaro. Il colore dominante
è il blu più scuro, che ricopre tutta la zona superiore della monoposto. Il grigio fa la sua comparsa nella parte
bassa delle pance e dell’ala anteriore, mentre l’azzurro interessa la zona delle bocche dei radiatori. Particolari
i copricerchi parziali, con un tocco di viola.
ANALISI TECNICA
Il musetto è lungo e non troppo largo, e si ancora all’ala anteriore tramite due supporti leggermente arcuati.
L’ala anteriore esaspera il concetto di outwash, con due importanti appendici laterali. Le pance sono lunghe,
caratterizzate da una rampa non tanto ripida, che spedisce i flussi verso il retrotreno. Il cofano motore è
bombato, quasi a ricreare in toto l’effetto bazooka della Red Bull 2024.
COME SONO ANDATI I TEST?
Avendo saltato completamente lo shakedown di Barcellona, l’obiettivo della Williams nella prima settimana
di Sakhir è stato quello di fare kilometri per immagazzinare quanti più dati possibili. Nel complesso,
l’affidabilità della vettura è sembrata ottima, e il lavoro del team si è concentrato perlopiù sul ritmo di gara.
Sembra mancare ancora qualcosa sul giro secco rispetto ai team rivali di centro gruppo.
6. RACING BULLS - La “maratoneta” del Bahrain.
LIVREA
Il bianco dominante del 2025 è rimasto ma adesso è accompagnato da un blu scuro più presente. Al rosso e
giallo del logo Red Bull del muso e della parte dell’airscoop si affianca il nero del fondo, delle ali e della pinna,
per una livrea particolare e piacevole alla vista.
ANALISI TECNICA
A colpire subito ad una prima vista è, senza dubbio, l’airscoop di grandi dimensioni (ancora più grande della
Red Bull), segno di necessità di raffreddamento della Power Unit. Il muso è lungo e arcuato verso il basso in
modo marcato, mentre l’ala anteriore mostra un profilo lineare, anche in questo caso dotata di deviatori di
flusso per incrementare l’outwash. Le pance laterali sono corte e presentano uno scivolo ripido verso il basso,
mentre particolare e appariscente è l’attuatore dei flap mobili nell’ala posteriore.
COME SONO ANDATI I TEST?
Tantissimi giri in pista, soprattutto per Lindblad, a conferma dell’ottima affidabilità della PU Red Bull. Alcune
difficoltà, invece, nel passo di qualifica per Lawson, che si è trovato alla guida di una monoposto nervosa e
poco gestibile. Sicuramente c’è ampio margine di miglioramento in vista delle prime gare del campionato.
7. ASTON MARTIN - Disastro clamoroso.
LIVREA
A farla da padrone è il classico verdone Aston Martin, ma a rendere molto elegante la livrea della AMR26
sono anche le strisce gialle lungo tutto il profilo della monoposto. Il giallo è presente anche nella parte
superiore delle pance, mentre il nero ricopre il profilo delle stesse. I flap dell’ala posteriore sono colorati di
azzurro.
ANALISI TECNICA
Dobbiamo ammetterlo: dal punto di vista del design, Adrian Newey ha sfornato l’ennesimo capolavoro. Una
linea splendida fa di questa AMR26, probabilmente, una delle monoposto più belle della storia della Formula
1. Passando ai dettagli tecnici, fa subito specie il muso molto largo, che si aggancia al secondo flap dell’ala
anteriore. Quest’ultima presenta un profilo lineare, e alle estremità delle paratie pronunciate per l’outwash.
La bocca dei radiatori è sottile e larga, con un vassoio inferiore allungato. Le pance laterali sono lunghe e
caratterizzate da uno scivolo non troppo ripido, mentre colpisce la presa d’aria del cofano motore, molto
grande e ben studiata. Anche il sistema sospensivo è molto sofisticato e svolge un’importante funzione
aerodinamica.
COME SONO ANDATI I TEST?
Un disastro totale, su tutti i fronti. Le linee estreme di questa vettura, che la rendono meravigliosa
esteticamente, sono forse troppo estreme, e comportano tante difficoltà di guida per Alonso e Stroll. Se a
tutto questo aggiungiamo una Power Unit Honda poco affidabile e poco competitiva, abbiamo la ricetta
perfetta per un inizio di stagione terribile. In Bahrain i due piloti hanno girato pochissimo, anche per assenza
di pezzi di ricambio di Honda: quindi quasi nessun riferimento cronometrico e poca esperienza alla guida per
i piloti, oltre ad un chilometraggio veramente scarso. Le aspettative per Melbourne sono da ultima forza in
pista, alle spalle anche di Cadillac: chi lo avrebbe mai detto alla vigilia della stagione?
