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Gran Premio d'Australia 2026: il Post Gara

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

È 1-2 Mercedes a Melbourne! George Russell trionfa in Australia davanti al suo compagno di squadra Kimi Antonelli, per una doppietta che rispetta i pronostici della vigilia del campionato e dimostra la superiorità della W17 sulle monoposto avversarie. 

Una solida Ferrari conferma il suo ruolo di seconda forza, conquistando il podio con Leclerc e la 4° posizione con un redivivo Hamilton. Amara delusione in casa McLaren: Piastri si ritira ancor prima della partenza, mentre Norris è 5° al traguardo, a quasi un minuto dalla Mercedes. Dopo il disastro in qualifica, Verstappen è autore di una grande rimonta fino alla 6° posizione, anche se la Red Bull deve fare già i conti con l’affidabilità della Power Unit, visto il ritiro di Hadjar prima di metà gara. Un grande Bearman è il leader del centro gruppo con la Haas, ma tanti complimenti anche a Lindblad: un debutto veramente positivo. Bortoleto, autore di un weekend fantastico, porta l’esordiente Audi subito a punti, davanti a un ottimo Gasly. Cadillac e Aston Martin si leccano le ferite: tante difficoltà all’inizio di una stagione che si preannuncia in salita.

Benvenuti al Post Gara della 40° Edizione del Gran Premio d’Australia, gara inaugurale della nuova era della Formula 1, in scena sull’Albert Park Circuit di Melbourne nel pomeriggio di domenica 08 marzo 2026.


PARLA LA PISTA

PROVE LIBERE.

FP1. Nella mattinata australiana di venerdì comincia ufficialmente la stagione di Formula 1 2026, con la disputa della FP1.

La stagione comincia un po’ in salita per i Campioni del Mondo in carica: la McLaren. Norris, a causa di un problema al cambio, riesce a percorrere soltanto sette giri, e a fine sessione sarà solo 19°. Piastri, invece, accusa dei problemi di potenza, che però non rappresentano una grossa minaccia. L’australiano, infatti, riesce a concludere la sessione al 6° posto. Molti piloti sono autori di bloccaggi e lunghi, per via del poco grip fornito dai nuovi pneumatici. Tra questi anche Verstappen e Perez, che con la Cadillac finisce in testa-coda.

A stupire fin da subito è Lindblad: il rookie britannico trova un buon ritmo in pista, piazzandosi addirittura 5°, di gran lunga più veloce di Lawson, che però non ha montato le gomme soft. Ottimo anche Hadjar, vicino al compagno di squadra Verstappen.

L’Audi debutta portando entrambi i piloti in top 10, mentre la Mercedes rimane nell’ombra, lontana dai tempi top. Per l’Aston Martin, invece, continuano gli incubi di inizio stagione: Alonso non scende in pista, mentre Stroll completa pochissimi giri ed è solo 21°, a 30 secondi dai tempi top. Il team di Adrian Newey, inoltre, soffre di carenza di ricambi: solo una batteria di ricambio disponibile per questo weekend, il che significa che, in caso di bisogno, solo un monoposto potrà scendere in pista. 

A prendersi la scena è la Ferrari, in pista con un’ala posteriore “tradizionale” (non la specifica con la rotazione di 270° provata durante i test del Bahrain). Leclerc è il più veloce di sessione, davanti a Hamilton; seguono Verstappen, Hadjar, Lindblad, Piastri, Russell, Antonelli, Bortoleto e Hulkenberg. Comincia nelle retrovie la stagione dell’Alpine, con Colapinto 16° e Gasly 18°. Per quanto riguarda la Cadillac, Bottas termina in 17° posizione e Perez in 20°, davanti soltanto alle due Aston Martin.

FP2. Al semaforo verde della FP2 sono tutti già in pista, tranne le Cadillac e Alonso. Bottas esce poco dopo, mentre Perez non prende parte alla sessione per problemi tecnici. In pit lane, Lindblad calpesta l’ala anteriore di Russell; la Mercedes è quindi costretta subito alla sostituzione dell’ala, e viene messa sotto investigazione per “unsafe release”.

