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Gran Premio di Las Vegas: il Post Gara!

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

Clamoroso a Las Vegas! Verstappen domina, McLaren squalificate. Nella notte della Strip si riapre incredibilmente il mondiale 2025. Max Verstappen vince la terz’ultima gara della stagione, favorito da un errore di Lando Norris in partenza. Il britannico è stato poi autore di una gara molto intelligente, ma dopo la cerimonia del podio è arrivata la sentenza della FIA: le due McLaren sono state squalificate per l’usura eccessiva del plank. Un incredibile colpo di scena in ottica mondiale. Tuttavia, Norris avrà comunque a disposizione il primo match point in Qatar. Così, sul podio insieme a Verstappen sono saliti i due piloti della Mercedes: George Russell è arrivato 2°, mentre un grande Kimi Antonelli è stato autore di una fantastica rimonta, grazie ad una gestione gomme da campione. Charles Leclerc sfiora il podio per appena due decimi di secondo, e arriva davanti alla Williams di un grande Carlos Sainz, fantastico interprete del weekend. Torna a sorridere anche Hadjar, splendido 6°, davanti alla Sauber di Hulkenberg. Hamilton rimonta fino all’8° posizione, davanti alle due ottime Haas, che chiudono la zona punti.

Benvenuti al Post Gara della 5° Edizione del Gran Premio di Las Vegas, 50 giri lungo gli infiniti rettilinei del Las Vegas Strip Circuit, in scena nella magica notte della “Sin City” di sabato 22 novembre 2025.

 

PARLA LA PISTA

 

PROVE LIBERE.

FP1. La prima sessione di prove libere comincia alle 15.30 locali e ha come sfondo il tramonto sulla Strip di Las Vegas. Le temperature atmosferiche, quindi, non sono ancora così basse come lo saranno per la FP2.

Complicato trarre conclusioni basandosi sulla classifica dei tempi: molti piloti devono fare i conti con una pista scivolosa, sono frequenti bloccaggi ed escursioni nelle vie di fuga. Alcuni team, come Mercedes, si concentrano su un tipo di lavoro diverso rispetto alla ricerca del tempo, mentre la McLaren predilige la simulazione di gara, durante la quale soffre appena il fenomeno del graining.

Grazie ad una Ferrari ottima in trazione e frenata, e anche a una scia perfetta sulla Strip, Leclerc ottiene il miglior tempo di sessione. Con una buonissima Williams, Albon si piazza 2°, mentre Sainz è 5°, davanti a Norris. Ottime sensazioni anche per Tsunoda, che riesce addirittura a battere il tempo di Verstappen, piazzandosi 3°. 7° è un buon Hadjar, davanti a Piastri e alle due Mercedes Russell e Antonelli, che chiudono la top 10. Hamilton è, invece, solo 11°, sebbene nel corso della sessione abbia mostrato tanta velocità. Non hanno brillato le due Aston Martin, mentre in difficoltà sono sembrate le due Sauber.

 

FP2. La FP2 va in scena alle 20 locali, con temperature decisamente più basse rispetto al pomeriggio. Inoltre, poco prima della sessione è piovuto un po’. Per questo, tutti aspettano che qualcuno scenda in pista per fare da “cavia” e saggiare le condizioni del tracciato.

Il primo top in pista è Russell, seguito via via dagli altri. La McLaren esce in pista per ultima, prima con Piastri e poi con Norris.

Nei primi minuti la pista è in forte evoluzione e i tempi migliorano di giro in giro. La Mercedes sembra particolarmente a proprio agio, soprattutto con Russell, ma in realtà tutti i top team sono molto vicini tra loro. La Ferrari prova l’ala posteriore di Monza. Hamilton rischia una collisione con Hulkenberg in fondo alla Strip, mentre Verstappen, in questa prima fase, non è particolarmente brillante, appena davanti a Tsunoda a metà classifica. Difficoltà anche per Piastri, che non riesce a trovare un giro pulito. In generale, la McLaren sembra soffrire di mancanza di grip, per quanto Norris riesca a stare nelle posizioni top con facilità. Sono ottimi i tempi di Gasly e Albon, entrambi in top 10.

