Gran Premio di Abu Dhabi 2025: Il Post Gara.
INTRODUZIONE
Lando Norris è Campione del Mondo 2025! Nella notte di Abu Dhabi i fuochi d’artificio sono tutti per il giovane pilota britannico, che conquista il primo titolo piloti della sua carriera realizzando il sogno di una vita, grazie ad una gara fantastica, attenta e aggressiva allo stesso tempo.
La McLaren torna sul tetto del mondo dopo 17 anni, concludendo nel migliore dei modi una stagione da assoluta dominatrice. Max Verstappen vince per la 5° volta ad Abu Dhabi, ma per soli due punti non riesce a portare a termine la più grande impresa della storia.
La sua stagione è comunque da incorniciare: il 2025 ci ha restituito, senza dubbio, il miglior Verstappen di questi anni. Oscar Piastri è 2° al traguardo: anche lui esce sconfitto da Yas Island, ma la sua stagione è stata fantastica, considerando la poca esperienza nei confronti dei suoi avversari.
Gara eroica da parte di Leclerc che, con una Ferrari che spera di non rivedere mai più, nemmeno dipinta, prova a contendere a Norris il 3° posto. Al traguardo è 4°, davanti a Russell, che per tutta la gara ha dovuto combattere con dei problemi ai freni della sua Mercedes. A conferma del difficile weekend del team tedesco è la 15° posizione di Antonelli, imbottigliato nel gruppo di coda fin dai primi giri. Hamilton chiude questa sua deludente prima stagione in Ferrari con una buona rimonta, che lo porta fino all’8° posizione, alle spalle di due splendidi interpreti della gara: Alonso, con l’Aston Martin, e Ocon, finalmente competitivo con la sua Haas. Tsunoda chiude in 14° posizione quella che speriamo possa essere per lui soltanto una stagione di arrivederci.
Benvenuti al Post Gara della 17° Edizione del Gran Premio di Abu Dhabi, 58 giri di pura adrenalina per l’ultima gara stagionale, in scena sul Yas Marina Circuit, nella notte magica di domenica 07 dicembre 2025, alla scoperta del nuovo Campione del Mondo di Formula 1.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE.
FP1. Nella prima sessione di prove libere sono 9 i rookie in pista: Pato O’Ward (McLaren, al posto di Piastri), Arvid Lindblad (Red Bull, al posto di Tsunoda), Paul Aron (Alpine, al posto di Gasly), Arthur Leclerc (Ferrari, al posto di Hamilton), Cian Shields (Aston Martin, al posto di Alonso), Jack Crawford (Aston Martin, al posto di Stroll), Luke Browning (Williams, al posto di Albon), Ryo Hirakawa (Haas, al posto di Ocon), Ayumu Iwasa Racing Bulls, al posto di Lawson).
L’attività in pista comincia subito per tutti i piloti. Per i primi giri, molti sono su gomma hard; scelta diversa per la McLaren, con Norris su medie e O’Ward su soft. Come ogni anno, la FP1 di Abu Dhabi è un turno complicato da decifrare: la pista è sporca e le condizioni ambientali sono molto diverse rispetto a quelle di qualifica e gara.
Subito la McLaren si dimostra rapida, anche con un ottimo O’Ward, vicino ai tempi di Norris grazie alla gomma soft. Anche Hulkenberg non è male con le medie, mentre Verstappen soffre un po’ di sottosterzo e Browning è costretto ai box per dei problemi alla radio della sua Williams. Problemi anche per Bearman, che soffre di perdita di potenza. Veloce è anche Sainz e la Mercedes con entrambi i piloti. La Ferrari, invece, fatica con C. Leclerc a inserirsi nelle prime posizioni, mentre Arthur rimane nelle retrovie. Nel corso della sessione, il fratello di Charles proverà anche delle soluzioni in ottica 2026: nello specifico un nuovo volante, simile a quello delle vetture WEC, con nuovi pulsanti per gestire la parte elettrica di quello che sarà il nuovo motore del 2026.