Mentre Verstappen accusa un problema alla sua Power Unit, nella prima parte della sessione, i piloti Mercedes, i piloti Ferrari e Piastri sono tutti in linea con i tempi e lottano per la leadership con gomme hard. Norris, invece, trascorre molto tempo ai box: i lavori al cambio devono ancora essere ultimati. Quando torna in pista, scala pian piano la classifica, prima con gomme medie e poi con soft, fino alla 7° posizione. Intanto, anche Verstappen torna in pista, dopo aver risolto i problemi.

Durante la simulazione di qualifica con gomme soft, la McLaren mostra i muscoli: Piastri è il più veloce, davanti alle due Mercedes, le due Ferrari e Verstappen. Ottimo ancora Lindblad, mentre Hadjar è ai margini della top 10, davanti alle due Haas. In difficoltà le Alpine, lontane, inaspettatamente, dalle prime 10 posizioni.

La top 10 vede, quindi, Piastri al comando davanti a Antonelli, Russell, Hamilton, Leclerc, Verstappen, Norris, Lindblad, Hadjar e Ocon. La bontà della McLaren è confermata anche dalle simulazioni di passo gara, soprattutto con Norris, che gira costantemente su tempi molto veloci. Ottima anche la simulazione di Russell, più costante rispetto a quella di Antonelli. La Ferrari si attesta più o meno sui livelli Mercedes, mentre la Red Bull si conferma quarta forza.

FP3. L’attività in pista riprende nella mattinata australiana di sabato con la disputa della FP3. Un problema alla Power Unit Mercedes costringe Sainz ad abbandonare la sessione con la sua Williams: lo spagnolo non prenderà parte nemmeno alle qualifiche. Stroll è invece costretto ai box per tutta la sessione a causa di un danno ad un condotto dell’olio della sua Aston Martin: anche per il canadese, niente qualifiche. Alonso, invece, riesce quantomeno a percorrere un numero discreto di giri, e a fine sessione si trova in 18° posizione, davanti alle due Cadillac di Bottas e Perez.

La Mercedes dimostra tutta la sua forza: il miglior tempo di sessione è quello di Russell. La Ferrari appare come seconda forza in pista, ma Piastri e i due piloti Red Bull non sono lontani, con Hadjar che conferma il suo ottimo stato di forma. Norris, invece, continua ad essere un po’ attardato, ed è l’ultimo nel gruppo top in classifica, con la sua 8° posizione. Bortoleto riesce a raggiungere la top 10 con l’Audi, così come la Haas di Bearman.

Negli ultimi minuti di sessione, Antonelli perde il controllo della sua W17 in curva 1: l’impatto con le barriere è inevitabile e anche abbastanza grosso, tanto da mettere in dubbio la sua partecipazione alla qualifica, visti i danni riportati alla monoposto.

La top 10 vede Russell in testa, davanti a Hamilton, Leclerc, Piastri, Hadjar, Verstappen, Antonelli, Norris, Bortoleto e Bearman. Per la prima volta nel weekend, Lindblad non raggiunge la top 10, ma per una questione di millesimi. La Mercedes è la grande favorita per la qualifica: Russell e Antonelli (qualora l’italiano riuscisse a scendere in pista) sono chiamati adesso a monopolizzare la prima fila. McLaren, Ferrari e Red Bull dovranno accontentarsi di lottare tra di loro per la seconda fila.

QUALIFICHE.

Nel 2026 il format di qualifica ha subìto due piccole modifiche rispetto a quello in vigore fino al 2025: nella Q1 e nella Q2, i piloti eliminati saranno 6, e non più 5, per via della presenza di due vetture in più in pista (Cadillac); la Q3 durerà 13 minuti (un minuto in più rispetto al 2025) per fornire ai piloti più tempo per gestire al meglio l’energia elettrica.