Al termine dei run con le medie, Leclerc fa segnare il miglior tempo davanti a Norris, Russell, Verstappen, Hamilton e Antonelli. Piastri è 11°, ma la sua posizione non rispecchia le prestazioni. La Sauber, invece, non riesce a schiodarsi dal fondo classifica, con Bortoleto che ha girato solo con le hard.

La simulazione di qualifica con la soft è disturbata da due bandiere rosse: la prima per un tombino, individuato da un marshall e fatto saltare probabilmente da Leclerc; la seconda a causa ancora di Leclerc, che negli ultimi minuti deve arrendersi a un problema al cambio della sua Ferrari.

Alcuni piloti non riescono a completare nemmeno un giro pulito con le soft: tra essi, Piastri, Verstappen, Hamilton e Leclerc, che tuttavia rimane in top 3 grazie all’ottimo giro con le medie. Norris piazza la miglior prestazione, dando prova di essere a suo agio con la vettura anche nel circuito del Nevada. La Mercedes convince ancora, e lo fa con Antonelli, 2°, vicino al tempo di Norris.

La classifica è un po’ pazza, a causa delle interruzioni per le bandiere rosse. Con la Sauber, Hulkenberg riesce finalmente in un buon giro e sale 4°, davanti a Hadjar, Lawson, Russell, Albon, Verstappen e Hamilton. Piastri resta, invece, 14°, davanti a Tsunoda.

 

FP3. La terza sessione di prove libere del venerdì pomeriggio è caratterizzata da condizioni di pista non semplici. In mattinata è piovuto, infatti, e, per via delle basse temperature, l’asfalto impiega molto tempo per asciugarsi.

Per tutta la prima parte della sessione, dunque, i piloti utilizzano esclusivamente gomme intermedie e, più che nella ricerca del tempo, sono impegnati a tenere sotto controllo la vettura. Nonostante queste condizioni, non si verificano incidenti, seppur frequenti sono le uscite di pista e i controlli al limite.

Soltanto negli ultimi minuti c’è la possibilità di montare gomme soft su pista praticamente asciutta, per eseguire almeno un time attack. Tuttavia, c’è molto traffico, e alcuni piloti non riescono a completare un giro pulito. La McLaren, invece, decide di non svelare le sue carte, e i due piloti abortiscono il loro giro, terminando la sessione in penultima e ultima posizione.

Come una Mercedes che sembra volare, come da pronostico, Russell fa segnare il miglior tempo, con 2 decimi di vantaggio su Verstappen.

Gli altri sono molto staccati. Albon è 3°, a conferma di un’ottima Williams, davanti alla veloce Racing Bulls di Hadjar, un buon Hamilton, Antonelli, Lawson, Stroll, Alonso e Gasly. Leclerc è solo 15°, Tsunoda 18°.

Si va verso una qualifica alquanto incerta, nonostante la Mercedes sembra poter essere favorita. Attenzione però alla McLaren, che in questa sessione si è totalmente nascosta.

 

QUALIFICHE.

Le qualifiche di Las Vegas cominciano sotto la pioggia. È la prima qualifica bagnata da Brasile 2024 (in un circuito cittadino, da Monaco 2013).

