Campionato del Mondo di Formula 1 2026: La Situazione alla Vigilia
LA FORMULA 1: UNO SPORT ORIENTATO AL FUTURO
La Formula 1 è sinonimo di evoluzione, innovazione, sviluppo tecnologico. Non è solo uno sport, la massima
categoria del motorsport: è un banco di prova, un laboratorio a cielo aperto, che rappresenta una spinta per
le innovazioni del futuro, non solo in campo sportivo, ma anche nel mondo dell’automotive.
Ogni cambio regolamentare porta con sé un grande fascino: è la spinta verso l’innovazione e il futuro. E quello
del 2026 non fa di certo eccezione. Pensato per il duplice obiettivo di aumentare lo spettacolo in pista e
rendere la Formula 1 uno sport più sostenibile, si presenta come, probabilmente, il cambiamento
regolamentare più grande della storia.
A cambiare non sarà soltanto la componente motoristica, come nel 2014, o quella aerodinamica, come nel
2022: ogni aspetto delle monoposto sarà differente rispetto a quanto siamo abituati a vedere. Ma non solo.
Cambieranno i carburanti, lo stile di guida dei piloti, le strategie di gara, la terminologia utilizzata dagli addetti
ai lavori. Due nuovi team faranno il loro storico esordio nel circus, approfittando proprio di questa rivoluzione
nei regolamenti. Questi due team portano due nomi che hanno fatto la storia dell’automobilismo: Audi e
Cadillac. Inoltre, un nuovo circuito ospiterà il circus, perché, per la prima volta nella storia, la Formula 1 farà
tappa a Madrid.
Insomma, il 2026 si potrebbe definire davvero come un “anno zero”: la Formula 1 cambia drasticamente pelle,
nulla sarà più come prima. E allora, è arrivato il momento di cominciare a prepararci per l’avvio di questa
attesissima stagione.
In questo primo articolo del 2026, si illustrerà la “situazione alla vigilia” del nuovo campionato. Andremo a
vedere le grandi novità che ci aspettano in questa stagione e che contribuiscono alla crescita spasmodica
dell’hype, l’attesa di vedere ancora una volta i nostri eroi, gli eroi del volante, darsi battaglia per la conquista
della gloria.
DOVE ERAVAMO RIMASTI?
Domenica 07 dicembre 2025. Il Yas Marina Circuit ospita la 17° Edizione del Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo
round del Campionato. È una gara speciale, perché segna la fine di un’era. Ma a rendere il tutto ancora più
speciale è il fatto che la lotta per il titolo piloti è ancora completamente aperta. Come non accadeva dal 2010,
sono tre i piloti protagonisti della resa dei conti finale: Lando Norris, Max Verstappen e Oscar Piastri.
Nonostante a vincere la gara sia l’olandese della Red Bull, con un trionfo che corona comunque una stagione
stellare da parte sua e del team, Lando Norris, grazie al 3° posto, si laurea Campione del Mondo di Formula 1
per la prima volta in carriera, con un margine di appena due punti su Verstappen. Oscar Piastri, dei tre, è
l’unico vero sconfitto, ma la sua stagione, soprattutto nella prima parte, è stata estremamente positiva e
concreta.
Nel 2025 la McLaren ha fatto un sol boccone di tutta la concorrenza. Una predominanza tecnica da far paura,
impronosticabile nell’ultimo anno di un regolamento, nel quale tutti attendevano una convergenza
prestazionale tra almeno quattro team. La scuderia di Woking, guidata sapientemente dal Team Principal
Andrea Stella e dal CEO Zak Brown, ha portato ai nastri di partenza del 2025 una vettura, la MCL39,
dominante. Così è stato per tutta la prima metà di stagione, quando Norris e Piastri hanno vinto 11 Gran
Premi su 14, firmando insieme 7 doppiette, e lasciando agli avversari nient’altro che le briciole. Grazie a
questo straordinario dominio, la McLaren ha conquistato il 10° titolo costruttori a Singapore, con 6 gare di
anticipo, eguagliando il proprio record del 1988.
