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Gran Premio d'Ungheria 2025 :il Post Gara

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

Lando Norris firma la 200° vittoria della storia della McLaren. Grazie ad un azzardo di strategia vincente, ma anche a una grande qualità di guida, il britannico conquista la vittoria in Ungheria, resistendo nel finale agli attacchi di Oscar Piastri, che, deluso per l’amara sconfitta, completa comunque la quarta doppietta consecutiva per il team di Woking. Per una serie di fattori che hanno compromesso la performance della sua Ferrari, Charles Leclerc, autore di un weekend perfetto, deve cedere il podio alla Mercedes di George Russell e accontentarsi della 4° posizione. Grande prestazione per l’Aston Martin, rinata dopo il disastro del Belgio, grazie alla splendida gara di entrambi i piloti, con Fernando Alonso che ha resistito fino in fondo al tentativo di recupero di un fenomenale Bortoleto. Disastro, invece, in casa Red Bull, che vede il suo pilota di punta Max Verstappen arrivare soltanto 9°, davanti a Kimi Antonelli, a punti dopo una difficile qualifica. Continuano le difficoltà di Lewis Hamilton, 12° al traguardo con la sua Ferrari dopo un altro weekend di sofferenza.

Benvenuti al Post Gara della 40° Edizione del Gran Premio d’Ungheria, 70 giri in scena nel tortuoso Hungaroring di Mogyoròd nel pomeriggio nuvoloso di domenica 03 agosto 2025.

 

PARLA LA PISTA


PROVE LIBERE. 

Nella FP1 scendono in pista due rookies: Paul Aron, attuale pilota di Formula 2, con la Sauber di Hulkenberg; Felipe Drugovich, terzo pilota dell’Aston Martin, al posto di Alonso, che non partecipa alla sessione per dei problemi fisici alla schiena. Purtroppo, Aron deve abbandonare la sessione dopo pochi minuti per dei problemi tecnici alla sua monoposto. Nei primi run, tutti i top drivers, tranne Tsunoda, montano gomma media. La McLaren fa subito il vuoto, soprattutto con Norris, ma Leclerc si dimostra in forma e guida con fermezza il gruppo degli inseguitori. Sembrano in grande difficoltà Verstappen e le Mercedes, mentre sorprendono le due Racing Bulls. Nella simulazione di qualifica con gomma soft è Norris il più veloce, mentre Piastri, pur avendo sbagliato il primo tentativo, completa l’1-2 McLaren. Leclerc si conferma ancora il primo degli altri, mentre Hadjar è davanti ad Hamilton con un ottimo tempo. Le Mercedes si devono accontentare della 7° e 8° posizione, con un buon Antonelli davanti a Russell, ma entrambi alle spalle di Bearman. Male, invece, le Red Bull, con Verstappen 9°, affatto contento della monoposto, e Tsunoda addirittura 17°, battuto anche da Drugovich. La breve simulazione di passo gara vede una McLaren molto veloce e costante, ma la Ferrari non sembra lontana, con Leclerc che a fine sessione risulterà mediamente il più veloce in pista. Il passo della Red Bull non regge il confronto, mentre Russell e Antonelli evidenziano delle difficoltà di guida. Tra gli altri team, sorprende la Haas, con un ottimo ritmo.

