Gran Premio di San Paolo 2025: il Post Gara.
INTRODUZIONE
Lando Norris domina il caos del Brasile. Ad Interlagos una gara folle, colpi di scena a non finire, ma un re indiscusso. Norris vince grazie ad una gara impeccabile e vola in testa al mondiale. Ancora una volta, troppi errori per Oscar Piastri, che nella Sprint si ritira da solo e nella gara di domenica causa una carambola, dalla quale l’unico ad uscirne con le ossa rotte è l’incolpevole Leclerc. Piastri deve cambiare passo, altrimenti il sogno mondiale rimarrà tale. Anche Hamilton non arriva al traguardo: per la Ferrari è un disastroso doppio ritiro, il secondo della stagione dopo l’Olanda. Uno straordinario Kimi Antonelli conquista il suo secondo podio stagionale al termine del weekend migliore della sua carriera, grazie anche alla grande difesa su Max Verstappen. Ma Max è stato autore di un’impresa altrettanto magica: dalla pit lane al podio, con una gara incredibile e una Red Bull rinata dopo il clamoroso disastro del sabato. Russell conclude in 4° posizione un weekend sottotono, mentre ancora fortissimo è Ollie Bearman, 6° con la sua Haas. Ottimo weekend anche per entrambe le Racing Bulls, Hulkenberg e Gasly, mentre è ancora notte fonda per Tsunoda, ultimo al traguardo con la sua Red Bull. Disastro anche per Gabriel Bortoleto: il suo primo Gran Premio di casa è stato un vero incubo.
Benvenuti al Post Gara della 5° Edizione del Gran Premio di San Paolo, 71 giri di pura follia sul leggendario Autódromo José Carlos Pace nel pomeriggio brasiliano di domenica 09 novembre 2025, nel weekend in cui la Ferrari torna sul tetto del mondo, conquistando, dopo 53 anni di assenza, il titolo mondiale piloti e costruttori del World Endurance Championship, con la magica 499p.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE.
Il venerdì di San Paolo si apre con una notizia di mercato: Colapinto ha rinnovato il suo contratto con l’Alpine per un’altra stagione; anche nel 2026, dunque, sarà al fianco di Gasly. Il team francese dà, quindi, all’argentino un’altra stagione di fiducia, nonostante un 2025 non certo esaltante.
In pista va in scena l’unica sessione di prove libere del weekend. La pista è molto sporca e scivolosa. Nella prima parte della sessione tutti utilizzano gomme hard. Tra i top team sembra esserci un grande equilibrio come tempi sul giro, anche se i piloti Red Bull fanno un po’ di fatica, con una monoposto complicata da guidare. Tsunoda è, infatti, autore di un testa-coda e rimedia un lieve danno all’ala anteriore. In questa fase, Russell sembra particolarmente in forma, ma anche la Ferrari è buona, con Hamilton molto vicino ai tempi di Leclerc. In Ferrari si provano due configurazioni d’ala diverse: Hamilton adotta un assetto più scarico rispetto a Leclerc. Ottimi sono anche i tempi dei due piloti Williams, di Gasly e di Lawson. In casa McLaren, Piastri, come al solito, comincia in sordina la sua attività rispetto ad un Norris subito molto rapido.
A metà sessione, quasi tutti provano il passo gara: come accade spesso, tuttavia, è complicato trarre conclusioni in quanto alcuni hanno il carico di benzina per la Sprint, altri per la gara. La Ferrari, invece, decide di concentrarsi di più sulla qualifica.
Quando arriva il momento, per tutti, dell’assalto al tempo, c’è una sorpresa: nessuno, tranne il duo Red Bull, monta gomma soft; tutti provano il time attack con la media. I due piloti Red Bull, però, sono in grossa difficoltà: la monoposto è difficile da guidare e i tempi non arrivano. Verstappen è solo 17°, Tsunoda addirittura 20°. Anche in Ferrari i tempi non arrivano, ma il team ha deciso di non fare una vera e propria simulazione di qualifica. Leclerc e Hamilton occupano soltanto la 18° e 19° posizione; il britannico è anche autore di un testa-coda. Davanti a tutti, la McLaren è devastante, imprendibile per chiunque. Grazie all’ultimo giro, Norris riesce a battere il tempo di Piastri e terminare la sessione da leader.