Mentre i meccanici Red Bull lavorano sull’assetto della monoposto di Lindblad, Verstappen è il primo a montare le soft per la simulazione di qualifica. Lo imitano anche Norris, C. Leclerc e le due Mercedes. Norris abortisce il primo giro per una sbavatura; con il secondo giro, si mette 2° alle spalle di Verstappen. Anche C. Leclerc è sotto il decimo di secondo dal tempo di Verstappen, mentre suo fratello è impegnato in una simulazione di long run, e quando anche lui monterà le soft, non andrà oltre il 16° posto. Lindblad rimane fuori dalla top 10.
Risolti i problemi alla PU, Bearman sale in top 10 con gomme medie; Hirakawa si ferma all’11° posizione. Sainz risulta meno pimpante con le soft, mentre appare in gran forma la Sauber con entrambi i piloti.Norris chiude da leader l’ultima FP1 della stagione, davanti a Verstappen, Leclerc, Antonelli, Hulkenberg, Russell, Bortoleto, Bearman, Sainz e Colapinto, che chiude la top 10. Il primo rookie è Hirakawa, 11°, davanti a Hadjar; gli altri rookie sono dalla 13° posizione in giù. Chiudono la graduatoria Crawford e Shields con le due Aston Martin, abbastanza staccati dal resto del gruppo.
Negli ultimi giri, i piloti top provano il passo gara. La gomma hard, utilizzata da Verstappen e le Mercedes, non dà buone sensazioni; Max è l’unico che riesce a farla funzionare bene, perché i suoi tempi migliorano negli ultimi giri; è anche il pilota che completa più giri di passo gara con gomme hard (13). Antonelli si lamenta di un po’ di bouncing, mentre Leclerc, autore anche di un testa-coda, non è contento della sua Ferrari: dice di non avere tanto grip nelle gomme e di essere troppo lento nel passo gara.
FP2. La seconda sessione di prove libere va in scena nello scenario del tramonto di Abu Dhabi. Le condizioni ambientali sono adesso le stesse che i piloti troveranno in qualifica e in gara, con temperature più basse rispetto al primo pomeriggio e pista leggermente più veloce. Per i primi run, sono tutti su gomma media, fatta eccezione per le due Haas e Hadjar, che sono su soft, e Hulkenberg e Colapinto, su hard. Hadjar e Bearman si contendono le prime due posizioni; dietro di loro, Norris, Verstappen e Piastri lottano per la 3° sul filo dei millesimi, con un discreto vantaggio su Russell. La Ferrari fatica parecchio, soprattutto nel terzo settore, ma comunque Leclerc riesce ad avvicinarsi alle prestazioni top; Hamilton, invece, rimane lontano, ai margini della top 10. Durante la simulazione di qualifica con gomma soft, Piastri non riesce a mettere insieme un giro veramente buono, a causa di un po’ di traffico ma anche per qualche errorino, e conclude la sessione soltanto in 11° posizione. Anche Hamilton continua ad avere qualche difficoltà alla guida ed è solo 13°, mentre Tsunoda è 17°, dietro un non brillante Ocon, e le due Alpine chiudono la graduatoria, con Colapinto davanti a Gasly.
Norris, con una McLaren velocissima, rifila quasi quattro decimi di distacco a Verstappen. Buona la Mercedes con Russell e sorprendenti sia Bearman che le due Sauber, con entrambi i piloti nelle prime posizioni. Leclerc scala 8°, mentre Antonelli è 10°. La classifica, quindi, vede Norris leader anche in questa sessione, davanti a Verstappen, Russell, Bearman, Hulkenberg, Bortoleto, Hadjar, Leclerc, Alonso e Antonelli. Le simulazioni di gara danno ragione alla McLaren, con entrambi i piloti molto veloci e costanti. Verstappen, invece, deve rallentare dopo i primi giri molto spinti per far respirare le gomme, per poi tornare quasi sul ritmo papaya. Norris, però, sembra essere davvero in grado di dominare il weekend, non solo su Verstappen, ma anche nei confronti del suo compagno di squadra Piastri.