Per la FP2, Alonso torna alla guida della sua Aston Martin. Nei primi run con gomma media, Norris e Leclerc si confermano estremamente veloci, mentre Piastri ci mette un po’ di più per arrivare a quei livelli. Dà ottimi segnali Antonelli, subito nelle prime posizioni e costantemente davanti a Russell, mentre la Red Bull è in crisi nera: Verstappen è addirittura fuori dalla top 10, anche dietro Tsunoda, segno che la vettura è un mezzo disastro. Le due Racing Bulls e Albon si dimostrano in ottima forma, tanto da inserirsi nel gruppo dei top. Nella simulazione di qualifica, Norris, dopo un errore nel primo tentativo, conquista la leadership della sessione davanti a Piastri. Leclerc riesce ancora ad essere il primo degli altri, migliorando il suo tempo pur avendo gomma usata. Sorprendono le due Aston Martin, entrambe subito alle spalle di Leclerc e davanti a Hamilton, Russell e Hadjar. Antonelli è 10°; Tsunoda riesce a portare la Red Bull al 9° posto, mentre Verstappen è in crisi di assetto ed è solo 14°: per Max è il venerdì più complicato della stagione. Le due Haas e Hulkenberg sono appena fuori dalla top 10; male le Williams e malissimo le Alpine, che occupano le ultime due posizioni. Nella simulazione di gara, le McLaren, seppur disturbate dal traffico, tengono il passo migliore rispetto a tutti. La Ferrari differenzia la strategia: Leclerc gira con gomma media, tenendo un ottimo ritmo, mentre Hamilton, con gomma soft, comincia in maniera esplosiva, con tempi ottimi, ma poi i suoi tempi si alzano un po’; il britannico, inoltre, non è molto contento del bilanciamento della vettura. Anche la Mercedes tiene un ottimo passo, così come la Sauber con Hulkenberg; Verstappen, invece, è ancora in difficoltà. Verso fine sessione, i tempi di tutti salgono parecchio (segno che il degrado è elevato), tanto che Norris si ferma ai box per montare gomme soft. Quando torna in pista, va al bloccaggio della gomma anteriore e rischia un inutile incidente con Piastri, che sopraggiunge proprio in quel momento in curva 1: sarebbe stato un bel disastro in casa McLaren.

Dopo i riscontri del venerdì, per le FP3 Hamilton sceglie di aumentare il carico al posteriore, per avere più stabilità, mentre la Red Bull scarta definitivamente, almeno per questo weekend, la nuova ala anteriore, dopo averla provata venerdì con Verstappen. Ad inizio sessione, l’Aston Martin fa il suo solito lavoro di rodaggio gomme, ma il fatto interessante è che anche la McLaren roda un set di medie, per la prima volta in stagione. Colapinto è il primo a scendere in pista con la soft, mentre Tsunoda è il primo top sul circuito; il giapponese è su gomma media e anticipa molto il lavoro, probabilmente per verificare tutti i cambi di assetto eseguiti dal team durante la nottata. I primi run con gomma soft mostrano una McLaren stranamente più umana rispetto al venerdì, mentre la Red Bull sembra migliorata molto. Anche Russell con la Mercedes è nel pacchetto di testa che si gioca la miglior prestazione, composto dalle McLaren, le Ferrari e Verstappen. Tsunoda, invece, continua il suo lavoro con gomme medie. Durante la prima mezz’ora si comporta bene anche la Sauber di Bortoleto e con la Williams Sainz dà buoni segnali, mentre Norris arriva più gradualmente, rispetto a Piastri, alla miglior prestazione. Nella seconda parte della sessione, quando tutti montano il secondo set di soft, cambia lo scenario: la McLaren diventa ingiocabile, complici anche le alte temperature dell’asfalto. Piastri batte Norris per pochi millesimi, mentre dietro Leclerc è ancora il primo degli altri, dopo aver battuto il tempo di Hamilton con un margine di 3 decimi. Antonelli si conferma molto veloce con il 5° tempo, vicino ad Hamilton, mentre Russell è 8°, anche dietro le due ottime Aston Martin. Il miglioramento della Red Bull era solo un’illusione: Verstappen è disperso, 12°, con tanti problemi di guida, mentre Tsunoda è addirittura 19°. Colapinto chiude la sessione davanti a Gasly: nel disastro Alpine, l’argentino dà quantomeno un segnale di ripresa. Anche la Williams non sembra velocissima, mentre un’ottima Sauber termina in top 10 con entrambe le monoposto.

Si va verso una qualifica che vede le McLaren favorite d’obbligo per la conquista della prima fila completa, come nel 2024, e la Ferrari come seconda forza con ampio margine su Red Bull e Mercedes e, dunque, chiamata a monopolizzare la seconda fila.