La top 10 vede, dunque, Norris leader davanti a Piastri, Hulkenberg, Alonso, Bortoleto, Russell, Gasly, Sainz, Hadjar e Antonelli. La sessione è, comunque, difficile da decifrare e tutte le valutazioni sono rimandate al pomeriggio, con la disputa delle Shootout.
SHOOTOUT.
Nella SQ1 è obbligatorio l’utilizzo delle medie e, come sempre, i piloti escono in pista con un discreto quantitativo di benzina per compiere giri in successione. Piastri riesce a battere Norris nel primo tentativo; Verstappen e Russell si mettono a dettare il passo, ma poco dopo la McLaren ristabilisce la sua leadership con ampio margine. Ottimo il tempo di Gasly, mentre la Ferrari è in difficoltà: fatica soprattutto nel settore centrale. Crisi nera, invece, in casa Williams: il team sbaglia il timing di uscita con Sainz e lo spagnolo, nell’ultimo tentativo che ha a disposizione, commette un errore. Grande fatica anche per Tsunoda, con una Red Bull complicata da guidare, mentre Bearman accede alla SQ2, così come le due Sauber e un super Gasly. La top 10 è così composta: Norris, Verstappen, Alonso, Piastri, Russell, Bearman, Hadjar, Gasly e Hamilton. Leclerc è 12°, Antonelli 15°. Gli eliminati sono: Colapinto, Lawson, Tsunoda, Ocon e Sainz. Escluso Sainz, per ovvie ragioni, tutti gli altri piloti eliminati, seppur senza evidenti problemi alla monoposto, hanno fatto una grande fatica nei confronti dei rispettivi compagni di squadra.
Nella SQ2 a stupire è l’Aston Martin. Alonso è il più veloce di tutti, con un grandissimo tempo nel settore centrale, e nessuno tra i top team riesce a batterlo. Anche Stroll è veloce e il suo tempo è sufficiente per l’ingresso in SQ3. La Ferrari soffre di continui bloccaggi nel settore centrale. Leclerc va addirittura in testa-coda, mentre Hamilton, rallentato dalla conseguente bandiera gialla, è il primo pilota eliminato. Nel secondo tentativo la pista è più lenta e quasi nessuno si migliora, tanto che Verstappen resta solo 8°. La top 10 vede Alonso leader davanti a Norris, Russell, Piastri, Antonelli, Hadjar, Stroll, Verstappen, Leclerc e Hulkenberg. Hulkenberg e Hadjar riescono, dunque, ad accedere alla SQ3. Gli eliminati, invece, sono: Hamilton, Albon, Gasly, Bortoleto e Bearman.
Nella SQ3, dove è obbligatorio l’utilizzo delle gomme soft, le McLaren, le Mercedes e Leclerc escono subito per avere a disposizione due tentativi; tutti gli altri, compreso quindi Verstappen, ne avranno a disposizione soltanto uno. Norris è il più veloce, ma Piastri è solo 4°, dietro anche le due Mercedes, con Antonelli davanti a Russell. Leclerc è 5°. Nel suo unico tentativo, Verstappen non riesce ad andare oltre la 6° posizione; Piastri, invece, supera Russell, ma non Antonelli. Davanti a tutti, Norris conquista una grande pole position per la Sprint, migliorandosi ulteriormente nell’ultimo giro. Un super Antonelli si prende con decisione la prima fila, nonostante una piccola sbavatura nelle ultime curve; per lui è la 2° prima fila in una Sprint dopo la pole position di Miami. Piastri chiude in 3° posizione.
Seguono Russell, ancora dietro Antonelli, un ottimo Alonso (alle spalle di Russell per soltanto un millesimo), un deluso Verstappen (che con il 6° posto eguaglia il suo peggior risultato in una Shootout, risalente a Qatar 2024), Stroll, a conferma della grande velocità dell’Aston Martin, Leclerc, con una Ferrari per nulla competitiva, Hadjar e Hulkenberg.
SPRINT.
