Gran Premio di Barcellona-Catalogna 2026: Il Post Gara
INTRODUZIONE
HAMMER TIME IS BACK!
È una giornata storica per il motorsport. Lewis Hamilton conquista la sua prima vittoria con la Ferrari, dominando a Barcellona. Una gara incredibile da parte del campione inglese, tornato a martellare su un ritmo inarrivabile per tutti. Dopo 13 anni, la Ferrari torna a vincere in Catalogna, in un circuito che storicamente ha sempre premiato la vettura migliore. Ma è ancora un weekend dal doppio volto per la Rossa. Tanta delusione per Charles Leclerc, prima per il grave errore in qualifica, poi per il ritiro negli ultimi giri di gara per problemi di affidabilità.
Per la prima volta in stagione la Mercedes non conquista la vittoria, battuta nel ritmo gara da una Ferrari sorprendente. Russell limita i danni con la 2° posizione, mentre Antonelli, autore di una grande prestazione, è costretto al ritiro, ancora per problemi alle batterie. Il Campione del Mondo Norris sfrutta il caos degli ultimi giri per conquistare un insperato podio, il 3° stagionale per la McLaren. Lando rifila un distacco pesante, di mezzo minuto, al compagno di squadra Piastri, che al traguardo è 5°, a sandwich tra le due Red Bull. Merita un complimento Hadjar che, dopo una partenza terribile, recupera fino alla 6° posizione. Grande prestazione dell’Alpine, a punti con entrambi i piloti. Doppi punti anche per una buona Racing Bulls, molto veloce per tutto il weekend. L’Audi manca ancora una volta la top 10, nonostante una buona qualifica. In fondo al gruppo, la Cadillac paga la gioventù di un progetto ancora molto acerbo, mentre l’Aston Martin affonda in una crisi senza precedenti.
Benvenuti al Post Gara della 1° Edizione del Gran Premio di Barcellona-Catalogna, in scena sul Circuit de Barcelona-Catalunya nel pomeriggio spagnolo di domenica 14 giugno 2026, nel weekend della 94° Edizione della 24 Ore di Le Mans, nella quale la Toyota è tornata a dominare.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. Per la prima sessione di prove libere scendono in pista sette rookies. Sono: Colton Herta (sulla Cadillac di Perez), Leonardo Fornaroli (sulla McLaren di Norris), Paul Aron (sull’Audi di Hulkenberg), Ayumu Iwasa (sulla Red Bull di Hadjar), Luke Browning (sulla Williams di Albon), Frederik Vesti (sulla Mercedes di Antonelli), Dino Beganovic (sulla Ferrari di Hamilton). Nella prima mezz’ora della FP1 sono tutti su gomma media, ma i tempi cronometrati sono ancora alti, segno di esecuzione di run non incentrati sulla performance. Purtroppo, Browning non avrà mai la possibilità di scendere in pista, a causa di problemi tecnici sulla sua Williams. Anche Sainz accusa un problema, probabilmente elettrico, all’uscita dai box, ma poi tutto si risolve e lo spagnolo scende regolarmente in pista. Quando si comincia a spingere un po’ di più sul gas, Russell mette subito in mostra il potenziale della Mercedes e va in testa alla classifica, davanti a Piastri, Leclerc e le due ottime Racing Bulls. Fornaroli, intanto, è impegnato in test particolari utili al team: per questo motivo i suoi tempi sono molto alti. L’attività con gomme soft comincia abbastanza presto, con Vesti che sale 7°. Verstappen batte il tempo di Russell, ma quando tutti completano il proprio giro si ricompone il terzetto di testa: Russell 1° con due decimi di vantaggio su Piastri e cinque su Leclerc. Sorprende tanto Aron, estremamente veloce con la sua Audi, costantemente in top 10, davanti a Bortoleto. In netta difficoltà, invece, è Herta, lontano dai tempi di Bottas, che tiene invece una buona 15° posizione. Negli ultimi minuti, anche Beganovic e Fornaroli montano le soft. Lo svedese porta la sua Ferrari in 8° posizione, a un secondo dal tempo di Leclerc. Fornaroli sale, invece, in un’ottima 5° posizione, subito alle spalle di Verstappen, dimostrando il suo grande talento e confermando la velocità della McLaren. Fantastico ancora Aron, 6° davanti alla Racing Bulls di Lawson. A fine sessione, la top 10 vede Russell leader davanti a Piastri, Leclerc, Verstappen, Fornaroli, Aron, Lawson, Beganovic, Lindblad e Colapinto. Durante le simulazioni di passo gara, Verstappen è l’unico che riesce a tenere il ritmo di Russell, mentre la Ferrari di Leclerc sembra soffrire con le gomme soft.