Alcuni team, come Sauber, Aston Martin e McLaren con Piastri scelgono di montare addirittura la gomma full wet. È l’intuizione giusta. In pista ci sono infatti delle pozzanghere che provocano acquaplaning e, soprattutto, l’asfalto è molto scivoloso. Poco dopo, tutti sono in pista con le full wet. Nei primi minuti, Verstappen e le Ferrari sono in grande difficoltà in queste condizioni, mentre la McLaren e la Mercedes vanno subito molto forte, così come la Williams di Sainz. Successivamente, Leclerc e Verstappen riescono a raggiungere le posizioni di vertice. Così non è, invece, per Antonelli e Hamilton, che vengono clamorosamente esclusi in Q1. L’italiano a causa di un suo errore alla curva 14, il britannico per un grave errore di valutazione, che vediamo ora più nel dettaglio. Negli ultimi secondi della manche, Bearman e Albon commettono degli errori e vanno a muro. Entrambi tuttavia ripartono (Albon, seppur con una Williams completamente distrutta, riesce a tornare ai box). Hamilton taglia il traguardo e, pensando di aver preso già bandiera, non spinge più per un ultimo giro lanciato, rimanendo a bocca asciutta in fondo alla classifica. Per il britannico è la prima volta in carriera che termina una qualifica in ultima posizione: un disastro. Gli eliminati sono, dunque: Albon, Antonelli, Bortoleto, Tsunoda e Hamilton.

Nella Q2, sono tutti ancora in pista con gomme full wet, sebbene nel corso della sessione smetta definitivamente di piovere. La McLaren vola, grazie ad un assetto più carico rispetto agli altri: è devastante soprattutto nel settore centrale. Nonostante ciò, nel primo tentativo Piastri fa tanta fatica, e solo con il secondo riesce a piazzarsi in vetta. Con la pista che si asciuga lentamente ma progressivamente, i tempi migliorano di giro in giro e la classifica cambia continuamente faccia. Con una Ferrari molto rapida nel primo settore ma non altrettanto nel resto del circuito, Leclerc resta sempre a centro classifica all’interno della top 10, lontano dai tempi di vertice. Le due Racing Bulls, Alonso, Sainz e un fantastico Gasly si qualificano per la Q3, mentre Stroll è l’unico ad azzardare la scelta dell’intermedia, non traendone però alcun beneficio. La classifica vede Russell leader davanti a Hadjar, Sainz, Norris, Verstappen, Lawson, Gasly, Alonso, Leclerc e Piastri. Gli eliminati, invece, sono: Hulkenberg, Stroll, Ocon, Bearman e Colapinto, che sbaglia l’ultimo giro vanificando forse l’accesso in Q3.

Nella Q3, tutti passano subito alle gomme intermedie. Solo Gasly monta ancora le full wet, almeno per il primo giro, ma poi anche lui va nella direzione di tutti gli altri. La strategia che tutti adottano è fare giri a ripetizione: hanno carburante sufficiente per l’intera durata della Q3. Norris commette un errore nel primo giro, mentre Piastri strappa il miglior tempo. Sainz è molto veloce con la sua Williams; Verstappen e Leclerc sono in difficoltà. Sul finire della sessione, Piastri commette un errore nel suo giro e non si migliora, mentre Verstappen, con un colpo di reni, segna un gran tempo. Norris, tuttavia, è altrettanto perfetto ed efficace, e non ha rivali.

Il britannico, al 150° Gran Premio della sua carriera, conquista una pole position da campione, la prima a Las Vegas per lui e per la McLaren. Per Lando è la 16° pole position della carriera (come Stirling Moss e Felipe Massa), la 3° consecutiva dopo quelle di Messico e Brasile. È il primo pilota McLaren a conquistare tre pole consecutive dopo vent’anni: l’ultimo a riuscirci era stato Raikkonen nel 2005 (con la sequenza San Marino-Spagna-Monaco). Verstappen è comunque 2°, grazie ad un’ottima Q3, ma il pilota di giornata è sicuramente Sainz, super 3° con la Williams. Per lo spagnolo è la seconda top 3 della stagione in qualifica, dopo la prima fila dell’Azerbaijan.

Seguono Russell (anche lui, come Norris, alla 150° presenza in Formula 1: entrambi hanno esordito al Gran Premio d’Australia 2019), con una Mercedes sottotono rispetto alle aspettative, Piastri (ancora non al top, solo 5°), un grande Lawson, Alonso, Hadjar, Leclerc (non perfetto in qualifica, ma nemmeno supportato dal proprio mezzo: Ferrari deludente in condizioni di pista bagnata, come ormai da tantissimi anni) e Gasly (che ha fatto il suo, raggiungendo la Q3).