 

QUALIFICHE. 

Nella Q1, le Williams sono le prime due monoposto a scendere in pista, con tanto anticipo rispetto agli altri. Il primo run vede Piastri davanti a tutti, mentre Norris fatica un po’ ed è solo 4°, dietro anche Russell e Antonelli. Anche Leclerc sbaglia il giro ed è solo 9°; Hamilton invece è 5°, mentre sorprende l’ottimo tempo di Hadjar. La Red Bull è ancora in crisi: Tsunoda è 17°, Verstappen 13°; Max è costretto a montare un altro set di soft nuove. Per il secondo tentativo, la McLaren rimane con gomma usata. La pista migliora sempre di più, tanto che Alonso sale 2°. Fantastico Hadjar, 3°, e Bortoleto, 6° con la Sauber; entrano in Q2 anche Sainz e un buon Colapinto. Sono eliminati, invece: Tsunoda, Gasly, Ocon, Hulkenberg e Albon (addirittura ultimo).

All’inizio della Q2 sembra possa arrivare un po’ di pioggia: vanno tutti subito in pista, ma in realtà la pioggia non arriva. Nel primo tentativo, a comandare sono ancora le McLaren, davanti alle due Aston Martin. Verstappen è 8°, dietro Hadjar, Bearman e Russell, mentre la Ferrari è in crisi: Leclerc è 10°, Hamilton addirittura fuori dalla top 10. I due piloti del Cavallino trovano una monoposto tanto cambiata rispetto alle FP3: la SF25 ha di colpo perso tanta prestazione. Nel secondo tentativo, solo le due McLaren sono su gomma usata, ma, nonostante ciò, riescono a migliorare i propri tempi: Norris chiude 1°, davanti a Piastri, Stroll, Russell e Alonso. Verstappen e Leclerc riescono ad accedere alla Q3, così come entrambe le Racing Bulls e un super Bortoleto. Hamilton, invece, viene eliminato: è ancora crisi nera per il campione britannico; per la prima volta in carriera non entra in Q3 a Budapest, dove non aveva mai fatto peggio del 7° posto. Con Lewis (12°) eliminati anche: Bearman, Sainz, Colapinto (che comunque può essere soddisfatto del suo lavoro) e Antonelli (a cui è stato cancellato il tempo per track limits, quando però era già eliminato; ancora una prestazione da dimenticare per il giovane bolognese).

Nella Q3 lo scenario è destinato a cambiare: cala drasticamente la temperatura e aumenta il vento. Tutto ciò va a svantaggio della McLaren, che perde il suo equilibrio perfetto e diventa più difficile da guidare. Nel primo tentativo, Norris è ancora 1° davanti a Piastri, ma non c’è più quel mezzo secondo che li rendeva irraggiungibili. Russell è 3°, davanti ad Alonso, Verstappen e Leclerc, mentre Stroll si vede cancellato il tempo per track limits e Hadjar è l’unico che fa un solo tentativo. Nel secondo e ultimo run, i due piloti McLaren non riescono a migliorare il proprio tempo. Chi fa una magia, invece, è Leclerc. Charles si inventa un giro pazzesco, perfetto, inatteso, da “mago delle qualifiche”, e batte il tempo di Norris.

Leclerc conquista così la 27° pole position della sua carriera, la prima per lui da Azerbaijan 2024, la prima per la Ferrari da Messico 2024 e, di conseguenza, la prima in stagione per la Rossa (al netto della pole Sprint di Hamilton in Cina, che però non conta per le statistiche). Un deluso Piastri è 2° per soli 26 millesimi, davanti a Norris: McLaren sconfitta, ma consapevole della sua forza in gara.

Grandissimo giro anche per Russell (4°, a soli 53 millesimi dalla pole position), davanti ad Alonso, Stroll (ottima Aston Martin, che monopolizza la terza fila), un eccezionale Bortoleto (7°), Verstappen (che limita i danni con l’8° posizione, in una delle qualifiche più complicate della sua carriera), Lawson e Hadjar.