Per la Q1, la Ferrari è l’unico team che scende in pista con gomma media, e i tempi dei due piloti non sono affatto male, vicini a quelli dei diretti avversari pur con una mescola di differenza. In pista c’è da subito anche Alonso: segnale quantomeno incoraggiante per l’Aston Martin. Nei primi minuti, si confermano veloci l’Audi e Lindblad, ma c’è subito un grande colpo di scena, il primo della stagione. Verstappen perde il controllo della sua Red Bull in fondo al rettilineo dei box e impatta contro le barriere. L’olandese è costretto al ritiro dalla sessione, e in griglia sarà solo 20°. L’incidente di Max provoca una bandiera rossa, grazie alla quale i meccanici Mercedes riescono ad ultimare le riparazioni alla vettura di Antonelli, permettendogli così di scendere in pista. Il bolognese riesce poi agilmente a passare il taglio della Q1, grazie ad una Mercedes velocissima ed efficiente nella gestione dell’energia. Russell chiude la Q1 in 1° posizione, davanti a Piastri, Hamilton, Norris, Hadjar, Antonelli, Leclerc, Lindblad, Lawson e Bortoleto. Gasly e Colapinto riescono a portare in Q2 entrambe le Alpine. Gli eliminati sono: Alonso (autore, comunque, di un ottimo lavoro, considerata la situazione disastrosa dell’Aston Martin), Perez (che sta davanti a Bottas per 6 decimi, un bel distacco), Bottas (esordio nelle aspettative per la Cadillac), Verstappen, Sainz e Stroll.

Nella Q2, la Ferrari scende in pista con gomme soft. Hamilton fa un doppio giro di preparazione, mentre Leclerc conclude subito il suo giro lanciato, ma viene battuto dalle Mercedes, Piastri, Hadjar, Norris e Lindblad. La Ferrari è in difficoltà in fase di ricarica della batteria, ma questo problema sembra essere risolto già quando è tempo del secondo tentativo. Leclerc, infatti, sale in 2° posizione alle spalle di Russell, mentre Hamilton è 7°. Un magico Lindblad conquista l’accesso in Q3 alla sua prima qualifica in carriera. È il primo rookie a riuscire nell’impresa in Australia dal 2019, quando a sbalordire tutti era stato un giovanissimo Norris con la McLaren.

Accede alla Q3 anche un super Bortoleto con l’Audi. Purtroppo, però, il brasiliano non prenderà parte alla manche finale a causa di un problema di natura probabilmente elettrica. Escono di scena, invece, le due Haas e le due Alpine. Sono eliminati, infatti, al termine della Q2, Hulkenberg, Bearman, Ocon, Gasly, Albon e Colapinto.

All’inizio della Q3, i meccanici Mercedes dimenticano di rimuovere un soffiatore dalla monoposto di Antonelli. L’italiano scende, quindi, in pista in regime di “unsafe condition” (per il quale il team verrà sanzionato con una multa di €7.500), e perde il pezzo lungo il circuito. Norris prende in pieno il pezzo con la gomma anteriore e lo frantuma in mille detriti. La direzione gara espone quindi bandiera rossa per consentire ai commissari di ripulire la pista. Alla ripartenza, Russell fa segnare il miglior tempo, davanti a Norris, Hadjar, Leclerc, Piastri e Hamilton. Antonelli, invece, dopo un’escursione fuori pista, torna ai box e si prepara per il suo unico tentativo. Anche Lawson e Lindblad scendono in pista per un solo tentativo, mentre i meccanici McLaren verificano che la vettura di Norris non abbia riportato grossi danni. Russell ribadisce la migliore prestazione anche nel secondo tentativo e conquista la prima pole position del 2026. Per il britannico è l’8° pole position in carriera, la prima in Australia: un modo fantastico di cominciare un campionato che lo vedrà sicuramente protagonista. Antonelli, grazie ad un ottimo giro, completa l’intera prima fila Mercedes (la prima da Gran Bretagna 2024, l’84° della storia per il team di Stoccarda). Un magico Hadjar si piazza 3°, battendo con la Red Bull entrambe le Ferrari e le McLaren: un risultato per niente scontato. Seguono Leclerc, Piastri, Norris, Hamilton (Ferrari e McLaren non troppo esaltanti, battute anche dalla Red Bull di Hadjar), Lawson (che alla fine della qualifica si riprende i gradi di capitano all’interno del team), Lindblad (autore comunque di un fantastico esordio) e Bortoleto (che, nonostante tutto, porta l’esordiente Audi in top 10, dimostrando una grande velocità e confermando tutto il suo talento).