 

GARA.

Scelta gomme: all’interno della top 10 sono tutti su gomma media. L’unico a partire con gomma soft è Antonelli, per cercare di recuperare quante più posizioni al via. Partono, invece, con gomma hard Hulkenberg, Colapinto, Albon, Bortoleto e Hamilton. Tsunoda prende il via dalla pit lane: sulla sua Red Bull sono stati sostituiti alcuni componenti della Power Unit in regime di parc fermé.

 

Al via, Norris chiude di prepotenza la porta in faccia a Verstappen, ma arriva lungo in curva 1. Il britannico viene così superato da Verstappen, che passa in testa, e anche da Russell. Lawson sportella Piastri e danneggia l’ala anteriore della sua Racing Bulls, mentre nelle retrovie Bortoleto colpisce Stroll, che si deve ritirare, e va in testa-coda, come anche Gasly. Un giro dopo si ritira anche il brasiliano della Sauber.

In tutto questo caos, Hamilton e Antonelli sono già risaliti quasi a centro gruppo. Tuttavia, il pilota Mercedes ha commesso falsa partenza e verrà penalizzato di 5 secondi. Prima di ricevere la penalità, Antonelli sostituisce gli pneumatici, passando alle hard: teoricamente, potrebbe anche non fermarsi più, avendo già smarcato l’obbligo della doppia mescola.

Nel corso dei primi giri, Verstappen fa l’andatura, ma Russell tiene comunque il ritmo. Norris sembra un po’ più in difficoltà di passo, mentre Leclerc comincia una furiosa rimonta, arrivando addirittura a superare un anonimo Piastri, e poi anche Hadjar, per la 5° posizione. Hamilton, invece, resta imbottigliato nel traffico di Ocon per parecchi giri, tanto che Antonelli, pur avendo fatto una sosta in più, lo raggiunge, grazie ad un ottimo passo con le hard. In un tentativo di sorpasso su Ocon, Hamilton arriva lungo ad una curva, e Albon, che in quel frangente si trovava appena dietro, lo tampona, danneggiando l’ala anteriore della sua Williams. Nessuna conseguenza, invece, per il pilota Ferrari.

Nel corso del 18° giro cominciano i pit stop. Russell è il primo dei piloti top a fermarsi, seguito da Norris e Piastri. La Williams reagisce alla sosta di Piastri fermando Sainz, che tuttavia perde la posizione sull’australiano. Qualche giro più tardi è il turno di Leclerc; le tempistiche sono probabilmente un po’ tardive, perché il monegasco non riesce a prendere con la strategia la posizione su Piastri, guadagnando comunque quella su Sainz. Hamilton, intanto, passa alle medie e riparte dalla 10° posizione, davanti ad Ocon.

Nel corso del secondo stint, la McLaren vola con gomme hard e Norris supera Russell per la 2° posizione. L’obiettivo di Norris, adesso, è cercare di andare a prendere Verstappen. L’olandese, però, non si fa intimorire e accelera il suo passo, lasciando Lando a bocca asciutta. Negli ultimi giri, la sfida è tra Antonelli, Piastri e Leclerc per la 4° posizione. In realtà Kimi ha sul groppone la penalità di 5 secondi: Piastri, quindi, può semplicemente seguirlo come un’ombra, senza prendersi rischi inutili.

Dopo alcuni giri, Leclerc comincia a soffrire di graining alle gomme e non riesce a rimanere sotto i 5 secondi da Antonelli, il quale nel frattempo si è avvicinato molto a Russell. Proprio sul finire della gara, il box McLaren invita Norris a rallentare considerevolmente il suo ritmo: si pensa che ciò sia dovuto all’eccessivo consumo di benzina. In realtà, entrambe le McLaren stanno usurando in maniera eccessiva il plank, come si scoprirà più tardi. A fine gara, infatti, arriva la clamorosa sentenza della FIA: Norris e Piastri vengono squalificati dalla corsa.