Il primo appuntamento della giornata di sabato è con la Sprint, una gara di 24 giri che assegna punti ai primi otto classificati.
Alcuni piloti affrontano il giro di posizionamento in griglia con gomme intermedie: la pista è, infatti, un po’ umida, soprattutto nell’ultimo settore, a causa della pioggia caduta in mattinata. Per via del tanto vento, però, la possibilità di pioggia è minima.
Scelta gomme: sono tutti su gomme d’asciutto. La scelta è varia: su media, in top 10, sono le due McLaren, le due Aston Martin e Hulkenberg. A questi si aggiungono Hamilton e tutti i piloti dalla 13° posizione in giù. Scelgono, invece, la soft le due Mercedes, Verstappen, Leclerc, Hadjar e Albon. Tsunoda parte dalla pit lane: i meccanici Red Bull hanno infranto il parc fermé per sostituire l’ala posteriore della monoposto del giapponese. Anche Sainz, con la sua Williams, prende il via dalla pit lane.
Al via, Norris è impeccabile e tiene la leadership; Antonelli fa, invece, un po’ fatica sul lato più bagnato della pista, ma resiste comunque agli attacchi di Piastri e Russell e rimane 2°. Verstappen sale 5° superando Alonso, mentre Hamilton è già 8°, alle spalle di Leclerc, grazie ad una grande partenza. Nelle retrovie, Lawson manda in testa-coda Bearman; il britannico della Haas scala in ultima posizione. Entrambi riceveranno 5 secondi di penalità per “guida pericolosa”.
Durante i primi giri, le posizioni restano congelate. Norris tenta la fuga su Antonelli, mentre Alonso allarga i gomiti e si protegge alla grande dalle due Ferrari, che non hanno una grande velocità di punta.
Il primo grande colpo di scena arriva al 6° giro. Passando sul cordolo della “S do Senna”, Norris solleva dell’acqua, spostandola lungo il cordolo. Antonelli se ne accorge ed è agile nell’evitarla; Piastri no. L’australiano perde il controllo della sua McLaren ed è contro le barriere, out dalla Sprint: ennesimo errore che può pesare tanto per la lotta mondiale. Anche Verstappen va sull’acqua, ma riesce a controllare con maestria la sua Red Bull. Hulkenberg e Colapinto, invece, sono a muro per lo stesso motivo di Piastri. L’argentino è costretto al ritiro, mentre Hulkenberg riesce a tornare ai box, seppur con un danno all’ala posteriore. Gasly è intanto salito in 9° posizione, approfittando del caos. La direzione gara espone la bandiera rossa per consentire il recupero delle monoposto incidentate. I meccanici Sauber sostituiscono l’ala posteriore della vettura di Hulkenberg, che quindi può tornare in gara.
In regime di bandiera rossa, qualcuno decide di passare ad una diversa mescola di gomme. Così, Norris è ora su soft, imitato dalle due Aston Martin; le Mercedes passano alle medie, come Verstappen e Leclerc.
Alla ripartenza, Norris vola via, mentre fatica Antonelli, che viene attaccato da Russell. L’italiano riesce comunque a tenere la posizione. Dietro, tutto resta invariato, con Verstappen davanti ad Alonso, Leclerc, Hamilton e Stroll. Verstappen, in realtà, deve proteggersi da un arrembante Alonso, ma riesce comunque a tenere la posizione.
Norris tenta la fuga e inizialmente riesce a staccare Antonelli, sfruttando il maggior grip delle soft. Verstappen non riesce a tenere il ritmo di Russell, con una Red Bull in evidente difficoltà con le gomme (Max non può aumentare il suo ritmo, perché rischierebbe di consumare troppo le gomme), mentre Leclerc ha più velocità di Alonso ma non riesce a trovare lo spunto per passarlo. Dopo alcuni giri, tuttavia, Norris comincia a soffrire con le soft e Antonelli recupera tutto lo svantaggio, staccando Russell. Interessante è anche la lotta per l’ultimo punto disponibile: Gasly tallona Stroll per l’8° posizione.
Per tutti gli ultimi giri di gara, Antonelli cerca di contendere a Norris la 1° posizione, ma Lando si difende bene, prendendo sufficiente margine nei punti del circuito in cui potrebbe essere vulnerabile.
