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Gran Premio di Cina 2026: il Post Gara

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

È una giornata storica per l’Italia! Andrea Kimi Antonelli riporta il tricolore sul gradino più alto del podio in Formula 1, vent’anni dopo l’ultimo successo di Fisichella. Il diciannovenne di Bologna conquista una vittoria fantastica a Shanghai, al termine di una gara dominata. La Mercedes porta a casa la seconda doppietta consecutiva della stagione, grazie alla 2° posizione di George Russell e a una monoposto nettamente superiore alla concorrenza. Ma è una giornata storica anche per sir Lewis Hamilton, che festeggia il suo primo podio con la Ferrari, dopo essere uscito vincitore da un fantastico duello con Leclerc, in un circuito dove il campione britannico ha sempre fatto la differenza. 

Un grande Bearman chiude 5° con la Haas, davanti all’Alpine di Gasly. Ottima anche la gara di Colapinto, che arriva in zona punti alle spalle di un grande Sainz, nonostante il contatto con Ocon. Lawson con la Racing Bulls si prende la bella soddisfazione di battere in pista la casa madre Red Bull, che vede arrivare al traguardo solo Hadjar, mentre Verstappen è stato costretto mestamente al ritiro dopo un weekend difficile. Disastro totale in casa McLaren, con le due vetture già ritirate prima del via: c’è tanto lavoro da fare per i Campioni del Mondo in carica.

Benvenuti al Post Gara della 19° Edizione del Gran Premio di Cina, 2° appuntamento stagionale, in scena sul Shanghai International Circuit nel pomeriggio di domenica 15 marzo 2026.


PARLA LA PISTA

PROVE LIBERE

Nell’unica sessione di prove libere del weekend, la Ferrari porta al debutto l’ala “reverse” su entrambe le vetture. I test effettuati, però, non convincono il team a proseguire con l’ala per il resto del fine settimana: c’è bisogno ancora di qualche miglioria e rinforzamento strutturale. Hamilton è anche autore di un testa-coda in curva 6, nella fase di chiusura dell’ala.

Sessione sfortunata per Lindblad, costretto ad abbandonare la sessione presto per un problema alla trasmissione della sua Racing Bulls. Buona prova, invece, per il suo compagno di squadra Lawson, che segna l’11° tempo.

La McLaren dà buone sensazioni già dai primi giri, nonostante qualche instabilità in curva. Norris e Piastri, infatti, battono entrambe le Ferrari sul time lap. 

In difficoltà, invece, la Red Bull, con Verstappen solo 8°, alle spalle anche di un ottimo Bearman, mentre Hadjar è 13°. Hulkenberg porta l’Audi in top 10.

A comandare su tutti, come in Australia, è la Mercedes. Russell è il pilota più veloce della sessione, davanti ad Antonelli di poco più di un decimo. Seguono Norris, Piastri, Leclerc, Hamilton, Bearman, Verstappen, Hulkenberg e Gasly. Delude la Williams, che termina la FP1 davanti soltanto a Lindblad, le due Cadillac e le due Aston Martin.


SPRINT QUALIFYING.

La giornata del venerdì continua nel pomeriggio con la disputa delle Sprint Qualifying, la sessione di qualifica che stabilisce la griglia di partenza della Sprint. Perez non prende parte alle qualifiche a causa di alcuni problemi al sistema di carburante della sua Cadillac.

Nella SQ1, dove è obbligatorio l’utilizzo delle gomme medie, Russell comanda, ma le due Ferrari non sono lontane e riescono a battere Antonelli. Subito dietro troviamo le McLaren, mentre in top 10 sorprendono Hulkenberg e Bearman. In difficoltà le Red Bull, ai margini della top 10, mentre riescono a qualificarsi le Racing Bulls e le Alpine. Gli eliminati sono: Sainz e Albon con le due deludenti Williams, le due Aston Martin di Alonso e Stroll, e Bottas e Perez con le Cadillac.