GARA.

A causa di un problema elettrico, Hulkenberg non prende parte al Gran Premio. Durante i giri di allineamento in griglia, un altro grande colpo di scena: Piastri perde il controllo della sua McLaren e termina la corsa contro le barriere. L’australiano non prenderà parte al suo Gran Premio di casa.

Scelta gomme: Colapinto, Bottas e Verstappen partono con gomma hard; Alonso e Sainz con gomma soft; tutti gli altri sono su gomma media. Al via, la Ferrari rispetta le aspettative della vigilia: Leclerc passa in testa alla prima curva, portandosi dietro Russell e Hadjar. Male Antonelli, che a causa di un problema in partenza scala in 7° posizione, dietro Norris. Hamilton rimane un po’ imbottigliato nel gruppo, mentre un grande Lindblad si ritrova 4°, e addirittura supera Hadjar. Hamilton, però, li passa entrambi poco dopo, salendo 3°.

Per i primi 10 giri di gara, Russell e Leclerc danno vita a un esaltante duello, tra sorpassi e controsorpassi, grazie all’aiuto del boost e dell’Overtake Mode. Questa battaglia consente a Hamilton e Antonelli (nel frattempo salito 4°) di accodarsi al gruppetto di testa. La Mercedes, però, è superiore alla Ferrari, e al 10° giro Russell passa definitivamente Leclerc. Nel frattempo, Verstappen è già 8° dopo una super rimonta.

All’11° giro, Hadjar è costretto al ritiro per un problema alla Power Unit. La direzione gara attiva il regime di Virtual Safety Car, e la Mercedes ne approfitta subito per effettuare il primo pit stop della corsa con entrambi i piloti, andando su gomme hard. La Ferrari, invece, sceglie di rimanere in pista. Alonso, intanto, si ritira per dei problemi alla sua Aston Martin. Il team britannico utilizzerà questa gara come se fosse un test: il pilota spagnolo, infatti, tornerà in pista più avanti per qualche giro.

Sette giri dopo, la Cadillac di Bottas si ferma in pista, all’ingresso della pit lane. Entra un altro regime di VSC,ma questa volta la pit lane viene chiusa e nessuno può fermarsi ai box. Questo penalizza la Ferrari, che non  può approfittare del regime di sicurezza come aveva fatto la Mercedes. Mentre Verstappen passa Lindblad per la 6° posizione, tra il 26° e il 29° giro le Ferrari sono ai box per la loro unica sosta. Ripartono dalla 3° e 4° posizione, distanti quasi 10 secondi da Russell, e davanti a Norris e Verstappen.

Nell’ultima fase di gara, Bearman lotta con Lindblad, riuscendo a guadagnare la 7° posizione, mentre Bortoleto entra in zona punti superando Ocon. Gasly è in una buona 9° posizione con l’Alpine, prima di subire anche lui l’attacco di Bortoleto. Verstappen tenta un recupero su Norris, lo avvicina ma non ha la velocità per attaccarlo.

Davanti, Antonelli gira più forte di Russell e gli recupera quasi 5 secondi, ma non è sufficiente per portare un attacco. Hamilton, autore di un ultimo stint di gara molto positivo, recupera tutto lo svantaggio su Leclerc e gli arriva in coda sotto la bandiera a scacchi, mancando per un soffio il primo podio con la Ferrari.

