Gran premio del Giappone 2026: il Post Gara
INTRODUZIONE
Kimi Antonelli domina a Suzuka ed è leader del Mondiale di Formula 1! Il giovane bolognese conquista la sua seconda vittoria consecutiva, in un circuito che premia i veri Campioni.
L’Italia torna leader del Campionato del Mondo di Formula 1 dopo 21 anni, e lo fa con un ragazzo che adesso sogna la grande impresa.
Sfortunato in gara con la Safety Car, ma sconfitto in qualifica di pura velocità, George Russell manca il podio con la Mercedes, e comincia a vedere in Antonelli un rivale durissimo per il titolo. Piastri riesce finalmente a vedere la bandiera a scacchi, e conquista il primo podio dell’anno per la McLaren grazie ad una gara fantastica. Ma eccezionale è stato anche Leclerc, che con la Ferrari ha difeso un podio tutt’altro che scontato. Sottotono i due Campioni del Mondo Hamilton e Norris, messi in ombra dai rispettivi compagni di squadra. Con la Red Bull, Verstappen fa quel che può, ma deve arrendersi ad un fantastico Gasly, 7° al traguardo con l’Alpine. Ancora tante difficoltà per la Williams, che naufraga nelle retrovie, e tanta paura per Bearman, protagonista di un grosso incidente, per fortuna senza conseguenze gravi.
Benvenuti al Post Gara della 40° Edizione del Gran Premio del Giappone, in scena sul leggendario Suzuka International Racing Course nel pomeriggio di domenica 29 marzo 2026.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE
FP1. In occasione della prima sessione di prove libere di Suzuka scende in pista il primo rookie della stagione: è lo statunitense Jak Crowford, al volante dell’Aston Martin di Alonso. Fernando, tra l’altro, è arrivato in Giappone soltanto nella giornata di venerdì, assente al Media Day del giovedì per questioni familiari: è diventato papà!
In pista, la Mercedes comincia l’attività già come prima forza assoluta, anche se Russell, nel corso di un giro veloce, perde la vettura alla Spoon Curve, ma senza conseguenze. Stessa uscita di pista rende protagonisti i due piloti della Racing Bulls, Lawson e Lindblad, mentre Albon con la Williams è autore di un’escursione in ghiaia alla seconda curva Degner. Buona, comunque, la performance della Racing Bulls, con entrambi i piloti in top 10. Perez è coinvolto in due situazioni al limite. La prima è un impeding nei confronti di Russell; la seconda è un’incomprensione con Albon, dalla quale deriva un contatto tra i due. Ad avere la peggio è proprio il pilota messicano, costretto ai box con una Cadillac danneggiata. L’Audi si assesta appena fuori dalla top 10 con entrambi i piloti, mentre Verstappen riscontra alcune difficoltà alla guida della sua Red Bull; a conferma di una RB22 non in forma è il 13° tempo di Bearman. Dietro l’imprendibile duo Mercedes, la McLaren dà ottimi segnali: Norris e Piastri riescono a stare davanti ad entrambe le Ferrari. Russell chiude la FP1 con il miglior tempo davanti ad Antonelli e Norris. Seguono Piastri, Leclerc, Hamilton, Verstappen, Lawson, Ocon e Lindblad. Delude la Williams, solo 16° e 17°, mentre Crawford è in ultima posizione, lontano un secondo dal tempo di Stroll.