Nella SQ2 stupisce Gasly, autore di un gran tempo con l’Alpine che lo porta davanti alla Red Bull di Hadjar. Al comando ci sono ora entrambe le Mercedes, con Leclerc subito dietro. Hamilton, invece, non è perfetto nel suo giro, e viene battuto dalle due McLaren. Il britannico, poi, riesce a guadagnare una posizione su Norris. Antonelli commette un impeding su Norris: rischia una penalità, ma viene graziato dai commissari, che comminano soltanto una multa al team. La Red Bull soffre e si trova in 9° e 10° posizione, mentre Bearman porta la Haas in SQ3; niente top 10, invece, per l’Audi e per la Racing Bulls. Sono eliminati: Hulkenberg, Ocon, Lawson, Bortoleto, Lindblad e Colapinto.

Nella SQ3 solo le Mercedes, le Ferrari e Verstappen scendono in pista per effettuare due tentativi; tutti gli altri ne faranno soltanto uno. Nel primo tentativo il più veloce è Russell davanti ad Antonelli, mentre Leclerc commette un errore e perde sei decimi dal tempo di Hamilton. Verstappen rimane molto lontano, a un secondo e sette decimi dal tempo di Russell. Nel secondo tentativo Russell ribadisce la sua superiorità e conquista la sua prima pole Sprint della carriera. Antonelli completa la prima fila tutta Mercedes; Norris, con un gran giro, batte le Ferrari e si inserisce in 3° posizione, dimostrando l’ottima forma della McLaren in qualifica. Seguono Hamilton, Piastri (che riesce a piazzarsi davanti a Leclerc), Leclerc, un magico Gasly, Verstappen (solo 8° con una Red Bull complicata da guidare), Bearman e Hadjar.


SPRINT.

Scelta gomme. La maggior parte dei piloti scelgono le gomme medie per affrontare i 19 giri della Sprint. Solo Hadjar azzarda le soft, mentre Lawson, Sainz e Alonso sono su hard. Albon prende il via dalla pit lane. Sulla sua Williams sono state effettuate delle modifiche in regime di parc fermé. La temperatura dell’asfalto è abbastanza bassa: solo 13°C. Al via, Russell tiene la prima posizione, nonostante la partenza a razzo delle Ferrari; Hamilton e Leclerc, infatti si mettono subito in scia alla Mercedes, portandosi dietro le due McLaren. Start difficile, come in Australia, per Antonelli. L’italiano scala in 6° posizione, e in curva 4 arriva al contatto con la Red Bull di Hadjar, per il quale verrà penalizzato di 10 secondi. Difficile anche la partenza di Verstappen, che scala addirittura 15°.

Nel corso del 1° giro, Hamilton supera Russell, ma il pilota Mercedes si riprende la posizione in fondo al rettilineo più lungo. Nelle retrovie, un testa-coda fa scivolare Lindblad in ultima posizione. Per tutti i primi 5 giri di gara, Hamilton e Russell si scambiano la posizione, mentre Leclerc, per il momento, non entra in lotta, preservando i suoi pneumatici. Intanto Antonelli arriva in fretta sulla coda delle McLaren, e presto le supera, ricompattando il gruppo Mercedes-Ferrari. 

Nei giri successivi, la lotta è tutta tra Leclerc e Hamilton. I due ferraristi si scambiano più volte la posizione, favorendo però così da una parte la fuga di Russell e dall’altra il recupero di Antonelli. Quando la situazione si stabilizza, Leclerc prende margine su Hamilton, che a sua volta è vittima dell’attacco di Antonelli. L’italiano prosegue la sua rimonta con il sorpasso ai danni di Leclerc: è di nuovo 1-2 Mercedes. A centro gruppo, Verstappen sbaglia una staccata nel tentativo di superare Hadjar, ma poi riprende la posizione sul compagno di squadra. 