FP3.Il sabato mattina si torna a girare in condizioni differenti rispetto alla qualifica e alla gara. Anche per questo, infatti, tutti attendono alcuni minuti prima di cominciare l’attività, per girare su una pista più gommata e meno calda. Dopo i primi run con gomma soft, la McLaren si conferma veloce con Norris, ma anche con un Piastri più brillante rispetto al venerdì. Anche Verstappen non è lontano. Leclerc e Hamilton si dicono contenti della guidabilità della SF25, migliorata molto soprattutto nelle curve veloci. Hamilton sembra particolarmente veloce e in fiducia con la vettura. Tuttavia, forse proprio per un eccesso di fiducia, perde il controllo della sua Ferrari, va in testa-coda e si ritrova contro le barriere: sospensione anteriore rotta, sessione finita per lui e bandiera rossa. Alla ripartenza, alcuni fanno una breve simulazione gara con le medie, mentre i big si concentrano sulla qualifica. Piastri si avvicina al tempo di Norris, ma rimane anche alle spalle di Verstappen. Russell, con un gran giro, batte il tempo di Norris e conclude la sessione da leader. Segnano ottimi tempi le due Haas, le due Sauber, le due Racing Bulls e Alonso. Leclerc, invece, non si migliora e scala 8°. Intanto, in corsia box la Mercedes commette un “unsafe release” con Antonelli nei confronti di Tsunoda (attesa una penalità di posizioni in griglia per Kimi). Il giapponese deve ritirarsi dalla sessione per i troppi danni riportati al fondo e alla fiancata.
La top 10 vede, quindi, Russell leader davanti a Norris, Verstappen, Alonso, Piastri, Ocon, Bearman, Leclerc, Antonelli e Albon.Si va verso l’ultima qualifica di questa stagione con Norris favorito d’obbligo per la conquista della pole position. Red Bull e Mercedes non sembrano, però, troppo distanti, mentre Piastri deve trovare un po’ più di prestazione. La Ferrari rimane un’incognita da scoprire.
QUALIFICHE.
Cala la notte ad Abu Dhabi ed è tempo di decidere l’ultima griglia di partenza della stagione 2025.
Nella Q1 il primo ad uscire in pista è Hamilton, con gomme medie, per verificare che la vettura sia ok dopo l’incidente della FP3. Nonostante le medie, il suo giro è buono e lui è contento della monoposto. Dopo il primo tentativo, Russell è 1° davanti ad uno splendido Bearman. Verstappen è davanti ad entrambi i piloti McLaren.
Hamilton, ora con la soft, ribadisce un buon giro. Leclerc esce invece solo negli ultimi minuti con la soft: il suo giro è comunque sufficiente per la qualificazione. Alonso e Sainz sono stabili in top 10. Anche un ottimo Bortoleto entra in Q2, come Tsunoda; un grande Antonelli si piazza 3°. La McLaren è costretta ad utilizzare due set di soft nuove in Q1: ciò significa che entrambi i piloti avranno a disposizione un solo set nuovo in Q3.
Norris e Piastri hanno anche qualche difficoltà di guida in curva 1. Hamilton sbaglia il suo ultimo giro, con alcune sbavature nel terzo settore, e per la 4° volta consecutiva, la 5° in stagione, è escluso in Q1: 16°. Con il ferrarista, vengono eliminati anche Albon, Hulkenberg, Gasly e Colapinto.
