Gran Premio del Canada 2026: il Post Gara
INTRODUZIONE
Non si ferma più! 4° vittoria consecutiva e in carriera, come nessuno nella storia. Un poker strabiliante. Kimi Antonelli domina a Montréal, dopo un weekend di battaglie intense e feroci con George Russell. Dopo il clamoroso ritiro di Russell in gara, un tappeto rosso si è steso sul Circuit Gilles Villeneuve per Antonelli, che non ha avuto più rivali.
Leggendario il ritorno del duello tra Hamilton e Verstappen, due fenomeni in lotta per una 2° posizione d’orgoglio. Alla fine, ha la meglio Lewis, che corona così uno dei suoi weekend migliori da pilota Ferrari. Un Leclerc sottotono per tutto il fine settimana limita i danni con la 4° posizione, davanti a un ottimo Hadjar.
Notte fonda, invece, per la McLaren, che sbaglia completamente la strategia in gara, montando gomme intermedie per il via. Il ritiro di Norris e l’11° posizione di Piastri significano 0 punti per i papaya: che disastro!
Weekend stellare per Colapinto, 6° al traguardo con l’Alpine, autore di una gara molto solida. Grande anche Lawson, che con la 7° posizione raddrizza un fine settimana cominciato in modo tremendo. Sainz porta ancora a punti la Williams, mentre Bearman, con la 10° posizione, salva in parte un weekend difficile per la Haas.
Menzione d’onore a Perez, in palla per tutto il weekend, molto più veloce di Bottas, con una Cadillac in crescita.
Benvenuti al Post Gara della 55° Edizione del Gran Premio del Canada, in scena sul leggendario Circuit Gilles Villeneuve di Montréal, nel pomeriggio di domenica 24 maggio 2026, giorno della disputa dell’iconica 500 Miglia di Indianapolis, la gara più veloce del mondo, arrivata alla sua 110° Edizione, nella quale a trionfare è stato lo svedese Felix Rosenqvist.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE. Durante l’unica sessione di prove libere del weekend del Canada, viene testato il nuovo sistema di illuminazione posteriore delle monoposto, per aumentare la sicurezza in fase di partenza. La Mercedes prova, invece, il nuovo software per le partenze implementato nella Power Unit da questo fine settimana.
Per tutta la sessione ci sarà tanto lavoro su gomma hard, da parte di quasi tutti i team. Solo Aston Martin e Cadillac lavorano parecchio con le soft. Fin dai primi minuti, Colapinto è costretto ad abbandonare la sessione a causa di problemi elettrici sulla sua Alpine. La Red Bull appare in forma con gomma hard, mentre la Ferrari soffre tanto il deficit di potenza. La McLaren dà subito l’idea di essere della partita; la Mercedes, invece, inizia in sordina. Tutto questo prima che Lawson parcheggi la sua Racing Bulls a bordo pista a causa di grossi problemi allo sterzo. Viene esposta la bandiera rossa, e la sessione riceve un extra time di 4 minuti.
Alla ripartenza, sorprende Alonso, che porta l’Aston Martin in top 10 utilizzando gomma soft. Davanti, la Mercedes mostra i muscoli, ma la McLaren resta a contatto, almeno con Piastri. In casa Ferrari è Hamilton a fare la differenza, con Leclerc che sembra faticare di più. Pochi minuti dopo, però, altra bandiera rossa: Albon è contro le barriere con la sua Williams, dopo un contatto sfortunato con una marmotta. La sessione riceve così un altro extra time, questa volta di 15 minuti.
Quando arriva il tempo di simulare la qualifica, la Mercedes mette le ali, aumenta la mappatura motore e saluta la compagnia: mezzo secondo di vantaggio sulla McLaren, un secondo sulla Ferrari. Tra i due piloti, ha la meglio Antonelli, che chiude la sessione da leader. Russell, evidentemente un po’ sotto pressione, è autore di un testa-coda, senza conseguenze. Negli ultimi minuti, i due piloti Ferrari e Verstappen riescono a balzare davanti alle McLaren. Proprio allo scadere del tempo, Ocon provoca la terza bandiera rossa di giornata a causa di un testa-coda e l’impatto contro il muro, per il quale perde l’ala anteriore.