FP2. La FP2 comincia in salita per Norris: i meccanici lavorano su una perdita del sistema idraulico della sua MCL40, e il Campione del Mondo non scenderà in pista prima di metà sessione. Quando, però, ha l’opportunità di uscire dai box e prova il passo di qualifica con la soft, i suoi tempi sono ottimi, a conferma di una McLaren veramente in forma tra le curve di Suzuka. Anche Perez rimane fermo ai box per un lungo periodo, a causa dei danni riportati a seguito del contatto con Albon in FP1. Lindblad, invece, non prende parte alla sessione a causa di alcuni problemi alla trasmissione della sua Racing Bulls. Anche Bortoleto scende in pista soltanto negli ultimi minuti di sessione. Nella prima metà di sessione sembra esserci un grande equilibrio tra Mercedes, McLaren e Ferrari, mentre la Red Bull si concentra sulla gomma hard, dimostrando un buon comportamento in trazione. La Ferrari, tuttavia, rispetto a Mercedes e McLaren, appare un po’ nervosa: Hamilton e Leclerc sono costretti a diverse correzioni al volante, specialmente nello snake. Quando arriva il momento della simulazione di qualifica con la gomma soft, la McLaren si conferma molto veloce e Piastri, che a Suzuka è sempre andato forte, si issa al comando della graduatoria. Con la soft, la Ferrari va invece in difficoltà, e i due piloti migliorano di pochissimo i loro tempi, perdendo molto, rispetto a Mercedes e McLaren, soprattutto nel secondo settore. Un ottimo Norris riesce a stare davanti alle Rosse, compattando una top 4 di soli motorizzati Mercedes. L’Audi dà prova di essere in forma su questo circuito, probabilmente aiutata da un’ottima capacità di gestione energetica. Albon porta, un po’ a sorpresa, la Williams in top 10, mentre la Red Bull è ancora in grande difficoltà, con Verstappen 10° e Hadjar 15°. La top 10 vede, quindi, Piastri leader davanti ad Antonelli, Russell, Leclerc, Hamilton, Norris, Hulkenberg, Albon, Bearman e Verstappen. Le simulazioni del passo gara confermano la regola di questo inizio di stagione: la Mercedes vola, è super costante su tempi irraggiungibili, con un Antonelli leggermente più competitivo rispetto a Russell. Dietro di loro, Ferrari e McLaren si contendono il ruolo di seconda forza, anche se la Ferrari dimostra più costanza, ribaltando così il quadro rispetto alle simulazioni di qualifica. Sorprende Hulkenberg, con un ottimo passo per l’Audi su gomma media, mentre la Red Bull gira con hard e il ritmo non è velocissimo.
FP3. Nella terza sessione di prove libere del sabato mattina, la Mercedes si dimostra ancora di un altro pianeta rispetto agli avversari, con un Antonelli in forma che mette un po’ in ombra Russell. La Ferrari sembra migliorata con il bilanciamento rispetto al venerdì, ma i piloti fanno ancora leggermente fatica con la guida, e Leclerc è autore di due controsterzi alle curve Degner e all’Hairpin. La giornata comincia molto in salita per Norris. Il Campione del Mondo, infatti, è costretto ai box per più di metà sessione, a causa di un problema all’ERS della sua McLaren. Il team “papaya” esprime, tuttavia, il suo potenziale con Piastri, che ha la velocità per contendere alla Ferrari il ruolo di seconda forza. L’Audi conferma il suo ottimo stato di forma grazie ad una simulazione di qualifica molto positiva: entrambi i piloti sono ampiamente in top 10. Grosse difficoltà ancora per la Red Bull, che non si accende mai e non va oltre l’8° posto con Verstappen, ed è fuori dalla top 10 con Hadjar. Continua il calvario anche per la Williams, che si ritrova in fondo al gruppo con entrambi i piloti, davanti soltanto alle Cadillac e alle Aston Martin. Antonelli chiude da leader la FP3 davanti a Russell, Leclerc, Piastri, Hamilton, Norris, Hulkenberg, Verstappen, Bortoleto e Gasly. Si va verso una qualifica che vede, come da pronostico, una Mercedes iper-favorita e, a questo punto, un Antonelli favorito nei confronti di Russell. Dietro, la lotta McLaren-Ferrari è molto accesa per la seconda fila, mentre la Red Bull è a rischio eliminazione in Q2.
QUALIFICHE.