Nella seconda metà di stagione, per via di errori di strategia, errori dei piloti, e della decisione di fermare lo
sviluppo della vettura per concentrarsi sul 2026, la McLaren ha rischiato di perdere un titolo piloti che
sembrava ormai già in cassaforte. La Red Bull, con la sua punta di diamante Max Verstappen, nonostante a
metà campionato apparisse, anche a detta dello stesso team, assolutamente esclusa dalla lotta, non ha mai
smesso di credere nelle proprie capacità. Fiutate le “difficoltà” di una McLaren non più così devastante, ha fatto di tutto per riaprire i conti mondiali. Mentre i papaya sperperavano punti a destra e a manca, Verstappen,
come un martello inanellava vittorie su vittorie, rendendosi protagonista di una rimonta mondiale
impossibile. Una rimonta non portata a compimento, per quei due punticini che sono mancati ad Abu Dhabi,
ma che ha comunque consacrato Max Verstappen nell’olimpo della Formula 1.
Nessuno può dire con certezza se nel 2026 saranno ancora loro, Verstappen, Norris e Piastri, a contendersi il
titolo, o se Mercedes e Ferrari, dopo le delusioni del 2025, riusciranno ad essere della partita. O, ancora, se
qualche altro team sarà in grado di interpretare in modo vincente il nuovo regolamento. Quella del 2026 è
una rivoluzione talmente radicale che tutto può accadere, tutto può essere ribaltato: chiunque,
potenzialmente, può essere protagonista. E allora, non rimane che metterci comodi e attendere l’inizio della
stagione, per scoprire chi sarà il nuovo padrone della Formula 1.
REGOLAMENTO TECNICO: UNA RIVOLUZIONE EPOCALE
La stagione 2025 ha segnato la fine di tre ere tecniche della Formula 1, che in questi anni si sono intersecate
tra loro: l’era del Drag Reduction System, o DRS (2011-2025), l’era delle Power Unit a prevalente
funzionamento a combustione interna (2014-2025) e l’era dell’effetto suolo (2022-2025). Dal 2026 nulla sarà
più come prima. Il regolamento tecnico che debutterà in questa stagione rimarrà in vigore fino al 2029.
Il cuore di questo nuovo regolamento, dal quale poi si sono delineati tutti gli altri cambiamenti, è
rappresentato dalla rivoluzione delle Power Unit. La struttura base dei motori non cambia: come dal 2014, a
spingere le vetture saranno sempre dei motori V6 turbocompressi da 1,6 litri, capaci di generare una potenza
complessiva di circa 1000 cavalli. Ciò che cambia è il modo in cui questa potenza viene prodotta. Nel 2026 si
raggiungerà un equilibrio quasi totale tra la parte termica e la parte elettrica. Più nello specifico, se fino al
2025 il motore a combustione interna forniva 850 cavalli sui 1000 complessivi, ora ne fornisce 540. Tutto ciò
è reso possibile dalla rimozione della componente MGU-H (deputata al recupero dell’energia dai gas di
scarico), e dalla maggiore potenza affidata alla MGU-K (la quale recupera energia cinetica dalla frenata, per
poi trasformarla in energia elettrica e offrire potenza extra al motore). La potenza della MGU-K è, infatti,
triplicata, passando dai 160 cavalli originari ai 470 attuali. Fondamentale ricordare che le Power Unit 2026
saranno alimentate da carburanti 100% sostenibili. Le benzine, dunque, non dovranno più derivare,
nemmeno in minima parte, da componenti fossili, ma solo da materiali biodegradabili o sintetici. Oltre al
motore, dunque, anche il carburante giocherà un ruolo chiave in termini di performance.
Rimanendo sempre in tema Power Unit, un’altra novità di questo regolamento è rappresentata
dall’introduzione del sistema ADUO (di Additional Development and Upgrade Opportunities), pensato per
evitare che tra le Power Unit si creino divergenze di performance troppo grandi da colmare, o quantomeno
da ridurre in tempi brevi (esattamente come accadde con il motore Mercedes del 2014).
Come funzionerà l’ADUO? Ogni 5-6 Gran Premi la FIA misurerà il livello medio di performance di ogni PU.