Proprio in quel momento (siamo al 13° giro su 19) l’Audi di Hulkenberg ha un problema e si ferma in pista: è Safety Car. Quasi tutti ne approfittano per montare gomme soft per gli ultimi giri di gara. Rimangono in pista soltanto Lawson, Bearman, Gasly e Ocon, all’interno della top 10. Ai box, Hamilton perde la posizione su Norris, penalizzato dal doppio pit stop Ferrari. Piastri rientra in pista alle spalle di Lawson e Bearman, mentre Antonelli sconta la sua penalità e torna in pista 8°.

Alla ripartenza, Leclerc non è perfetto e Russell scappa verso la vittoria. Hamilton supera Norris per la 3° posizione, mentre Antonelli attacca Bearman e Lawson per la 6° posizione. Leclerc cerca di stare attaccato a Russell per tentare un sorpasso, ma i giri alla conclusione sono troppo pochi. Antonelli, invece, supera Piastri e sale 5°.

George Russell vince così la Sprint della Cina, conquistando la sua seconda vittoria Sprint in carriera, dopo quella di Brasile 2022. Sul podio precede le due Ferrari di Leclerc e Hamilton. Seguono Norris, Antonelli, Piastri, un super Lawson e Bearman, che chiude la zona punti. Verstappen, in rimonta, è 9° davanti alla Haas di Ocon, mentre Hadjar è solo 15°. Oltre a Hulkenberg, sono stati costretti al ritiro dalla Sprint anche Bottas e Lindblad, entrambi per problemi di affidabilità alle rispettive monoposto.


QUALIFICHE.

Sabato pomeriggio è tempo delle qualifiche, che stabiliranno la griglia di partenza del Gran Premio di domenica. Rispetto alla Sprint, la temperatura ambientale è praticamente triplicata: siamo sui 32°C.

Nel primo tentativo della Q1, la Ferrari scende in pista con soft usate, mentre la Mercedes aspetta fino a metà manche per cominciare la sua attività. Russell piazza subito il miglior tempo, ma con soli 42 millesimi di vantaggio su Antonelli. Montato un treno di soft nuove, Hamilton sale in 3° posizione, nonostante una scodata eccessiva prima del rettilineo finale. Leclerc fa meglio del compagno di squadra: addirittura batte Russell, prendendo il comando della classifica. Sorprende ancora Gasly, ancora bene in top 10, così come le due Haas.

Lindblad, dopo aver risolto dei problemi sulla sua Racing Bulls, trova la qualificazione, così come un buon Colapinto. Sono eliminati invece: Sainz e Albon con le due Williams, in netta difficoltà a Shanghai, Alonso, Bottas, Stroll e Perez.

Per il primo tentativo della Q2, tra i top team solo la Red Bull monta soft nuova. Nonostante questo, Verstappen e Hadjar sono incredibilmente lenti, e davanti a tutti troviamo ancora le Mercedes e le Ferrari, che sembrano migliorate molto nella fase di deployment, soprattutto nel terzo settore. Fantastico Bearman, 6° con la Haas, davanti alle McLaren e Hadjar. 

Nel secondo tentativo, il miglior tempo è quello di Antonelli, davanti a Leclerc e Russell di soli 80 millesimi. Un fantastico Gasly è 6°; si qualificano per la Q3 anche Bearman e Hadjar. Per appena 2 millesimi, Hulkenberg è il primo degli eliminati. Colapinto non accede alla Q3 per soli 5 millesimi. L’argentino è 12°, davanti a Ocon, Lawson, Lindblad e Bortoleto, autore di un testa-coda all’ultima curva.

La Q3 si apre con un colpo di scena. Russell, che già aveva chiesto un cambio di ala anteriore al termine della Q2, si ferma in pista. Dopo un paio di secondi riparte, ma il suo cambio è bloccato in prima marcia. Lentamente torna ai box, sperando di poter tornare in pista prima della bandiera a scacchi. La leadership della Mercedes è comunque garantita da Antonelli, mentre le McLaren battono sul tempo le due Ferrari, entrambe non perfette nel loro giro. Ancora più indietro troviamo le due Red Bull, seguite da Bearman e Gasly. I meccanici Mercedes, a due minuti dal termine della sessione, danno il via libera a Russell, che torna così nella battaglia per la pole. Il giro di George è sufficiente per la prima fila, ma non per la prima piazza.