Nella Q1, i top team, Audi e Alpine attendono qualche minuto prima di scendere in pista rispetto agli altri. Ocon fa segnare subito un gran tempo, rifilando mezzo secondo di distacco a Bearman. Tra i “big”, Leclerc è più veloce di Piastri, Hamilton e Norris. Antonelli, però, mette subito tutti d’accordo con il primo tempo, mentre Russell, un po’ più in difficoltà nel suo giro, è solo 7°. Spettacolare l’Audi, con Hulkenberg 5°, mentre in casa Red Bull Hadjar va più forte di Verstappen. Nel secondo tentativo, la Mercedes appare sottotono rispetto alle aspettative: deve ancora esprimere piena potenza con il motore. Ne approfitta Leclerc, che fa segnare il miglior tempo, mentre Hamilton è 3°, e Russell si mette davanti ad Antonelli. Verstappen è 7°, davanti a Hadjar. Con la Williams, Sainz riesce a qualificarsi per la Q2, così come le Audi, le Racing Bulls e Ocon. L’impresa non riesce, però ad Albon: il thailandese è eliminato, in compagnia di un delusissimo Bearman (battuto da Ocon), le Cadillac di Perez e Bottas, e le Aston Martin di Alonso e Stroll.
Per il primo tentativo della Q2, Mercedes e Ferrari sono su gomma usata, Red Bull e McLaren su gomma nuova. Piastri è il più veloce davanti ad Antonelli, Leclerc, Norris e Russell. Sorprendono Bortoleto e Gasly, autori di ottimi tempi, mentre faticano tanto le Red Bull, il cui accesso in Q3 non è affatto banale. Nel secondo tentativo, Russell si lamenta di avere troppo sottosterzo e resta alle spalle di Piastri per 3 decimi, ma entrambi vengono battuti da Leclerc. Hamilton, invece, si migliora poco ed è solo 6°. Ai margini della top 10, il colpo di scena: con un bel giro, Lindblad accede alla Q3 per la seconda volta in stagione, e provoca l’eliminazione di Verstappen, mentre con l’altra Red Bull Hadjar si qualifica. Max a Suzuka, dal 2016, non aveva mai mancatola top 5 in qualifica, l’ultima eliminazione in Q2 risaliva al 2015, anno del suo debutto in Formula 1 con la Toro Rosso, e soprattutto era da tempo che non veniva battuto in qualifica da un compagno di squadra (salvo per incidenti o problemi di affidabilità). Con il campione olandese, vengono eliminati anche Ocon, Hulkenberg (messo in ombra da Bortoleto), Lawson, Colapinto e Sainz.
Nella Q3, il motore Mercedes riceve piena potenza e, nel primo tentativo, Antonelli guida il gruppo, davanti a Russell e le McLaren di Norris e Piastri. La performance della Ferrari resta, invece, plafonata, e i due piloti occupano la terza fila virtuale, davanti alla Red Bull di Hadjar. Lindblad è l’unico ancora senza tempo, a causa di un errore di guida. Nel secondo tentativo, Leclerc affronta il suo giro con una guida al limite e sfiora la 3° posizione a causa di un traverso spettacolare. Davanti nessuno si migliora, mentre Gasly scavalca Hadjar per la 7° posizione.
Antonelli conquista così la sua 2° pole position consecutiva, la 50° nella storia per un pilota italiano, ed è il primo italiano ad ottenere la pole position per il Gran Premio del Giappone nella storia della Formula 1.
Russell completa la 3° prima fila consecutiva di questo inizio di stagione per la Mercedes. Non accadeva dal 1999 (al tempo era la McLaren motorizzata Mercedes) che un team conquistasse la prima fila completa nei primi tre Gran Premi stagionali: questo a dimostrazione del dominio assoluto della Mercedes nel 2026.
Un ottimo Piastri è 3° con la McLaren. Seguono Leclerc, Norris, Hamilton, un fantastico Gasly, 7° con l’Alpine, Hadjar, che fa il suo con una Red Bull disastrosa, un buon Bortoleto e Lindblad, che chiude la top 10 con la sua Racing Bulls.
GARA.
Scelta gomme: solo Bottas con la Cadillac parte con le hard; tutti gli altri sono su medie.
