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Gran Premio di Barcellona-Catalogna 2026: Introduzione al Weekend

Di Giovanni Nulchis

STIAMO VIVENDO LA STORIA: CHI LO AVREBBE MAI DETTO?

Stiamo vivendo un inizio di stagione incredibile. Chi avrebbe mai detto, alla vigilia di questo campionato, che dopo sei Gran Premi ci saremmo trovati con Kimi Antonelli leader del mondiale, con un vantaggio record di 66 punti sul secondo classificato, che non è il suo compagno di squadra George Russell, ma Lewis Hamilton con la Ferrari? Credo nessuno.

Eppure, eccoci qua, a raccontare la storia. La storia di un ragazzo italiano di 19 anni che sta aggiornando tutti i record con una naturalezza disarmante, con una semplicità unica e con una determinazione incredibile, pur con a fianco un compagno di squadra fortissimo, dal talento indiscutibile. In questo momento nessuno sembra in grado di fermare l’ascesa di Antonelli, ma il mondiale è ancora eterno, e l’italiano ha davanti a sé tanti altri esami da superare.

A Barcellona, circuito che rappresenta uno dei banchi di prova più veritieri per la valutazione delle performance delle monoposto, va in scena il prossimo esame. Non solo per Kimi, ma anche per Russell, per la Mercedes e per i suoi avversari, compresa una McLaren che, nonostante un inizio di stagione tremendo, si sente ancora in corsa per il campionato. Sullo sfondo del weekend spagnolo c’è anche la sentenza dell’ADUO, pronta a sorprendere tutti con un verdetto inaspettato. 

Signore e signori, benvenuti in Catalogna: sul Montmelò di Barcellona tutto è pronto per un altro imperdibile show.


CONTINUA LA STAGIONE EUROPEA: IL CIRCUS A BARCELLONA PER IL PRIMO ROUND SPAGNOLO DEL 2026

La Formula 1 non si ferma. Dopo il round di Monte Carlo, si torna subito in pista per il secondo appuntamento europeo della stagione. Nel weekend della 94° Edizione della leggendaria 24H di Le Mans, in scena sul mitico Circuit de la Sarthe, il Circuit de Barcelona-Catalunya ospita la 1° Edizione del Gran Premio di Barcellona- Catalogna, 7° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026.

Per la prima volta dal 1991, il Circuit de Barcelona-Catalunya non ospiterà il Gran Premio di Spagna. Dopo 35 edizioni consecutive, infatti, l’evento spagnolo è stato trasferito in una nuovissima sede, il Circuito de Madring, un circuito cittadino che sta sorgendo attorno al centro espositivo IFEMA di Madrid e che si appresta ad ospitare il primo Gran Premio della sua storia nel weekend del 11-13 settembre. Il Circuit de Barcelona- Catalunya, invece, nei prossimi anni seguirà un programma di rotazione per quanto riguarda la sua presenza in calendario, alternandosi con il Gran Premio del Belgio: la Formula 1 tornerà a correre a Barcellona nel 2028 e nel 2030.


SI TORNA IN CATALOGNA DOPO LO SHAKEDOWN DI FINE GENNAIO: POCHI RIFERIMENTI A DISPOSIZIONE DEI TEAM

La Formula 1 ritorna sul circuito del Montmelò sei mesi dopo lo Shakedown di fine gennaio. Lo Shakedown è stata, di fatto, la prima sessione di test collettivi del 2026, distribuita in cinque giornate, delle quali ogni team ne aveva a disposizione tre.

Totalmente inutile prendere in considerazione i riferimenti cronometrici dello Shakedown, che si è svolto in un periodo dell’anno completamente diverso da quello odierno e anche con monoposto che hanno poco a che vedere con quelle attuali, soprattutto dal punto di vista della veste aerodinamica.

Tuttavia, dato l’annullamento del Gran Premio del Bahrain, questo è il primo circuito su cui si torna a gareggiare dopo averci disputato una sessione di test invernali. Sicuramente i team avranno a disposizione qualche dato in più, ricavato dallo Shakedown, per affrontare al meglio questo weekend catalano.


