Gran Premio di Monaco: il Post Gara
INTRODUZIONE
Un weekend perfetto nel circuito delle leggende. Kimi Antonelli domina a Monaco e fa la storia. È il quinto successo consecutivo per un ragazzo che ha dimostrato di essere davvero un fenomeno generazionale. Il bolognese conquista una gara pazza, ricca di colpi di scena, con una Mercedes spettacolare, nonostante le aspettative della vigilia.
Sconfitta pesantissima per George Russell: prima in qualifica, con un ritardo importante sul compagno di squadra; poi in gara, dove subisce un doppiaggio eloquente da parte di Antonelli, e riceve una penalità a causa di un errore clamoroso del team, che lo fa scivolare fuori dai punti.
La Ferrari è da giorno e notte: giorno con Hamilton, rapido tutto il weekend, che conquista il terzo podio in Rosso; notte fonda con Leclerc, mai davvero in bolla nella sua Monaco, tradito ancora una volta dai freni della sua SF26.
Un incredibile colpo di scena in partenza mette subito fuori gioco Verstappen, mentre sorride Hadjar, che conquista il suo primo podio con la Red Bull. Ancora problemi di affidabilità per la McLaren, con Norris costretto al ritiro. Piastri è 4°, ma per il team papaya c’è tanto lavoro da fare. La Racing Bulls sfrutta il caos della gara per fare incetta di punti, così come Gasly, 7° con la sua Alpine. Tra incidenti e penalità, Alonso porta in top 10 l’Aston Martin, mentre la Cadillac perde l’occasione di conquistare i primi punti della sua storia a causa di un errore di Perez in fase di partenza.
Benvenuti al Post Gara della 72° Edizione del Gran Premio di Monaco, in scena sull’iconico Circuit de Monaco nel pomeriggio di domenica 07 giugno 2026.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. Il venerdì mattina, nella prima sessione di prove libere, c’è subito tanta azione. In un circuito come Monaco, infatti, è importante girare il più possibile per prendere il ritmo. Scendono tutti in pista con gomme hard, eccetto Perez con la Cadillac, che monta le medie. Anche grazie a questo, il messicano sorprende con tempi da top 10. Chi sembra aver trovato subito il feeling giusto è Hamilton, che si instaura in testa alla classifica. Come lui, anche Verstappen appare a suo agio. Leclerc fatica, invece, a trovare subito la quadra, con una Ferrari che sembra un po’ nervosa. Mercedes e McLaren cominciano in sordina, soprattutto Russell, che è addirittura fuori dalla top 10. Leclerc, risolti i problemi di bilanciamento, si mette a martellare con i tempi e va in testa alla classifica. Un ottimo Antonelli si avvicina alle prestazioni Ferrari, mentre la McLaren rimane distante. Quando i top passano alle gomme medie, fanno fatica a migliorarsi nel primo giro, trovando il tempo dopo alcuni passaggi. Russell sale 4°, ma con un secondo di distacco da Antonelli. Mentre Russell si migliora ancora, raggiungendo il 3° posto, Hadjar perde il controllo della sua Red Bull nella chicane delle Piscine, e impatta violentemente contro il guard rail. Una dinamica davvero singolare, tanto che lo stesso Isack rimane molto perplesso. La RB22 del francese è completamente distrutta. Dopo la bandiera rossa, tutti continuano il lavoro con gomme medie, eccetto le due Cadillac, uniche a montare le soft. Le Ferrari fanno il vuoto alle loro spalle, Verstappen riesce a stare davanti alle Mercedes grazie ad un gran tempo nel terzo settore. Ottima l’Audi, con entrambi i piloti in top 10. Buona anche l’Alpine con Gasly. La sessione si conclude con un’altra bandiera rossa causata da Alonso, che impatta leggermente contro le barriere e perde un pezzo dell’ala anteriore. La top 10 vede, quindi, Leclerc leader davanti a Hamilton, Verstappen, Antonelli, Russell, Norris, Hulkenberg, Piastri, Bortoleto e Gasly. Molto buono il 14° posto di Perez.