8. HAAS - Molto convincente.
LIVREA
La partnership con Toyota Gazoo Racing è ben celebrata dalla livrea spettacolare della Haas VF26. Il bianco è
il colore principale, accompagnato dal rosso e dal nero, presenti in modo leggero ma efficace. Il logo “GR”
nero e rosso sul cofano, poi, è un tocco di classe.
ANALISI TECNICA
Il musetto è stretto e si ancora all’ala anteriore tramite due supporti arcuati. L’ala presenta un profilo lineare,
e i deviatori di flusso per l’outwash sono molto marcati. Il cofano è bombato, con delle aperture molto
interessanti per le prese d’aria. Le bocche dei radiatori sono molto larghe, mentre le pance laterali sono
caratterizzate da una rampa pronunciata, e sono abbastanza grandi. Interessante anche la paratia laterale
dietro la ruota anteriore, alla quale sono ancorati i tiranti delle sospensioni.COME SONO ANDATI I TEST?
La Haas sembra la monoposto più pronta all’interno della lotta di centro gruppo. Ottimi tempi sul giro secco,
ottima affidabilità, sorprendente passo gara, con una minima usura degli pneumatici e tempi molto costanti.
Le aspettative per l’Australia sono di essere la quinta forza, subito alle spalle dei top team, probabilmente in
lotta con l’Alpine.
9. AUDI - Buone sensazioni per la nuova arrivata.
LIVREA
La prima livrea della storia di Audi in Formula 1 vede nel grigio il colore dominante, che copre tutta la parte
anteriore e centrale della R26. La parte posteriore, invece, vede l’alternanza di arancione e nero, per una
livrea che, a dirla tutta, non si discosta molto dal concept presentato a fine 2025. Molto eleganti i quattro
anelli rossi nel cofano e nell’ala posteriore.
ANALISI TECNICA
In Bahrain Audi ha sorpreso tutti fin dal primo giorno della prima settimana, portando in pista soluzioni
tecniche innovative. Le pance della R26 sono scavate nella parte superiore, e vanno a restringersi verso la
scocca, obbligando le bocche dei radiatori a svilupparsi verticalmente. In questo modo, la zona della
sospensione posteriore è libera e i flussi possono essere canalizzati al meglio verso il diffusore. Il cofano
bombato suggerisce l’effetto bazooka, e il muso è lungo e si ancora al secondo flap dell’ala anteriore.
COME SONO ANDATI I TEST?
Per essere un team alla sua prima stagione in Formula 1 (pur avendo ereditato il posto della Sauber), i test di
Audi non sono andati affatto male. Anzi, sia sul passo di qualifica sia sui long run, è sembrata inserirsi
pienamente nella lotta del centro gruppo, non molto distante da team con tanta più esperienza come Alpine
e Williams. La monoposto è in continua evoluzione e c’è tanto lavoro da fare, ma in vista di Melbourne la
possibilità di lottare per i punti non è così remota.
10. ALPINE - Tutta un’altra storia rispetto al 2025 (tranne la livrea…).
LIVREA
La livrea dell’Alpine A526 è molto simile a quella del 2025. C’è sempre il classico blu a farla da padrone, con
il rosa che investe la parte superiore del muso, le ali anteriori e posteriori, l’halo e la parte terminale del
cofano motore. Il nero è presente nella pinna, nella punta del muso e negli specchietti. Poca fantasia, ma
tanta identità di marca.
ANALISI TECNICA
Il musetto della A526 è lungo e stretto, simil McLaren, mentre l’ala anteriore presenta un profilo arcuato, con
i deviatori di flusso ben in vista. Le bocche dei radiatori hanno una forma particolare, squadrata; le pance
sono lunghe e abbastanza larghe, con uno scivolo pronunciato. Ad essere davvero innovativa è la sospensione
anteriore che, a differenza di tutti gli altri team, segue lo schema pull-rod. Questo indica una gestione diversa
dei flussi d’aria. Innovativa, però, non è solo la sospensione anteriore. L’Alpine stupisce anche per il sistema
di apertura del flap posteriore, con l’elemento superiore che, invece di aprirsi, collassa, appiattendosi al livello
dell’elemento inferiore.
