Gran Premio del Giappone 2026: Introduzione al Weekend
LA MAGIA DI SUZUKA: UN CIRCUITO UNICO, STORICO E CHE NON PERDONA
Terra di gloria, di battaglie, di titoli mondiali, di uno dei pubblici più creativi del mondo, di incidenti, di rimonte assurde, di rivalità esplose. Il Giappone, per la Formula 1 è tutto questo: un appuntamento imperdibile, una gara di cui tutti vogliono essere padroni. In un circuito leggendario, uno dei più sfidanti del calendario, che mette a dura prova tanto la bontà progettuale delle vetture, quanto il coraggio e il fisico dei piloti. Un circuito a forma di 8, completo di ogni tipo di curva, molto veloce ma anche estremamente tecnico. Sarà un banco di prova importantissimo per questa nuova generazione di vetture, con i piloti che dovranno fare i conti con la gestione dell’energia elettrica tra le curve e i rettilinei nipponici. Signore e signori, benvenuti a Suzuka.
LA FORMULA 1 ARRIVA IN GIAPPONE: IL TERZO GP STAGIONALE TRA LE MILLE SFIDE DI SUZUKA
Dopo uno scoppiettante inizio di campionato, con le due gare consecutive di Australia e Cina in cui la Mercedes ha sbaragliato la concorrenza, abbiamo trascorso il primo weekend di pausa di questo campionato.
Ma adesso è arrivato il momento di tornare in pista. In quest’ultimo fine settimana di marzo, il leggendario Suzuka International Racing Course ospita la 40° Edizione del Gran Premio del Giappone, 3° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2026, appuntamento che chiude la terna di gare orientali che ha inaugurato la stagione.
C’è tanta attesa per il weekend giapponese. Siamo ancora soltanto all’inizio di questo campionato e di un cambio regolamentare che ha rivoluzionato il modo di correre in Formula 1, e le incognite sono ancora tantissime. Perciò, non ci resta che goderci lo spettacolo di un nuovo weekend a Suzuka, per vedere se ciò che abbiamo visto in Australia e Cina verrà confermato, o se ci saranno sorprese.
I GRAN PREMI IN MEDIO ORIENTE ANNULLATI PER LA GUERRA: CI ASPETTA UN MESE DI PAUSA
Il conflitto in Medio Oriente, purtroppo, come stiamo leggendo in queste settimane dai giornali, è ancora in corso e non accenna a risolversi nel breve periodo. Nel mese di aprile, la Formula 1 avrebbe dovuto disputare due Gran Premi nei Paesi arabi, ma, nella domenica di Shanghai è arrivata ufficialmente la notizia che attendevamo già da qualche settimana. Il Gran Premio del Bahrain e il Gran Premio d’Arabia Saudita non verranno disputati nel mese di aprile. La Formula 1 non ha espressamente utilizzato il termine “annullamento”, lasciando così uno spiraglio di possibilità di recuperare questi due eventi più in là durante il campionato.
Ciò che è certo, in ogni caso, è che ad aprile non ci saranno Gran Premi: il circus avrà a disposizione un mese di pausa dopo il weekend di Suzuka, prima di raggiungere la Florida per il round di Miami, previsto per il primo weekend di maggio. Il calendario prevede ora 22 round totali, rispetto ai 24 previsti alla vigilia. Inoltre, tra l’appuntamento di Miami e quello del Canada, ci saranno ulteriori due settimane di pausa: in sostanza, in due mesi, aprile e maggio, verranno corsi soltanto due Gran Premi.
Il mese di pausa che ci apprestiamo a vivere sarà un periodo molto importante, sia per i team, sia per la stessa FIA. I team potranno analizzare con la dovuta calma e precisione i dati raccolti in questi primi tre round stagionali, per individuare bene le aree più urgenti su cui migliorare e ottimizzare il lavoro di sviluppo e aggiornamento in vista della ripresa del campionato. La FIA sarà, invece, chiamata a valutare eventuali correttivi da apportare al regolamento, in particolare sulla questione della gestione energetica e sulla questione delle partenze. L’unico team che potrebbe essere svantaggiato da questo periodo di pausa è la Mercedes, che ha a disposizione, di fatto, due gare in meno per accumulare punti di vantaggio sugli avversari prima dell’introduzione della direttiva sui controlli a caldo sulla Power Unit, che entrerà in vigore a giugno.
L’aspetto più importante di tutta questa vicenda, però, è la speranza che la guerra in Medio Oriente termini al più presto. Per quanto riguarda la Formula 1, se il conflitto dovesse, malauguratamente, protrarsi a lungo, potrebbero essere a rischio di svolgimento anche i Gran Premi in Azerbaijan, in Qatar e ad Abu Dhabi. Ci auguriamo fortemente che ciò non avvenga, perché vorrebbe dire che questo orribile incubo che è la guerra sarà finalmente solo un ricordo.