FP2. Durante i primi minuti di sessione c’è una grande evoluzione di pista, e i tempi sono in continuo miglioramento, ma la Ferrari dimostra ancora la sua superiorità. Leclerc si mette davanti a tutti, ma Hamilton è molto vicino ed è assolutamente in lotta. L’unico che riesce a tenere il ritmo Ferrari è Antonelli, ancora una volta più in forma di Russell. Verstappen conferma un ottimo livello di performance da parte sua e della Red Bull, mentre la McLaren fatica a trovare il ritmo. Per tutta la prima parte di sessione si corre esclusivamente con le medie. Solo le Aston Martin sono su soft, ma persino in un circuito in cui il motore conta meno, i tempi di Alonso e Stroll continuano ad essere i più alti, a conferma del fallimento totale del progetto di Newey. Hadjar è regolarmente in pista dopo l’incidente della FP1: lavoro eccellente da parte dei meccanici Red Bull, molto veloci nelle riparazioni. Il francese comincia con tempi alti, ma piano piano ritrova fiducia nella guida. La giornata della McLaren si complica ulteriormente quando Norris è costretto ad abbandonare la sessione, a causa di un problema di affidabilità molto simile a quello che è costato il ritiro a Russell in Canada. Probabilmente il problema è localizzato nelle batterie: campanello d’allarme per i motorizzati Mercedes. Quando cominciano le simulazioni di qualifica con gomma soft, Verstappen è l’unico a battere i tempi che la Ferrari aveva fatto segnare con gomma media; Russell, Antonelli e Piastri rimangono alle spalle delle Rosse. Ancora ottimi segnali da parte dell’Audi, che vede entrambi i suoi piloti in top 10. Bene anche Bearman con la Haas. Quando la Ferrari monta gomma soft torna a comandare. Hamilton segna subito un gran tempo, dimostrando una totale fiducia nella sua SF26. Leclerc prova più volte a battere il tempo del britannico, ma senza successo, fermandosi a un decimo di distacco. Charles si lamenta di avere qualche difficoltà in frenata, proprio come era successo in Canada. Verstappen è ancora l’unico che si avvicina alla Ferrari, con un gran giro. Russell sta davanti ad Antonelli, ma i due sono solo 4° e 5°, con una Mercedes complicata da guidare nei tratti più lenti della pista. Un fantastico Hadjar si ricongiunge con il gruppo dei top, battendo addirittura il tempo di Piastri. Appena fuori dalla top 10 si trovano le due Williams; più in difficoltà sono le due Alpine, che in un circuito non di motore mostrano i limiti del telaio francese. Negli ultimi minuti alcuni eseguono una breve simulazione di passo gara. Verstappen tiene un ritmo molto costante; anche la Mercedes non è male. La Ferrari, invece, non riesce a provare il passo gara, perché una bandiera rossa conclude anzitempo la sessione. La causa sono i freni in fiamme della Cadillac di Perez, costretto ad abbandonare la sua vettura in pista. È 1-2 Ferrari anche nella FP2. Questa volta è Hamilton il leader, davanti a Leclerc, Verstappen, Russell, Antonelli, Hadjar, Piastri, Hulkenberg, Bortoleto e Bearman. Norris chiude in 19° posizione una giornata molto complicata per la McLaren.