Max Verstappen vince così il Gran Premio di Las Vegas, ottenendo il suo 6° successo stagionale, il primo da quello del Texas. È la 69° vittoria della sua carriera, una vittoria mai in discussione, che riapre incredibilmente il mondiale, grazie soprattutto alla squalifica delle due McLaren. George Russell chiude in 2° posizione l’ennesima gara solida da parte sua, conquistando il 9° podio stagionale. Kimi Antonelli, dopo una fantastica rimonta e nonostante la penalità, è 3°: si tratta del suo 3° podio stagionale, il 2° consecutivo dopo quello del Brasile.

Seguono Leclerc (che sfiora il podio per due decimi di secondo), uno splendido Sainz, un grandissimo Hadjar, un super Hulkenberg con la Sauber, Hamilton (8°, in rimonta dalla 19° posizione) e le due Haas di Ocon e Bearman, entrambe a punti. Tsunoda chiude la gara in 12° posizione.

 

 

I TOP DEL WEEKEND

 

  1. MAX VERSTAPPEN

Grandissima prova di forza di Max Verstappen e della Red Bull a Las Vegas. Alla vigilia del weekend avevamo individuato questo appuntamento del mondiale come l’ultima chiamata per l’olandese per rimanere aggrappato al sogno mondiale, e Max ha risposto presente.

Mettiamo un attimo da parte la squalifica McLaren. A prescindere da quella, Verstappen è stato senza dubbio il pilota più forte del fine settimana di Las Vegas.

In qualifica, la McLaren è stata impossibile da battere, grazie all’assetto carico adatto alle condizioni di pioggia. La Red Bull, come la maggior parte dei team, era invece molto scarica e quindi molto complicata da guidare. Verstappen ha vissuto dei momenti di difficoltà ma, quando è stato il momento di dare il massimo nella Q3, lui non ha fallito, cogliendo la 2° posizione alle spalle dell’imprendibile Norris.

Al via della gara ha approfittato del brutto errore di Norris. Una volta in testa, con aria pulita davanti, non c’è stata più storia. Ha gestito il passo a suo piacimento, incrementando il ritmo quando prima Russell e poi Norris hanno tentato il recupero. Una 69° vittoria in carriera meritatissima, la 6° stagionale, la 2° a Las Vegas dopo quella del 2023 e l’8° negli Stati Uniti d’America.

E poi è arrivata la ciliegina sulla torta: la clamorosa doppia squalifica della McLaren, che riapre ogni discorso mondiale. Verstappen ora ha raggiunto Piastri a pari punti in classifica; entrambi devono recuperare 24 punti su Norris.

Il campionato è, naturalmente, nelle mani di Lando, che in Qatar avrà già a disposizione il primo match point (gli basterà arrivare davanti ad entrambi nella gara della domenica), ma sarà una volata finale tutta da seguire. Max è ancora in corsa per conquistare il suo quinto titolo mondiale consecutivo, e ciò ha davvero dell’incredibile!

 

  1. CARLOS SAINZ

A Las Vegas, già dalla vigilia del weekend, era attesa una Williams competitiva. E così è stato, in modo particolare nelle mani di un Carlos Sainz davvero stellare.

In qualifica, gran colpo da maestro sul bagnato: un’eccezionale 3° posizione, a pochi millesimi dalla prima fila, ma soprattutto davanti a Russell e Piastri.

In gara ha dovuto cedere alla maggiore velocità dei top team, inclusa la Ferrari, ma è stato comunque di gran lunga il migliore del centro gruppo. Per tutto il weekend, poi, è stato sempre, e non di poco, più veloce di Albon, a prescindere dagli incidenti e gli inconvenienti del thailandese.

Una fantastica 5° posizione, che si inserisce a buon diritto in questa sua ottima seconda parte di stagione e valorizza il grande lavoro di sviluppo svolto dalla Williams.