Verrà stabilito un parametro minimo di performance: chi si troverà al di sotto di questo parametro, avrà diritto
ad alcuni benefici, con l’obiettivo di colmare il gap con gli avversari. I benefici potranno tradursi in: denaro
aggiuntivo per lo sviluppo, maggiorazione delle ore dedicate ai test al banco di prova, e la possibilità di
omologare una nuova Power Unit, qualora ce ne fosse la necessità. Importante sottolineare che l’ADUO non
è paragonabile al BoP (Balance of Performance) presente in categorie come il WEC, in quanto non andrà ad
equiparare le performance, limitando le PU più potenti, ma fornirà semplicemente un aiuto a chi dovrà
recuperare tanto distacco.
Finora sembra tutto chiaro, comprensibile. Tuttavia, c’è un grande “problema”: i motori 2026 sono
inevitabilmente meno potenti dei loro predecessori. Perché va bene che producono ancora oltre 1000 cavalli,
ma la potenza arriva in percentuale maggiore dall’MGU-K, dalla componente elettrica. La potenza elettrica,
tuttavia, non è infinita, prima o poi si esaurisce. E poniamo il caso che si esaurisca in pieno rettilineo: le
monoposto andrebbero in plafonamento, la velocità rimarrebbe costante. Ma questo non è il DNA della
Formula 1.
In soccorso allora ecco che arriva l’aerodinamica attiva, un sistema, simile al DRS, che coinvolge gli alettoni
posteriori e anteriori. Nelle zone del circuito indicate dalla FIA, in ogni giro di prove libere, qualifiche e gara,
le ali delle monoposto si apriranno, in modo da ridurre il drag e impedire alle vetture di non plafonare.Collegata al tema dell’aerodinamica attiva è la funzione “boost”. In qualunque zona del circuito (a differenza
di quanto accadeva con il DRS, che poteva essere azionato esclusivamente), tramite un apposito pulsante, il
pilota potrà incrementare la potenza elettrica della vettura (attingendo da quella accumulata nelle batterie)
per potersi difendere o per poter attaccare un avversario.
Un’ulteriore funzione legata all’incremento della potenza elettrica è l’Overtake Mode. Nei tratti di circuito
indicati dalla FIA, la potenza elettrica delle monoposto verrà incrementata se la distanza dall’avversario sarà
inferiore ad un secondo, come accadeva per il DRS (tale distacco sarà calcolato da un unico detection point
presente nel circuito).
Concludendo con la sezione aerodinamica, è importante ricordare che dal 2026 il fondo vettura tornerà ad
essere piatto, come lo era fino al 2021. Di conseguenza, l’effetto suolo verrà drasticamente ridotto e il fondo
non sarà più la principale fonte di carico aerodinamico, data l’assenza dei canali Venturi. Non sarà, dunque,
più necessario per le monoposto viaggiare il più possibile vicino al suolo, scomparirà il fenomeno del
porpoising e tornerà l’effetto rake, per il quale le monoposto risultano puntate verso il basso nella zona
anteriore, al fine di massimizzare l’efficienza del fondo e del diffusore.
Dal 2026 cambiano, inoltre, anche le dimensioni e il peso delle monoposto. Rispetto al 2025, esse saranno
più corte, più strette e più leggere: tutti cambiamenti pensati per incrementare lo spettacolo in pista. Nello
specifico: il passo della vettura è stato ridotto di 20 cm (da 360 a 340); la larghezza è stata ridotta di 10 cm (da
200 a 190); il peso minimo è inferiore di 30 kg (da 800 a 770); ridotta anche la larghezza degli pneumatici, di
2,5 cm all’anteriore, di 3 cm sul posteriore.
Novità anche nella sfera della sicurezza generale della monoposto. La cella di sopravvivenza del pilota è stata
irrobustita e resa più sicura. Il roll bar deve essere in grado di sopportare il 23% di carico in più rispetto al
2025; inoltre, è stata studiata una nuova struttura d’impatto frontale, ora suddivisa in due moduli. Infine, le
monoposto saranno dotate di un sistema di illuminazione laterale, negli specchietti retrovisori, per garantire
più sicurezza in caso di scarsa visibilità.
REGOLAMENTO SPORTIVO
Anche il regolamento sportivo presenta alcune modifiche, anche se, naturalmente, in quantità nettamente
inferiore rispetto al regolamento tecnico.