FP3. Nell’ultima sessione di prove libere la Ferrari è il primo top team in pista. Anche Norris scende in pista presto, per recuperare il tempo perso ieri. Nei primi minuti si gira su tempi alti e, forse, qualcuno corre con un piccolo carico di benzina. Già dai primi giri si percepisce come la Ferrari abbia perso gran parte del suo vantaggio. La Mercedes è, infatti, migliorata notevolmente rispetto al venerdì, grazie all’adozione di un assetto meno rigido, che la rende tanto competitiva nelle curve lente. Tra i due piloti, il più efficace nella guida è Antonelli, che fa tanta differenza soprattutto nel tratto delle Piscine. Anche Russell, comunque, è costantemente nelle prime posizioni. Il ritardo della Ferrari si attesta sui 2-3 decimi. La McLaren, invece, si conferma inferiore a Mercedes e Ferrari, con Piastri più pimpante di Norris. Anche la Red Bull è meno competitiva rispetto al venerdì. Dietro i top, l’Audi si conferma una monoposto da top 10, mentre Haas e Williams non brillano. Quando arriva il momento degli ultimi assalti al tempo, Antonelli compie un grandissimo giro, assicurandosi la leadership. Leclerc batte Hamilton per il 2° posto, mentre Russell si posiziona dietro le Ferrari, prendendo una grossa paga da Antonelli. Leclerc si lamenta ancora di non sentire bene la vettura in frenata. Piastri e Verstappen lottano per la 5° posizione, ha la meglio l’olandese. Negli ultimi minuti, Bearman causa la bandiera rossa che sancisce il termine della sessione: nella zona del Casinò, distratto dalla presenza di Russell davanti a sé, perde il controllo della sua Haas e impatta violentemente contro le barriere. Monoposto distrutta e qualifica fortemente a rischio: i meccanici Haas sono chiamati al miracolo. La sessione termina con Antonelli che interrompe il dominio Ferrari conquistando la leadership della FP3, davanti a Leclerc, Hamilton, Russell, Verstappen, Piastri, Bortoleto, Hadjar, Norris e Hulkenberg. Si va verso una qualifica più incerta del previsto. La Ferrari gioca da favorita, con una bella sfida tra i due piloti, ma la Mercedes è molto pericolosa per Maranello, soprattutto con Antonelli. Da non sottovalutare Verstappen, che è lì in agguato, pronto ad estrarre il coniglio dal cilindro.
QUALIFICHE.
Sabato pomeriggio è tempo del momento più importante e determinante del weekend: le qualifiche di Monaco. Nella Q1, Bearman ha la possibilità di entrare subito in pista, grazie al grandissimo lavoro dei meccanici Haas, velocissimi nelle riparazioni dopo l’incidente nelle FP3. La strategia adottata da tutti in qualifica è fare più di un giro di riscaldamento, per preparare al meglio le gomme soft. Nel primo tentativo il più veloce è Leclerc, davanti a Norris, Antonelli e Hamilton. In netta difficoltà è Russell, che naviga ai margini della top 16. Il britannico, poi, riesce a fatica a portarsi in top 10, ma resta solo 8°. Bene l’Alpine, con entrambi i piloti qualificati, mentre Sainz rischia l’eliminazione. Negli ultimi minuti della Q1, Bortoleto colpisce il muretto prima della Nouvelle Chicane e rompe la sospensione. Il brasiliano è out dalla qualifica. Alla ripartenza pochi piloti si migliorano. Tra questi un grande Sainz, che raggiunge Albon in top 10. Gli eliminati sono Ocon, Perez, Bearman, Bottas, Alonso e Stroll. Delude la Haas, con entrambi i piloti fuori, ed è notte fonda per l’Aston Martin. Perez è ancora una volta più veloce di Bottas.
In Q2, Russell è ancora in difficoltà e non riesce mai ad andare oltre l’8° posto, risultando l’ultimo dei piloti top. Vola, invece, Antonelli, che chiude il primo tentativo davanti a Verstappen, Norris e Leclerc. Lawson e Gasly fanno la differenza a centro gruppo, e sono i due candidati principali all’ingresso in Q2. Delude l’Audi, con Hulkenberg lontano dalla top 10; anche le Williams non hanno la velocità per accedere alla Q2, anche se per pochissimo. Nel secondo tentativo sorprende la Red Bull: Verstappen è 1° davanti ad Antonelli e un super Hadjar. Gasly e Lawson entrano in Q2, mentre sono eliminati Albon, Sainz, Hulkenberg (Audi deludente), Colapinto, Lindblad e, naturalmente, Bortoleto.