FP2. Per i primi run sono tutti su medie, tranne Verstappen, che gira con gomme hard per raccogliere dati e informazioni su temperature e degrado. La McLaren si conferma velocissima, con Piastri davanti a tutti; comincia un po’ in sordina Norris, inizialmente più lento del compagno di squadra. Anche Antonelli fa fatica nei confronti di Russell. Si conferma in ottima forma la Racing Bulls, con entrambi i piloti in top 10. Tuttavia, proprio Lawson viene fermato da problemi al cambio. Bottas, invece, a causa di problemi alla centralina della sua Cadillac, non prende parte alla sessione. In casa Ferrari, Leclerc sembra tornato in fiducia con la sua SF26 e fa la differenza nei confronti di Hamilton. Nella simulazione di qualifica, Mercedes e McLaren sono irraggiungibili per gli altri. Solo Leclerc riesce a inserirsi nel quartetto di testa, ma più per mancanza di performance di Antonelli. Hamilton, invece, non trova un giro pulito ed è solo 9°. Con un gran giro, Norris batte Russell, dimostrando che la McLaren, per questo weekend, sembra essere un vero competitor per la Mercedes. Ottimi Lindblad e Bortoleto, entrambi in top 10, mentre Hadjar resta lontano da Verstappen. La top 10 vede, dunque, Norris leader davanti a Russell, Piastri, Leclerc, Antonelli, Verstappen, Lindblad, Bortoleto, Hamilton e Hadjar. Le simulazioni di passo gara evidenziano un’elevata usura delle gomme. Tutti, infatti, a prescindere dalla mescola e dal traffico, salgono con i tempi dopo circa una decina di giri. Ottimi segnali arrivano dalla Ferrari, con Leclerc che ha il passo migliore di tutti, e Hamilton molto competitivo con gomme medie. Verstappen, invece, entra in crisi con le hard.
FP3. Le condizioni atmosferiche del sabato mattina sono piuttosto estreme: fa tanto caldo, l’asfalto è rovente, e c’è molto vento. Per questo, i piloti attendono la metà della sessione per scendere in pista: avranno a disposizione soltanto due tentativi con gomma soft. L’unico incidente di sessione, che provoca anche una bandiera rossa, vede come protagonista Bottas, che perde il controllo della sua Cadillac e affonda nella ghiaia, a causa di un problema ai freni. Nel primo tentativo comandano le Mercedes: Russell è 1° con 2 decimi di vantaggio su Antonelli. Norris è 3°; Leclerc porta la sua Ferrari a sandwich tra le due McLaren, anche grazie a un giro sottotono da parte di Piastri. Hamilton, invece, è solo 6°, a 8 decimi dal tempo di Russell, e non appare particolarmente a suo agio nella guida della sua Ferrari. Lindblad, con un gran giro, sale 8°, davanti alla Red Bull di Hadjar. A 10 minuti dalla bandiera a scacchi i piloti partono per il loro ultimo tentativo. Russell non dà scampo a nessuno e migliora il suo tempo di mezzo secondo. Ma è ottima la McLaren, che si ferma a soli due decimi dal tempo di George. Veramente ottimo, considerando che guida una Ferrari, il tempo di Leclerc, che si inserisce tra i due “papaya” mostrando un gran passo. Hamilton è 4°, mai a livello di Charles, davanti a Verstappen. Difficoltà, invece, per Antonelli, che non riesce a trovare un giro pulito a causa del traffico: chiude solo 7°. Hadjar, dopo un primo giro abortito per sottosterzo, sale 8°, non lontano dal tempo di Verstappen, con una Red Bull che è palesemente la 4° forza del weekend. Ottimo Lindblad, ancora in top 10, alle spalle di Hulkenberg. Russell chiude da leader la FP3, davanti a Piastri, Leclerc, Norris, Hamilton, Verstappen, Antonelli, Hadjar, Hulkenberg e Lindblad. Si va verso la qualifica con Russell favorito d’obbligo alla conquista della pole position; Antonelli non sembra in grado di contrastare la sua leadership. La McLaren punta alla prima fila con almeno un pilota. La Ferrari sembra abbonata alla terza fila, ma Leclerc potrebbe avere il colpo per inserirsi tra le McLaren. La Red Bull non sembra poter ambire a un risultato migliore della quarta fila.