Al 22° giro, Leclerc riesce a bucare la difesa di Alonso e sale in 5° posizione. Anche Gasly passa Stroll ed entra in zona punti: grande risultato. Proprio all’ultimo giro, Bortoleto, nel tentativo di attacco su Albon, perde il controllo della sua Sauber. L’impatto con le barriere è violentissimo, la vettura è totalmente distrutta, ma il giovane brasiliano è ok. La sua partecipazione alle qualifiche, però, è fortemente a rischio. La bandiera gialla che ne consegue salva Alonso dall’attacco di Hamilton.
Lando Norris vince così la Sprint di San Paolo. Un trionfo che sa di duro colpo agli avversari per il mondiale. Il britannico, supportato da una grande McLaren, è stato bravo a tenere i nervi saldi nella lotta con Antonelli, dimostrando una grande crescita a livello psicologico. Un fantastico Antonelli chiude comunque in 2° posizione una bellissima Sprint, nella quale ha sognato anche la vittoria. Russell è 3° al traguardo, ancora una volta dietro il compagno di squadra.
Seguono Verstappen, che tutto sommato limita i danni, Leclerc, Alonso, Hamilton e un grande Gasly, che chiude la zona punti con la sua Alpine. Stroll e Hadjar occupano gli ultimi due piazzamenti in top 10. Con l’altra Red Bull Tsunoda è 13°, davanti a Sainz e Hulkenberg.
QUALIFICHE.
La giornata di sabato prosegue con la disputa delle qualifiche, che decideranno la griglia di partenza del Gran Premio di domenica. Sulla Red Bull di Verstappen viene montata la specifica del fondo pre-Messico, segno che probabilmente gli aggiornamenti portati lo scorso weekend non sono stati efficaci.
Nella Q1 alcuni piloti scendono in pista con gomme medie, per bilanciare la loro situazione gomme. Nei primi minuti la pista è in continua evoluzione. Mentre Piastri è in difficoltà nel suo primo giro, Norris è subito veloce, ma viene battuto da Hamilton e le Mercedes. Piastri riesce poco dopo in un gran giro, che lo mette al sicuro da una possibile eliminazione. Sono ottimi i tempi di Bearman, Gasly e delle Aston Martin. Chi è in netta e clamorosa difficoltà è la Red Bull, non solo con Tsunoda ma anche con Verstappen. La vettura è complicatissima da guidare e le gomme non generano grip. Verstappen prova a qualificarsi, ma nulla da fare: l’olandese è escluso subito in Q1, non succedeva da Russia 2021. Un durissimo colpo, clamoroso, per le sue ambizioni mondiali. Con Max, sono eliminati anche Ocon, Colapinto, Tsunoda (due Red Bull fuori in Q1 non succedeva dal 2006, la seconda stagione in F1 del team: disastro totale!) e Bortoleto, che non è nemmeno sceso in pista dopo il botto nella Sprint.
Nel primo tentativo della Q2 stupiscono in positivo Bearman, Alonso e le due Racing Bulls. Male, invece, la Ferrari: Hamilton è 10°, Leclerc addirittura 13°. Con un giro spaziale Bearman detta il passo davanti ad Antonelli, Piastri, Russell, Norris, Lawson, Hadjar, Alonso e Albon. Con il secondo tentativo, Norris batte il tempo di Bearman, mentre Leclerc riesce in un gran giro, mettendosi in una posizione più comoda. Gasly e Hulkenberg entrano in Q3, come anche le due Racing Bulls. Hamilton, invece, tra traffico e difficoltà di guida, è eliminato, in 13° posizione, con una Ferrari che sembra funzionare solo nelle mani di Leclerc. Con il britannico, sono eliminati anche Alonso, con un’Aston Martin sottotono, Albon, Stroll e Sainz (Williams deludente). Per la prima volta da Sakhir 2020, in Q3 non è presente nessun Campione del Mondo.