In Q3, Leclerc sbaglia il suo primo tentativo con una sbavatura al Massenet. Abortisce, quindi, il giro, e sarà costretto a fare due tentativi ravvicinati a fine sessione. La lotta per la leadership è infuocata: Antonelli e Verstappen sono separati da un millesimo, a favore del pilota Mercedes. Seguono Hamilton, Norris, Russell, Hadjar, Piastri, Lawson e Gasly. Leclerc va fuori sequenza per girare con pista libera: è 4° dopo il primo giro, ma sarà il successivo il vero e proprio assalto alla pole. Tuttavia, Charles spinge troppo e colpisce il muro alla curva del Tabaccaio, forando la gomma posteriore destra della sua Ferrari. Chi si prende la scena nel Principato è uno spettacolare Kimi Antonelli. Grazie ad un giro perfetto, il bolognese conquista la sua 4° pole position in carriera, la prima a Monaco. È il 6° italiano nella storia a firmare la pole di Monte Carlo, ed è il più giovane poleman nella storia del Gran Premio di Monaco. Kimi sta scrivendo la storia, e questa pole è tutta sua, di guida e di talento, in un circuito che incorona i fenomeni assoluti. La Mercedes conquista la 6° pole position consecutiva da inizio stagione: una sequenza a cui non si assisteva dal 2020, quando la stessa Mercedes ne infilò addirittura 13, una dopo l’altra. Verstappen manca la pole per soli 43 millesimi, a causa di un giro con alcune piccole imperfezioni. Hamilton chiude 3°, con una Ferrari che delude ampiamente le aspettative e spreca, forse, l’occasione della stagione. Seguono un delusissimo Leclerc (che sbaglia proprio nel momento clou, per una mancanza di fiducia nella monoposto), un grande Hadjar (che si riprende alla grande dopo un complicato inizio di weekend), Russell (ancora una volta annichilito da Antonelli, in questo suo periodo difficile), Piastri, Norris (McLaren molto deludente), un grande Gasly e un altrettanto super Lawson.
GARA.
Bortoleto non prende il via del Gran Premio a causa di problemi tecnici sulla sua Audi. Scelta gomme: sono tutti con gomme medie, tranne le due Cadillac di Perez e Bottas, che partono con le soft. Al via, subito il primo grande colpo di scena. Mentre Antonelli scatta bene e tiene il comando, Verstappen si ferma in mezzo alla pista, venendo sfilato da tutti. Per Max la domenica di Monaco è già terminata: un problema al motore della sua Red Bull lo costringe al ritiro. Le due Ferrari salgono così 2° e 3°, davanti a Hadjar e Russell, mentre le McLaren si ostacolano a vicenda, favorendo il sorpasso di Gasly su Norris.Per tutta la prima parte di gara, la Mercedes si dimostra la monoposto di gran lung più veloce, ma, mentre Antonelli sfrutta questo vantaggio per scappare via, imprimendo un ritmo insostenibile per le Ferrari, Russell è bloccato dietro Hadjar e, pur essendo molto più veloce, non riesce mai a trovare lo spazio per passare, ed è costretto ad aspettare i pit stop per provare l’undercut. Nel frattempo, durante i primi 30 giri, Bottas e Bearman sono i primi due piloti che abbandonano la gara, entrambi per problemi di affidabilità.
Tra il 29° e il 33° giro si fermano ai box Hamilton, Russell e Hadjar. Hamilton riceve una penalità di 5 secondi per aver superato il limite di velocità in pit lane. Stessa cosa avviene con Russell, che riceve la medesima sanzione. Il britannico però ora è davanti a Hadjar: undercut riuscito.
La gara va avanti spedita fino a 2\3 del suo svolgimento. Antonelli, effettuato il suo pit stop, torna in pista da leader solitario e continua il suo dominio incontrastato. L’italiano ha già doppiato circa la metà dei suoi avversari. A metà gara arriva anche alle spalle di Russell, al quale vengono sventolate le bandiere blu: un doppiaggio simbolo del momento di totale fiducia nel proprio mezzo da parte di Kimi, e di totale difficoltà da parte di Russell. Leclerc non ha il ritmo di Hamilton e ha ancora qualche difficoltà con i freni. Piastri, nella sua gara anonima e solitaria, è 4°.
Al 45° giro, ecco un altro colpo di scena: Norris è costretto al ritiro per problemi di affidabilità alla sua McLaren. Ancora guasti alle batterie, come in Canada. Quando tutti hanno effettuato il pit stop, la situazione è la seguente: Antonelli leader davanti a Hamilton, Leclerc, Russell, Hadjar e Piastri. Gasly, Lawson, Lindblad e Albon chiudono la top 10. Nel frattempo, anche Piastri, Gasly e Colapinto sono penalizzati di 5 secondi, sempre per aver superato il limite di velocità in pit lane: evidentemente c’è qualche malfunzionamento al sensore affogato nell’asfalto.