JONATHAN WHEATLEY LASCIA AUDI: BINOTTO AL SUO POSTO E UN POSSIBILE APPRODO IN ASTON MARTIN
Alla vigilia del weekend del Giappone, una notizia di mercato ha scosso il paddock della Formula 1. Il 20 marzo è stato annunciato che Jonathan Wheatley ha lasciato con effetto immediato la carica di Team Principal del team Audi. Il suo posto è stato preso da Mattia Binotto, che manterrà contestualmente anche la carica di direttore tecnico, così come aveva fatto in Ferrari dal 2019 al 2022, dopo essere succeduto a Maurizio Arrivabene.
Alla base dell’addio di Wheatley ci sarebbero principalmente degli attriti nel rapporto con Mattia Binotto, ma in queste settimane si è parlato molto di un suo passaggio all’Aston Martin, come Team Principal, al posto di Adrian Newey. Sappiamo bene la difficile situazione che sta vivendo l’Aston Martin, che, oltre ad una Power Unit Honda fallimentare, deve anche fare i conti con un Newey probabilmente non adatto per questo ruolo, poco abituato ad avere rapporti diretti con la stampa. Tuttavia, in questi giorni il team di Lawrence Stroll ha ribadito, anche attraverso dei comunicati, la sua fiducia nei confronti di Newey. Inoltre, stando a quanto si è appreso nelle ultime ore, Wheatley avrebbe un periodo di gardening da rispettare abbastanza lungo, circa un anno.
In conclusione, l’unica certezza che abbiamo per ora è che Wheatley non fa più parte di Audi, e che Binotto è tornato a rivestire il ruolo di Team Principal a quattro anni di distanza dall’esperienza in Ferrari. Ciò che accadrà nell’organigramma di Aston Martin è ancora tutto da scoprire.
FORMULA 1 DA OSCAR: IL FILM DI BRAD PITT PREMIATO A LOS ANGELES
Quasi un anno fa, a giugno 2025, usciva nelle sale cinematografiche “F1 - The Movie”, il film prodotto da Apple, finanziato dalla stessa Formula 1, diretto da Joseph Kosinsky e con attore protagonista Brad Pitt. Il film, distribuito da Warner Bros, ha riscosso un successo enorme, diventando uno dei film di Brad Pitt con maggior fama e successo.
“F1 - The Movie” ha ricevuto quattro candidature agli Oscar 2026 (Miglior Film, Miglior Sonoro, Miglior Montaggio, Migliori Effetti Speciali) e, nella notte del 15 marzo, durante la cerimonia di premiazione presso il Dolby Theatre di Los Angeles, ha ricevuto il premio Oscar come Miglior Sonoro. Il team premiato è composto da Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo, Juan Peralta. La vittoria agli Oscar è un altro evento che testimonia la trasformazione della Formula 1, voluta e attuata da Liberty Media, da puro sport a show mediale multipiattaforma.
MERCEDES IRREGOLARE? IL GIALLO DELLA DOPPIA CHIUSURA DELL’ALA ANTERIORE
Nel paddock di Suzuka, uno degli argomenti tecnici più in voga riguarda ancora una volta la Mercedes. Questa volta, ad essere sotto osservazione non è la Power Unit e il suo rapporto di compressione, ma il comportamento aerodinamico dell’ala anteriore.
Il regolamento tecnico stabilisce che i flap dell’ala devono eseguire un solo movimento in apertura e chiusura, e tale movimento non deve superare come tempistica i 400 millisecondi. Da alcuni video relativi al weekend di Shanghai, gli avversari di Mercedes hanno notato che l’ala anteriore della W17, in fase di chiusura, esegue due movimenti, assumendo due posizioni diverse, la prima parziale e la seconda totale. Inoltre, il secondo movimento eccede i 400 millisecondi, estendendo l’operazione di altri 450 millisecondi.
Nel corso della giornata di giovedì di Suzuka, la FIA, dopo aver effettuato tutte le verifiche tecniche, ha accettato la spiegazione della Mercedes, archiviando il caso identificandolo come un “malfunzionamento involontario”. La Mercedes, infatti, ha dichiarato che si è trattato di un semplice errore di calcolo, e non di un atto intenzionale.