La top 10 vede, quindi, Antonelli leader davanti a Russell, Hamilton, Leclerc, Verstappen, Norris, Piastri, Lindblad (fantastico, alla sua prima esperienza a Montréal), Hulkenberg, con una buona Audi, e un sorprendente Alonso, che fa una grandissima differenza rispetto a Stroll. Male Hadjar mai competitivo; in difficoltà anche Alpine, Williams e Haas.
SPRINT QUALIFYING
Venerdì pomeriggio è subito tempo di fare sul serio: le Sprint Qualifying decidono la griglia di partenza della Sprint. Lawson e Albon non prendono parte alla sessione: le riparazioni alle monoposto richiedono troppo tempo.
La SQ1 è caratterizzata da un’enorme evoluzione di pista. I tempi migliorano di giro in giro, e la leadership della graduatoria ha sempre un nuovo protagonista. Verstappen, con un gran giro, riesce a battere il primo tempo di Russell, venendo poi scavalcato da Antonelli, per 7 decimi, e da un super Hamilton, efficacissimo nella guida; Leclerc, ancora in difficoltà, è solo 9°. Colapinto compie un ottimo giro e sale 10°, mentre Gasly non riesce a uscire dalla zona di eliminazione. Con la Williams, Sainz è 11°, e bene anche Hadjar 6°. Con la Cadillac, è notevolissimo il tempo di Perez, che infligge a Bottas un distacco di 7 decimi, e sfiora l’accesso alla SQ2 per poco meno di 2 decimi. Alonso sta compiendo un miracolo: si trova 14°, in zona di qualificazione con un’Aston Martin che, per la prima volta in stagione, dà qualche segno di competitività. Tuttavia, purtroppo, è proprio Fernando a causare l’unica bandiera rossa della sessione, quando sbaglia una staccata e va contro le barriere. Un vero peccato, considerando la concreta possibilità di accedere alla SQ2. Si riparte quando mancano meno di due minuti, e l’Alpine commette un grave errore, mandando in pista Gasly troppo tardi. La situazione nella classifica non varia, dato che tutti prendono bandiera, tranne Hamilton, Sainz e Stroll, che però non si migliorano. Gli eliminati, quindi, sono: Perez, Stroll, Gasly, Bottas, Albon e Lawson. È un venerdì dolce-amaro per l’Aston Martin, che guadagna la sua prima qualificazione in top 16 con Alonso, ma non potrà prendere parte al resto della qualifica.
Nella SQ2, la Mercedes mette in chiaro le cose e rifila mezzo secondo di distacco a tutti, con un 1-2 firmato da Russell e Antonelli che fa paura. Hamilton, ancora molto veloce, è il primo degli altri, ed è ancora una volta molto più efficace di Leclerc, che si piazza 6° a mezzo secondo dal tempo di Russell. In difficoltà è la Red Bull, che si trova ai margini della top 10, con Hadjar davanti a Verstappen, addirittura dietro uno splendido Lindblad. I due piloti Audi si tolgono a vicenda la qualificazione per la SQ3, prima che Sainz, grazie ad un bel colpo, li metta d’accordo entrambi portando la Williams all’ultima manche. Eliminate, quindi, le Audi di
Hulkenberg e Bortoleto, l’Alpine di Colapinto, le Haas, alquanto anonime, di Ocon e Bearman (bene il francese davanti ad Ollie) e, naturalmente, l’Aston Marin di Alonso.
Si arriva alla SQ3 e, come da pronostico, la Ferrari diventa complicata da guidare con le gomme soft. Hamilton non riesce più ad esprimere il massimo potenziale della sua guida, e tutti i suoi giri sono macchiati da piccole sbavature, che gli fanno perdere decimi preziosi. La McLaren, invece, torna a vita e si impone come seconda forza dietro un’inarrivabile Mercedes. La Red Bull non ha la velocità per impensierire la Ferrari, e rimane nel suo ruolo di quarta forza.
Nel frattempo, è lotta vera tra i due piloti Mercedes per la pole position. Antonelli sembra avere qualcosa in più rispetto a Russell in termini di velocità, ma non è perfetto nel suo giro, e perde quei decimi necessari per stare davanti al britannico.