Al 60° giro, Stroll è a muro alla curva Anthony Noghes con la sua Aston Martin. Entra in pista la Safety Car. Tutti ne approfittano per una seconda sosta ai box. Russell dovrebbe servire la penalità, ma i meccanici Mercedes commettono un errore inspiegabile, toccando la monoposto appena George si ferma nella piazzola, senza aspettare i 5 secondi. Per questo motivo, i commissari infliggono a Russell un pesantissimo drive through, che compromette la corsa del britannico.
Ma i colpi di scena non sono finiti. La roulette pazza di Monaco gira ancora e a farne le spese, questa volta, è il padrone di casa. Nemmeno il tempo di ripartire, che Leclerc si ritrova clamorosamente a muro con la sua Ferrari all’Anthony Noghes, esattamente come Stroll poco prima. Il motivo sembrano essere di nuovo i freni, ma dalle immagini è chiaro che l’asfalto ha qualcosa che non va: alcuni pezzi sono volati via. La direzione gara non può fare altro che esporre bandiera rossa, e si teme che la gara non possa ripartire.
Dopo alcuni interventi dei commissari, che rattoppano il più possibile l’asfalto, però, si decide di ripartire per gli ultimi 9 giri. Antonelli è sempre leader davanti a Hamilton. Hadjar sale 3°, seguito da Piastri, Gasly e le due Racing Bulls. Si riparte, comunque, con un Antonelli perfetto che tiene il comando davanti a Hamilton e Hadjar. Hulkenberg e Sainz entrano in contatto, con lo spagnolo costretto al ritiro, colpito successivamente anche da Colapinto, mentre Russell sconta il suo drive through, rientrando in pista 14°. In 10° posizione, in tutto questo caos, c’è uno splendido Perez: la Cadillac sogna i primi punti iridati della sua storia. Purtroppo, però, il messicano si era posizionato male nella sua piazzola in griglia e riceve una penalità di 10 secondi. Gli ultimi giri vanno via veloci, con Antonelli che si avvicina sempre di più ad una vittoria storica.
Kimi Antonelli vince il Gran Premio di Monaco, al termine di una gara dominata in modo assoluto tra le strade del Principato. Per il bolognese è la 5° vittoria consecutiva, e il primo Grand Chelem della sua carriera. Tutto questo alla sua seconda presenza a Monaco: semplicemente fenomenale. Kimi è il più giovane vincitore nella storia del Gran Premio di Monaco, e vola via nel mondiale: il suo vantaggio sul 2° classificato è di 66 punti, il più ampio nella storia dopo 6 gare. Hamilton conquista il suo 3° podio da pilota Ferrari, ed eguaglia il record di Ayrton Senna, con 8 podi in carriera a Monte Carlo. Un grandissimo Hadjar ottiene il suo primo podio con la Red Bull, il 2° in carriera dopo quello conquistato in Olanda nel 2025 con la Racing Bulls. Seguono Piastri (unica punta McLaren rimasta in un weekend difficilissimo), le due spettacolari Racing Bulls di Lawson e Hadjar, Gasly (scivolato 7° a causa della penalità), Albon con la Williams, Ocon con la Haas e un mitico Alonso, che regala all’Aston Martin il primo insperato punto iridato del 2026. Uno sconsolato Russell chiude 12°, perdendo punti preziosi in classifica mondiale.