In Q2, Verstappen esce per primo, ma con gomma usata. Il suo tempo è comunque ottimo, battuto soltanto da Russell, e l’olandese è ancora davanti al duo McLaren. Nel primo tentativo sorprendono le due Aston Martin, Bortoleto, Sainz e Ocon. Leclerc è 10°, mentre sono momentaneamente esclusi Tsunoda e Antonelli. Nell’ultimo tentativo, nonostante una Ferrari instabile al posteriore, entra bene in Q3, come un grande Ocon, Bortoleto, Alonso e Hadjar. Anche Tsunoda raggiunge la Q3, per la 7° volta in stagione. Verstappen rimane ai box, salvando un set di soft nuove per la Q3. Antonelli, invece, arriva nel terzo settore con le gomme stanche e non riesce a passare il taglio, restando 14°. Sono eliminati anche Bearman (delusione di giornata), Sainz, Lawson e Stroll.
Nel primo tentativo della Q3, la Red Bull gioca di squadra, con Tsunoda che tira una scia perfetta a Verstappen. Max ottiene il primo tempo davanti a Piastri e Norris; Leclerc riesce a strappare una buona 4° posizione, davanti a Russell, che quasi prende il muro nell’ultimo settore. Un fantastico Bortoleto è 6°, davanti ad Alonso.
Nel secondo tentativo, pur con gomma nuova, le McLaren non riescono a battere il loro acerrimo rivale. Verstappen conquista così la 48° pole position della sua carriera, la 5° ad Abu Dhabi (eguaglia il record di Hamilton) e l’8° in stagione (è il pilota che ha conquistato più pole position in questa stagione). Con l’ultimo giro, Norris riesce a superare Piastri e guadagna la 2° posizione: sarà in prima fila con Verstappen per la 6° volta in stagione. Piastri chiude 3°. All’ultima gara stagionale, i tre contendenti al titolo occupano la top 3 della qualifica: è la 2° volta nella storia che si verifica questo scenario, dopo 74 anni (Spagna 1951: i tre contendenti erano Ascari, Fangio e Gonzales).
Seguono Russell (che perde, forse, l’occasione di entrare in top 3 per una sbavatura sull’ultima curva, ma sarebbe stato comunque complicato), Leclerc (grande 5°, con una Ferrari per nulla competitiva), un super Alonso (il suo confronto con Stroll in qualifica è arrivato a 36-0, nella loro convivenza in Aston Martin: è record), un altrettanto fantastico Bortoleto, Ocon (per la 3° volta in Q3 in questa stagione), Hadjar e Tsunoda (che, dopo aver dato la scia a Verstappen, non ha completato un altro giro veloce). La tensione per la gara è altissima: il momento decisivo è alle porte. Verstappen sarà full attack, Norris deve stare fuori dai guai e fare la sua gara da podio, Piastri non ha nulla da perdere. Chi sarà il Campione del Mondo di Formula 1 2025?
GARA.
Scelta gomme: in top 10 sono tutti su medie, tranne Piastri e Tsunoda, che montano le hard. Su hard sono anche Antonelli e Stroll, mentre gli unici a scegliere le soft sono Hamilton, Albon e Hulkenberg. Al via, Verstappen chiude subito la porta in faccia a Norris, costretto ad accodarsi e trovarsi sotto attacco da parte di Piastri. Parte male Russell, che perde due posizioni in curva 1 su Leclerc e Alonso. Lo spagnolo cerca di passare anche la Ferrari, ma Charles protegge la sua 4° posizione. In curva 9, Piastri supera Norris con un grande attacco all’esterno e sale in 2° posizione, mettendo Norris in una posizione scomoda. Per tutti i primi giri, infatti, il britannico è sotto attacco anche di Leclerc, e rischia di ritrovarsi 4°, una posizione che non gli assicurerebbe la vittoria del titolo. Russell, intanto, si riprende la 5° posizione su Alonso, mentre Hamilton, autore di una grande partenza, è già 13° alle spalle di Bearman. Nei giri seguenti, Leclerc fa fatica a tenere il passo di Norris e perde un po’ di