FIA E TEAM SONO GIUNTI AD UN ACCORDO: CAMBIAMENTI IMPORTANTI IN VISTA PER IL 2027 E
IL 2028

Continuano le discussioni riguardo al regolamento tecnico odierno. Alcune settimane fa, un’indiscrezione riportava che nel 2027 ci sarebbe potuto essere un cambio di paradigma nella configurazione delle PowerUnit del 2027, con un rapporto tra termico ed elettrico che avrebbe dovuto essere modificato da un paritario 50/50% a un 60/40% a favore dell’ICE (il motore a combustione interna). In realtà, questa proposta non ha trovato il consenso di tutti i motoristi, e quindi la situazione era rimasta immutata al 50/50% anche per il 2027. Tuttavia, in questi ultimi giorni le discussioni sono continuate, e finalmente FIA, FOM, team e motoristi hanno trovato un accordo. L’obiettivo è sempre quello di riportare al centro della scena la guida del pilota, facendo in modo che quest’ultima non sia troppo condizionata dalle operazioni di gestione dell’energia elettrica.

Nelle prossime due stagioni si assisterà a un progressivo incremento della potenza termica e un decremento della potenza elettrica. Per quanto riguarda il rapporto di potenza, nel 2028 si arriverà al 60/40%, passando per un 58/42% del 2027.

Ora vediamo quali parametri cambieranno nel particolare. Gli interventi sull’ICE si concentreranno sull’incremento della potenza massima e sull’incremento del flusso di carburante. Nel 2027, la potenza dell’ICE passerà dai 400 kW attuali a 420 kW, mentre l’incremento del flusso di carburante sarà del 5%. Nel 2028, i due valori saliranno rispettivamente a 450 kW per l’ICE e al 13% per il flusso di carburante.

Riguardo il MGU-K (il motore elettrico), i parametri che cambieranno sono la potenza massima del motore in sé e la potenza massima dell’harvesting (la ricarica), mentre la potenza massima dell’Overtake Mode rimarrà sul valore di 350 kW anche per le prossime due stagioni. Quest’anno, i tre valori sono tutti pari a 350 kW. Per il 2027 e per il 2028, la potenza massima del MGU-K diminuirà di 50 kW, quindi da 350 a 300 kW. Diverso il discorso per la potenza massima dell’harvesting, che salirà a 375 kW per il 2027 e a 400 kW per il 2028. Per entrare effettivamente in vigore, queste regole devono essere prima approvate ufficialmente. Martedì 23 giugno il World Motor Sport Council si riunirà a Macao e delibererà in merito.


VERDETTO ADUO CLAMOROSO: ARRIVA L’INDISCREZIONE CHE CAMBIA TUTTO

La FIA avrebbe dovuto pubblicare la graduatoria ADUO entro 15 giorni dal Gran Premio del Canada, con il quale si è concluso il primo periodo di osservazione e valutazione delle performance. Tuttavia, stranamente il responso non è stato ancora reso pubblico.

Nonostante ciò, al termine del Gran Premio di Monaco è arrivata un’indiscrezione che ha del surreale, ma è certamente attendibile, anche perché confermata da diverse fonti certificate. La FIA avrebbe, infatti, eletto la Power Unit Red Bull-Ford come motore endotermico più performante della griglia. E, ancora più clamoroso, la Mercedes rientrerebbe nell’ADUO, con un ritardo di potenza tra il 2% e il 4%. Ciò significa che Red Bull non potrà aggiornare la sua Power Unit, mentre Mercedes avrà diritto a un aggiornamento per il 2026 e un aggiornamento per il 2027, più un extra budget di 3 milioni di dollari.

Proseguendo nella graduatoria, Ferrari e Audi avrebbero un ritardo superiore al 4% da Red Bull, quindi con diritto a due aggiornamenti per il 2026 e due per il 2027. Infine, Honda, come da pronostico, avrebbe accumulato un ritardo superiore al 10%, e avrebbe quindi le massime agevolazioni consentite, sia come budget extra sia come ore di test al banco.