Una novità importante, anche in termini di sicurezza, riguarda il cooling vest, il kit di raffreddamento per i
piloti e per le vetture, sistema introdotto lo scorso anno per contrastare le condizioni di caldo estremo. Dal
2026 sarà obbligatorio per tutti i team ogniqualvolta che la FIA dichiarerà lo stato di heat hazard, ovvero
quando la temperatura atmosferica supererà i 31 °C.
Nel 2014 era stato stabilito per mezzo di una norma che ai piloti era proibito cambiare il proprio numero di
gara nel corso della loro carriera. Dal 2026 viene abrogata questa regola: si potrà cambiare il numero in
qualunque momento della carriera, previa approvazione da parte della FIA.
Da questa stagione, la FIA ha imposto ai team il fatto che almeno il 55% della superficie delle monoposto deve
essere ricoperta da una livrea verniciata o adesiva.
Altra novità riguarda l’attività dei commissari di gara. All’occorrenza, verrà istituito un nuovo collegio dei
commissari, deputato a prendere decisioni urgenti per le quali non si può attendere il Gran Premio successivo.
Dal 2026 la Mercedes tornerà ad essere fornitrice unica della Safety Car e della Medical Car, come fino al
2020. Dal 2021 al 2025, infatti, aveva condiviso questo compito con l’Aston Martin.
IL CALENDARIO
Come nel 2025.
Nel 2026, i weekend di gara che ci accompagneranno nel viaggio della Formula 1 intorno al globo saranno 24,Il campionato vedrà la sua alba in Australia, ma rispetto allo scorso anno, comincerà con una settimana di
anticipo, nel weekend del 06-08 marzo. Il viaggio in Oriente continuerà con la Cina e il Giappone, per poi
lasciare spazio agli appuntamenti mediorientali di Bahrain e Arabia Saudita. Una grande novità è lo
spostamento del Gran Premio del Canada da metà giugno a fine maggio: l’evento di Montréal sarà, così, la
tappa successiva a quella di Miami (due settimane dopo, nel weekend del 22-24 maggio), creando una
parentesi di due gare nelle Americhe prima dell’inizio della stagione europea. L’orario di partenza del Gran
Premio del Canada è stato posticipato di due ore (dalle 14 alle 16 locali), per via della concomitanza con la
110° Edizione della 500 Miglia di Indianapolis.
La stagione europea sarà, in questo modo, un blocco unico: comincerà nel weekend del 05-07 giugno con il
Gran Premio di Monaco, per terminare a metà settembre (11-13) con il Gran Premio di Spagna a Madrid, la
grande novità della prossima stagione, in scena sul nuovissimo Madring, circuito cittadino al debutto in
calendario. La Spagna sarà protagonista anche a giugno (12-14), con l’evento di Barcellona. Al contrario della
Spagna, che godrà di un doppio appuntamento (l’ultima volta era accaduto nel 2012, con Barcellona e
Valencia), l’Italia rimane con un solo evento nel suo territorio: la Formula 1, infatti, non farà più tappa ad
Imola, mentre sarà a Monza nel weekend del 04-06 settembre in occasione del Gran Premio d’Italia. Durante
la stagione europea, ci sarà anche la pausa estiva, tra il Gran Premio d’Ungheria (24-26 luglio) e il Gran Premio
d’Olanda (21-23 agosto), il quale sarà alla sua ultima apparizione in calendario.
Una breve trasferta asiatica, composta da Azerbaijan e Singapore, sarà lo spartiacque tra la stagione europea
e quella americana. Quest’ultima sarà formata da quattro weekend: si comincerà con il Gran Premio degli
Stati Uniti d’America, in Texas, nel weekend del 23-25 ottobre, per terminare quasi un mese dopo con il Gran
Premio di Las Vegas (19-21 novembre); tra i due si inseriranno gli eventi del Messico e del Brasile. La stagione
si concluderà, come ormai da tradizione, in Medio Oriente, con il Gran Premio del Qatar (27-29 novembre) e
il Gran Premio di Abu Dhabi, in programma nel weekend del 04-06 dicembre.