 

  1. RACING BULLS

Ottimo anche il weekend della Racing Bulls, che ha dimostrato tanta velocità sia in qualifica sul bagnato sia in gara sull’asciutto.

In qualifica, davvero splendida prova per Lawson, 6°, davanti ad Alonso, ma anche Hadjar non è andato lontano, 8°, davanti alla Ferrari di Leclerc.

In gara, gran peccato per l’incidente di Lawson, che non è costato il ritiro, ma comunque ha compromesso la corsa del neozelandese e la possibilità di ottenere buoni punti. Punti guadagnati, però, da Hadjar, con una grande 6° posizione, 2° tra i piloti di centro gruppo alle spalle di Sainz. Ottimo risultato per il giovane francese che, in questi ultimi weekend, sta ritrovando quella velocità che in estate aveva un po’ perso.

 

  1. ESTEBAN OCON

A Las Vegas, ultimo weekend di casa della stagione per il team, la Haas non ha certo brillato. In termini di prestazione pura, la VF-25 non valeva la top 10, e infatti i due piloti hanno conquistato punti in gara soltanto grazie al disastro McLaren.

Dobbiamo, tuttavia, riconoscere che Esteban Ocon si è ripreso alla grande dagli ultimi weekend di delusione. Sia in qualifica sia in gara è stato davanti a Bearman, il che in questo periodo è merce rara. Il 9° posto in gara, con 10 secondi di vantaggio su Ollie, dà morale e aiuta a rendere meno amaro questo finale di stagione per Esteban. Ora, però, servono delle conferme in questi ultimi due weekend dell’anno.

 

 

I FLOP DEL WEEKEND

 

  1. MCLAREN

Disastro. È questa la parola giusta per descrivere il sabato da incubo della McLaren. Una doppia squalifica che pesa tantissimo sulla corsa al titolo dei due piloti. Ma ad essere grave, oltre ovviamente all’errore di valutazione dell’altezza delle vetture, è la tempistica con cui questo errore è arrivato. In un punto del campionato troppo delicato per tentare un azzardo così grande.

Onestamente, alla luce di questa squalifica, si fa anche fatica a valutare il livello reale di performance della monoposto. Questo weekend, infatti, è andato ben al di sopra delle aspettative per la McLaren, considerato il layout del circuito di certo non favorevole alle caratteristiche della MCL39. Quindi, è molto probabile che la McLaren abbia scelto di azzardare, con un’altezza da terra minore rispetto agli altri team.

Nulla da togliere, ovviamente, al grande weekend di Norris, che ancora una volta ha dimostrato di meritarsi davvero questo titolo (al di là dell’errore in partenza). Però questo sprofondo papaya rischia davvero di compromettere la conquista di un mondiale piloti che Norris ha praticamente già in pugno, e che potrebbe portare a casa già il prossimo weekend in Qatar.

Quanto a Piastri, anche a Las Vegas ha deluso tanto e ora rischia addirittura di terminare la stagione in 3° posizione, alle spalle anche di Verstappen: chi lo avrebbe mai detto dopo la vittoria in Olanda!

 

  1. LEWIS HAMILTON

Questo flop, l’ennesimo, è tutto per il brutto errore in qualifica. Un errore che non ti aspetti da un pilota esperto come sir Lewis Hamilton. Non distinguere la control line dalla finish line non è giustificabile, nemmeno in condizioni difficili come quelle della qualifica.

Cosa è successo? In pratica, quando Hamilton stava per cominciare il suo ultimo giro lanciato in Q1, ha tagliato la control line poco prima dello scadere del tempo; quindi il giro sarebbe stato assolutamente valido. Il fatto è che non appena è scaduto il tempo, i semafori della finish line sono diventati rossi, e Lewis, probabilmente per un automatismo, ha alzato il piede, nonostante Riccardo Adami, il suo ingegnere di pista, lo esortasse a continuare a spingere. Da tutto ciò, ne è derivato l’ultimo posto in griglia: un risultato mai ottenuto da Hamilton in 18 anni di carriera.