George Russell vince così il Gran Premio d’Australia, inaugurando nel migliore dei modi il suo 2026. Per il britannico è l’6° vittoria in carriera, la prima dopo Singapore 2025 e la prima a Melbourne, e per la prima volta in carriera è leader della classifica mondiale piloti. Antonelli completa la 61° doppietta nella storia della Mercedes, la prima da Las Vegas 2024, grazie ad una gara solida, nonostante le difficoltà in partenza. La Mercedes torna a fare doppietta alla prima gara stagionale dopo sette anni: l’ultima, sempre a Melbourne, nel 2019, stagione poi dominata dalle Frecce d’Argento. 

Leclerc conquista il 51° podio della sua carriera, dimostrando tanta velocità da parte sua e di una Ferrari che comincia la stagione da seconda forza netta, con un gran vantaggio su Red Bull e McLaren. Seguono Hamilton, autore della sua gara migliore da quando veste i colori di Maranello, Norris, con una McLaren molto deludente (a quasi un minuto di distacco da Russell), Verstappen, autore di una grande rimonta, un ottimo Bearman, un eccezionale Lindblad, a punti al debutto in Formula 1, Bortoleto, che porta bene a punti la debuttante Audi, e Gasly, che chiude la top 10 con un buon risultato per l’Alpine. Solo Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull hanno tagliato il traguardo a pieni giri. La Cadillac comincia la sua avventura in Formula 1 con un 16° posto firmato da Perez, a tre giri di ritardo dal leader.

I TOP DEL WEEKEND

1. GEORGE RUSSELL

La Mercedes ha rispettato in pieno le aspettative della vigilia, conquistando una doppietta di forza a Melbourne. La W17 è la monoposto migliore della griglia, non solo lato Power Unit, ma anche riguardo la gestione degli pneumatici e la percorrenza in curva.

Il weekend di George Russell è stato perfetto, da 10 e Lode. Mai in discussione la sua leadership, una pole position fantastica e una gara gestita alla grande in tutti i suoi momenti. Bravo a non prendersi rischi eccessivi nella lotta con Leclerc, soprattutto quando la pressione è diventata doppia con il sopraggiungimento di Hamilton.

Una vittoria meritata, con la quale George mantiene i gradi di capitano all’interno del team. Un modo fantastico di cominciare il 2026, che sarà comunque una stagione molto lunga. Probabilmente la Mercedes non ha espresso questo weekend tutto il suo potenziale, anche per non rischiare troppo con l’affidabilità, ed è quindi la favorita d’obbligo anche per i prossimi Gran Premi. Ma attenzione alla Ferrari, che non sembra tanto lontana.

2. ARVID LINDBLAD

Che debutto spettacolare per Arvid Lindblad. E non solo per la gara, ma per l’intero weekend. Sempre in top 10, tranne nella FP3, 9° posto in qualifica, e una gara fantastica, solida, con bei sorpassi, decisi e aggressivi, belle lotte, ottimo ritmo, e soprattutto davanti per tutto il fine settimana al più esperto compagno di squadra Lawson.

Questo ragazzino inglese, diciottenne, unico rookie del 2026, si è rivelato una grande sorpresa. Helmut Marko lo descriveva come l’erede di Verstappen all’interno della famiglia Red Bull, e, nonostante in Formula 2 non avesse brillato, alla prima gara con la Racing Bulls ha dato prova di essere davvero un bel talento. Vedremo ora il suo rendimento e la sua costanza nel corso della stagione.

3. GABRIEL BORTOLETO

Ottimo debutto anche per l’Audi, che sin da subito è stata in grado di lottare per la zona punti, e ciò non era affatto scontato, essendo comunque un nuovo team.

Tra i due piloti ha brillato Gabriel Bortoleto, autore di un ottimo weekend. Bravo in qualifica a raggiungere la Q3, ma allo stesso tempo sfortunato per quel problema elettrico che lo ha relegato alla 10° posizione. In gara ha battagliato bene con Gasly, conquistando la 9° posizione. Non è riuscito a recuperare anche Bearman e Lindblad, ma come inizio di stagione, per lui e per l’Audi, davvero niente male.