Antonelli conquista la prima pole position della sua carriera, e diventa il più giovane poleman della storia della Formula 1 (il primato apparteneva a Sebastian Vettel, storia del 2008, a Monza). Kimi, che era già stato in prima piazza in griglia in occasione della Sprint di Miami del 2025, riporta l’Italia in pole position dopo 17 anni (Giancarlo Fisichella, Belgio 2009, con la Force India). Un super Russell riesce comunque a limitare i danni, regalando alla Mercedes un’altra prima fila completa.

In 3° posizione si piazza un ottimo Hamilton, con un ritardo di tre decimi e mezzo dalla pole (distacco dimezzato rispetto a Melbourne). Seguono Leclerc, le due McLaren di Piastri e Norris, un magico Gasly (7° con l’Alpine), le due deludenti Red Bull di Verstappen e Hadjar, e Bearman con la Haas.


GARA.

I colpi di scena arrivano già prima del giro di formazione. Le due McLaren di Norris e Piastri non prendono parte alla gara a causa di due diversi problemi di affidabilità. Stessa sorte per l’Audi di Bortoleto e la Williams di Albon.

Scelta gomme. Solo le Red Bull sono su soft. Hulkenberg, Colapinto, Ocon, Lindblad, Alonso e Stroll sono su hard. Tutti gli altri partono con le medie.

Al via, Antonelli scatta bene, ma va subito a proteggersi da Russell, lasciando alle due Ferrari, partite a razzo come sempre, tutta la corsia di sinistra libera, Hamilton balza così in testa, seguito da Antonelli, Leclerc e Russell. Partenza disastrosa per Verstappen: l’olandese si ritrova 12°, alle spalle anche di un super Alonso. Incurva 2, un contatto tra le due Cadillac manda Perez in testa-coda. In curva 12, Hadjar, dopo aver superato Bearman, perde il controllo della sua Red Bull e va in testa-coda, ripartendo in fondo al gruppo.

Al termine del 2° giro, Antonelli passa di nuovo Hamilton e torna 1°. Russell ha la meglio su Leclerc e, poco dopo, anche su Hamilton: così le due Mercedes si mettono a dettare il passo, senza possibilità di replica da parte delle Ferrari. Nel frattempo, Verstappen continua a perdere posizioni: ora è 15°, con una Red Bull in totale crisi.

Al 10° giro fa il suo ingresso in pista, per la prima volta nel 2026, la Safety Car: Stroll è costretto al ritiro per un problema alle batterie della sua Aston Martin. Mercedes e Ferrari fermano i loro piloti: tutti vanno su gomme hard per l’unica sosta di giornata. Antonelli ha un grande vantaggio, perché torna in pista in 1° posizione, davanti a Colapinto e Ocon, che non si sono fermati ai box, mentre Russell e le Ferrari li dovranno superare in pista.

Alla ripartenza dalla Safety Car, Russell è in difficoltà con la temperatura delle gomme, e subisce il sorpasso di entrambe le Ferrari. Quando Colapinto e Ocon vanno ai box, Leclerc, Hamilton e Russell battagliano per la 2° posizione, favorendo la fuga di Antonelli. Russell, sfruttando la potenza del motore Mercedes, esce vincente dalla lotta, e lascia i due ferraristi a vedersela tra di loro per la 3° posizione.

Si accende quindi il duello tra Leclerc e Hamilton. I due si superano vicendevolmente più volte, facendo sobbalzare i cuori di milioni di tifosi Ferrari. Un duello duro ma molto corretto, dal quale Hamilton esce vincitore. Alle loro spalle, intanto, c’è Bearman in 5° posizione, seguito da Verstappen, tornato in top 6 dopo i pit stop.