La rimonta in gara fino all’8° posizione è stata buona, anche se nulla di esaltante, ma il weekend nel complesso è da dimenticare, per un Hamilton che non vede l’ora di terminare questa stagione di estrema sofferenza.

 

  1. YUKI TSUNODA

Altro weekend complicatissimo per Tsunoda, che non riesce a performare mai con la sua Red Bull. Nelle prove libere, in realtà, aveva dato segnali positivi, addirittura vicino, in qualche occasione, ai tempi di Verstappen.

In qualifica, però, soffre le condizioni estreme, con pista bagnata, e scivolosa e commette delle sbavature che non gli consentono di andare oltre il 19° posto.

Partito dalla pit lane, in gara non ha avuto vita facile e il suo tentativo di rimonta, sfruttando anche il caos in partenza, si è fermato al 14° posto, poi diventato 12° dopo la squalifica delle due McLaren.

Laurent Mekies, Team Principal della Red Bull, ha affermato che entro il prossimo weekend verrà ufficializzata la line-up 2026. Vedremo se a Tsunoda verrà concessa un’altra stagione, anche per capire, se con le nuove monoposto, Verstappen farà ancora così tanta differenza rispetto al compagno di squadra.

 

  1. ALEXANDER ALBON

Da dimenticare anche la Las Vegas di Alexander Albon che ha compromesso il suo weekend con errori imputabili a sé stesso, ma è stato anche protagonista di episodi sfortunati.

In qualifica impatta violentemente contro il muro poco prima di concludere l’ultimo giro. Vittima, sì, delle condizioni di scarsa visibilità e aderenza, ma che erano le stesse per tutti.

Già prima della gara, nei giri di allineamento in griglia, il thailandese ha denunciato un grave problema alla radio, che non ha funzionato per tutta la giornata sulla sua Williams. Le comunicazioni con il team sono state, dunque, affidate esclusivamente ai pit boards, pratica che un tempo era la norma, ma che oggi non è più autosufficiente, con l’enorme quantità di dati che i piloti devono conoscere durante l’azione in pista.

In gara, il coinvolgimento nella carambola tra Bortoleto e Stroll prima, il tamponamento a Hamilton poi, sono stati due incidenti che hanno danneggiato la vettura. A quel punto, il team ha deciso per il ritiro definitivo, viste le condizioni troppo precarie della monoposto e il problema delle trasmissioni radio.

 

 

VERSO IL QATAR

Cala dunque il sipario anche sul 22° e terz’ultimo weekend della stagione 2025. Anche quest’anno Las Vegas ci ha fatto vivere emozioni a non finire. Tra pioggia e colpi di scena dentro e fuori la pista, oltre allo show straordinario che ha fatto da cornice al weekend, possiamo salutare soddisfatti il Nevada, dove torneremo l’anno prossimo, sempre a fine campionato, per un altro appuntamento imperdibile. Grazie alla clamorosa squalifica di entrambe le McLaren, la lotta mondiale è di nuovo completamente aperta, con Max Verstappen che non si arrenderà finché la matematica non lo escluderà definitivamente dalla battaglia.

Per gli ultimi due weekend stagionali, il circus si appresta a tornare in Medio Oriente, dove andrà in scena il gran finale di questo campionato. Nell’ultimo fine settimana di novembre, il Lusail International Circuit ospiterà la 4° Edizione del Gran Premio del Qatar, penultimo appuntamento stagionale. A Lusail andrà in scena il 6° e ultimo weekend Sprint del mondiale, e la gara sarà caratterizzata dall’obbligo di doppia sosta ai box, per tenere sotto controllo l’usura degli pneumatici. Ci saranno tanti punti in palio, ma Lando Norris avrà a disposizione il primo match point per diventare per la prima volta in carriera Campione del Mondo di Formula 1. Riuscirà a sfruttarlo, o tutti i discorsi mondiali saranno rimandati ad Abu Dhabi, ultimo round del campionato? Lo scopriremo solo vivendo questo intenso e appassionante finale di stagione 2025.