 

GARA.

Scelta gomme: in griglia, la maggior parte dei piloti sono su gomma media; Hamilton e Gasly partono con la hard, mentre Sainz, Hulkenberg e Albon sono su gomma soft. Tsunoda prende il via dalla pit lane, dopo aver sostituito dei componenti della Power Unit in regime di parco chiuso. È prevista una gara a due soste, ma non è escluso che qualcuno possa azzardare la sosta singola.

Al via, Leclerc scappa subito via; parte benissimo anche Norris, ma la sua ottima progressione viene ostacolata dalla presenza di Piastri. Russell e Alonso approfittano della situazione e lo superano, facendolo scivolare 5°, davanti a Bortoleto e Stroll. Hulkenberg, intanto, riceve 10 secondi di penalità per falsa partenza.

Nei primi giri, Leclerc cerca di tenere Piastri fuori dalla zona DRS, mentre Verstappen, con un bel sorpasso su Lawson, sale 8° e Norris passa Alonso. Quando Lando arriva alle spalle di Russell, però, il pilota Mercedes oppone una grande resistenza che Norris non riuscirà a infrangere, almeno fino a quando Russell non si fermerà per la sua prima sosta.

Al 19° giro, arriva la prima sosta per Piastri, che monta le hard. La Ferrari reagisce subito fermando Leclerc il giro successivo: il monegasco resta davanti. In contemporanea si ferma anche Russell. Norris, liberatosi così della presenza di George, gioca l’azzardo: allungare il primo stint per fare una sola sosta. Antonelli e Tsunoda, nelle retrovie, sono chiaramente su una strategia a due soste, così come Verstappen, mentre Hamilton va per la sosta singola e allunga tantissimo il primo stint.

Al 29° giro, Verstappen prova un sorpasso impossibile su Hamilton in curva 4: prende la posizione, costringendo però Lewis al fuori pista; verrà penalizzato di 5 secondi. Davanti, Piastri comincia a farsi ingombrante negli specchietti di Leclerc, mentre Norris effettua la sua prima e unica sosta al 32° giro, rientrando in pista alle spalle di Russell. A centro gruppo, Bearman, dopo un’ottima prima parte di gara, si ritrova 16° con la sua Haas a causa, evidentemente, di una strategia non ottimale. Il giovane britannico sarà poi costretto al ritiro per problemi tecnici alla monoposto.

Norris, tornato in pista, registra giri veloci a pioggia e torna velocemente su Russell, mentre al 40° giro Leclerc è ai box per la seconda sosta. Piastri discute un po’ via radio con il team per valutare la possibilità della sosta singola, ma dopo sei giri si ferma anche lui. Con una buona strategia e il sorpasso su Sainz, Antonelli raggiunge la top 10.

In questo ultimo stint di gara, Leclerc è in crisi: la sua Ferrari perde performance e lui comunica che qualcosa è cambiato. Il recupero su Norris è quindi utopia. Leclerc nulla può contro il ritorno di Piastri, che lo supera al 51° giro e va a caccia di Norris. La Ferrari del monegasco non ha più ritmo, tanto che Russell lo recupera in fretta e, dopo una piccola battaglia con Charles, sale in zona podio. Leclerc, inoltre, viene penalizzato di 5 secondi per aver cambiato traiettoria più di una volta durante il primo tentativo di attacco da parte di Russell.

Piastri, intanto, recupera Norris fino al DRS e tenta un attacco impossibile in curva 1: si sfiora il disastro. Norris è bravissimo a non commettere errori e mantiene una meritata leadership. Dietro, Alonso resiste al recupero di Bortoleto, mentre Lawson tiene l’8° posizione su Verstappen.