Nel primo tentativo della Q3, Norris commette un errore e il suo tempo gli vale soltanto la 10° posizione. Piastri assicura comunque la leadership McLaren, davanti a un grande Leclerc, che trova un giro fantastico, un grandissimo Bearman, ancora magico con la sua Haas, Antonelli, Russell, Gasly, Lawson, Hadjar, Hulkenberg e, appunto, Norris. Nel secondo tentativo, però, cambia tutto. Norris si riprende alla grande e, con un bellissimo giro, conquista una super pole position, la 16° della sua carriera, la seconda consecutiva in Brasile e la quinta stagionale. Un magico Antonelli arpiona la prima fila per la prima volta in carriera, confermando di avere un grandissimo feeling con l’Autódromo José Carlos Pace; si ripete, dunque, la prima fila della Sprint. Magico, però, lo è anche Leclerc, che conquista un’insperata seconda fila con la Ferrari.
Seguono un Piastri non esaltante, ma nemmeno disperso come in Messico (per quanto lontano tre decimi dal tempo pole), un super Hadjar, Russell (surclassato ancora una volta da Antonelli), Lawson, a conferma di un’ottima Racing Bulls, Bearman, con un ultimo giro non velocissimo, Gasly e Hulkenberg, che hanno compiuto un gran lavoro anche solo raggiungendo la Q3.
GARA.
Scelta gomme: è molto varia. In top 10, Norris, Leclerc, Piastri e Russell partono con le medie; tutti gli altri sono su soft. Scelgono, invece, gomme hard Alonso, Stroll, Tsunoda, Verstappen e Ocon.
Verstappen prende il via dalla pit lane: i meccanici Red Bull, visto il risultato della qualifica, hanno violato il regime di parc fermé per modificare il setup della vettura e sostituire alcuni elementi della Power Unit. Dalla pit lane parte anche Ocon con la sua Haas.
Al via, Norris è perfetto e tiene la 1° posizione davanti ad Antonelli, Leclerc e Piastri, mentre Russell perde la posizione su entrambe le Racing Bulls. Disastrosa la partenza di Hamilton: il britannico si ritrova 18°, in fondo al gruppo. Nel corso del 1° giro, Bortoleto perde il controllo della sua Sauber ed è contro le barriere: termina così il primo weekend di casa per il giovane brasiliano. Poco dopo, Hamilton, in un tentativo di attacco su Colapinto, perde l’ala anteriore ed è costretto ai box, dove monta gomme hard. In tutto questo, Verstappen è già 13°.
Entra in pista la Safety Car. Quando si riparte al 5° giro è caos. Norris vola via indisturbato, mentre Antonelli sbaglia la ripartenza e si ritrova in un sandwich tra Piastri e Leclerc. Piastri blocca gli pneumatici e colpisce Antonelli, che a sua volta va contro la Ferrari. Morale: l’unico a pagarne le conseguenze è Charles, costretto al ritiro; Kimi se la cava con dei leggeri e ininfluenti danni alla sua Mercedes, mentre Oscar riceve una penalità di 10 secondi. Davanti, intanto, Piastri ha superato Antonelli e ora è 2° alle spalle di Norris, ma ovviamente con la penalità sul groppone.
Intanto, Verstappen fora una gomma ed è costretto ai box: monta le medie e riparte dal fondo. Hamilton, per non farsi mancare nulla, è sotto investigazione per una manovra scorretta nei confronti di Sainz. Dal box gli chiedono di stare in pista, seppur con una vettura danneggiata e inguidabile, per scontare un’eventuale penalità nel caso arrivasse, cosa che effettivamente avviene. Lewis sconta la penalità, per poi ritirarsi definitivamente. Per la Ferrari è un disastro: il secondo doppio ritiro stagionale, dopo quello di Zandvoort, e il primo in Brasile dal 2003.
Al termine della Virtual Safety Car, Piastri cerca di ingaggiare una lotta con Norris, ma l’inglese ha più velocità e lo stacca. Dietro, Antonelli è 3°, mentre Russell supera in pochi giri entrambe le Racing Bulls e sale 4°. Anche Bearman supera Lawson e sale 6°. Verstappen, con una Red Bull rinata dopo il disastro del sabato, è una furia nella sua rimonta: al 18° giro è già in zona punti e tre giri dopo supera Albon per la 5° posizione. Ora è distante 9 secondi da Russell. Nel frattempo, Hulkenberg guadagna una fantastica 7° posizione grazie al sorpasso su Alonso.