Russell conquista così la pole position per la Sprint di Montréal, la 2° in carriera e in stagione, dopo quella ottenuta in Cina. Per soli 68 millesimi, Antonelli si deve accontentare di una comunque ottima 2° posizione, davanti alla prima delle due McLaren, quella di Norris. Seguono Piastri, Hamilton (che avrebbe potuto ambire, forse, alla 3° posizione con un giro più pulito), Leclerc
(più vicino a Hamilton di quanto non lo sia stato nell’intera sessione), Verstappen, Hadjar (bravo, ad appena un decimo dal tempo di Max), un grande Lindblad e Sainz.
SPRINT.
Gasly, Bearman, Bottas e Albon partono dalla pit lane: violato il regime del parc fermé da parte dei rispettivi team per effettuare delle modifiche sulle monoposto prima della Sprint. Anche Stroll prende il via dalla pit lane, a causa di problemi tecnici alla sua Aston Martin, poi risolti.
Scelta gomme: la gomma media è la scelta più gettonata. Solo Lindblad e Gasly partono su hard. Perez, Stroll e Bottas sono su soft. Le gomme medie delle due Mercedes sono usate di 6 giri; gli avversari diretti hanno, invece, gomme nuove. Al via, Russell tiene la posizione su Antonelli e Norris, mentre Hamilton prende la 4° posizione a Piastri. Nel corso dei primi giri, le Mercedes fanno il vuoto, con Antonelli che tallona Russell. Hamilton resta a contatto con Norris, staccando Piastri e Leclerc. Hadjar è costretto al ritiro per problemi tecnici sulla sua Red Bull.
Al 5° giro comincia un duello fantastico tra i piloti Mercedes. Antonelli tenta un attacco all’esterno in curva 1, ma Russell ritarda la frenata e spedisce Kimi fuori pista. Al giro successivo l’italiano ritenta l’attacco, ma sbaglia la staccata e finisce lungo, fuori pista. Norris approfitta della situazione per superare Antonelli e salire 2°. Probabilmente, nell’uscita danneggia leggermente il fondo della sua W17. Comincia adesso una fase della gara dove la tensione è altissima, la situazione potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma le posizioni rimangono invariate. Antonelli, dopo alcuni giri di sofferenza, recupera tutto lo svantaggio nei confronti di Norris, mentre Russell resiste a tutti gli attacchi del connazionale. Piastri, intanto, arriva su Hamilton, sfruttando un momento di difficoltà di ritmo della Ferrari. Leclerc, infatti, non ha più il passo dell’australiano e perde terreno. Da notare, a questo punto, la sorprendente 12° posizione di Perez con la Cadillac. Alonso, invece, è costretto al ritiro per problemi alla sua Aston Martin.
Al 20° giro, Hamilton colpisce lievemente il Muro dei Campioni e perde un po’ di performance, tanto che Leclerc si avvicina tanto alla coppia Hamilton-Piastri. Davanti, Antonelli è di nuovo molto aggressivo su Norris, ma arriva lungo in curva 1 e deve restituire la posizione.
Dietro di loro, Piastri supera Hamilton con una mossa super aggressiva, tanto che anche Leclerc ha l’occasione di passare Lewis, che perde così due posizioni in un rettilineo. Davanti a tutti, Russell controlla agevolmente il vantaggio su Norris e Antonelli, involandosi verso la bandiera a scacchi.
George Russell vince così la Sprint del Canada, dopo una corsa molto aggressiva, in cui ha difeso con le unghie e con i denti la sua leadership, mai lasciata fin dal via. Per il britannico è la 3° vittoria Sprint della carriera, la 2° stagionale dopo quella di Shanghai. Un grande Norris è 2°, dopo aver provato per tutta la gara a contendere la vittoria a Russell. Antonelli chiude 3°, dopo una gara super aggressiva, forse anche troppo, in cui però ha dimostrato di essere un osso durissimo nei testa a testa. Seguono Piastri, ancora una volta inferiore a Norris, Leclerc e Hamilton, con le due Ferrari, Verstappen e un grande Lindblad, che conquista l’ultimo punto disponibile. Colapinto e Sainz chiudono la zona punti. Non male la 14° posizione di Perez con la Cadillac.
QUALIFICHE.