Se fossero confermati questi valori, sarebbe un vero e proprio shock, perché tutti si aspettavano che fosse Mercedes il riferimento. Il fatto è che le valutazioni dell’ADUO vengono basate sulle performance dell’ICE e, a quanto risulta, il Red Bull-Ford è il motore termico più potente. Visto il dominio Mercedes di questo inizio di stagione, significa che la PU tedesca è efficacissima nella sua controparte elettrica. Questo per gli avversari è un motivo di forte preoccupazione.

Per la Red Bull, risultare il motorista più performante è una notizia dal doppio volto. È la consacrazione del fatto che Red Bull PowerTrains ha svolto un lavoro eccezionale, essendo un motorista esordiente, e qui tanto merito va a Christian Horner, perché è stato lui a voler fortemente realizzare questo progetto. Allo stesso tempo, però, è un durissimo colpo per le ambizioni di rimonta sulla Mercedes, perché non solo Red Bull non può aggiornare il suo motore termico, ma la Mercedes può aggiornare il suo, incrementando ancora il suo vantaggio.

Per quanto riguarda Ferrari, invece, essere sullo stesso livello di performance, più o meno, di un motorista esordiente come Audi non è un buon segno: è indice di un lavoro motoristico mediocre. C’è da dire però che, come ormai ben sappiamo, il motore termico di Maranello del 2026 è una specifica del 2025 aggiornata alle nuove regole. Questo perché il motore che Ferrari aveva progettato per questo regolamento, che presentava caratteristiche originali, come la testata in acciaio, non ha superato i test di affidabilità.

Il fatto che la PU Mercedes non sia il benchmark, però, ha fatto nascere polemiche su polemiche. I competitor hanno chiesto alla FIA una revisione del sistema ADUO, in modo che si valuti non solo la performance del V6 termico, ma anche quella del MGU-K. In questo modo si avrebbe un quadro più veritiero e realistico dei valori di potenza. La situazione è, dunque, in continuo divenire.

Vedremo quali saranno gli accordi per il futuro. Intanto, attendiamo un comunicato ufficiale da parte della FIA per vedere se le indiscrezioni riportate sopra saranno effettivamente confermate.


LA CRISI DI LECLERC È DOVUTA AI FRENI BREMBO: DA BARCELLONA CHARLES ANDRÀ NELLA DIREZIONE DI HAMILTON

Gli ultimi due round del campionato, Canada e Monaco, sono stati particolarmente complicati per Charles Leclerc. All’interno del team Ferrari, Hamilton è sembrato molto più a suo agio nella guida della SF26, rispetto a un Leclerc che non ha mai avuto totale fiducia nel proprio mezzo. Se a Montréal questa differenza tra i due si poteva imputare, in parte, anche al circuito, dove storicamente Hamilton ha sempre fatto la differenza, a Monaco le tante difficoltà di guida di Leclerc sono state del tutto sorprendenti, in un circuito dove Charles ha sempre volato.

Già in Canada, Leclerc aveva dichiarato di avere grosse difficoltà nella gestione delle frenate. A Monaco ha sofferto ancora di problemi in fase di frenata per tutto il weekend. In qualifica lo si è visto abbondantemente, ma l’incidente in gara è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Leclerc ha rifiutato di prendersi la responsabilità del crash, puntando il dito contro i freni e contro Brembo, fornitore di Ferrari da 50 anni e di quasi tutti i team in griglia. L’elemento incriminato che starebbe facendo impazzire Charles negli ultimi weekend dovrebbero essere proprio i dischi dei freni Brembo. Probabilmente, gli ultimi aggiornamenti tecnici portati dalla Ferrari a Miami e in Canada (non soltanto aerodinamici e meccanici, ma anche ai vari software che gestiscono la Power Unit, e quindi anche la frenata, che nel 2026 è una fase molto più delicata rispetto alle scorse stagioni) lavorano poco in sintonia con l’impianto frenante di Brembo.