QUALIFICHE.
Nella Q1 le due Haas sono le uniche ad effettuare il primo tentativo con gomme medie, in modo da equiparare la strategia. Non vanno affatto male, perché sono sui tempi della Williams, che monta invece gomme soft. I top team scendono in pista tardi e, dopo il primo tentativo, rimangono ai box fino alla Q2, risparmiando un set di gomme. Seguono la stessa strategia anche Bortoleto e le Racing Bulls. A sorpresa, il più veloce è Hamilton, con una Ferrari che sembra migliorata rispetto alla FP3. Russell è 2° davanti a Leclerc, Antonelli, Piastri, Norris, Verstappen, Lindblad e Hadjar. Nel secondo tentativo, Hulkenberg compie un gran giro e sale 5°, portando anche la seconda Audi in Q2, dove entra anche Sainz con la Williams. Ocon resta escluso insieme a Albon, Perez, Bottas, Stroll e Alonso. Buona la Cadillac, soltanto a un decimo di distacco dalla Williams, mentre è una giornata storica, purtroppo in negativo, per Alonso. Per la prima volta, dopo 42 Gran Premi di convivenza, viene battuto da Stroll in qualifica, e per la prima volta in carriera partirà ultimo in griglia di partenza (senza considerare guasti o incidenti).
In Q2 la McLaren segue una strategia diversa rispetto agli altri top team: per il primo tentativo monta gomme usate, per poi passare alle soft nuove. Mercedes, Ferrari e Red Bull fanno, invece, come in Q1, un solo tentativo. Si conferma ottima la Ferrari, con Leclerc che si ferma a 47 millesimi dal tempo di Russell. Seguono Antonelli, Hamilton, Verstappen, Hadjar e Lindblad. Norris e Piastri, con gomme nuove, non brillano: sono solo 4° e 7°. Purtroppo Lindblad sbaglia il suo ultimo tentativo, ed è il primo degli eliminati. Con il rookie britannico sono fuori dalla Q3 anche Bortoleto, Colapinto, Gasly, Bearman e Sainz. Bene Lawson 8°, e molto bene anche Hulkenberg, che per la prima volta in stagione accede alla Q3.
La Q3 si apre con un colpo di scena. Leclerc entra troppo forte in curva 4, perde il controllo della sua Ferrari e termina la sua corsa contro le barriere, con un impatto neanche troppo leggero. La bandiera rossa che ne consegue obbliga gli altri piloti ad abortire il proprio giro, mentre Piastri e Verstappen riescono a segnare un tempo. Le McLaren, Lawson e Hulkenberg scelgono di fare un solo tentativo, mentre tutti gli altri scendono in pista, pur con gomma usata. Delude Hamilton, solo 6°; il più veloce è Russell, mentre Antonelli è 4°, dietro Piastri e Verstappen. Quando è tempo dell’ultimo tentativo, Hamilton sorprende e trova un giro perfetto, ma la pole gli sfugge di mano, per soli 64 millesimi, a causa della mancanza di energia nelle ultime curve (energia utilizzata tutta nel resto del giro). Russell conquista così la sua 11° pole position in carriera, la 3° stagionale dopo quelle conquistate in Australia e Canada. Da parte del britannico è una bella prova di forza nei confronti di Antonelli, al quale ha rifilato un distacco di 3 decimi. Un fantastico Hamilton ritrova la prima fila dopo due anni (da Gran Bretagna 2024, quando aveva dovuto cedere la pole sempre a Russell). Lewis conquista la 10° prima fila della sua carriera sul Circuit de Barcelona-Catalunya. È un ottimo segnale da parte sua, a conferma del periodo molto positivo che sta attraversando, ma anche da parte della Ferrari che, per la prima volta in stagione, riesce ad essere competitiva anche nella Q3. Merito dei nuovi aggiornamenti, che evidentemente sono stati indovinati e hanno migliorato parecchio il comportamento della vettura, almeno qui a Barcellona. Chiude la top 3 un Antonelli ancora un po’ sottotono nel giro secco, per la prima volta in stagione escluso dalla prima fila, ma comunque solido e sempre nelle prime posizioni. Seguono Norris (con una McLaren che ha deluso le aspettative in Q3), Verstappen, Hadjar (bravo, vicino a Max), Piastri, un super Lawson, Hulkenberg (che porta l’Audi in Q3 per la terza volta in stagione, la prima con lui al volante) e un arrabbiatissimo Leclerc (che perde l’occasione di conquistare la pole position a causa di un suo errore).