Lando Norris vince il Gran Premio d’Ungheria, grazie ad una strategia vincente e un’ottima gestione del finale di gara. Il britannico conquista la sua 9° vittoria in carriera, la 5° stagionale, e recupera qualche punto in classifica su Piastri: i due sono ora separati da appena 9 punti. La McLaren festeggia la 200° vittoria della sua gloriosa storia, confermando ancora il suo schiacciante dominio. Oscar Piastri completa la 4° doppietta papaya consecutiva, ma la delusione per lui è tanta, dopo la beffa strategica subita dal suo stesso team. George Russell riporta la Mercedes sul podio, confermando ancora una volta la sua costanza micidiale.

Seguono un amareggiato Leclerc, autore di un weekend perfetto ma non ripagato dai risultati, un eccezionale Alonso, Bortoleto (il “rookie meraviglia” di questo 2025), Stroll, a conferma di una grande Aston Martin, Lawson, Verstappen (solo 9°, a conclusione di un weekend disastroso della Red Bull) e Antonelli, quantomeno in top 10 dopo un altro weekend difficile. Hamilton chiude 12°, mentre Tsunoda è solo 17°.

 

I TOP DEL WEEKEND

 

1.     CHARLES LECLERC

Al di là dei problemi in gara (dei quali ancora la natura resta incerta), il weekend di Leclerc è stato magico. In questo periodo il monegasco è probabilmente nel momento top della sua carriera. Giovedì è arrivato a Budapest con poche aspettative, affermando ancora una volta che l’Hungaroring non gli va proprio a genio.

Pensate se fosse il suo circuito preferito! Sin dalle prove libere del venerdì, supportato anche da una buona Ferrari, si presenta nettamente come il “primo degli altri”, ossia il primo dopo le due irraggiungibili McLaren, con un ampio margine su Hamilton (“umiliato”, sportivamente parlando, dal compagno di squadra, in un circuito dove ha costruito la sua leggenda) e sulle Mercedes.

Durante le qualifiche la Ferrari entra in crisi, ma mentre Hamilton soccombe, Leclerc tiene duro e riesce ad entrare in Q3. Poi, le condizioni meteo cambiano, si alza il vento, si abbassano le temperature, la McLaren di colpo perde il suo vantaggio, e Charles è lì, come un cecchino che infligge il colpo impossibile. Grazie alla ritrovata qualità sul giro secco, Leclerc conquista una pole position assurda, inaspettata, magica, battendo per un nulla le McLaren e Russell.

In gara, poi, tranne che per quel piccolo errore in difesa su Russell, cosa poteva fare di più? Fino al secondo stint la sua SF25 regge bene e lui la guida alla grande. Ok, sicuramente la McLaren aveva un passo migliore, ma comunque Piastri non ha mai avuto la velocità per tentare un attacco. La prima vittoria stagionale probabilmente non sarebbe arrivata lo stesso, perché la McLaren ha giocato benissimo con la strategia, tenendo sotto scacco la Ferrari, ma una 2° posizione o, al limite una 3°, comunque il podio, sarebbe arrivato al 100%. Ma ancora una volta i problemi alla monoposto lo rallentano, relegandolo al 4° posto, beffato anche da Russell. Una conclusione amara, sicuramente ingiusta dopo un weekend perfetto. Ma le corse sono anche questo.

 

2.     GEORGE RUSSELL

Va bene, il buon George ha avuto un pizzico di fortuna in gara approfittando dei problemi di Leclerc, ma resta il fatto che lui era lì, anzi, è sempre lì, come un falco, pronto a cogliere ogni occasione. Se il weekend di Russell non è stato a livello di quello di Leclerc, beh, poco ci manca. Con una Mercedes evidentemente più facile da guidare, dopo la “retromarcia” sulla vecchia sospensione, ma nemmeno troppo competitiva, Russell fa il massimo.

A stupire è stata soprattutto la sua qualifica: 53 millesimi di ritardo dalla pole, per poco non ha fatto la magia; sarebbe stata un’impresa al pari di quella di Charles, forse anche più clamorosa.