Bene, ma allora perché solo Leclerc accusa questi problemi ai freni, e non anche Hamilton? Si è scoperto che sulle due vetture sono montati freni diversi, prodotti da due marche diverse. Sulla SF26 di Leclerc sono installati i freni Brembo; su quella di Hamilton, invece, ci sono i freni dell’azienda francese Carbon Industries. Nel 2025, Hamilton aveva chiesto alla Ferrari di poter passare ai freni della Carbon Industries, con i quali ha corso per tutta la sua carriera, sia in McLaren sia in Mercedes. Il team, però, non ha accolto la sua richiesta, per rimanere fedele alla partnership con Brembo. Hamilton, tuttavia, ha spinto per il cambio di fornitura durante tutto l’inverno e, dopo aver provato i freni francesi durante i test del Bahrain, ha ottenuto di poter correre con i dischi freno della Carbon Industries (tenendo sempre le pinze Brembo), dal Gran Premio del Giappone.

Sarà solo un caso il fatto che le performance di Hamilton sono notevolmente migliorate? A quanto pare, la SF26, in particolare dopo gli aggiornamenti di Miami, si adatta meglio ai freni Carbon Industries, piuttosto che ai Brembo. Così, anche Leclerc, da Barcellona, interromperà la partnership con Brembo e passerà ai i dischi freno della Carbon Industries (tenendo sempre le pinze Brembo). Capiremo così se tutte le difficoltà riscontrate dal monegasco a Montréal e Monaco fossero davvero dovute ai freni Brembo.


LE STRAIGHT MODE ZONES DI BARCELLONA E LE GOMME PORTATE DA PIRELLI

Dopo il weekend anomalo di Monaco, in cui si è sentito parlare davvero poco di gestione dell’energia, e in cui era totalmente assente l’aerodinamica attiva, a Barcellona si torna alla normalità del 2026. Tornano i discorsi legati alla gestione energetica, in un circuito che presenta un lungo rettilineo (dove tornerà il tanto discusso superclipping), e poche curve e frenate dove poter davvero ricaricare.

Saranno quatto le Straight Mode Zones presenti lungo i 4.657 metri del Circuit de Barcelona-Catalunya. Due corrispondono alle due zone DRS che hanno figurato fino alla scorsa stagione: quella lungo il rettilineo dei box e quella lungo il rettilineo tra curva 9 e curva 10. Le altre due, aggiunte quest’anno, sono in corrispondenza del breve allungo tra curva 3 e curva 4, e del successivo tratto in discesa che va dall’uscita di curva 5 a curva 7. Il detection point per l’Overtake Mode è posizionato prima della curva 14, l’ultima del circuito.Per il fine settimana catalano, la Pirelli ha portato la terna di mescole intermedia: C2-C3-C4. Rispetto agli anni scorsi, questa terna rappresenta uno step più morbido. Questo per spingere i team ad adottate strategie a due soste in gara. Proprio riguardo alle gomme, subito dopo il weekend, nelle giornate di martedì 16 e mercoledì 17, Barcellona sarà teatro di una sessione di test Pirelli della durata di due giorni, alla quale prenderanno parte Ferrari, Cadillac e Aston Martin.

La Racing Bulls scenderà in pista a Barcellona con una livrea speciale, in cui il bianco cede più spazio a diverse tonalità di blu, che vanno dal blu scuro al turchese chiaro. Con questa livrea, il team di Faenza celebra l’inizio del Campionato del Mondo di Calcio 2026, in programma a partire da questo weekend negli stadi di Canada, Stati Uniti d’America e Messico.


GLI AGGIORNAMENTI TECNICI PER IL WEEKEND SPAGNOLO: IL SECONDO PACCHETTO EVOLUTIVO DI FERRARI

Tradizionalmente, l’appuntamento di Barcellona è uno di quelli prediletti dai team per introdurre grossi pacchetti di aggiornamenti. Questo perché il Montmelò è un circuito completo, in cui si possono valutare tutte le caratteristiche delle monoposto. Il 2026 non fa eccezione: molti team, infatti, hanno portato qui interessanti sviluppi alle vetture. Vediamoli insieme.

La McLaren introduce da questo weekend una nuova ala anteriore, rivista negli endplate, con l’obiettivo di incrementare il flusso aerodinamico e migliorare le performance aerodinamiche generali.

