L’ALBA DI UNA NUOVA ERA: LA RIVOLUZIONE DEL 2026 COMINCIA DA MELBOURNE
È l’alba di una nuova era. Tutto è cambiato. Nuove monoposto, nuovi sistemi di guida, nuova terminologia da assimilare, due nuovi team, un pilota esordiente. Una rivoluzione radicale, che coinvolge tutti gli aspetti tecnici e sportivi di questo sport. Il 2026 si potrebbe definire come un “anno 0” per la Formula 1. Si riparte da un foglio bianco, con davanti mille incognite e mille opportunità.
Dopo undici giornate complessive di test abbiamo già cominciato a familiarizzare con questa nuova Formula 1, ma ora è arrivato il momento di fare dannatamente sul serio. Si spengono i semafori, sale l’adrenalina, la tensione, la passione: chi sarà il nuovo padrone della Formula 1?
Signore e signori, benvenuti in Australia: a Melbourne, l’alba di un lungo viaggio, che promette di essere indimenticabile.
SI TORNA IN PISTA: IN AUSTRALIA COMINCIA UN NUOVO CAMPIONATO
Finalmente, a tre mesi di distanza da quel pazzesco finale di stagione 2025 ad Abu Dhabi, la Formula 1 è tornata. Come la scorsa stagione, anche in questo 2026 è l’alba australiana a risvegliarci dal torpore invernale.
Nel weekend del 06-08 marzo, l’Albert Park Circuit di Melbourne ospita la 40° Edizione del Gran Premio d’Australia, round inaugurale di un campionato che prevede 24 tappe intorno al globo, fino al mese di dicembre.
Come ormai ben sappiamo, uno dei fattori cruciali di questa stagione sarà la gestione dell’energia elettrica, dato che dal 2026 l’erogazione di potenza della Power Unit è ripartita circa per il 50% tra il motore a combustione e il motore elettrico. Il circuito di Melbourne è uno dei più critici proprio riguardo l’aspetto di gestione dell’energia. I lunghi rettilinei, soprattutto nel secondo settore, e le poche curve che richiedono una frenata importante e, di conseguenza, una scalata di marce importante, rappresentano una sfida enorme per piloti e ingegneri, che dovranno capire come gestire al meglio l’energia elettrica soprattutto durante i 58 giri del Gran Premio. Il primo round stagionale, dunque, si presenta già come un appuntamento estremamente delicato, e potrebbe essere non di facile lettura, nemmeno per gli addetti ai lavori.
LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN IRAN: I GP DI BAHRAIN E ARABIA SAUDITA A RISCHIO
CANCELLAZIONE
Il calendario di Formula 1 2026 potrebbe subire delle modifiche in questi primi mesi di campionato. Sono, infatti, fortemente a rischio di svolgimento il Gran Premio del Bahrain e il Gran Premio d’Arabia Saudita, previsti rispettivamente per i weekend di 11-13 aprile e 18-20 aprile. Il motivo è ormai noto a tutti, purtroppo: la guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele. Un conflitto cominciato il 28 febbraio con gli attacchi al territorio iraniano da parte di USA e Israele, e che in questi giorni sta occupando le pagine dei giornali di tutto il mondo.
Tra i territori interessati dai bombardamenti iraniani ci sono anche Bahrain e Arabia Saudita. Tutto questo, naturalmente, ha condizionato anche il mondo dello sport, compresa la Formula 1. Pochi giorni dopo la conclusione dei test del Bahrain è cominciato il conflitto, e una parte del personale dei team di Formula 1 che sarebbe dovuto partire alla volta di Melbourne, non ha potuto lasciare subito il Bahrain. Per alcuni giorni si è ipotizzata addirittura la cancellazione del Gran Premio d’Australia, a causa delle difficoltà di raggiungimento di Melbourne per via dei traffici aerei interrotti. Per arrivare in Australia, in certi casi, è stato necessario anche uno scalo sulle Isole Fiji: un vero e proprio viaggio della speranza, che per molti addetti ai lavori si è concluso nella giornata di mercoledì, a ridosso dell’inizio del weekend di gara.
Se i round di Australia, Cina e Giappone dovrebbero tenersi regolarmente, è molto probabile l’annullamento degli appuntamenti di Bahrain e Arabia Saudita, per quanto il governo saudita si è detto fiducioso riguardo la tenuta regolare dell’evento. Quello che è certo è che la Formula 1 deve prendere al più presto una decisione, anche per avere il tempo di cercare eventualmente delle soluzioni alternative. La situazione è in evoluzione costante e vedremo quali decisioni verranno prese in queste settimane, con la speranza che la guerra termini al più presto.