Al 33° giro, Ocon tenta l’attacco su Colapinto, ma sbaglia le misure mandando entrambi in testa-coda. Il pilota Haas verrà ammonito con una penalità di 5 secondi. Intanto, anche Alonso deve ritirarsi. In top 10, grazie all’incidente tra Ocon e Colapinto, entra un grande Sainz.

Al 46° giro, Verstappen è costretto ad abbandonare la gara per un problema alla sua Red Bull: per Max è il primo ritiro per guasto da Australia 2024. Colapinto riesce a rimontare bene fino alla 10° posizione, e per poco non recupera anche la 9° posizione su Sainz.

Kimi Antonelli vince il Gran Premio di Cina, al termine di una gara da lui controllata e dominata alla perfezione. Il bolognese conquista la sua prima vittoria in carriera in Formula 1, davanti al suo compagno di squadra Russell, che completa la seconda doppietta stagionale consecutiva per la Mercedes (non accadeva dal 2019).

Hamilton conquista il suo primo podio con la Ferrari, il 203° della sua carriera, tornando in top 3 dopo più di un anno (il suo ultimo podio, con la Mercedes, era datato Las Vegas 2024).

Seguono Leclerc, con una Ferrari che si conferma seconda forza con ampio margine, un super Bearman, Gasly, ancora a punti con l’Alpine, Lawson, Hadjar, Sainz, che porta a punti la Williams, e un buon Colapinto, per la prima volta in top 10 in questa stagione.


I TOP DEL WEEKEND

1. ANDREA KIMI ANTONELLI

Era solo una questione di tempo. Che Kimi fosse un fuoriclasse lo si sapeva già prima del suo arrivo in Formula 1. La velocità è quella dei Campioni, l’atteggiamento in pista anche. E il weekend cinese ce lo ha dimostrato. Un weekend cominciato, come da pronostico, alle spalle di Russell, che si è poi trasformato in una splendida favola. Russell a Shanghai ha avuto sfortuna, certo, soprattutto in qualifica, ma Antonelli ha guidato magistralmente. Pole position senza tentennamenti in qualifica, per diventare il più giovane poleman della storia, e poi una gara impeccabile, un vero dominio.  Fortunato, sì, con la Safety Car; agevolato, sì, dalla battaglia tra Russell e le due Ferrari. Ma questa grande vittoria, la prima di una carriera che promette soddisfazioni incredibili, è tutta sua, grazie a una velocità pazzesca e grande capacità di gestione. E il margine di crescita è ancora enorme. Bravo Kimi!


2. LEWIS HAMILTON

Finalmente è arrivato quel giorno che sembrava non dovesse arrivare mai. Per tutto il 2025 lo ha cercato, lo ha annusato, lo ha sfiorato ma, per un motivo o per un altro, non è mai arrivato. Oggi è realtà: Lewis Hamilton ha conquistato il suo primo podio con la Scuderia Ferrari. E se l’è dovuto sudare per tutta la gara: Leclerc non ha lasciato nulla al caso. Una battaglia, quella tra i due piloti Ferrari, dura ma bellissima, giusta, corretta. Entrambi con il coltello tra i denti, due piloti fenomenali. E, alla fine, è stato sir Lewis a spuntarla. Un Hamilton totalmente cambiato rispetto al 2025, tornato con la cattiveria agonistica di chi sa di avere ancora qualcosa da dare al suo sport, con una vettura finalmente competitiva. Per la Ferrari c’è ancora tanto lavoro da fare per colmare il gap con l’inarrivabile, per il momento, Mercedes. Ma questo ritorno in grande stile di Lewis è una spinta in più per tutto il team, anche per lo stesso Leclerc, per non arrendersi e continuare sempre a migliorare.


3. OLIVER BEARMAN

Weekend fantastico per Ollie Bearman, che ha cominciato questo 2026 in una forma davvero splendida. In Cina, con una Haas molto buona, non ha mai abbandonato la top 10, ed è stato sempre davanti al suo compagno di squadra Ocon. Ma la differenza più grande l’ha fatta in gara, grazie anche a un’ottima strategia del team, chiudendo in 5° posizione, il primo dietro alle due Mercedes e alle due Ferrari. Il ragazzino britannico continua a dimostrare il suo talento cristallino, e il confronto con Ocon sta cominciando a diventare pesante.