Dopo la Sprint, nel pomeriggio del sabato, le qualifiche decidono la griglia di partenza del Gran
Premio. La FIA dichiara il protocollo “Rain Hazard” a causa della possibilità di pioggia superiore al 40% per la giornata di domenica. I team potranno modificare l’assetto delle monoposto entro 5 ore prima della gara senza incorrere in penalità.
I top team affrontano la Q1 con gomme soft usate per equiparare la strategia. La Mercedes è subito fortissima, con Antonelli che rifila mezzo secondo a Russell nel primo tentativo. Anche la McLaren e Hadjar con la Red Bull sono molto competitivi, mentre la Ferrari è in difficoltà, soprattutto con Leclerc, molto attardato a causa di un track limits. Il monegasco riesce poi a mettersi in una situazione più comoda, salendo 9°. La Rossa, tuttavia, dimostra un ottimo passo con gomma usata, migliorando giro dopo giro i suoi tempi. Perez cerca di rimanere aggrappato alla top 16, rifilando a Bottas distacchi pesanti. Poi, però, nulla può contro la superiorità degli altri team rispetto alla Cadillac. Male Ocon, che è il primo eliminato in Q1. Come lui anche Albon (mentre
Sainz entra in Q2), Alonso, Perez, Stroll e Bottas. Bene le Audi, entrambe in Q2.
Nel primo tentativo della Q2, Russell non brilla: è solo 8°, alle spalle anche di Lindblad. Fatica anche Leclerc, che si prende un secondo da Hamilton. Lawson spreca il suo primo giro con un lungo all’ultima curva. Davanti, Antonelli comanda su Norris e un ottimo Hadjar, che sta davanti a Verstappen. Leclerc deve confidare tutto sul suo ultimo tentativo. Riesce a qualificarsi per un soffio, e non è affatto soddisfatto del comportamento della sua Ferrari. Un grande Lindblad si assicura la Q3. Eccezionale anche Colapinto, molto più in forma di Gasly, che vince la lotta con le Audi per l’accesso in Q3. Hulkenberg manca la qualificazione per pochissimo.
Come il tedesco, sono eliminati anche Lawson, Bortoleto, Gasly, Sainz e Bearman.
Nel primo tentativo della Q3, la Mercedes va un po’ in difficoltà con la temperatura delle gomme. Antonelli è 4°, mentre Russell abortisce il primo giro per un errore. È Norris a comandare, davanti a Hamilton e Piastri.
Leclerc è 5°, davanti a Verstappen. Sul finale della sessione, però, la Mercedes torna a vita.
Con un giro capolavoro, Russell conquista la pole position, la 9° in carriera e la 3° consecutiva in Canada. Un risultato fantastico, considerata la sessione non semplice che ha affrontato. Antonelli, con un giro non perfetto, è 2° per soli 68 millesimi (tra i due, stesso distacco al millesimo della Sprint Qualifying). Norris completa la top 3.
Seguono Piastri, Hamilton, Verstappen, Hadjar (bravo, vicino a Max), Leclerc (in grave difficoltà, solo 8°, come aveva predetto in un team radio tra Q2 e Q3), Lindblad (ottimo ancora una volta) e un fantastico Colapinto.
GARA.
Scelta gomme: la pista è leggermente umida, ma quasi tutti partono con gomme slick, la maggior parte con soft; Lindblad, Colapinto, Lawson e Gasly partono con le medie. C’è chi, però, azzarda la scelta delle intermedie, sperando in un peggioramento delle condizioni meteo. Sono le due Audi, le due Cadillac, Sainz con la Williams, ma soprattutto le due McLaren di Norris e Piastri. La procedura di partenza viene rinviata due volte perché Lindblad, purtroppo, rimane fermo in griglia per un guasto al cambio della sua Racing Bulls.
Al via, Norris sfrutta la temperatura più alta delle intermedie per bruciare le due Mercedes e andare in testa al gruppo, con Antonelli che intanto passa Russell. Non va meglio a Piastri, che subisce invece l’attacco di Hamilton. La scelta delle intermedie per la McLaren si rivela subito un grave errore strategico. Piastri è già ai box al termine del 1° giro per passare alle medie, e scivola in fondo al gruppo. Norris resiste un giro in più, ma quando sta per essere passato dalle Mercedes viene chiamato anche lui ai box. Le McLaren sono così tagliate fuori dai giochi per vittoria e podio.