contatto nei suoi confronti. Al 17° giro, è la McLaren a fare la prima mossa, chiamando Norris ai box. In contemporanea, anche Leclerc passa a gomme hard, e un giro dopo li imita Russell. Rientrato nel traffico, Norris è bravo a prendersi i rischi necessari per non perdere tempo: splendido il doppio sorpasso su Stroll e Lawson. Il britannico ora si trova alle spalle di Tsunoda, il quale ha ricevuto l’ordine dal team di ostacolare il rivale di Verstappen per favorire il ritorno di Leclerc (flashback del 2021). Il giapponese fa il possibile per rallentare Norris, arrivando a commettere anche un’irregolarità, pagata con 5 secondi di penalità, quando chiude troppo il pilota McLaren, costringendolo ad effettuare il sorpasso fuori pista. Chiusa la pratica Tsunoda, Norris riprende la sua 3° posizione, con un discreto vantaggio su Leclerc, che però non avrà più la velocità per attaccarlo. Verstappen, al 24° giro, lascia a Piastri la testa della corsa per effettuare la sua prima e unica sosta ai box. La McLaren mette in atto la stessa strategia utilizzata dalla Red Bull, aspettando che Verstappen arrivi alle spalle di Piastri per rallentare la sua corsa. Leclerc e Norris, invece, essendosi fermati molto prima rispetto a Verstappen, devono effettuare una seconda sosta ai box. Piastri, in realtà, non rende la vita troppo difficile a Max, il quale lo sorpassa senza problemi e torna in testa. L’australiano, allora, viene richiamato ai box al giro successivo. Quando torna in pista è 2°, ancora davanti a Norris, che però non ha nessun interesse a recuperare il compagno di squadra. Negli ultimi giri, dunque, la situazione rimane stabile, con Russell che soffre di problemi ai freni e non ha alcuna possibilità di recuperare Leclerc, essendo lontano oltre 20 secondi dal ferrarista. Hamilton riesce a rimontare fino all’8° posizione, davanti a Stroll e Bearman, ma, arrivato alle spalle di Ocon e Alonso, non ha la velocità per attaccarli. Antonelli, che si trova 15° dietro Tsunoda, è l’ultimo pilota ad azionare il DRS, arrivato alla sua ultima apparizione in Formula 1. Max Verstappen vince così il Gran Premio di Abu Dhabi, dopo una gara dominata: conquista la sua 8° vittoria stagionale (più di chiunque altro) e la 71° della carriera. Ma l’olandese è comunque costretto a cedere lo scettro mondiale. Oscar Piastri giunge 2° al traguardo con la prima delle due McLaren, ma ad Abu Dhabi la festa è tutta per Lando Norris che, grazie alla 3° posizione, è il nuovo Campione del Mondo di Formula 1. Norris vince il suo primo titolo piloti alla 7° stagione in carriera: una vittoria meritata, che racconta tutto il suo talento e la sua lodevole capacità di andare oltre le critiche e superare le sue debolezze. La McLaren torna a festeggiare il titolo piloti dopo 17 anni: il primo da Hamilton 2008, il 13° della sua storia. Norris è il 35° pilota a conquistare un titolo mondiale nella storia della Formula 1, l’11° di nazionalità britannica e l’8° Campione del Mondo per la McLaren. Seguono un grande Leclerc (autore di una gara fantastica), Russell (con una Mercedes deludente), un fantastico Alonso, un super Ocon, Hamilton (in rimonta dalla 16° posizione), un ottimo Hulkenberg (9°, anche grazie alle penalità ricevute da Stroll e Bearman) e Stroll, che chiude la zona punti. Grazie ai punti di Alonso e Stroll, l’Aston Martin mette in cassaforte la 7° posizione in classifica costruttori, davanti alla Haas e alla Sauber. Bearman chiude 12°, davanti a Tsunoda e Antonelli. Chiudono la graduatoria le due deludenti Alpine di Gasly e Colapinto, che salutano definitivamente il motore Renault.