I TOP DEL WEEKEND
1. ANDREA KIMI ANTONELLI
Stiamo vivendo la storia. La storia del motorsport italiano. Con questo weekend, Kimi Antonelli ha dimostrato di essere un talento generazionale, uno di quei talenti che nascono una volta ogni decennio. Ma non tanto per le cinque vittorie consecutive, non per il trionfo a Monaco, nemmeno per la conquista del Grand Chelem, e neanche per il record di gap di vantaggio in classifica dopo sei gare. Quanto perché a fare tutte queste cose è un ragazzino di 19 anni, alla sua seconda stagione in Formula 1, con un compagno di squadra fortissimo come George Russell. E non è solo questione di macchina dominante: qui siamo di fronte a qualcosa di straordinario. Il weekend di Kimi Antonelli a Monaco è stato perfetto: non c’è da discutere. La Mercedes non avrebbe dovuto vincere nel Principato, questo lo si sapeva dalla vigilia. Il team di Brackley, tuttavia, ha svolto un lavoro eccezionale di messa a punto dell’assetto tra venerdì e sabato, e la W17 è passata da essere la terza forza, alle spalle di Ferrari e Red Bull, a tornare la Mercedes dominante delle prime gare. E tra i due piloti, ancora una volta, è stato Antonelli a spingere al limite la vettura, mentre Russell è rimasto anonimo, proprio come anonima avrebbe dovuto essere la Mercedes durante tutto il weekend.
Per Antonelli, un giro di qualifica perfetto al sabato. In verità, probabilmente, se Verstappen non avesse commesso quei due piccoli errori, la pole sarebbe stata sua. Ciò non toglie, comunque, nulla al giro di Kimi. Ma ancora più impressionante è stata la condotta di gara, in tutti i suoi aspetti. Partenza perfetta; primo stint allucinante, un ritmo incredibile, tempi record ad ogni giro; eccellente gestione dei momenti critici, Safety Car e ripartenza dalla griglia dopo la bandiera rossa. Una vittoria di forza, davanti ad un sette volte Campione del Mondo e ad una Ferrari che avrebbe dovuto stravincere. Che altro dobbiamo aggiungere? Kimi non deve fare altro che continuare su questa strada.
2. ISACK HADJAR
Un bellissimo weekend da parte di Isack Hadjar, che si conferma in netta crescita dopo il brutto errore di Miami. Per tutto il weekend è stato vicino alle prestazioni di Verstappen, con una Red Bull in ottima forma nelle strade del Principato. In qualifica, Max fa il solito Max ed è di un altro livello, ma comunque Hadjar garantisce al team una solida top 5, addirittura davanti alla Mercedes di Russell. In gara è l’unica punta Red Bull dopo il ritiro di Verstappen, ma non delude affatto le aspettative. L’undercut subìto da Russell è inevitabile, considerando la superiorità della Mercedes. Ma Hadjar rimane lì, davanti alle McLaren, pronto come un falco ad approfittare degli errori altrui. E così accade. Leclerc si ritira, la Mercedes combina un disastro con Russell, e Isack si ritrova in zona podio. Un podio meritatissimo, dopo una gara ragionata e disputata in modo impeccabile.
3. LIAM LAWSON
Finalmente ritroviamo un Liam Lawson veloce, brillante, competitivo, che mostra i gradi di capitano all’interno del team. Con una Racing Bulls molto buona su questo circuito, è l’unico pilota del centro gruppo insieme a Gasly ad entrare nella Q3, mentre Lindblad si ferma al 15° posto. In gara, una strategia indovinata da parte del team gli consente di non abbandonare mai la top 10. E poi, sfruttando i vari ritiri e le penalità, chiude in una fantastica 5° posizione, vincendo nettamente la corsa del centro gruppo. Eccezionale anche il lavoro di Lindblad, che lo segue a ruota garantendo alla Racing Bulls un doppio arrivo a punti, importantissimo per la classifica costruttori.
I FLOP DEL WEEKEND
1. CHARLES LECLERC
Non si era mai visto un Charles Leclerc così in difficoltà nel suo weekend di casa. A fermare la cavalcata dell’idolo locale sono stati soprattutto i problemi ai freni, che si porta dietro già dal Canada e che lo hanno tediato per tutto il fine settimana. Fin dalle prove libere si era capito che quest’anno Charles non era il solito Charles di Monaco, quello che scende in pista e distrugge gli avversari a suon di giri veloci. Hamilton gli è stato sempre o alle calcagna o davanti, dandogli tanto filo da torcere. In qualifica ha provato a buttare il cuore oltre l’ostacolo, ma ha esagerato compromettendo il suo giro buono, con il quale forse avrebbe potuto lottare per la prima fila. In gara si arrabbia con il team, per una strategia che è andata totalmente a suo sfavore. Una strategia sbagliata da parte della Ferrari, che con una lettura più attenta della situazione avrebbe potuto giocare l’azzardo di non fermare Charles e giocarsi la vittoria. L’incidente alla ripartenza, però, è tutto suo, e vanifica un weekend da podio. Non il modo migliore per festeggiare il rinnovo pluriennale con la Ferrari.