Al via, Antonelli sbaglia lo stacco frizione e perde 5 posizioni; anche Russell non parte bene e subisce il sorpasso di Piastri, Leclerc e Norris. L’australiano della McLaren cerca subito di prendere vantaggio su Leclerc.
A centro gruppo, Hadjar tenta un sorpasso al limite su Verstappen, ma esce male dalla Casio Triangle esponendosi agli attacchi di Ocon, che sale così in zona punti con la Haas.
Le due Mercedes esprimono la loro supremazia con una rimonta rapida, anche se Russell, dopo aver superato Norris e Leclerc agilmente, fa un po’ più fatica a riprendere Piastri. Ci riesce al termine dell’8° giro, ma Piastri sfrutta la sua carica di energia per contrattaccare, e nei giri successivi porta il suo vantaggio sulla Mercedes oltre il secondo, dimostrando una grande velocità da parte della McLaren.
Il primo del gruppetto top a fermarsi ai box è Norris, seguito da Leclerc. Piastri entra al 19° giro, Russell al 22°. L’inglese esce ancora alle spalle della McLaren, e anche con un discreto ritardo. Antonelli e Hamilton allungano un po’ di più il primo stint, e questa, soprattutto per l’italiano, sarà la mossa vincente. Al 22° giro, infatti, proprio quando Russell è appena tornato in pista, alla Spoon Curve, Colapinto, distratto dalla gestione dell’energia, chiude la traiettoria su Bearman, che arrivava alle sue spalle con una velocità nettamente superiore. Ollie perde il controllo della sua Haas, andando ad impattare violentemente contro le barriere. L’incidente, che causa al britannico una contusione al ginocchio, provoca l’ingresso della Safety Car. Antonelli e Hamilton hanno, così, il pit stop “gratis”. Kimi rientra in pista da leader, davanti a Piastri e Russell, mentre Lewis prende la posizione su Leclerc. Grazie ad un’ottima strategia, Lawson entra in zona punti con la Racing Bulls.
Alla ripartenza Antonelli scappa, mentre Hamilton sorprende Russell per la 3° posizione con un grande attacco all’esterno di curva 1. Al 37° giro Russell si ritrova per un attimo senza potenza elettrica: situazione molto pericolosa, che favorisce Leclerc, che torna 4°. Norris è intanto 6°, ultimo del gruppo top, mentre Verstappen impazzisce alle spalle di un favoloso Gasly, in lotta per la 7° posizione. Ma poteva mancare in Giappone l’ennesima battaglia tra i due piloti Ferrari? Ovvio che no! Questa volta Leclerc si prende una rivincita dopo Shanghai e svernicia Hamilton per la 3° posizione. Il Campione del Mondo britannico deve cedere, poco dopo, anche a Russell, che si lancia come una furia all’inseguimento di Leclerc.
Negli ultimi giri è lotta vera tra Leclerc e Russell. Il pilota Mercedes affonda l’attacco alla Casio Triangle ma, nel rettilineo successivo, Leclerc usa tutta l’energia a sua disposizione e beffa di nuovo George con un super sorpasso all’esterno. Nel frattempo, alle loro spalle, Norris ha la meglio su Hamilton per la 5° posizione, mentre Gasly resiste agli attacchi di Verstappen.
Kimi Antonelli vince il Gran Premio del Giappone, grazie ad un pizzico di fortuna, ma soprattutto ad un ritmo di gara spaziale. Conquista la sua 2° vittoria consecutiva, ed è il primo italiano a farlo dopo 73 anni (Ascari 1953).
Grazie a questo trionfo, guadagna la leadership della classifica mondiale piloti: è il più giovane leader mondiale della storia della Formula 1, il primo italiano da Fisichella 2005. Grandissima gara anche per Piastri, che finalmente vede la bandiera a scacchi in questo 2026, conquistando il primo podio stagionale per una McLaren rinata.