Al 39° giro Piastri sconta la penalità, monta gomme soft e riparte 8°, perdendo la posizione su Verstappen. Antonelli è così nuovamente 2°, alle spalle di un inarrivabile Norris. Nei giri seguenti le due Mercedes sono ai box per la loro sosta. Anche la McLaren è obbligata ad una seconda sosta, mentre per Verstappen l’unico modo per provare a vincere la gara è facendo una sosta in meno degli altri. Tuttavia, dal box decidono che è più conveniente e sicuro fermarsi. Max è ai box al 55° giro, monta gomme soft: il suo obiettivo adesso è la rimonta fino al podio.
Riparte infatti dalla 4° posizione, davanti a un fantastico Lawson, che sta gestendo bene le gomme per terminare la gara con la singola sosta. Nello stesso giro, Piastri supera Lawson con una bella manovra e sale 5°. Il neozelandese è vittima, due giri, dopo, anche di Bearman, che ritrova la 6° posizione.
Verstappen recupera in fretta Russell e al 63° giro lo attacca, salendo clamorosamente in zona podio. Il suo prossimo obiettivo, adesso, è la 2° posizione di Antonelli, mentre Norris è troppo lontano.
Gli ultimi giri sono caratterizzati dalla lotta tra Verstappen e Antonelli. L’italiano mette in mostra tutto il suo talento. Max lo studia, lo stuzzica, cerca di portarlo all’errore, ma Kimi tiene i nervi saldi e non si fa intimorire, tenendo stretta una straordinaria 2° posizione. Davanti a tutti, Norris vola indisturbato e solitario verso la vittoria e verso una sempre più salda leadership mondiale.
Lando Norris vince il Gran Premio di San Paolo, dominando in modo assoluto l’intero weekend. Il britannico conquista il suo 11° trionfo in carriera, il settimo stagionale (eguaglia Piastri), il secondo consecutivo dopo il Messico, il primo ad Interlagos, il circuito dei campioni, ed è sempre più leader del mondiale. Uno strabiliante Kimi Antonelli conquista il suo secondo podio in carriera, dopo quello di Montréal: una 2° posizione che racconta tanto del suo immenso talento, nel weekend più bello della sua giovane storia. Ma tanti, tantissimi applausi vanno anche a Max Verstappen, autore di un’impresa leggendaria: dalla pit lane al podio, con una gara pazzesca, in una delle domeniche più epiche della sua carriera.
Seguono un anonimo Russell, un altrettanto spento Piastri (che vede Norris sempre più in fuga nel mondiale) e cinque piloti, dalla 6° alla 10° posizione, tutti autori di una gara superlativa: Bearman, Lawson, Hadjar, Hulkenberg e Gasly. Mestamente, Tsunoda chiude in ultima posizione con la Red Bull.
I TOP DEL WEEKEND
- LANDO NORRIS
Dal weekend del Messico, da quando la McLaren è tornata a dominare, Lando Norris è semplicemente inarrestabile e inarrivabile. È in uno stato di forma strabiliante, e ha scelto proprio il periodo giusto per esserlo: le ultime gare del mondiale.
In Brasile non c’è stata proprio storia, ma per nessuno: nemmeno il miglior Antonelli della stagione, con una delle migliori Mercedes della stagione, è stato in grado di impensierire la sua leadership.
Pole nelle Shootout. Vittoria nella Sprint, con Piastri out. Pole nelle qualifiche. Dominio assoluto e vittoria in gara. Un weekend da campione, titolo che sembra ormai poter essere solo suo. E se anche nelle prossime gare si dovesse ripetere questo trend, la vittoria mondiale potrebbe arrivare anche prima di Abu Dhabi.
- ANDREA KIMI ANTONELLI
Lo scorso weekend avevamo detto grandi cose su Kimi, su quanto è migliorato, cresciuto, ormai a livello di Russell. Beh, signori: in Brasile ne abbiamo avuto una straordinaria conferma.