In gara, la sua W16 non ha il passo della Ferrari e della McLaren, ma per tutto il primo stint riesce a stare davanti a Norris. Sul finale, Leclerc fa di tutto per tenerlo dietro, ma George inevitabilmente lo passa, lamentandosi anche un po’ della difesa troppo aggressiva del monegasco. È vero che probabilmente, considerato tutto il weekend, Charles si sarebbe meritato alla grande il podio, ma ciò non toglie nulla alla grandissima gara di Russell. Il britannico chiude, dunque, con il 6° podio dell’anno una prima parte di stagione veramente al top.

 3.     ASTON MARTIN

Dopo il disastro del Belgio, l’Aston Martin rinasce in Ungheria, portando a conclusione il weekend migliore della stagione.

Si era capito sin dalle prove libere che sull’Hungaroring la monoposto verde si è trovata subito a suo agio, ma la conferma è arrivata in qualifica. Alonso e Stroll hanno monopolizzato la terza fila, addirittura con tempi non lontani dalla pole.

In gara, Bortoleto ha rovinato un po’ i piani, ponendosi a sandwich tra le due vetture, ma comunque Alonso è stato in grado di tenere una fantastica 5° posizione. Stroll è riuscito a non farsi “inghiottire” dal gruppone grazie ad un buon passo, arrivando 7° al traguardo, ancora dietro Alonso, va bene, ma comunque abbondantemente in zona punti.

Bellissimo vedere Fernando ancora così forte e combattivo, nonostante i suoi 44 anni e i problemi alla schiena avuti questo weekend: un grande esempio per tutti, soprattutto per le nuove generazioni.

Piccola curiosità: al termine della prima parte di stagione, i due piloti Aston Martin sono a pari punti in classifica, entrambi a quota 26!

 

4.     GABRIEL BORTOLETO

Il “rookie meraviglia” di questa prima parte stagione è Gabriel Bortoleto: non c’è dubbio. Da quando la Sauber è tornata a poter raggiungere con frequenza la zona punti, il talento e la velocità di Gabriel si sono rivelati in tutto il suo splendore. In Ungheria ha portato a casa un weekend capolavoro, dando la paga in modo pesante ad Hulkenberg.

In qualifica è magico: non solo entra in Q3 (mentre Hulkenberg si ferma alla Q1), ma coglie una clamorosa 7° posizione, battendo un certo Max Verstappen.

In gara, passa subito Stroll in partenza, salendo 6°, e lì rimane per tutta la durata della corsa. Stroll non ha la velocità per attaccarlo, mentre il recupero su Alonso (che è, tra l’altro, il suo manager) non va a buon fine. Ma è comunque una 6° posizione eccellente, un ottimo modo per concludere la prima parte della sua stagione d’esordio. Hulkenberg deve cominciare a preoccuparsi.

 

 

I FLOP DEL WEEKEND

 

1.     RED BULL

Flop pesantissimo per la Red Bull, che, probabilmente, ha vissuto il weekend più nero della sua storia. Accade molto di frequente che il venerdì la Red Bull appare dispersa, in crisi di assetto, con Verstappen che si lamenta di non avere grip; ma solitamente riescono a ribaltare la situazione nella notte tra venerdì e sabato per permettere quantomeno a Max di lottare per le prime posizioni. Ecco, questo weekend non è successo.

Anche sabato e domenica, la vettura era dispersa, “da nessuna parte”, complicata da guidare e per niente competitiva. Tsunoda, inutile a dirlo, in questa situazione ha sofferto ancora di più e non è mai riuscito a schiodarsi dalle ultime posizioni, mentre Max ha cercato, come al solito, di salvare la baracca, ma con tanta fatica e comunque sempre ai margini della top 10, in posizioni inedite per lui.

In qualifica è 8°, dietro anche Bortoleto, e in gara subisce addirittura l’attacco da parte di Lawson (che si è tolto una bella soddisfazione!) arrivando 9°, ultimo dei piloti a pieni giri. Tsunoda, invece, è arrivato 17°, doppiato, appena davanti alle due Alpine.