Quest’anno, su richiesta dei promotori dell’evento, il programma del Gran Premio d’Azerbaijan (inizialmente
previsto per il weekend del 25-27 settembre) verrà anticipato tutto di una giornata: le prove libere si terranno
il giovedì, le qualifiche il venerdì e la gara il sabato. Questo per evitare la concomitanza con il Giorno della
Memoria, che si celebra dal 2021 il 27 settembre di ogni anno per ricordare i caduti della Seconda Guerra del
Karabakh (o guerra dei 44 giorni).
Nel mese di gennaio 2026, la Formula 1 ha annunciato il suo ritorno in Portogallo per le stagioni 2027 e 2028.
L’Autòdromo Internacional do Algarve di Portimao aveva già ospitato il circus nel 2020 e nel 2021, durante
l’emergenza Covid.
LE SPRINT
Saranno sempre sei i weekend che ospiteranno il format della gara breve (rimasto invariato rispetto al 2025),
come ormai dal 2023, ma per quanto riguarda i Gran Premi interessati ci sono delle grandi novità, oltre che
alcune conferme e dei piacevoli ritorni al passato.
La Sprint caratterizzerà i weekend di Cina, Miami, Canada, Gran Bretagna, Olanda e Singapore.
Il ritorno al passato è rappresentato, quindi, dalla Gran Bretagna: Silverstone è stata teatro della prima Sprint
nella storia della Formula 1, nel 2021; si era trattato di un fine settimana molto speciale, considerando che
Silverstone è stata la culla di questo sport, ospitando il primo Gran Premio del 1950.
Cina e Miami sono, invece, delle conferme: a Shanghai la Sprint si corre dal 2024, e sarà quindi il terzo anno
consecutivo; a Miami si disputa dal 2023, e la gara breve della Florida è stata riconfermata per il quarto anno
consecutivo.
Rappresentano delle novità assolute nel calendario Sprint il Canada, l’Olanda e Singapore: in questi circuiti la
gara breve non si è mai corsa. Se il Circuit Gilles Villeneuve di Montréal, per il suo layout, è sicuramente adattoper questo tipo di eventi, la scelta di Olanda e Singapore può far storcere il naso a qualcuno, considerando la
tortuosità di questi circuiti, soprattutto Zandvoort, dove i sorpassi sono un po’ complicati.
Per quanto riguarda l’Olanda, la scelta è stata sicuramente influenzata dal fatto che quella del 2026 sarà
l’ultima presenza della Formula 1 a Zandvoort e, anche per una questione economica, più il weekend è ricco
di eventi meglio è. La Sprint a Singapore, invece, potrebbe regalare tanto spettacolo, grazie alle recenti
modifiche al layout del circuito, e grazie anche al fatto che le sessioni di qualifica a Marina Bay sono sempre
esaltanti.
Guardando il calendario Sprint 2026, fa sicuramente notizia l’assenza della tappa del Brasile. Fin dal 2021,
anno dell’introduzione del format, l’Autòdromo José Carlos Pace di Interlagos ha ospitato ogni anno la gara
breve; questo circuito è infatti, probabilmente, il più adatto per l’evento Sprint, in quanto, grazie alla sua
conformazione, ha sempre regalato corse spettacolari.
I TEAM DEL 2026: AUDI E CADILLAC ALL’ESORDIO ASSOLUTO IN FORMULA 1
Tra le motivazioni che hanno spinto FIA e Formula 1 ad un cambio regolamentare così importante ce n’è una
che non abbiamo citato nell’introduzione di questo articolo: la volontà di attrarre nuovi team all’ingresso nel
circus.
L’ultima volta era accaduto nel 2016, con il debutto assoluto del team statunitense Haas. Dieci anni dopo, la
Formula 1 torna ad accogliere nuove realtà all’interno della sua grande famiglia, e stiamo parlando di due
nomi che hanno fatto la storia dell’automobilismo: Audi e Cadillac. Nel 2026, quindi, torneremo ad avere 11
team e 22 piloti in griglia, come non accadeva proprio dal 2016.