In un circuito in cui non aveva mai corso, se non al simulatore, Antonelli è stato magico. La Mercedes si è trovata benissimo tra le curve di San Paolo, soprattutto grazie alle basse temperature, ok, ma Antonelli ha “umiliato”, sportivamente parlando, Russell, che è stato sempre in ombra.
2° nelle Shootout. 2° nella Sprint, dove Norris ha dovuto sudare sette camicie con la pressione di Kimi alle spalle. 2° nelle qualifiche, per la prima volta in carriera in prima fila. 2° in gara, al suo miglior risultato in carriera.
Magistrale la sua difesa su Verstappen, magistrale la sua condotta di gara. Unica piccola pecca: le partenze, nelle quali deve migliorare un po’. Per il resto, nulla da dire: Kimi Antonelli è un fenomeno assoluto. E chi sa se a Las Vegas…
- RACING BULLS
Finalmente la Racing Bulls torna a respirare dopo alcuni weekend di sofferenza. Lo fa con una grande prestazione a San Paolo, e lo fa, soprattutto, con entrambi i piloti, cosa che non accade spesso.
In realtà, nella prima parte del weekend un po’ di difficoltà ci sono state, specialmente lato Lawson: solo 17° nelle Shootout e 16° nella Sprint. Va decisamente meglio ad Hadjar, ma comunque la zona punti rimane lontana.
La svolta arriva in qualifica, dove i due piloti ottengono un grandissimo risultato: addirittura 5° Hadjar, davanti alla Mercedes di Russell, e 7° anche un redivivo Lawson.
In gara, poi, si tratta di consolidare il risultato e, seppur battuti dalla Haas di Bearman, i due piloti ci riescono alla grande. 7° Lawson, grazie ad una strategia tanto azzardata quanto efficace, 8° Hadjar. Punti importanti per il team, che risponde così ad un tentativo di recupero da parte dell’Aston Martin per la 6° posizione in classifica costruttori.
- PIERRE GASLY
Gran weekend anche per Pierre Gasly in Brasile. Probabilmente l’Alpine si è trovata meglio ad Interlagos rispetto agli altri circuiti della stagione, ma è vero anche che le performance di Colapinto sono rimaste più o meno invariate.
Da parte di Gasly, invece, già il 13° posto nelle Shooutout non è stato affatto male, ma è nel resto del weekend che il francese ha davvero stupito, rimanendo sempre in top 10.
Nella Sprint fa il miracolo, arrivando 8° in zona punti, vicinissimo alla Ferrari di Hamilton. In qualifica entra in Q3 e stabilisce il 9° tempo, a meno di un decimo dalla 5° posizione di Hadjar, mentre la domenica guadagna ancora un punto, con la 10° posizione, grazie a una gara attenta e gestita alla grande.
I FLOP DEL WEEKEND
- RED BULL
La sensazionale rimonta di Verstappen in gara non salva il weekend disastroso della Red Bull in Brasile. Tante volte abbiamo elogiato il team di Milton Keynes per la sua capacità di migliorare nel corso del fine settimana, lavorando sull’assetto della vettura. Purtroppo per loro, a San Paolo è accaduto esattamente il contrario.
Infatti, visto il deludente risultato nella Sprint, dove Verstappen non ha avuto la velocità nemmeno per stare con la Mercedes, il team ha tentato l’azzardo del cambio assetto, azzardo che non ha pagato e, anzi, ha peggiorato la situazione in modo esponenziale. Con una monoposto letteralmente inguidabile, Tsunoda e Verstappen sono stati eliminati in Q1. Una doppia eliminazione dal Q1 che per la Red Bull non arrivava dal 2006.
Vista la situazione disastrosa, per la gara si decide di violare il parc fermé, rivoluzionare il setup e cambiare motore; tutto questo solo sulla vettura di Verstappen. Grazie a queste modifiche, Max può inventarsi la rimonta della stagione, che lo porta sul podio, limitando così i danni in ottica mondiale.
Fatto sta che a tre gare dal termine del campionato, l’olandese si ritrova a 49 punti di distacco dal leader Norris: un gap forse incolmabile. Se in Nevada Norris guadagnerà almeno 10 punti su Verstappen, l’olandese sarà definitivamente fuori dalla lotta mondiale.