LA QUESTIONE DELLA GESTIONE ENERGETICA: NESSUN CAMBIAMENTO PER AUSTRALIA E CINA
Nelle ultime giornate di test in Bahrain era stata sollevata dai team una problematica riguardante proprio l’energia elettrica spendibile nell’arco di un giro. Il regolamento fissa il valore massimo di potenza energetica disponibile in una tornata a 350 kW. I team hanno proposto, unanimemente, alla FIA di diminuire questo valore, a 300 kW, a 250 kW o a 200 kW. Questo per evitare un lift and coast eccessivo anche in qualifica.
Inoltre, questa riduzione semplificherebbe anche la gestione dei sorpassi, rendendoli più agevoli, in quanto ci sarebbe una differenza più marcata di potenza energetica tra i duellanti, grazie all’utilizzo dell’Overtake Mode da parte di chi attacca (che a quel punto avrebbe, sì, tutti i 350 kW a disposizione), ed eventualmente del Boost.
Tuttavia, la FIA ha deciso di non modificare ancora il regolamento, prendendosi il tempo per valutare e verificare il comportamento delle monoposto in pista. Quindi, per i primi due round stagionali, Australia e Cina, non ci saranno modifiche e rimarrà in vigore il limite massimo di 350 kW. Nel caso si ritenesse necessario intervenire, i cambiamenti riguarderanno eventualmente il round del Giappone, 3° gara stagionale prevista a fine marzo. Per il weekend di Melbourne, in realtà, una modifica c’è stata. Il quantitativo massimo di energia recuperabile in un giro è stato diminuito da 8,5 Mj a 8 per la gara, e a 7 per la qualifica. Questo per evitare un eccessivo lift and coast o fenomeni come il super clipping.
LE STRAIGHT MODE ZONES, LE SCELTE DI PIRELLI E L’INIZIATIVA “HER CORNER” PER L’8 MARZO
Lungo l’Albert Park Circuit la FIA ha individuato cinque Straight Mode Zones. Sono le zone del circuito dove gli alettoni anteriori e posteriori delle monoposto si apriranno ad ogni giro di prove libere, qualifiche e gara. Quattro di esse corrispondono alle quattro zone DRS presenti fino alla scorsa stagione, mentre la quinta riguarda il breve tratto rettilineo compreso tra curva 5 e curva 6. Il detection point per l’attivazione dell’Overtake Mode (modalità che l’attaccante potrà utilizzare, nelle zone Straight, se si trova a meno di un secondo di distacco dall’avversario che lo precede) è posto prima di curva 14, l’ultima curva del circuito.
Come nel 2025, Pirelli mette a disposizione dei team le mescole C3-C4-C5, la terna più morbida della gamma. Rispetto alle gomme utilizzate nei test del Bahrain, si tratta di una terna di uno step più morbida, e i team e i piloti dovranno capire come gestire al meglio questi pneumatici, durante le tre sessioni di prove libere, oltre a settare tutti i parametri relativi alla gestione energetica.
La domenica di gara di Melbourne coincide con la giornata internazionale della donna. Per celebrare questa concomitanza è stata creata l’iniziativa “Her Corner”. La curva 6 del circuito è stata intitolata a Hannah Schmitz, ingegnere capo delle strategie in Red Bull, e a Laura Muller, race engineer di Esteban Ocon in Haas. È la prima volta nella storia che una curva di un circuito di Formula 1 viene intitolata a figure femminili.
I PRIMI AGGIORNAMENTI TECNICI DELLA STAGIONE: NOVITÀ PER TUTTI I TEAM A MELBOURNE
In occasione del primo weekend stagionale, tutti i team hanno già introdotto delle novità tecniche alle monoposto, rispetto alle soluzioni viste durante i test del Bahrain. Facciamo una rapida carrellata.
La McLaren introduce una versione aggiornata del fondo, rivisto nella geometria del pavimento, una nuova sospensione posteriore, modificata nella carenatura, e una nuova ala posteriore, con modifiche al mainplane e ai flap.
La Mercedes presenta un bodywork che accentua maggiormente l’effetto outwash, oltre a nuove specifiche dell’ala anteriore e posteriore.
Sulla Red Bull figura una nuova ala anteriore, più semplice da regolare in base alle esigenze, un nuovo musetto e una nuova ala posteriore, con due piloni.
La Ferrari introduce una nuova ala anteriore, modificata sensibilmente nelle sue geometrie, con due flap mobili, una nuova ala posteriore, con tre flap mobili, e modifiche al fondo e al diffusore.
La Williams presenta degli aggiornamenti al cofano motore, per migliorare il raffreddamento della Power Unit, all’ala anteriore, modificata negli endplate, al fondo e all’ala posteriore.
Modifiche al fondo anche per la Racing Bulls, oltre a nuove prese d’aria sul cofano motore e in zona freni, e nuovi corner ruota al posteriore, migliorati nella loro geometria.
L’Aston Martin introduce tante modifiche sulla AMR26. Una nuova ala anteriore, modificata sia nei flap sia negli endplate. Un nuovo naso del muso, più largo e separato dagli elementi dell’ala anteriore. Nuove pance laterali, con un maggiore undercut. Modifiche al cofano motore, per gestire meglio i flussi d’aria, un nuovo diffusore e una nuova ala posteriore.