2. GEORGE RUSSELL
Cosa sta succedendo a George Russell? Quinta sconfitta consecutiva da parte di Antonelli, che in questo periodo è semplicemente più forte, più in sintonia con la W17. George, invece, sta facendo tanta fatica a trovare la quadra di una vettura che non sembra proprio essere nelle sue corde. A Monaco, circuito dove la guida del pilota fa la differenza, è stato sempre inferiore al compagno di squadra. Lo dimostra il 6° posto in qualifica, con un ritardo di 4 decimi dal tempo pole. Partendo così indietro, in gara non può ambire a tanto, ma subire il doppiaggio del compagno di squadra è una ferita all’orgoglio. Il team, poi, combina un disastro ingiustificabile, compromettendo ulteriormente la sua corsa, e al traguardo arriva addirittura fuori dalla zona punti. Il campionato è ancora lunghissimo, e sicuramente George tornerà ai livelli a cui ci aveva abituati. Ma il distacco da Antonelli in classifica comincia ad essere consistente e pesante.
3. MCLAREN
Il team Campione del Mondo 2025 continua a soffrire di tanti, troppi problemi di affidabilità. Due guasti al pacco batteria, del tutto simili a quello avuto a Montréal, fermano Norris in prova libera e in gara. Al di là di questo, però, a Monaco è mancata anche tanta performance. Nonostante il passo corto, la MCL40 era deficitaria nei confronti degli altri top team soprattutto nelle curve più lente, dove serve qualità in rotazione. Piastri e Norris non sono mai stati in lotta per il podio. In qualifica sono stati nettamente gli ultimi dei top, e in gara la 4° posizione ottenuta da Oscar è un risultato troppo magro. Urge un cambio di rotta immediato, ma serve risolvere prima di tutto i problemi di affidabilità.
VERSO BARCELLONA
Un altro weekend di Monaco giunge così al termine. Grazie ad una gara folle, non abbiamo assistito alla solita corsa “a trenino”, anche se la presenza di questo appuntamento in calendario divide sempre l’opinione pubblica. Da un lato, c’è chi vorrebbe rimuovere Monaco dal calendario, considerandola per nulla adatta alle corse di oggi e tutta una questione di glamour e soldi. Dall’altro, c’è chi ne valuta l’immenso valore storico, e pensa che in un calendario di 24 tappe ci possa benissimo essercene una così iconica. Una cosa è certa: tutti vogliono vincere il Gran Premio di Monaco, perché chi vince qui entra di diritto nella leggenda. E Kimi Antonelli, a soli 19 anni, in quella leggenda ci è entrato di puro talento, dimostrando di essere semplicemente un fenomeno.
Ma quella del Principato è soltanto la 6° gara di un campionato che deve ancora scrivere la sua storia. Il viaggio del circus in Europa continua già nel prossimo weekend, quando andremo per la prima volta in stagione nella penisola iberica. Il primo appuntamento spagnolo di questo 2026 è con la 1° Edizione del Gran Premio di Barcellona-Catalogna, in scena sull’ormai storico Circuit de Barcelona-Catalunya. Si torna a Barcellona quattro mesi dopo lo Shakedown di febbraio che ha aperto la stagione, come prima sessione di test. La Mercedes è chiamata al dominio assoluto, ma la Ferrari sarà in pista con un nuovo importante pacchetto di aggiornamenti, pronta a sognare in una rimonta prestazionale che ad oggi sembra impossibile. Sarà battaglia o sarà dominio d’Argento? Non ci resta che attendere pochi giorni per tornare a vivere un altro entusiasmante weekend di Formula 1.