Completa il podio Leclerc con la Ferrari, autore di una magica difesa nei confronti di Russell. Seguono un Russell un po’ sfortunato, ma ancora una volta battuto da Antonelli (prima gara senza podio per George, che non garantisce il 3° doppio podio consecutivo alla Mercedes), Norris (nettamente inferiore a Piastri questo weekend), Hamilton (anche lui “bastonato” da Leclerc), un fenomenale Gasly, Verstappen, Lawson (bene a punti con la Racing Bulls) e un solido Ocon, che ritrova un po’ di competitività.
Fuori dai punti le Audi e le Williams, con Albon addirittura ultimo. Perez, con la Cadillac, termina la gara 17° nel giro del leader, per la prima volta: non male per la neonata squadra statunitense, alla terza gara della sua stagione di debutto. In casa Honda, l’Aston Martin riesce quantomeno a vedere la bandiera a scacchi per la prima volta in stagione: Alonso è 18° al traguardo, davanti a Bottas e Albon; Stroll, invece, è stato costretto al ritiro al 31° giro, probabilmente a causa di un problema di pressione dell’acqua.
I TOP DEL WEEKEND
1. ANDREA KIMI ANTONELLI
Dopo Shanghai, subito un altro grande successo per Kimi Antonelli. Eccezionale il suo weekend: nel circuito più impegnativo del calendario a livello di guida, un circuito che premia i veri Campioni, Antonelli è stato costantemente più veloce di Russell. L’impresa più grande l’ha fatta in qualifica: una pole position pazzesca, con due decimi di vantaggio su Russell, che questa volta non ha avuto nessuna noia tecnica. In gara è stato bravissimo a non farsi prendere dalla foga del recupero dopo la difficile partenza. È stato molto maturo, consapevole di avere tra le mani una monoposto nettamente superiore alla concorrenza.
Ovviamente ci sono ancora tanti aspetti da affinare per Kimi, il più urgente dei quali è la procedura di partenza (su 4 effettuate finora, solo una gli è riuscita bene, in Cina nella gara della domenica), però questo giovane ragazzo bolognese fa davvero paura. Adesso deve cavalcare l’onda positiva e continuare a mettere pressione su Russell, che dal canto suo è obbligato a reagire in fretta. Antonelli è leader della classifica mondiale per la prima volta in carriera, ma attenzione: fare già discorsi di titolo a questo punto della stagione è estremamente prematuro.
2. OSCAR PIASTRI
In Giappone la McLaren risorge, ed emerge come seconda forza in pista. La MCL40 è una vettura davvero ottima, e pensare che non abbia ricevuto, in pratica, nessun aggiornamento fin dallo Shakedown di Barcellona fa paura. Nel Post Gara della Cina avevo detto che, probabilmente, la possibilità di difendere i titoli mondiali era molto remota. Rimangio tutto: Suzuka ci ha confermato che la McLaren c’è, che è già a livello della Ferrari e che può assolutamente essere della partita per il mondiale.
In Giappone, però, tra i due piloti, la grande differenza l’ha fatta Piastri. In un circuito che lo esalta particolarmente (è qui che ha ottenuto il suo primo podio in carriera nel 2023), l’australiano è stato costantemente più veloce di Norris per tutto il weekend. In qualifica è riuscito a battere le Ferrari, e in gara ha tenuto un grande ritmo, ha condotto bene il gruppo per tanti giri, e ha portato a casa una 2° posizione meritatissima, che dà morale dopo un disastroso inizio di stagione.
3. PIERRE GASLY
Weekend superlativo per Pierre Gasly in Giappone. Con un’Alpine che vale la top 10, ha guidato da top driver, facendo una differenza enorme rispetto a Colapinto. Eccezionale la sua qualifica: una 7° posizione davvero esaltante davanti alla Red Bull di Hadjar. In gara ha tenuto un gran ritmo e ha resistito valorosamente agli attacchi di Verstappen che, seppur con una Red Bull in netta crisi, è pur sempre Max Verstappen. Grande Pierre!