Per tutta la prima parte di gara, Russell e Antonelli regalano al pubblico uno show fenomenale. Un duello che mette in luce la grandezza di questi due piloti, e che consente a Hamilton di non perdere troppo contatto.
Proprio il britannico, però, viene attaccato da Verstappen, che sale 3°.
Norris, intanto, recupera in fretta la zona punti. Piastri rovina la sua gara in un tentativo di sorpasso su Albon troppo ottimista. Il thailandese della Williams è costretto al ritiro per i danni subiti, mentre Piastri torna ai box per un cambio di ala. Più tardi riceverà anche una penalità di 10 secondi. Intanto, Alonso si deve ritirare per gli ennesimi problemi sulla Aston Martin.
La battaglia tra Russell e Antonelli sembra poter durare all’infinito. I due non si risparmiano e certe volte arrivano veramente vicini al contatto. Antonelli è più veloce, anche visivamente, ma Russell è coriaceo e non vuole assolutamente cedere nel suo Canada. Questa splendida battaglia, tuttavia, si spegne nel corso del 30° giro. Clamoroso colpo di scena: Russell è costretto al ritiro per problemi elettronici alla Power Unit Mercedes. È il primo DNF Mercedes del 2026. George è furioso e molto deluso, scende dalla macchina con rabbia, ma le corse sono anche questo: sfortuna, proprio nel momento più bello.
Ne consegue un regime di Virtual Safety Car. Tutti i big ne approfittano per fermarsi ai box per la prima e unica sosta di giornata. Antonelli ha davanti a sé un tappeto rosso steso, ed è nelle condizioni di poter dominare la gara senza rivali. Dietro di lui, invece, Ferrari e Red Bull sono in lotta con tutti e quattro i loro piloti. Leclerc si trova alle spalle di Hadjar; cerca di prendere la 4° posizione, e ce la fa, nonostante una mossa al limite del francese. Hamilton, invece, sta volando in pista, ha un ritmo ottimo ed è a caccia di Verstappen. Al 40° giro, altro colpo di scena: Norris abbandona la gara per un problema al cambio. Un altro motorizzato Mercedes KO, e la domenica dei papaya si trasforma in un terribile incubo. Dopo tre giri, anche il buon weekend di Perez termina con un ritiro per un cedimento strutturale alla sospensione della sua Cadillac.
Gli ultimi giri sono teatro del ritorno di una sfida epocale. La Formula 1 sembra tornata al 2021: Verstappen contro Hamilton. Al 57° giro, Lewis prova un primo attacco, ma Max resiste con determinazione. Al 62° giro, ancora l’inglese all’esterno di curva 1, e questa volta porta a casa un grandissimo sorpasso che gli vale la 2°
posizione. Ma l’olandese è un leone e non molla la presa: rimane in zona Overtake per tutti gli ultimi giri, cercando uno spiraglio per passare. I due campioni, però, stanno lottando per le briciole. Lì davanti, un ragazzino di Bologna sta per scrivere la storia.
Kimi Antonelli, nella sua corsa solitaria, taglia il traguardo e vince il Gran Premio del Canada. 4° vittoria consecutiva su 4 trionfi in carriera: nessuno come lui nella storia della Formula 1. Vince sul Circuit Gilles Villeneuve, la pista che incorona i Campioni, la pista dove Hamilton ha scritto la sua storia, il giardino di casa di Russell. L’italiano vola via in testa al mondiale, con 43 punti di vantaggio su Russell. Kimi condivide il podio con due piloti che hanno vinto giusto qualche gara in carriera! Due campioni fenomenali, 11 titoli mondiali insieme, Hamilton e Verstappen. Lewis al 2° podio con la Ferrari, dopo quello della Cina, e Max al suo primo podio stagionale con una Red Bull tornata in vita. Seguono Leclerc (che limita i danni in un weekend molto complicato), un grande Hadjar, un eccezionale Colapinto, Lawson, Gasly, Sainz e Bearman, che chiude la top 10 con la sua Haas. Piastri, doppiato due volte, è 11°, fuori dai punti, con l’unica McLaren in pista.
I TOP DEL WEEKEND
1. LEWIS HAMILTON
Ogni pilota ha i suoi circuiti preferiti, quelli dove riesce ad esprimersi al meglio e a fare davvero la differenza.