GARA.
Con questa gara, Alexander Albon diventa il pilota ad aver disputato più Gran Premi con la Williams nella storia, raggiungendo quota 96. Stacca di una lunghezza il “leone d’Inghilterra” Nigel Mansell, fermo a quota 95.
Alonso prende il via dalla pit lane: sulla sua Aston Marton vengono installati nuovi componenti della Power Unit, violando il regime di parc fermé.
Scelta gomme: la Ferrari è aggressiva nella scelta gomme con Hamilton, che monta le soft; con le soft partono anche Verstappen, Hulkenberg, Colapinto, Sainz, Ocon e Perez. Solo le due Aston Martin sono su hard, mentre tutti gli altri partono con le medie.
Al via, Russell tiene la leadership, nonostante il buon scatto di Hamilton. Leclerc recupera tre posizioni e si ricongiunge subito al gruppo top. Brutta partenza per Hadjar, che scivola in 15° posizione. Nei primi giri Hamilton cerca di tenere il passo di Russell, ma la Mercedes sembra scappare via. Antonelli, invece, non riesce ad avvicinarsi al ferrarista.
All’8° giro, Leclerc passa Piastri con una bella manovra all’esterno di curva 3, e sale 6° a caccia di Verstappen. I primi pit stop cominciano molto presto, segno che si va, probabilmente, per una gara sulle tre soste. La Ferrari ritarda il pit stop di Leclerc, di 5 giri rispetto a Hamilton. Questo porta il monegasco a perdere terreno su Verstappen. Davanti c’è sempre Russell che comanda su Hamilton, Antonelli e Norris. Intanto, Hadjar torna in zona punti, con una buona rimonta.
Al 28° giro, la Ferrari inaugura il secondo round di soste, montando a Hamilton un altro treno di gomme medie. La Mercedes, invece, sceglie di ritardare la seconda sosta dei suoi piloti, valutando la possibilità di fare una sosta in meno rispetto a Hamilton. Sono questi i giri in cui Antonelli recupera tutto il suo svantaggio su Russell; la sfida tra i due, che alla fine premia Russell, finisce per avvantaggiare Hamilton, che tiene un passo gara fortissimo e guadagna secondi preziosi su Russell.
Al 41° giro, Hamilton è leader della gara, ma deve ancora fermarsi per il suo 3° pit stop. La Mercedes sembra avere la vittoria in pugno, ma tutto cambia quando Alonso si ferma a bordo pista per problemi alla sua Aston Martin. Fernando è il 5° ritirato del GP, dopo Stroll, Bottas, Hulkenberg e Albon. La Virtual Safety Car che ne consegue è un jolly clamoroso per la Ferrari: Hamilton effettua il suo ultimo pit stop e torna in pista davanti a Russell, conquistando a tutti gli effetti la leadership del Gran Premio. Leclerc, invece, è sfortunato con la VSC, perché si era fermato appena un giro prima.
Negli ultimi giri di gara, Hamilton ha aria libera davanti a sé ed imposta la modalità “Hammer Time”, come ai tempi d’oro della sua carriera. La Ferrari vola, e Lewis guadagna 10 secondi su Russell, che deve preoccuparsi del rientro di Antonelli. L’italiano è molto più veloce e Russell non può nulla contro Kimi, che sale 2°. Tuttavia, un clamoroso colpo di scena mette Antonelli fuori dai giochi: ancora guasti alle batterie per la Mercedes. Norris sale così in zona podio con la McLaren, portandosi dietro Verstappen e Piastri. Nello stesso giro anche Leclerc, che si trovava 6°, lontano da Verstappen, è costretto al ritiro per problemi allo sterzo della sua Ferrari. Le due Alpine salgono in 7° e 8° posizione; entrano in zona punti anche le due Racing Bulls. Al termine della gara, però, Colapinto verrà penalizzato di 10 secondi, e 2 punti sulla superlicenza, per non aver rallentato sotto il regime di bandiere gialle. Davanti a tutti, Hamilton si avvicina ad un traguardo sognato per una stagione e mezzo, e che adesso è finalmente realtà.
Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Barcellona-Catalogna, conquistando la sua prima vittoria con la Ferrari nella gara della domenica (il primo trionfo assoluto in Rosso risale alla Sprint di Shanghai del 2025). Per il britannico è la 106° vittoria in carriera, la prima da Belgio 2024, ed è la 7° a Barcellona (batte il record assoluto di Michael Schumacher, a 30 anni dalla prima vittoria del Kaiser con la Ferrari, ottenuta nel 1996 proprio a Barcellona). La Ferrari torna al successo dopo quasi due anni (non vinceva da Messico 2024), e in Spagna dopo 13 lunghi anni (l’ultimo trionfo a Barcellona risaliva al 2013, con Alonso). La SF26 domina in un circuito che storicamente ha sempre premiato la vettura migliore: un ottimo segnale, che potrebbe riaprire i discorsi mondiali. La Mercedes manca la vittoria per la prima volta in stagione. Russell chiude 2°, e torna sul podio dopo quattro gare di assenza; accorcia le distanze in classifica nei confronti di Antonelli, ma ancora una volta dimostra di non essere il più veloce in pista, soprattutto nella sfida con Kimi. Norris conquista il suo 2° podio stagionale, dopo quello ottenuto a Miami, e il 3° per la McLaren. Per la prima volta da Stati Uniti 1968, il podio è monopolio dei piloti britannici. Seguono un anonimo Verstappen, Piastri (che prende mezzo minuto di distacco da Norris), Hadjar (autore di una buona rimonta), Gasly, Lawson e Lindblad con le Racing Bulls, e Colapinto, che perde tre posizioni a causa della penalità. Fuori dai punti, ancora una volta, l’Audi: 11° con Bortoleto.
I TOP DEL WEEKEND
1. LEWIS HAMILTON
“Still I Rise”: “Ancora mi rialzo”. Un motto che è un inno universale alla resilienza, alla dignità e al riscatto. Lewis Hamilton ce l’ha tatuato nel corpo, impresso nell’anima. Dopo tante stagioni di difficoltà, dopo che il matrimonio con la Ferrari sembrava ormai destinato a concludersi senza gloria, il “Re Nero” è tornato a comandare, a vincere come solo lui sa fare: Hammer Time is back! La Ferrari è la sorpresa più grande del weekend di Barcellona. Il pacchetto di aggiornamenti, è innegabile, ha funzionato più che bene, e tanto merito va al direttore tecnico Loic Serra, il “papà” di questa SF26 e di queste novità che hanno fatto fare alla Rossa uno step di performance molto solido, pur senza ancora gli aggiornamenti al motore. Due momenti veramente top del weekend Ferrari sono stati: la Q3 in qualifica, dove, per la prima volta in stagione, non c’è stato il calo di performance; l’ultimo stint di gara, letteralmente dominato da Hamilton. Ma dentro quell’abitacolo è stato Lewis Hamilton a fare la differenza. Il weekend del britannico non era cominciato bene: dopo aver saltato la FP1 per fare spazio al rookie Beganovic, è rimasto sempre piuttosto distante dalle prestazioni di Leclerc, che sembrava essere tornato a suo agio con la vettura. Poi il suo weekend è svoltato, inaspettatamente, in modo estremamente positivo. In qualifica è sceso in pista un Hamilton diverso, da subito rapidissimo. Già in Q1 ha dato prova della sua velocità, ma l’essersi giocato la pole position con Russell è stato il colpo da maestro. Peccato per l’esaurimento della batteria a fine giro, che gli è costato una pole position che aveva davvero in pugno. In gara è stato un mastino. Ha sfruttato la qualità che ha contraddistinto la sua carriera: il ritmo gara, l’Hammer Time. Non ha fatto mai scappare Russell e ha tenuto Antonelli a distanza. La Virtual Safety Car causata da Alonso è stata una manna dal cielo per la Ferrari, ma l’ultimo stint di Lewis è stato pazzesco. Ha dominato la scena, mentre Russell e Antonelli lottavano tra di loro per la 2° posizione. Una prima vittoria in Ferrari fantastica, ottenuta in pieno stile Hamilton, sul circuito dove ha fatto la storia, battendo il record di vittorie di Schumacher. Lewis rafforza la sua 2° posizione in classifica piloti, e ora si trova a 41 punti di distacco da Antonelli. Il mondiale è lungo, e se la Ferrari sarà questa anche nei prossimi weekend…
2. LANDO NORRIS
In un weekend complicato per la McLaren, che ancora fatica a trovare la quadra, Norris ha preso le redini del team, da Campione del Mondo in carica. Non ha mai avuto la velocità per lottare per la vittoria - Ferrari e Mercedes erano troppo avanti rispetto alla McLaren, fuori portata - ma ha fatto tanta differenza nei confronti di Piastri, soprattutto la domenica. In qualifica, infatti, la lotta per la 4° posizione è stata serratissima: in 89 millesimi erano racchiusi 4 piloti, i due McLaren e i due Red Bull. La differenza con Oscar è stata, quindi, minima: meno di un decimo. È stato in gara che Lando ha annientato Oscar. Mezzo minuto di distacco sul traguardo, con un passo nettamente superiore. E poi, il DNF di Antonelli gli ha offerto il podio su un piatto d’argento, un podio meritato per Norris, ma non per la McLaren. C’è ancora tanto lavoro da fare a Woking.