- LEWIS HAMILTON
Che dire su Lewis Hamilton. Ormai sembra aver perso ogni motivazione in questo finale di stagione. Mai un guizzo di velocità; il suo weekend è cominciato dalla mediocrità della Sprint ed è terminato con il tracollo totale in gara.
Nelle Shootout, la Ferrari non è stata tanto competitiva, ma quantomeno Leclerc è riuscito ad entrare in SQ3. Hamilton nemmeno quello: 11°. Nella Sprint riesce ad entrare in zona punti ed è sfortunato con la bandiera gialla all’ultimo giro, ma in qualifica è di nuovo notte fonda per il britannico, solo 13°, eliminato in Q2.
In gara, poi, un disastro. Prima, un contatto con Sainz e conseguente penalità. Poi, altro contatto, ancora più grave, con Colapinto. Danni alla macchina a non finire e, infine, mesto ritiro, a conclusione di una gara da incubo per la Ferrari. Lewis, sei davvero tu?
- WILLIAMS
Delusione anche per la Williams, che in Brasile non ha mai avuto la velocità da top 10. Molto grave l’errore con Sainz nelle Shootout, con lo spagnolo che sbaglia l’unico tentativo a disposizione e parte ultimo nella Sprint. Sfortunato anche Albon nella Sprint, nell’incidente con Bortoleto.
In qualifica entrambi restano esclusi nella Q2, con Sainz addirittura 15°, mentre in gara la strategia di Albon non è delle migliori e il thailandese, che potrebbe terminare in zona punti, taglia il traguardo 12°, non riuscendo ad approfittare del gruppo compatto degli ultimi giri per sferrare qualche attacco.
- GABRIEL BORTOLETO
Per Gabriel Bortoleto questo weekend era davvero speciale: si trattava della sua prima partecipazione in carriera al Gran Premio di casa. Purtroppo per lui, la sua prima esperienza ad Interlagos è stata un disastro totale.
Hulkenberg è stato sempre più veloce di lui, ma questo è il male minore, soprattutto in un circuito dove Nico è andato quasi sempre molto forte. Il vero problema per Gabriel sono stati gli incidenti. Quello pesantissimo e pericolosissimo della Sprint, che gli ha precluso la partecipazione alle qualifiche, e quello al primo giro di gara, che lo ha messo subito fuori dai giochi. Due errori chiaramente di inesperienza, ma anche forse di pressione da gara di casa.
Comunque, per un rookie del suo immenso talento un weekend negativo è più che giustificabile. Un gran peccato, certo, ma Gabriel ha tutto il tempo e tutta la velocità per riscattarsi.
VERSO LAS VEGAS
Anche per questa stagione, cala il sipario sul weekend del Brasile. L’Autódromo José Carlos Pace è senza dubbio il circuito più adatto ad ospitare la Formula 1: garanzia di spettacolo assoluto, non ci delude mai, anche quando, come quest’anno, il campionato è dominato in modo netto da un team. L’anno prossimo per il circuito brasiliano ci sarà una nuova sfida: le gare ad Interlagos saranno così folli e avvincenti anche con le monoposto di nuova generazione?
Ma prima di pensare già al 2026, concentriamoci sul gran finale di questo campionato. Mentre la Sprint vedrà il suo ultimo atto stagionale in Qatar, ci aspettano gli ultimi tre weekend della stagione, da vivere con il fiato sospeso, uno dopo l’altro, senza sosta. Tre gare in notturna, che ci diranno chi sarà il nuovo Campione del Mondo. Lando Norris è in fuga, Oscar Piastri in affanno, Max Verstappen ancora ci crede. Nel weekend del 20-22 novembre, nella notte magica della Città del Peccato, il Las Vegas Strip Circuit ospiterà la 5° Edizione del Gran Premio di Las Vegas, 22° e terz’ultimo round della stagione 2025. In un circuito unico nel suo genere, dove anche Mercedes e Ferrari potrebbero inserirsi nella lotta, può accadere davvero l’impensabile. Questo finale di campionato è ancora tutto da scrivere.