La Mercedes porta una modifica estremamente interessante sull’ala posteriore. È stato aggiunto un nuovo flap nella zona superiore dell’ala, che genera carico aerodinamico e drag.

Per la Red Bull modifiche all’ala anteriore. È stata rivista la geometria di vari elementi nei punti di connessione con gli endplate, ed è stato incrementato il camber. Tutto questo per cercare maggiore stabilità e maggiore carico aerodinamico.

La Ferrari introduce a Barcellona il secondo grande pacchetto evolutivo della stagione, dopo quello di Miami.Le tre zone maggiormente interessate sono l’ala anteriore, il fondo e le pance laterali. Sull’ala anteriore sono stati rivisti gli endplate e il naso. È stato anche rivisto il sistema di attivazione dell’aerodinamica attiva. Tutto questo principalmente per migliorare il bilanciamento della vettura. Nella zona del fondo, sono stati rivisti i board, la zona centrale, il pavimento e il diffusore. Modifiche anche alle pance, aggiornate per lavorare in sintonia con il nuovo fondo.

Sulla Williams appare una nuova ala posteriore, che presenta nuove appendici aerodinamiche pensate per i circuiti da alto carico aerodinamico, e un’estensione del terzo elemento.

La Racing Bulls porta una nuova ala anteriore, a cui sono stati aggiunti nuovi flap nel tentativo di estendere il range di bilanciamento della vettura. Modifiche anche al diffusore e alla struttura d’impatto posteriore.

Anche per la Haas modifiche nella zona posteriore, che ora presenta una struttura d’impatto più semplice nella sua geometria.

La Cadillac introduce nuove prese d’aria sulle pance, con l’obiettivo di aumentare il range di raffreddamento della Power Unit. Modifiche anche all’attuatore dell’ala posteriore.


LE ASPETTATIVE PER IL FINE SETTIMANA DEL MONTMELÒ: MERCEDES CHIAMATA AL DOMINIO ASSOLUTO

Si dice sempre che il Circuit de Barcelona-Catalunya è uno dei banchi di prova più attendibili e sinceri per valutare l’effettivo livello di performance di una monoposto di Formula 1. Questo perché è un circuito completo, che mette alla prova tutti gli aspetti di una vettura. Un circuito in cui l’aerodinamica lavora molto, grazie alla presenza di tanti tipi diversi di curve, e in cui è importante disporre di una Power Unit potente, resistente alle alte temperature e, soprattutto da questa stagione, efficiente nella gestione dell’energia.

Questo non è un circuito estremamente “energivoro”, ma allo stesso tempo non sarà semplice gestire l’energia, per la presenza di rettilinei lunghi e curve ampie e veloci. Inoltre, le alte temperature e la conformazione dell’asfalto rendono critica la gestione delle gomme in gara. Arriviamo da sei vittorie consecutive della Mercedes, e alla vigilia di Barcellona non possiamo non dare la W17 come favorita per questo weekend. Sulla carta, Russell e Antonelli sono chiamati al dominio assoluto, con una monoposto che ha dimostrato di essere quasi perfetta in ogni suo aspetto. La Power Unit tedesca farà la differenza sugli avversari, soprattutto nella gestione dell’energia. Ci potrebbe essere qualche preoccupazione lato gomme, dato che nelle gare precedenti la W17 è sembrata soffrire un po’ di più rispetto soprattutto alla Ferrari, e attenzione all’affidabilità della PU, che potrebbe fare brutti scherzi. Tra i due piloti, Russell è chiamato a reagire dopo una serie di weekend molto complicati (ricordiamo che il britannico non sale sul podio dalla Cina, e non vince dall’Australia), mentre Antonelli è in un periodo di forma smagliante e deve cercare di continuare su questa strada. Se vincesse anche a Barcellona, l’italiano eguaglierebbe il numero di vittorie di Russell (6): un dato alquanto curioso ed eloquente. Visto il vantaggio nel mondiale di 68 punti su Russell (il reale contendente), Kimi deve essere capace di ragionare anche un po’ da calcolatore, accontentandosi di un 2° posto o di posizioni inferiori qualora non avesse la velocità per vincere. Chiedere questo a un ragazzino di 19 anni è molto, sì, ma per diventare Campione del Mondo non basta la velocità: serve anche la testa e il sapersi accontentare.