COME SONO ANDATI I TEST?
Il miglioramento rispetto al 2025 è netto ed evidente. L’Alpine non è più fanalino di coda del gruppo, ma anzi,
sembra poter essere addirittura la regina del centro gruppo, in lotta con la Haas. Buona sia sul passo di
qualifica sia sul passo gara, ha convinto con entrambi i piloti, e, come ammesso dallo stesso Briatore, non è
stata ancora sprigionata tutta la potenza della Power Unit Mercedes. Il team francese vola in Australia con
l’obiettivo di affermarsi come quinta forza assoluta.
11. CADILLAC - I novellini del paddock.
LIVREA
In occasione del suo storico ingresso in Formula 1, Cadillac presenta una livrea bi-color: a sinistra bianca, a
destra nera. Una scelta molto particolare, che si vede raramente in Formula 1. Molto bella la scritta “Cadillac”
stilizzata, posta vicina all’ingresso dei radiatori, e anche i rettangoli sul cofano motore, che ricordano il motivo
grafico del logo.
ANALISI TECNICA
Nonostante Cadillac sia un team totalmente nuovo e alle prime armi, la CA01 è una monoposto con delle
soluzioni tecniche interessanti già con questo primo pacchetto aerodinamico. Le pance laterali presentano
uno scivolo molto ripido, e sono corte, lasciando spazio libero per i flussi verso il posteriore. Il cofano motore
è bombato, mentre l’ala anteriore ha un profilo ondulato e il musetto è abbastanza largo. L’ala posteriore è
sorretta da due piloni e presenta l’attuatore in posizione centrale. Interessante anche il fondo, che sembra
essere già molto sofisticato.
COME SONO ANDATI I TEST?
Sono stati test positivi per Cadillac: pochi stop per affidabilità, tanta attività in pista. Non hanno completato
run lunghi con carburante, quindi abbiamo pochi riscontri sul passo gara. I tempi sul giro sono lenti, ma non
in modo esagerato: normale amministrazione per un team appena nato. Cadillac vola a Melbourne per essere
ultima forza in pista, come è normale che sia, ma potrebbe già stare davanti ad Aston Martin, un risultato più
che dignitoso.
PREDICTION E CONCLUSIONE: VERSO L’AUSTRALIA
Ora che abbiamo terminato anche l’analisi degli undici team in griglia, siamo pronti per azzardare una
prediction: chi sarà il Campione del Mondo costruttori e piloti del 2026? È complicatissimo rispondere a
questa domanda, per due motivi: 1) nel corso della stagione ci sarà un’evoluzione pazzesca delle monoposto
e, anche a causa del sistema ADUO, i valori in pista potrebbero variare parecchio dalla prima gara all’estate,
fino a dicembre; 2) la Mercedes sembra la favorita, sì, ma gli altri tre top team non sono apparsi così lontani.
Ma per tutto ciò che è accaduto nel pre-stagione, tutti i rumours da paddock, le parole dei protagonisti, non
possiamo che puntare il dito su Mercedes: il team di Toto Wolff tornerà a comandare e sarà Campione del
Mondo Costruttori, dopo cinque anni di digiuno. Ipotizzando un dominio, o quantomeno una superiorità
netta, da parte di Mercedes, almeno per tutta la prima metà di stagione, George Russell riuscirà ad esaudire
il suo sogno laureandosi Campione del Mondo di Formula 1 per la prima volta in carriera. Kimi Antonelli,
nonostante il suo grande talento, non sarà ancora così costante nei risultati come Russell. Magari vincerà
qualche gara, toglierà punti agli avversari della Mercedes, ma non riuscirà a tenere il passo e la costanza del
compagno di squadra. Questo, tuttavia, è solo un gioco, una prediction basata, sì, su fatti e dati concreti, ma
niente di più. Nessuno ha la sfera di cristallo, soprattutto in questo 2026, così incerto e tutto da scoprire!
Adesso, però, è davvero arrivato il momento di fare sul serio. I test sono terminati, le chiacchiere non contano
più, nessuno si può più nascondere, tutti dovranno spingere al massimo. L’Albert Park di Melbourne è pronto
ad infiammare ancora gli animi degli appassionati di corse. Nel weekend del 06-08 marzo la 40° Edizione del
Gran Premio d’Australia inaugurerà una nuova stagione che promette di essere indimenticabile. I cinque
semafori rossi si spegneranno per dare ufficialmente il via alla nuova era della Formula 1.