I TOP DEL WEEKEND
1. LANDO NORRIS
Emerson Fittipaldi, James Hunt, Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, Mika Häkkinen, Lewis Hamilton. Sette nomi che hanno fatto la storia della Formula 1. Sono i nomi dei piloti che hanno conquistato il Campionato del Mondo di Formula 1 con la McLaren. A questi sette nomi se ne aggiunge un ottavo: Lando Norris. Fin dal suo esordio in Formula 1 nel 2019, Norris aveva dato prova di essere un “predestinato”, uno di quelli che prima o poi avrebbe conquistato un titolo mondiale. Lo ha dimostrato negli anni in cui la McLaren era ancora immersa nel suo lento percorso di crescita dopo il disastro con Honda, compiendo delle magie al volante, sempre con il sorriso tra le labbra e una grande simpatia nell’animo.
Poi, la McLaren è cresciuta esponenzialmente, e Lando si è ritrovato tra le mani, quasi all’improvviso, una monoposto con cui poter fare davvero sul serio, con cui vincere le gare, con cui sognare il mondiale. Tuttoquesto, unito alla presenza al suo fianco di un compagno di squadra giovanissimo ma estremamente ingombrante come Piastri, ha fatto sì che emergessero tutte le debolezze di Norris. Debolezze non in termini velocistici (Norris non ha mai perso il suo talento straordinario), ma debolezze psicologiche, mentali, debolezze di un ragazzo che soffre tanto la pressione di dover per forza vincere. Lo abbiamo visto nel 2024, in quel tentativo di lotta mondiale con Verstappen, e lo abbiamo visto anche quest’anno, quando Piastri sembrava ormai il leader del team, il favorito per la conquista del titolo.
Ma poi, nella testa di Lando qualcosa ha fatto click. Aiutato anche dalla stessa McLaren, ha ritrovato la forza per superare le sue debolezze, per rispondere a tutte le critiche a suon di vittorie, di partenze impeccabili, di sorpassi compiuti, di duelli vinti. Nella seconda metà di questa stagione, Norris è stato micidiale, sempre velocissimo, attento, calcolatore, ma anche aggressivo quando serviva, e questa vittoria mondiale è il dono più prezioso per il suo lodevole percorso di crescita. Lando Norris è Campione del Mondo 2025: il suo trionfo è un grandissimo esempio per tutti i giovani atleti. Non abbattetevi mai al cospetto delle vostre debolezze: guardatele negli occhi, superatele con forza, e dimostrate chi siete davvero. Lando Norris nel 2026 avrà il numero 1 stampato sulla scocca della sua McLaren, e sarà lui l’uomo da battere.
2. MAX VERSTAPPEN
Due punti. Sono solo due punti, alla fine, quelli che impediscono a Max Verstappen di portare a compimento la rimonta più folle della storia. Ma ciò non toglie nulla alla grandezza di questo atleta. Verstappen è stato il pilota migliore di questo campionato, e ad Abu Dhabi lo ha dimostrato ancora una volta. In un weekend in cui aveva una sola carta da giocare, il dominio, Verstappen è stato dominante. Pole position senza rivali al sabato, gara dominata la domenica: sempre il migliore in pista. Il team ha provato in tutti i modi ad aiutarlo nella sua impresa, anche sacrificando la gara di Tsunoda, ma la vittoria mondiale non è arrivata. Max, dopo quattro stagioni da Campione del Mondo, è costretto a cedere lo scettro al suo rivale Norris. Ma lo fa con grande classe e tanto onore, rilanciando la sfida nel 2026, quando sulla scocca della sua Red Bull avrà, per la prima volta in carriera, il numero 3, non più da Campione del Mondo, ma di sicuro con ancora tanta fame di gloria.