La Mercedes dovrebbe essere irraggiungibile per tutti, anche per una McLaren che monta lo stesso motore. La MCL40, infatti, guardando alle sue caratteristiche, non sembra molto adatta al circuito catalano. Con il suo passo corto, non dovrebbe avere vita facile rispetto alla W17, viste le curve ad ampio raggio. Tuttavia, ha comunque tutto per essere la seconda forza del weekend, e battere così Ferrari e Red Bull per il podio. C’è, però, il grande tema dell’affidabilità, che nelle ultime gare ha caratterizzato in modo estremamente negativo l’andamento del team di Andrea Stella. Vedremo se anche in Spagna Norris e Piastri saranno ancora condannati a degli stop forzati: speriamo di no, naturalmente.

In un circuito di motore, la Ferrari punta a sfruttare telaio e aerodinamica della SF26 per rimanere nella scia di Mercedes e McLaren. Gli aggiornamenti tecnici portati questo weekend dovrebbero offrire dei vantaggi di performance, se correttamente funzionanti: vedremo di quale entità. Nella scala dei valori, la Ferrari alla vigilia è attesa come terza forza, ma attenzione alla Red Bull. Sul fronte piloti, sarà interessante vedere se Leclerc, dopo il weekend disastroso di Monaco, ritroverà il feeling in frenata con i nuovi dischi della Carbon Industries. Vedremo anche se Hamilton continuerà con le performance positive degli ultimi Gran Premi disputati.

Sulla carta, a contendere alla Ferrari il ruolo di terza forza sarà la Red Bull. Come espresso dall’ADUO, la Red Bull dispone del V6 termico più performante, ma la Mercedes sarà comunque avanti per quanto riguarda la gestione energetica, molto più rilevante qui a Barcellona di quanto non lo fosse a Monaco. Sul circuito nel quale dieci anni fa, nel 2016, vinse il suo primo Gran Premio in carriera all’esordio con la Red Bull, Verstappen vorrà riscattarsi dalla terribile domenica di Monte Carlo. Hadjar, galvanizzato dallo splendido podio conquistato nel Principato, il secondo in carriera e il primo con il team di Milton Keynes, dovrà trovare conferma delle sue prestazioni e stare il più vicino possibile a Verstappen o, perché no, anche davanti qualora riuscisse.

A centro gruppo, l’Alpine punta a confermare la bontà del progetto e del motore Mercedes in un circuito così severo da questo punto di vista, con l’obiettivo di stare costantemente in top 10, dopo il grande rammarico di Monaco. La Williams, grazie alla PU Mercedes, potrebbe essere della partita per la zona punti, con Sainz che vorrà sicuramente ottenere un buon risultato davanti al suo pubblico. Anche la Racing Bulls, grazie ad una vettura che si è confermata davvero ottima in questo inizio di stagione, potrebbe attaccare la top 10. Più in difficoltà, nella lotta del centro gruppo, sono attese Audi e Haas, a causa dei loro deficit di motore. Vedremo anche se, in casa Haas, Ocon riuscirà a migliorare ancora le sue performance, stando quantomeno al livello di Bearman, per scongiurare qualsiasi ipotesi di abbandono prematuro del team (rumours che, però, sono stati più volte smentiti dal Team Principal Ayao Komatsu).

In fondo al gruppo, l’obiettivo della Cadillac è sempre quello di continuare il suo percorso di crescita, che piano piano la sta portando a ricongiungersi con il midfield. Attenzione alle performance di Bottas, che rischia seriamente di perdere il sedile se continua a prendere paga nei confronti di un Perez decisamente più pimpante: non è un periodo semplice per Valtteri, sempre nelle retrovie, finora mai davvero competitivo. Sarà un weekend speciale per Alonso, probabilmente l’ultimo della carriera nella sua Barcellona. Sicuramente in pista darà il massimo come sempre, cercando di andare oltre i limiti di questa disastrosa Aston Martin, anche se purtroppo non potrà ambire ai risultati che meriterebbe di ottenere.