Per Lewis Hamilton il Circuit Gilles Villeneuve è uno di quelli. Da qui è cominciata la sua storia di trionfi nel 2007, qui ha conquistato 7 vittorie come Schumacher, qui ha raggiunto le 65 pole di Senna. Tra i muretti di Montréal, Hamilton ha sempre fatto la differenza, e quest’anno ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior interprete del circuito canadese. Per tutto il weekend è stato superiore a Leclerc, in tutte le sessioni. Ha commesso qualche errore, come quello che nelle Sprint Qualifying gli è forse costato la seconda fila, ma vedere un Lewis così in forma deve dare speranza ad una Ferrari che crede ancora in lui, nonostante le tante voci sul ritiro. Con una SF26 tutto sommato buona, in gara ha tenuto un ritmo pazzesco. Straordinaria la lotta con Verstappen, dalla quale è uscito vincitore con un sorpasso da maestro.
Ora, però, Hamilton deve assolutamente cercare di tenere questo ritmo anche nelle prossime gare, e non prendere nuovamente paga da Leclerc come è successo dopo Shanghai. Solo con buoni risultati riuscirà a zittire tutti i rumours che lo vedono fuori dal circus già al termine di questa stagione.
2. FRANCO COLAPINTO
Un altro weekend molto concreto da parte di Franco Colapinto. Forse per la prima volta da quando corre per
l’Alpine, l’argentino si è comportato da prima guida del team, battendo Gasly in ogni situazione.
Ottima la Sprint chiusa in 9° posizione, non lontano dalla zona punti. Eccellente la qualifica, dove porta l’Alpine
in Q3, dimostrando tanta velocità. E poi una gara perfetta, corsa praticamente in solitaria, perché troppo
distante dai top team, ma allo stesso tempo nettamente il più veloce di tutto il centro gruppo.
Una 6° posizione che, in combo con l’8° di Gasly, porta tanti punti in casa Alpine e costituisce il miglior risultato
della sua carriera. Franco non deve fare altro che continuare su questa strada per assicurarsi un futuro longevo
in Formula 1.
3. ARVID LINDBLAD
Il guasto al cambio della sua Racing Bulls prima del via del Gran Premio non scalfisce affatto il valore del weekend brillante di Arvid Lindblad. È solo un grande peccato, perché il passo per vincere la lotta di centro gruppo, e anche con margine, c’era tutto.
La verità è che il giovane rookie britannico ha dimostrato di essere un vero fenomeno. Alla sua prima esperienza assoluta a Montréal, è riuscito subito a prendere confidenza con il circuito canadese. In tutte le sessioni ha centrato la top 10, ed è stato sempre più veloce di Lawson.
Eccezionale la Sprint, dove chiude 8°, a punti, vincendo la sfida con Colapinto. In entrambe le qualifiche si è posizionato subito dietro ai big, mostrando un gran ritmo. Peccato per la domenica sfortunata.
I FLOP DEL WEEKEND
1. CHARLES LECLERC
Non siamo abituati a vedere Charles nella sezione FLOP. La verità è che non siamo abituati a vedere Charles così spento e assente durante un weekend di gara. In un circuito in cui non riesce ad esprimere il suo potenziale (dal 2022, il suo best in qualifica è stata l’8° posizione di quest’anno), Leclerc ha sofferto tanto il confronto con Hamilton, fin dalle prove libere.
Ci sono stati alcuni problemi con i freni ad intralciarlo, specialmente il venerdì ma, anche una volta risolti, il monegasco non è mai stato della partita. In gara ha raccolto più di quanto avrebbe meritato, come velocità, ma di certo vedere Hamilton sul podio è una sconfitta pesante.
La possibilità di riscatto arriva subito: a Monaco, casa sua, con una Ferrari ottima nelle curve, Leclerc punta al colpo grosso, in un circuito dove nessuno guida come lui.
2. LANCE STROLL
Ormai conosciamo la situazione disastrosa dell’Aston Martin in questo 2026, ma c’è anche da dire che il Canada è stato il weekend più positivo per il team britannico; quantomeno, si sono visti dei piccoli passi avanti.
Sì, ma solo grazie ad Alonso, che ha compiuto un miracolo nelle Sprint Qualifying a raggiungere la SQ2.