3. CHARLES LECLERC
Anche ad Abu Dhabi la Ferrari non è stata certo competitiva, complicata da guidare soprattutto nelle curve lente del terzo settore. Come al solito, a pagarne le conseguenze è stato Hamilton, specialmente in qualifica. Leclerc, invece, è stato autore di un altro weekend inspiegabilmente positivo, che può trovare una ragione soltanto nell’immenso talento di questo ragazzo. In qualifica, non avrebbe potuto fare molto meglio della 5° posizione, il massimo possibile con questa vettura. Ma in gara Charles è andato fortissimo, grazie anche ad una Ferrari stranamente competitiva nel long run (lo si è visto anche con la rimonta di Hamilton). Per tutta la fase iniziale, il monegasco è stato addirittura in grado di contendere la 3° posizione a Norris, rischiando davvero di essere decisivo per la lotta mondiale. Con Russell debilitato dal problema ai freni, Leclerc non ha avuto problemi a gestire la sua 4° posizione. Un risultato che non rende certo meno amara la disastrosa stagione della Ferrari, ma quantomeno dà un po’ di morale in vista di un 2026 che potrebbe rappresentare per lui un viatico importante.
4. ESTEBAN OCON
Weekend fantastico a Yas Island anche per Esteban Ocon, che conferma di aver trovato la luce in fondo al tunnel dopo una stagione deludente. Ad Abu Dhabi Ocon è stato ancora una volta più veloce di Bearman. In qualifica ha centrato la Q3 per la 3° volta in stagione, raggiungendo un super 8° posto, mentre Bearman si è fermato alla Q2, per soli 7 millesimi. In gara è stato molto competitivo, rimanendo tutto il tempo nella scia di Alonso, e nel finale ha resistito al ritorno di Hamilton. Splendida 7° posizione al traguardo, che dà ancora più valore al suo convincente finale di stagione. Una stagione, però, deludente, al di sotto delle aspettative, con troppi bassi e pochi alti. Nel 2026 servirà una risposta più concreta, soprattutto nei confronti di Bearman.
I FLOP DEL WEEKEND
1. MERCEDES
Delusione totale da parte della Mercedes, che ad Abu Dhabi era attesa forte, addirittura tanto da poter essere arbitro della sfida mondiale. In qualifica, male Antonelli, escluso in Q2 per difficoltà di guida al posteriore, soprattutto nel terzo settore. Russell, invece, ha conquistato un’ottima 4° posizione, nonostante una sbavatura sull’ultima curva. In gara, però, George non ha potuto lottare ad armi pari con Leclerc, prima per una partenza non felice, poi per i problemi ai freni, terminando 4° con 25 secondi di ritardo da Leclerc. Antonelli, invece, non è riuscito a risalire la china, rimanendo bloccato a centro gruppo e tagliando il traguardo solo 15°. La Mercedes termina con questo weekend deludente anche un ciclo regolamentare che non le ha di certo sorriso. Il 2026 sarà un’opportunità per tornare alla ribalta dopo questi difficili quattro anni, trascorsi sempre a rincorrere gli altri.
2. WILLIAMS
Non il modo migliore per chiudere una stagione così positiva per la Williams, che ad Abu Dhabi non si è trovata mai bene, sempre, e inaspettatamente, abbastanza lontana dalla top 10. In qualifica Albon è stato addirittura eliminato in Q1, piazzandosi solo 17°, mentre Sainz ha fatto un pochino meglio, rimanendo comunque lontano dalla possibilità di entrare in Q3. In gara, i punti sono una chimera, la vettura non ha il passo per recuperare tante posizioni. Sainz, infatti, taglia il traguardo 13°, superato anche da Stroll, mentre Albon non va oltre la 16° posizione. Un risultato deludente, ma che non macchia più di tanto una stagione estremamente positiva per la Williams. Nel 2026, attenzione al team di Grove: se il motore Mercedes dovesse essere davvero il migliore, stando a quanto si mormora nel paddock, potremmo aspettarci anche, perché no, un ritorno ai fasti di un tempo.