3. ALPINE
Un weekend di alti e bassi per l’Alpine, ma comunque da TOP per la splendida prestazione in gara. Al sabato, una qualifica sottotono, con entrambi i piloti esclusi in Q2, a prendere la paga da Audi e Racing Bulls, lontani 4 decimi dalla qualificazione. In gara, però, un gran passo ha consentito a Gasly e Colapinto di rimontare fino alla zona punti, e di battere in pista le due Racing Bulls. I ritiri di Antonelli e Leclerc, poi, hanno regalato al team una fantastica 7° e 8° posizione (poi diventata 10° per la penalità di Colapinto). Punti importanti nella lotta per la 5° posizione in classifica costruttori contro la Racing Bulls, ma non quanti avrebbero potuto essere: peccato per la penalità di Franco.
I FLOP DEL WEEKEND
1. OSCAR PIASTRI
Sul bilancio negativo del weekend di Piastri pesa tantissimo la performance in gara. Mai un guizzo di velocità, lontano dal compagno di squadra, sempre ultimo nel gruppo dei top, al netto di Hadjar. In qualifica è stato dalla parte sbagliata del millesimo, è vero: lì, con un pizzico in più di velocità, avrebbe potuto essere 4° al via. Ma questo non giustifica la 7° posizione al traguardo, a mezzo minuto da Norris. Brutta prestazione, nel circuito in cui l’anno scorso aveva dominato.
2. AUDI
L’Audi non riesce ad andare a punti. La top 10 in gara, per il team tedesco, sta diventando un incubo. Ed è un peccato, perché la qualifica a Barcellona è stata positiva. Hulkenberg ha conquistato la sua prima Q3 della stagione, e anche Bortoleto non ci è andato poi così lontano, con il 12° tempo. Poi, però, in gara male male. Ancora problemi di affidabilità, ormai una costante per l’Audi, con Hulkenberg costretto al ritiro per un guasto al motore. Bortoleto 11° al traguardo, ma comunque lontano dalla zona punti, doppiato di due giri da Hamilton. In casa Audi c’è tanto lavoro da fare, soprattutto in termini di affidabilità.
3. ASTON MARTIN
Torna l’Aston Martin nella sezione FLOP dopo l’ennesimo weekend disastroso (descriverlo come disastroso è anche generoso: direi più weekend terrificante). Il Circuit de Barcelona-Catalunya ha messo in evidenza tutte le criticità di un progetto fallimentare. I distacchi rispetto alla concorrenza sono eloquenti. In qualifica, Stroll e Alonso si sono presi un secondo dalla peggiore delle Cadillac, e il loro tempo è stato 4 secondi più lento rispetto al tempo pole di Russell. In gara, Alonso è stato fin troppo coriaceo nel rimanere a contatto con Perez, ma i suoi sforzi sono stati vanificati dall’ennesimo problema tecnico, questa volta alle batterie. Stroll, invece, è stato fermato da un problema al cambio dopo soli 5 giri. Una crisi totale, e per il momento non si vede alcuna luce in fondo al tunnel. Non è solo un problema di Honda, ormai si è capito: il mago Newey, questa volta, ha fallito in modo inequivocabile. Si dice che a breve dovrà debuttare una versione B della monoposto, forse per il round del Belgio, forse più avanti: vedremo. Certo, dispiace tanto vedere un campione come Alonso, per la prima volta in carriera ultimo in qualifica, soffrire così tanto nella sua Barcellona.