I FLOP DEL WEEKEND

1. MCLAREN

Che disastro per la McLaren questo inizio di stagione, un inatteso e incomprensibile disastro. Il weekend della Cina non era nemmeno cominciato male. In qualifica la MCL60 è stata a livello della Ferrari, soprattutto nelle qualifiche sprint, e dava l’idea di avere tanto potenziale. Nella Sprint qualche difficoltà di ritmo, mai in lotta con la Ferrari. Ma ciò che pesa di più nel bilancio negativo del weekend è il doppio fallimento in gara. Le due vetture sono state clamorosamente ritirate prima del via, per due problemi di affidabilità diversi, ma entrambi di natura elettrica e legati alla stessa area della Power Unit. Il team di Woking ha tantissimo su cui lavorare; la stagione è lunga, ma l’obiettivo di riconfermarsi Campioni del Mondo sembra molto lontano.


2. RED BULL

Weekend terribile anche per il team di Laurent Mekies. Una Red Bull in crisi, particolarmente deludente in Cina. Mai un lampo di velocità, sempre ai margini della top 10. Nella Sprint addirittura 0 punti, con Verstappen 9°, battuto dalla Racing Bulls di Lawson e dalla Haas di Bearman. In qualifica entrambi i piloti sono stati battuti dall’Alpine di Gasly, mentre in gara tante difficoltà. Prima la pessima partenza di Verstappen (la 3° consecutiva dopo Melbourne e la Sprint, indice di un problema di sistema), poi il testa-coda di Hadjar e, per finire in bellezza, ritiro per Max, dopo una bella rimonta, per un guasto al cambio. L’8° posizione conquistata da Hadjar fa capire che forse finalmente è stato risolto il problema del secondo pilota, ma è una magra consolazione per una Red Bull in grave crisi.


3. ESTEBAN OCON

Ancora una volta Esteban Ocon deve guardare con i binocoli il suo compagno di squadra Bearman. Il confronto diventa sempre più impetuoso a suo sfavore e, considerata la tanta esperienza in più del francese, è un fattore alquanto significativo e preoccupante. In gara, nel contatto con Colapinto la responsabilità è sua, anche se le circostanze non erano semplici, e ha di fatto vanificato l’opportunità concreta di guadagnare i primi punti della stagione. In ogni caso, le prestazioni devono migliorare: la Haas è un’ottima vettura, ma ha bisogno di due punte.


VERSO IL GIAPPONE

Siamo arrivati al termine del secondo appuntamento stagionale del 2026. Un altro weekend di fantastiche emozioni a Shanghai, con il ritorno alla vittoria di un pilota italiano dopo ben vent’anni. Kimi Antonelli entra nel club dei vincitori di un Gran Premio di Formula 1, raggiungendo un altro grande traguardo della sua carriera. La Mercedes si conferma prima forza assoluta di questo inizio di stagione e dà l’idea di essere imbattibile, almeno per il momento, mentre la Ferrari rimane solida e fa il possibile per tenere accesa la sfida, anche grazie a un Hamilton davvero rinato.

Il calendario delle gare ha subìto una modifica: nella domenica di Shanghai è stato ufficializzato l’annullamento dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, previsti per metà aprile, a causa del drammatico conflitto in Medio Oriente, che speriamo possa risolversi presto e nel modo più positivo possibile. Ci sarà, quindi, uno stop dalle gare per tutto il mese di aprile, ma prima di questa pausa ci aspetta il terzo appuntamento della stagione. Nel weekend del 29 marzo un circuito leggendario, il Suzuka International Racing Course, ospiterà la 40° Edizione del Gran Premio del Giappone, round che conclude questa prima terna di gare in Estremo Oriente che ha inaugurato la stagione 2026. 

Si accenderà già la sfida tra Russell e Antonelli tra le curve insidiose di Suzuka?