Audi entra in Formula 1 dopo aver acquisito al 100% il team Sauber. Ciò significa che non sarà un 11° team in
griglia, ma prenderà semplicemente il posto del team svizzero. La sfida che attende Audi nel 2026 e negli anni
successivi è duplice e molto ambiziosa: la casa tedesca non entrerà nel circus soltanto come costruttore, ma
anche come motorista. L’apparato gestionale di Audi è dislocato in tre sedi: una in Germania, a Ingolstadt,
che sarà specializzata nello sviluppo motoristico; una in Gran Bretagna, dedicata alla parte aerodinamica; una
in Svizzera, a Hinwil, ereditata da Sauber, focalizzata sulla logistica del team. Si tratta di un progetto,
inevitabilmente, a lungo termine: il team, capitanato dal presidente Gernot Dollner, dal Team Principal
Jonathan Wheatley e dal direttore tecnico Mattia Binotto, ha dichiarato che l’obiettivo è quello di arrivare a
competere per i titoli mondiali dal 2030. La line-up piloti sarà costituita, come nel 2025, dal tedesco Nico
Hulkenberg, che correrà la sua 13° stagione completa in carriera (per la prima volta con un team tedesco), e
dal brasiliano Gabriel Bortoleto, alla sua 2° stagione in carriera, dopo il suo buon debutto nel 2025.
Progetto non meno ambizioso è quello di General Motors, che, a differenza di Audi, entra nel circus, con il
marchio Cadillac, proprio come squadra a sé stante. Sarà, infatti, l’11° team in griglia, al suo debutto assoluto
in Formula 1. Cadillac esordirà sotto la direzione del Team Principal britannico Graeme Lowdon. Anche in
questo caso, la gestione del team è suddivisa in più sedi: una a Fisher, sobborgo di Indianapolis, nello Stato
dell’Indiana, e una a Silverstone, in Gran Bretagna. Cadillac fa il suo esordio assoluto in Formula 1 come
costruttore: l’obiettivo di GM è quello di produrre anche la Power Unit in proprio dal 2028-2029. Infatti, per i
primi anni di vita del team, Cadillac sarà cliente di Ferrari. La line-up piloti sarà costituita da Sergio Perez e
Valtteri Bottas, entrambi al rientro nel circus dopo una stagione di inattività. Il messicano si appresta ad
affrontare la sua 15° stagione in carriera; per il finlandese sarà, invece, la 13°. Nell’organigramma della Cadillac
compare anche Guanyu Zhou. Il giovane cinese, infatti, ha lasciato il suo ruolo di terzo pilota Ferrari per unirsi
al progetto del team americano, sempre nel ruolo di test driver.
Mai come in questo 2026 il motore sarà un elemento della vettura determinante al fine della performance in
pista. Motore e carburante, e la loro sinergia, saranno la chiave del successo. E allora, è importante conoscere
coloro che produrranno e offriranno le loro Power Unit. Dal 2026, i motoristi della Formula 1 saranno cinque:
Mercedes, Ferrari, Red Bull Powertrains (in collaborazione con Ford), Honda e Audi.Abbiamo già parlato di Audi: l’unico team motorizzato Audi sarà, per l’appunto, l’Audi. Il motore tedesco sarà
alimentato dal carburante “bp” (British Petroleum). Anche Honda fornirà un solo team: l’Aston Martin. La
casa giapponese torna ufficialmente in Formula 1 dopo quattro stagioni di assenza, con un motore alimentato
dal carburante Aramco. L’Aston Martin è uno dei team più attesi di questa stagione: la monoposto che
vedremo in pista sarà la prima progettata da Adrian Newey (considerato, a buon diritto, un luminare della
tecnica della Formula 1), Honda arriva da un periodo di grandi successi durante la collaborazione con Red
Bull, e vedrà al volante uno dei piloti più forti degli ultimi decenni, Fernando Alonso, che si appresta ad
affrontare la sua 23° stagione in carriera.
Il 2026 rappresenta un anno di svolta anche per la Red Bull, che diventa a tutti gli effetti un motorista, senza
più il supporto di Honda. Realizzato in collaborazione con Ford, che tornerà in Formula 1 dopo 22 anni di
assenza (particolare il fatto che nel 2004, ultimo anno di Ford come motorista, la casa americana forniva i
motori alla Jaguar, che sarebbe poi diventata Red Bull dal 2005), il motore di Red Bull Powertrains sarà
equipaggiato da Red Bull e Racing Bulls. Ad alimentare il motore austriaco sarà il carburante ExxonMobil.