Per la Haas, modifiche all’ala anteriore, rivista nel suo layout generale e negli endplate, al fondo, nella parte centrale e nel pavimento, al diffusore, modificato nella sua geometria, all’ala posteriore e alla beam wing.
L’Audi presenta una nuova ala anteriore, con attuatori separati per ogni lato, e nuove pance laterali, con una geometria strettamente legata al funzionamento del fondo e del bodywork posteriore.
L’Alpine introduce una nuova ala anteriore, pensata per incrementare il carico aerodinamico in Corner Mode e per diminuirlo drasticamente in Straight Mode, un nuovo bodywork, per migliorare il raffreddamento della Power Unit, e una nuova ala posteriore.
Infine, la Cadillac, al suo debutto assoluto in Formula 1, porta una nuova ala anteriore, rivista nel design dei flap e negli endplate, e una nuova ala posteriore, anche in questo caso pensata espressamente per incrementare il carico aerodinamico in Corner Mode e per diminuirlo in Straight Mode.
LE GERARCHIE PRESTAZIONALI ALLA VIGILIA DI MELBOURNE: UNA GRIGLIA DIVISA IN TRE GRUPPI
Fare dei pronostici per il weekend di Melbourne è quasi impossibile, molto azzardato: ci sono troppe incognite e troppe variabili che potrebbero intervenire. Tuttavia, i test pre-stagionali del Bahrain ci hanno fornito molte indicazioni in più rispetto allo shakedown di Barcellona, tanto che è già possibile stabilire una gerarchia di forze in campo, anche se da prendere con le pinze e da considerarsi come un punto di partenza relativamente indicativo. Dai test di Sakhir, infatti, è emerso che la griglia, a livello di performance, sembra essere divisa in tre gruppi.
Il primo gruppo è formato dalle “top 4”: Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull. La Mercedes è la grande favorita di questo inizio di campionato. Nel paddock nessuno ha dubbi che la Power Unit tedesca sia la più performante, e durante i test la W17 è apparsa come la monoposto più equilibrata e facile da guidare. Quindi, George Russell e Kimi Antonelli sono in Australia per provare a demolire la concorrenza, dominando l’intero weekend. Ferrari e McLaren sono attese, a grandi linee, sullo stesso livello, ma attenzione alla MCL40, che sarà meno pesante rispetto al Bahrain, e quindi inevitabilmente più competitiva. La Red Bull, infine, è attesa come 4° forza. A proposito di Ferrari, è stato ufficializzato che Carlo Santi sarà il nuovo race engineer di Lewis Hamilton ad interim, in attesa di una nomina ufficiale dell’ingegnere di gara del pilota britannico.
Se i distacchi all’interno della “top 4” dovrebbero essere abbastanza contenuti (ma ricordiamo che ai test la PU Mercedes non ha espresso tutto il suo potenziale, ed è atteso uno step di potenza significativo che preoccupa gli avversari), lo stesso non si può dire per la differenza di performance tra le “top 4” e il “midfield” (il centro gruppo), che sembra molto più ampia. Ma da chi è formato il midfield? Alpine e Haas, che dovrebbero contendersi il ruolo di 5° forza, seguite da Racing Bulls, Williams e Audi, che dovrebbero non essere ancora al livello delle prime due. In ogni caso, anche quest’anno la battaglia all’interno del midfield dovrebbe essere molto combattuta e interessante, anche perché questi team si giocheranno l’accesso alla Q3 in qualifica e alla zona punti in gara.Infine, il terzo gruppo, che possiamo denominare “the bottom two”, è formato dai due team apparsi più in difficoltà durante i test: Cadillac e Aston Martin. Per quanto riguarda Cadillac, trovarsi in fondo al gruppo è normale e naturale, essendo un team totalmente nuovo e al suo anno d’esordio in Formula 1. Per Valtteri Bottas e Sergio Perez rimanere nel giro del leader a fine gara sarà un obiettivo ambizioso e complicato. Ancora più complicata, e sembra surreale davvero per tutte le aspettative che si sono create durante la vigilia della stagione, è la situazione dell’Aston Martin. La monoposto di Adrian Newey è attesa come ultima forza in pista, con addirittura poche speranze per Fernando Alonso e Lance Stroll di terminare la gara. Questo soprattutto a causa della Power Unit Honda che, oltre ad avere un importante deficit di potenza, è anche poco affidabile e parecchio fragile.
Questo è il quadro complessivo delle gerarchie prestazionali alla vigilia del Gran Premio d’Australia. Adesso, non resta altro che vivere il weekend di Melbourne, per vedere se queste gerarchie verranno rispettate, o se ci saranno delle sorprese, ricordando anche che durante la stagione ci sarà un enorme lavoro di sviluppo delle monoposto, e le performance cambieranno inevitabilmente.