C’è da dire che anche l’anno scorso la Red Bull aveva fatto tanta fatica in Ungheria, ma quest’anno, probabilmente, è stato Verstappen a metterci qualcosa in più per arrivare almeno in zona punti. Sicuramente, quindi, il fattore pista ha influito non poco: certo è che un weekend così difficile non lascia ben sperare per la seconda parte di stagione. Horner ha lasciato a Mekies la guida di un team da ricostruire.

 

2.     LEWIS HAMILTON

È nato un “caso Hamilton”? Sì, non c’è dubbio. Se nemmeno in un circuito come l’Hungaroring, dove ha costruito la sua leggenda, con 8 vittorie e 9 pole, Hamilton è riuscito a stare vicino alle prestazioni di Leclerc significa che qualcosa non sta funzionando, anche perché ormai sono passate 14 gare dall’esordio di Melbourne.

Sicuramente le sue dichiarazioni post-qualifica alla stampa britannica, quando ha detto che “forse bisogna cambiare pilota, perché evidentemente è possibile portare questa macchina in pole”, erano dettate dalla delusione del momento, nel vedere Charles lì davanti in un circuito dove lui era chiamato ad una reazione. Ma la situazione è critica e serve una svolta nella seconda parte di stagione.

 3.     NICO HULKENBERG

Dopo il bellissimo podio di Silverstone, Hulkenberg non è più riuscito a fare la differenza, restando sempre nell’ombra di Bortoleto, pur essendo il brasiliano un rookie. Ma se quantomeno in Belgio era riuscito a tornare in zona punti (prima dell’ultimo pit stop), il suo weekend ungherese è stato molto deludente.

In qualifica viene addirittura escluso in Q1, mentre in gara riesce a risalire in 13° posizione con una piccola rimonta, ma la differenza con Bortoleto è stata davvero grande.

 

4.     ALPINE

Disastro anche in casa Alpine. Dobbiamo dare un po’ di credito a Colapinto, che è riuscito a passare la Q1, a differenza di Gasly, ma in gara la monoposto aveva zero passo.

Weekend davvero complicato per Gasly, 17° in qualifica e ultimo sotto la bandiera a scacchi, ma anche Colapinto è colato a picco, e così la squadra transalpina si è ritrovata ad occupare gli ultimi due posti.

La pausa estiva servirà sicuramente per rimettere in ordine tutto e capire cosa non sta funzionando, ma la situazione è critica.

 

 

VERSO L’OLANDA

Con la settima doppietta stagionale della McLaren e la 200° vittoria della sua storia, cala il sipario sul weekend di Budapest e, in realtà, anche sulla prima parte di questo campionato 2025, sempre più monopolizzato dal team di Andrea Stella e Zak Brown.

Prima di tornare in azione dobbiamo pazientare un po’. Come da regolamento, infatti, siamo entrati nella pausa estiva, che durerà per quasi tutto agosto. I team sono obbligati a chiudere tutti gli stabilimenti per 14 giorni. Un periodo nel quale staccare un po’ la spina, riposarsi dopo 14 intensi weekend di gara, ma anche per rimettere insieme le idee, fare dei bilanci, e prepararsi al meglio per la seconda parte di stagione.

Si tornerà in pista nell’ultimo weekend di agosto per un altro appuntamento storico del mondiale. Tra le dune dei Paesi Bassi, l’”ottovolante della Formula 1”, il Circuit Zandvoort, sarà teatro della 35° Edizione del Gran Premio d’Olanda, la prima delle dieci tappe che ci porteranno verso il finale di stagione. A casa sua, il “leone” idolo locale Max Verstappen sarà in cerca di riscatto, ma dovrà fare i conti con le dominanti McLaren papaya e con una Ferrari che sta assumendo sempre più fermamente il ruolo di seconda forza. Appuntamento, dunque, tra le dune di Zandvoort per un altro entusiasmante weekend di Formula 1.