LA SFIDA ENERGETICA, LE GOMME DI PIRELLI E LE LIVREE SPECIALI PER IL GIAPPONE
Il Suzuka International Racing Course rappresenta una delle sfide più complesse di questo 2026 per quanto riguarda la gestione dell’energia elettrica. Una sfida che si avvicina più a quella che gli ingegneri e i piloti hanno affrontato a Melbourne, piuttosto che a quella di Shanghai.Questo perché lungo il circuito giapponese sono state individuate dalla FIA soltanto due Straight Mode Zones: la prima corrisponde al rettilineo dei box, la seconda al rettilineo compreso tra la Spoon Curve e la 130R. Da notare che, per la prima volta in questa stagione, assisteremo alla chiusura automatica dei flap delle ali, che verranno chiusi, appunto, non dal pilota ma dal sistema, prima della 130R. Ciò significa anche, ahimè, che, stando alle simulazioni e ai calcoli della vigilia, non vedremo più i piloti sfidare il limite affrontando in pieno la leggendaria 130R.
Inoltre, mentre la prima parte del tracciato, quella delle mitiche S, è di grande aiuto per il recupero dell’energia, perché si sta poco tempo a gas completamente aperto, la seconda è formata da poche curve e da lunghi tratti da percorrere in pieno. Sarà interessante, quindi, vedere come i team gestiranno l’energia durante il giro, magari sacrificando il primo settore per avere a disposizione più carica per il secondo, o spingendo al massimo nel primo, valorizzando le doti telaistiche delle vetture, e recuperando energia nel secondo con il superclipping.
Per le qualifiche di sabato, la FIA, in accordo con l’unanimità dei motoristi, ha acconsentito di diminuire da 9MJ a 8 MJ il limite massimo di ricarica della batteria durante il singolo giro. Era stato preso un simile provvedimento anche in Australia.
Per questo weekend, come lo scorso anno, Pirelli mette a disposizione dei team la terna di mescole più dura: C1-C2-C3. Questo perché il circuito di Suzuka, che è stato anche completamente riasfaltato tra il 2025 e il 2026, è molto severo riguardo lo stress energetico che le gomme devono sopportare.
In Giappone fioccano le prime livree speciali del 2026. Aggressivissima quella della Mercedes, che presenta il disegno di un lupo affamato nell’ala anteriore.
La Racing Bulls ha voluto, invece, raffigurare nella sua livrea alcuni caratteri della tradizionale calligrafia Shodo; è, inoltre, presente il colore rosso a sostituire il blu della colorazione ufficiale.
Infine, la livrea della Haas è un omaggio al celebre personaggio di Godzilla, ed è stata presentata in occasione di un evento speciale a Tokyo. Questa livrea omaggia anche la collaborazione per una stagione, annunciata di recente, tra la Haas e Toho, casa di produzione cinematografica giapponese, produttrice di tutti i film di Godzilla.
GLI AGGIORNAMENTI TECNICI PER IL WEEKEND DI SUZUKA
A Suzuka non mancano le novità tecniche sulle monoposto. McLaren e Mercedes non hanno portato aggiornamenti, ma gli altri team presentano delle modifiche molto importanti.
La Red Bull ha rivisto il profilo delle pance, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza aerodinamica e, di conseguenza, anche il fondo è stato ritoccato. Modifiche anche al cofano motore, sempre in connessione con i cambiamenti di pance e fondo, e ai corner ruota posteriori.
Sulla Ferrari sono presenti aggiornamenti ai corner ruota anteriori, in particolare alla zona delle prese d’aria, e al fondo, modificato nel suo profilo frontale per generare più carico aerodinamico. Questo weekend sulla SF26 non vedremo l’ala “reverse”, che dovrebbe invece tornare, in una versione più rinforzata, a Miami.
Per la Williams, novità alla sospensione anteriore, migliorata nella sua incidenza e nei profili per garantire migliore connessione e affinità con la struttura d’impatto.
L’Aston Martin introduce una nuova ala anteriore, con la corda del 3° elemento più corta e qualche modifica agli endplate. Novità anche in zona fondo, con l’obiettivo di generare più carico aerodinamico.
La Haas porta delle modifiche al sistema di attuazione dell’ala anteriore, semplificando il suo funzionamento per migliorare la gestione dei flussi d’aria diretti nella zona posteriore della monoposto.
L’Alpine modifica i corner ruota anteriori, ridisegnando i deflettori per migliorare la gestione del carico aerodinamico. Novità anche sull’ala posteriore, con alcuni elementi riprofilati ed endplate ridisegnati.
Anche la Cadillac porta novità molto interessanti, concentrate in zona diffusore. Sulla MAC-26 sono presenti nuove fences per migliorare la performance aerodinamica, ed è stato rivisto il profilo centrale del diffusore, con l’obiettivo di incrementare il carico aerodinamico al posteriore.
LE ASPETTATIVE PER IL WEEKEND DEL GIAPPONE: SARÀ ANCORA DOMINIO MERCEDES?