3. RACING BULLS
Domenica da dimenticare per la Racing Bulls ad Abu Dhabi. La vettura di Faenza, in gara, non aveva passo e la strategia del team non è stata ottimale. La qualifica, in realtà, è stata positiva: Hadjar in Q3, 9° davanti alla Red Bull di Tsunoda, Lawson 13° davanti alla Mercedes di Antonelli. In gara, però, Hadjar è stato pian piano risucchiato dal gruppo, e Lawson ha ricevuto anche una penalità di cinque secondi a causa di una difesa troppo al limite nei confronti di Bearman. Inoltre, la strategia errata non ha aiutato, e i due piloti hanno terminato la gara solo davanti alle due Alpine, in 17° e 18° posizione. Un risultato che comunque non rispecchia la stagione positiva della Racing Bulls, che, nonostante questa debacle, conclude l’anno al 6° posto in classifica costruttori, il miglior risultato nella storia del team di Faenza.
4. ALPINE
Per l’Alpine, invece, il risultato di Abu Dhabi rispecchia appieno la stagione deludente che ha vissuto. Il circuito di Yas Marina ha evidentemente messo a nudo tutte le criticità della A525, e i due piloti non hanno avuto modo di esprimere il loro potenziale, relegati, sia in qualifica sia in gara, alle ultime due posizioni, con Gasly sempre davanti a Colapinto. Un risultato amaro in occasione dell’ultima presenza in Formula 1 del motore Renault, che lascia il circus come motorista dopo oltre 40 anni di storia leggendaria. Nel 2026, l’Alpine comincerà un nuovo percorso con i motori Mercedes, sperando di ritrovare competitiva e tornare a lottare per le posizioni di vertice.
VERSO LA RIVOLUZIONE DEL 2026: APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA STAGIONE
Siamo giunti al termine non solo del weekend di Abu Dhabi, non solo di una stagione lunga e impegnativa, ma anche di un ciclo regolamentare che ci ha tenuto compagnia in questi ultimi quattro anni. Con la splendida prima conquista mondiale di Lando Norris e il dominio della McLaren in classifica costruttori, salutiamo le monoposto ad effetto suolo, la Power Unit, nella configurazione presente dal 2014, e il Drag Reduction System (DRS), che termina il suo servizio in pista dopo 15 anni di attività.
Quella che ci attende nel 2026 è una vera e propria rivoluzione. Un cambio di regolamento epocale, forse il più grande della storia, che coinvolge tutte le aree della monoposto, dal motore al telaio e all’aerodinamica. Si ripartirà da un foglio bianco, e sarà il genio umano degli ingegneri a fare la differenza. Chi riuscirà a cominciare subito con il piede giusto, come sempre, avrà un grande vantaggio, almeno nelle prime fasi, ma poi i margini si ridurranno e la battaglia per la gloria si farà più serrata.
Manca poco al momento in cui le monoposto 2026 calcheranno l’asfalto per la prima volta. Già dal 26 al 30 gennaio, sul Circuit de Barcelona-Catalunya si disputerà la prima sessione di test pre stagionali, mentre a febbraio, dall’11 al 13 e dal 18 al 20, i team saranno a Sakhir, sul Bahrain International Circuit, per la seconda e terza sessione. Dopodiché sarà finalmente tempo di cominciare la nuova stagione. Nel weekend del 6-8 marzo l’Albert Park di Melbourne ospiterà la 40° Edizione del Gran Premio d’Australia, evento che segnerà l’alba di una nuova era della storia della Formula 1.
Prima di concludere questo Post Gara, però, è doveroso dedicare un pensiero a Carlo Vanzini, telecronista diSky per i Gran Premi di Formula 1 dal 2007, la voce che ci tiene compagnia durante ogni weekend di gara. Carlo sta vivendo un periodo complicato della sua vita, dopo aver scoperto di essere affetto da un tumore al pancreas. Forza Carlo, vinci anche questa battaglia! Ti aspettiamo al timone di comando anche per la prossima stagione, e per tante altre in futuro, per esaltarci ancora grazie alle tue memorabili telecronache, per vivere ancora insieme i tanti momenti che scriveranno la storia di questo meraviglioso sport che ci unisce tutti: la Formula 1.