I FLOP DEL WEEKEND

1. MCLAREN

Il team Campione del Mondo in carica, che ha dominato il 2025, ha deluso tanto le aspettative in questo primo weekend stagionale. La McLaren è stata la 3° forza in pista, molto distante anche dalla Ferrari. Sicuramente i problemi legati al peso hanno influito, e quindi la situazione migliorerà sicuramente nel corso della stagione, ma incamerare un ritardo di quasi un minuto dalla Mercedes, peraltro con lo stesso motore, non è banale.

La MCL40 si è dimostrata carente nella gestione gomme, che nel 2025 è stato il suo principale punto di forza. L’errore di Piastri prima della partenza, poi, potrebbe essere legato ad un malfunzionamento della parte elettrica della Power Unit. Vedremo se il team di Andrea Stella riuscirà già dalla Cina a risolvere almeno unaparte dei problemi.

2. LIAM LAWSON

Essere messi in ombra da un compagno di squadra debuttante non è mai piacevole. Delusione anche per Liam Lawson in Australia: pochi lampi di velocità, con una Racing Bulls che nelle mani di Lindblad è stata molto più competitiva. Unico momento di luce, la qualifica, dove raggiunge la Q3 e sta davanti al compagno. In gara, però, viene risucchiato dal gruppo, e al traguardo è solo 13°, troppo distante dalla top 10.

3. ASTON MARTIN

Dopo il disastro dei test, le aspettative per l’Australia erano minime, quasi inesistenti, ma vedere il team di Adrian Newey naufragare in questo modo sembra davvero surreale. L’Aston Martin sta vivendo un incubo in questo inizio di stagione, soprattutto a causa di una Power Unit Honda pessima, tanto in termini di performance quanto di affidabilità. Unico lampo del weekend, la qualifica di Alonso, che quasi fa il miracolo e raggiunge la Q2. Per il resto, buio totale, e pochi scenari positivi in vista per i prossimi Gran Premi.

C’è tantissimo lavoro da fare, soprattutto da parte di Honda, e Newey si trova a gestire, probabilmente, una delle crisi peggiori della storia recente della Formula 1, alla sua prima esperienza da Team Principal. Dispiace soprattutto per Alonso, che non può attendere troppo tempo, considerati i suoi quasi 45 anni.

VERSO LA CINA

Con il trionfo Mercedes in Australia, cala il sipario sul tanto atteso weekend d’apertura della nuova era della Formula 1. A Melbourne sono accadute già tantissime cose, e adesso abbiamo un quadro un po’ più chiaro sulla situazione in pista, le forze in campo, i nuovi sistemi di gestione dell’energia elettrica e le varie modalità di gara. La Mercedes, come da pronostico, è stata superiore a tutti, ed è molto probabile che non abbiamo ancora visto tutto il suo potenziale. Ma la rivalità tra Russell e Antonelli è destinata ad accendersi presto, e la Ferrari ha risposto presente al primo appello, pronta a dare battaglia e a redimersi dopo il clamoroso flop del 2025. 

Sarà un campionato eterno, durante il quale ci sarà uno sviluppo tecnico pazzesco, di portata assai maggiore rispetto alle scorse stagioni. Ogni round sarà cruciale per la lotta mondiale, e non bisognerà  mai abbassare la guardia. 

Il viaggio del circus continua subito, già nel prossimo weekend (13-15 marzo), quando saremo sempre in Estremo Oriente. Il Shanghai International Autodrome è pronto ad ospitare la 19° Edizione del Gran Premio di Cina. Il circuito cinese, molto diverso dall’Albert Park di Melbourne, sarà teatro del primo weekend Sprint della stagione, fattore che contribuisce a rendere ancora più incerta la prossima tappa. 

Sarà ancora la Mercedes a dettare legge, o ci troveremo di fronte uno scenario totalmente inatteso? Lo scopriremo soltanto vivendo ogni istante del prossimo weekend, che si preannuncia esaltante, da non perdere per nessun motivo.