Considerato tutto quello che abbiamo detto nel paragrafo sulle Straight Mode Zones, non possiamo non candidare la Mercedes a favorita d’obbligo del weekend del Giappone. La W17 è spinta dal V6 più performante della griglia, e questo fattore la aiuta tantissimo anche nella gestione dell’energia. Come abbiamo visto soprattutto in Australia, la Mercedes riesce a portare più velocità in fondo ai rettilinei, e questo è un enorme vantaggio, specialmente in qualifica. Se aggiungiamo a tutto questo anche un’ottima gestione gomme (sembra che il graining incida poco o niente sulla performance della W17), a Suzuka le Frecce d’Argento sono chiamate al dominio assoluto. Attenzione, però, alla rivalità tra i due piloti. Antonelli arriva a Suzuka sulla scia della splendida prima vittoria in carriera ottenuta in Cina, e nel 2025 in Giappone era andato particolarmente forte, ma Russell sarà a sua volta ultra-motivato a riprendere con decisione i gradi di capitano del team. Potremmo, quindi, assistere al primo vero duello tra i due, duello che potrebbe andare a favore di un terzo incomodo.
Il ruolo di terzo incomodo potrebbe averlo uno dei due piloti Ferrari. La SF26, ormai è chiaro, non può competere alla pari con la W17 per una netta inferiorità di potenza termica, ma potrebbe avere a disposizione altre armi. Una di queste è la partenza. Sappiamo che Suzuka, storicamente, è stato sempre un circuito complicato per i sorpassi (anche se quest’anno la concezione di sorpasso è un po’ cambiata) e, di certo, avere un vantaggio evidente in partenza potrebbe aiutare molto, quantomeno a rovinare un po’ i piani di fuga di Russell e Antonelli. Inoltre, in questo inizio di stagione, la Ferrari ha dimostrato una solida affidabilità, mentre la Mercedes qualche intoppo lo ha avuto. Infine, attenzione anche qui alla rivalità tra i due piloti. Hamilton arriva galvanizzato dal primo podio in Rosso ottenuto in Cina e, almeno in queste prime gare, sta dimostrando di aver ritrovato sé stesso, dopo la grande fatica fatta con le vetture ad effetto suolo. Ma Leclerc non è mica un fermo e a Suzuka va sempre molto forte, mentre, come sappiamo, a Shanghai non si è mai trovato bene alla guida. C’è, quindi, da aspettarsi un altro bel duello interno al team del Cavallino Rampante.
Passiamo ora alla più grande delusione di questo inizio di stagione (Aston Martin a parte): la McLaren. Pensare che Piastri non abbia completato nemmeno un giro di un Gran Premio quest’anno è assurdo, considerando il dominio assoluto del team di Woking nel 2025. La situazione è alquanto surreale, ma sicuramente la McLaren avrà modo di dire la sua quando verranno risolti i problemi di affidabilità. In Giappone, tuttavia, ci si attende una MCL40 ancora in difficoltà per quanto riguarda la gestione delle gomme in gara. In qualifica, invece, Norris e Piastri potrebbero riuscire a battagliare con la Ferrari per la seconda fila. L’obiettivo primario, comunque, sarà vedere la bandiera a scacchi con entrambe le vetture.
Molto più complicato è, invece, prevedere il livello di performance della Red Bull. La Power Unit austriaca ha dato prova, in Australia, di essere molto efficiente nella gestione dell’energia, ma, allo stesso tempo, la RB22 ha sofferto tanto il graining a Shanghai. In Giappone questi due fattori convivono, e dunque sarà molto interessante vedere se la Red Bull riuscirà a trarre vantaggio dalla sua efficienza energetica per riscattarsi dal terribile weekend di Shanghai.
A centro gruppo, l’Alpine potrebbe essere una delle sorprese, grazie all’efficienza della Power Unit Mercedes, ma attenzione anche ad Haas e Racing Bulls, che potrebbero dare vita ad un’interessante lotta per la top 10.
Vedremo se in questa lotta ci sarà anche l’Audi, dopo un weekend non particolarmente brillante in Cina.
La Williams è chiamata a dare un segnale positivo dopo un inizio di stagione molto difficile, anche se Sainz ha dichiarato di aspettarsi una Williams ancora lontana dal centro gruppo, soprattutto per i problemi legati al sovrappeso.
Per la Cadillac, invece, sarà un altro fine settimana per fare esperienza e accumulare chilometri, dopo un round cinese tutto sommato positivo.
La Honda torna a Suzuka come motorista ufficiale dopo sette anni (l’ultima volta risale al 2019, quando forniva i motori alla Red Bull). Alla vigilia del Gran Premio di casa, le aspettative non sono certo rosee: sarebbe già un successo, per l’Aston Martin, vedere la bandiera a scacchi, ma ciò non è affatto scontato.