I FLOP DEL WEEKEND
1. AUDI
Flop per l’Audi, che ha deluso le aspettative qui a Suzuka. In un circuito “energivoro”, considerando l’ottimo weekend dell’Australia, in Giappone l’Audi avrebbe dovuto puntare alla zona punti in gara, e invece è stata battuta da Alpine, Racing Bulls e Haas. Per carità, l’11° e il 13° posto non sono risultati malvagi, specialmente per un team nuovo, ma nelle prove libere l’Audi aveva dato l’impressione di avere la top 10 a portata, e in qualifica un grande Bortoleto ha raggiunto la Q3. Ma è in gara che si fanno punti, e in gara alla R26 qualcosa è mancato.
2. FRANCO COLAPINTO
Continuano le difficoltà di questo inizio di stagione per Franco Colapinto. L’Alpine non sarà una monoposto spaziale, ma è indubbio che sia una buona vettura, anche perché spinta dal motore Mercedes. Ma questo si vede, per il momento, quasi esclusivamente grazie a Gasly. Colapinto fa ancora tanta fatica: a Suzuka, in qualifica è rimasto eliminato in Q2, 15°, e in gara non ha fatto miracoli, rimanendo nel gruppo di coda. L’incidente con Bearman, poi, è frutto di una grave distrazione al volante, in concorso di colpa con un regolamento tecnico che sarebbe da rivedere immediatamente.
3. WILLIAMS
Già alla vigilia del weekend, Sainz aveva dichiarato di aspettarsi una Williams lontana dal centro gruppo, e diciamo pure che ci ha visto giusto. Però vedere una Williams così in difficoltà fa specie; di certo nessuno poteva immaginarselo dopo un 2025 in netta crescita. Le qualifiche sono state disastrose, come in Cina: una doppia eliminazione in Q1 che racconta di una monoposto che manca totalmente di performance.
In gara, Sainz non ha potuto fare meglio del 15° posto, mentre Albon è stato richiamato ai box due volte neln corso degli ultimi giri, probabilmente per alcuni aggiustamenti del bilanciamento, e ha tagliato il traguardo in ultima posizione. C’è molto lavoro da fare a Grove per risollevare una stagione cominciata in modo terribile.
VERSO MIAMI
Il weekend del Giappone è arrivato ai titoli di coda, e regala alla Formula 1 un nuovo padrone della classifica mondiale. Kimi Antonelli è sulla cresta dell’onda dopo queste due splendide vittorie: deve godersi il momento, ma deve anche rimanere concentrato, non farsi prendere troppo dalla foga della leadership e continuare a lavorare sui punti critici. Perché la Formula 1 è un mondo di squali, e gli avversari sono forti e sempre in agguato. La Mercedes continua nel suo dominio, mentre la Ferrari deve cominciare a guardarsi le spalle da una McLaren che sta arrivando molto in fretta nella lotta.
A causa dell’annullamento dei Gran Premi in Medio Oriente, per tutto il mese di aprile saremo a corto di weekend di gara. Un mese di pausa che serve a tutti per ricaricare le batterie. La FIA è tenuta a mettere mano ad un regolamento tecnico che presenta troppe falle. Situazioni come l’incidente di Bearman o il rallentamento improvviso di Russell hanno come unica causa le modalità di recupero dell’energia, e occorre assolutamente trovare delle soluzioni in tempi brevi.
I team, invece, sfrutteranno questa pausa per capire come indirizzare al meglio gli sviluppi tecnici, per continuare ad estendere il vantaggio o per dare una svolta alla propria stagione.
L’azione in pista tornerà, quindi, nel weekend del 03 maggio. Il circus è pronto alla traversata oceanica per aggiungere le Americhe, dove andrà in scena il primo round a stelle e strisce di questa stagione. Il Miami International Autodrome ospiterà la 5° Edizione del Gran Premio di Miami, 4° appuntamento stagionale. Dalla “Magic City” comincerà un nuovo campionato, con tutte le novità che ci saranno, oppure saremo nuovamente di fronte a un dominio assoluto delle Frecce d’Argento? Lo scopriremo, tra poco più di un mese, tra il caldo e il glamour della Florida.