E Stroll dov’era questo fine settimana? Disperso. Distacchi enormi nei confronti di Alonso, sempre nelle retrovie, mai un guizzo di velocità. Nel suo Canada, Lance non si è mai acceso, e in gara ha accumulato un distacco di 4 giri, riuscendo a battere soltanto Bottas. Con questa Aston Martin non si può ambire a risultati soddisfacenti, ma da parte di Stroll un pizzico di brio non guasterebbe.
3. VALTTERI BOTTAS
Un discorso analogo a quello fatto per Stroll vale anche per Valtteri Bottas. La Cadillac non è certo un missile, ma le prestazioni, weekend dopo weekend, stanno migliorando, e l’ottimo fine settimana di Perez, purtroppo concluso con il guasto in gara, lo ha dimostrato. Il messicano ha sfiorato l’accesso in SQ2 nelle Sprint Qualifying e ha centrato un sorprendente 14° posto nella Sprint. Bottas, invece, è stato particolarmente lento per tutto il weekend. Abbonato all’ultima posizione, ha preso sempre distacchi pesanti da Perez, e in gara non è riuscito nemmeno a battere Stroll. La strategia della Cadillac di partire con le intermedie non ha di certo aiutato, ma comunque Perez ha avuto tutto un altro passo. Risultati così deludenti non fanno bene al futuro della carriera di Bottas, che rischia seriamente di perdere il sedile per la prossima stagione.
BREAKING NEWS - NOTIZIE DAL WEEKEND
NO AL CAMBIO REGOLAMENTO PER IL 2027: ALCUNI MOTORISTI SI SONO OPPOSTI
Nella giornata di venerdì viene diffusa la notizia che la proposta del cambio di equilibrio tra termico ed elettrico, che avrebbe dovuto essere portato al 60-40 già nel 2027, contro il 50-50 del 2026, sia ancora in fase di discussione e valutazione.
Non tutti i motoristi, infatti, sarebbero d’accordo a cambiare già dalla prossima stagione. Una delle ragioni riguarda il fatto che un cambio così repentino rischierebbe di annullare i benefici ADUO, o addirittura di rendere questo sistema controproducente. Questo perché i motoristi hanno chiesto alla FIA un aumento di budget per progettare i motori secondo il nuovo paradigma.
Stando alle ultime voci, il cambio del rapporto tra termico ed elettrico a 60-40 sarebbe previsto per il 2028,
mentre nel 2027 si continuerebbe con il 50-50, come nel 2026. La situazione è comunque in continua evoluzione.
VERSO MONACO
Un altro fine settimana di Formula 1 è così ormai alle nostre spalle. Come sempre il Circuit Gilles Villeneuve è stato un palcoscenico spettacolare, sia dal punto di vista naturalistico, sia per l’azione in pista. La scelta di disputare il format Sprint qui a Montréal non poteva essere più indovinata, e sicuramente sarà presa in considerazione anche per la prossima stagione.
Questo weekend abbiamo assistito al primo vero duello tra Russell e Antonelli. Entrambi super aggressivi, hanno esaltato il pubblico e gli appassionati con una sfida sensazionale, che speriamo possa essere la prima di tante nel corso della stagione. Entrambi stanno dimostrando di essere validi contendenti al titolo. Antonelli sta vivendo un momento di gloria splendido, ma la corsa al titolo è ancora molto lunga, e Russell ha tutto il potenziale per recuperare uno svantaggio che comincia ad essere cospicuo.
Il format Sprint tornerà, per la 4° volta in stagione, ad inizio luglio in Gran Bretagna, ma prima di
quell’appuntamento ce ne sono altri tre appuntamenti molto importanti. Dopo un inizio di campionato in Estremo Oriente e nelle Americhe, può cominciare finalmente la stagione europea. E si parte subito con il round più atteso del mondiale. Il leggendario Circuit de Monaco è pronto ad ospitare la 72° Edizione del Gran Premio di Monaco, 6° round del mondiale. La Ferrari sarà osservata speciale del weekend monegasco, pronta ad approfittare, probabilmente, dell’unica opportunità di successo di questa prima metà di stagione. Ma gli avversari saranno molto aggressivi e agguerriti, con Antonelli che punta alla 5° vittoria consecutiva per entrare, ancor di più,
nella storia della Formula 1.