BREAKING NEWS - NOTIZIE DAL WEEKEND
CAMBIA L’ORDINE DI ARRIVO DEL GRAN PREMIO DI MONACO: GASLY A PODIO CON L’ALPINE
Domenica 07 giugno, subito dopo il termine del Gran Premio di Monaco, l’Alpine ha presentato alla FIA la richiesta di revisione delle penalità inflitte a Gasly per aver superato il limite di velocità nella corsia box. Eseguite le dovute verifiche, la FIA ha ammesso che c’è stato un errore nel rilevamento della velocità in corsia box. Così, venerdì 12 giugno l’Alpine ha vinto il ricorso e, dopo cinque giorni dalla gara, le penalità sono state revocate; Gasly è stato riposizionato in 3° posizione, la stessa che occupava fisicamente quando ha tagliato il traguardo. Il francese conquista in questo modo il 5° podio della sua carriera, il 1° della stagione e il 1° in carriera a Monaco. Hadjar perde, quindi, il podio con la Red Bull; come lui, perdono una posizione anche Piastri, Lawson e Lindblad. Le discussioni, però, non sono terminate; altri team, inclusa la Mercedes, hanno manifestato l’intenzione di presentare un reclamo alla FIA per chiedere di revisionare le sanzioni inflitte ai propri piloti sempre per aver superato il limite di velocità nella corsia box. Ma a cosa è dovuto questo errore di rilevamento della velocità da parte della FIA? Quest’anno, l’ingresso della pit lane di Monaco è stato allargato, per via della presenza di un team in più, la Cadillac. Questo ha fatto sì che i piloti potessero tagliare di più la traiettoria, ma, così facendo, alcuni hanno percorso meno strada. Siccome per misurare la velocità in corsia box si valuta la velocità media che una monoposto impiega per percorrere la pit lane, è risultato che alcuni piloti abbiano superato di pochissimo il limite di velocità, pur avendo inserito il pit limiter correttamente. Qui, va detto, è stato eccellente il lavoro di Peter Bonnington, ingegnere di pista di Antonelli, che, poco prima che l’italiano entrasse ai box, lo ha avvisato chiedendogli di non tagliare la traiettoria, evitando così di far prendere la penalità a Kimi. Per questo motivo, i team interessati potrebbero presentare ricorso alla FIA per ottenere la revoca delle penalità. La classifica finale del Gran Premio di Monaco potrebbe subire ulteriori variazioni.
VERSO L’AUSTRIA
Cala il sipario sul 7° appuntamento della stagione 2026. E che weekend abbiamo vissuto! Un ritorno alla vittoria inaspettato da parte della Ferrari, in un circuito su cui la Mercedes avrebbe dovuto distruggere la concorrenza. Un sir Lewis Hamilton tornato ai fasti di un tempo, con il suo iconico “Hammer Time” in una gara dominata come solo lui sa fare. Un Russell che sorride a metà, perché ancora una volta è stato inferiore ad Antonelli, almeno in gara. Una Mercedes che domina le classifiche, ma vede nell’affidabilità un pesante tallone d’Achille. Una McLaren ancora in difficoltà, che non riesce a sbloccarsi. Tutto questo in un campionato che sembrava già scritto, in parte lo è ancora, ma non più come prima. La Ferrari ha fatto uno step evolutivo molto efficace, da verificare su altri circuiti, e mette pressione alla Mercedes. La Formula 1 tornerà a correre a Barcellona nel 2028, seguendo il programma di rotazione con il Gran Premio del Belgio. La Spagna, invece, ci dà appuntamento a metà settembre, quando il Circuito de Madring esordirà in calendario e sarà teatro per la prima volta del Gran Premio di Spagna, ultimo round europeo del campionato. Il prossimo appuntamento del mondiale, invece, è tra due settimane. Rimarremo sempre in Europa, ma questa volta saranno le verdi colline della Stiria a fare da sfondo allo show della pista.
Il Red Bull Ring di Spielberg è pronto ad ospitare la 39° Edizione del Gran Premio d’Austria, 8° round di un campionato tutt’altro che scontato. Tornerà il dominio Mercedes, o la Ferrari ha davvero dato una svolta a questo mondiale? Lo scopriremo soltanto vivendo ancora le tante emozioni che solo la Formula 1 sa regalarci.