Il motore Ferrari, alimentato dal carburante Shell, sarà montato da Ferrari, Haas e Cadillac. Mercedes, invece,
sarà il motorista con più clienti in assoluto. Alimentato dal carburante Petronas, sarà montato da ben quattro
team: Mercedes, McLaren, Williams e Alpine. Per l’Alpine sarà, di fatto, la prima stagione come team cliente:
fino al 2025, a spingere la monoposto francese erano i motori Renault.
Ad inizio 2026 è stato annunciato che Toyota Gazoo Racing è il nuovo title sponsor della Haas. Ricordiamo che
dal 2025 sussiste anche una partnership tecnica tra queste due realtà.
I PILOTI DEL 2026: NOVITÀ E MERCATO IN MOVIMENTO
Riguardo alla rosa dei piloti del 2026, oltre al ritorno di Perez e Bottas con Cadillac, ci sono altre due novità
da registrare, che riguardano la famiglia Red Bull. Yuki Tsunoda ha perso il sedile da titolare in Red Bull, dopo
un 2025 complicato, ed è stato retrocesso al ruolo di terzo pilota, di Red Bull e di Racing Bulls. Al fianco del
confermatissimo Max Verstappen, pronto ad affrontare la sua 12° stagione in carriera (11° in Red Bull), sul
secondo sedile del top team austriaco è stato promosso Isack Hadjar, che ha esordito in Formula 1 nel 2025
in modo splendido. Il posto lasciato vacante da Hadjar in Racing Bulls verrà occupato dall’unico rookie del
2026, il britannico Arvid Lindblad, proveniente dalla Formula 2, che farà coppia con il confermato Liam
Lawson.
L’andamento della stagione 2026 a livello di performance dei team sarà fondamentale per il mercato piloti
dei prossimi anni, e potrebbe dare avvio a una vera e propria rivoluzione in questo senso. Questo perché tutti
i piloti attenderanno le prime gare della stagione per capire le prospettive di successo o meno del proprio
team e, sulla base di ciò, prendere una decisione sul proprio futuro. Alcuni contratti sono già in scadenza al
termine del 2026: quello di Isack Hadjar, con la Red Bull; quello dei due piloti Mercedes, George Russell e
Andrea Kimi Antonelli; quello dei due piloti Haas, Esteban Ocon e Oliver Bearman; quello di Carlos Sainz, con
la Williams; quello dei due piloti Racing Bulls, Liam Lawson e Arvid Lindblad; quello di Fernando Alonso, con
l’Aston Martin; quello di Franco Colapinto, con l’Alpine. A questo è da aggiungere che Lewis Hamilton, nel
2024, aveva firmato un contratto con la Ferrari, con inizio nel 2025 del tipo 2+1: ciò significa che, al termine
del 2026, il britannico sarà libero di sciogliere il contratto con Maranello senza dover pagare delle penali.
Hamilton, tra l’altro, si appresta ad affrontare la 20° stagione della sua carriera in Formula 1, lui che ha
esordito nel 2007 con la McLaren.
A metà gennaio la Ferrari ha annunciato che Riccardo Adami non sarà più l’ingegnere di pista di Lewis
Hamilton. Durante la complicata stagione 2025, non c’è stato mai un gran feeling tra i due (non per incapacità
di uno o dell’altro, quanto proprio per una mancanza di sintonia), ed è stato proprio il pilota britannico a
chiedere la fine di questo rapporto. Adami, quindi, dopo una lunga carriera come ingegnere di pista, durata
20 stagioni, lascia questo ruolo, e viene promosso dalla Ferrari come Driver Academy and Test Previous Cars
Manager: sarà quindi impegnato sia nella crescita dei giovani talenti della Ferrari Driver Academy, sia in alcune
attività legate allo sviluppo della monoposto, come i test TPC. Non si sa ancora, almeno nel momento in cuisto scrivendo (25 gennaio), chi sarà il nuovo Race Engineer di Lewis Hamilton: probabilmente verrà nominato
dopo i test di Barcellona, durante i quali Carlo Santi assumerà ad interim il ruolo di ingegnere di pista del
campione inglese.
Dieci sono, invece, i piloti che, da contratto, dovrebbero mantenere il loro sedile sicuramente anche oltre il
2026: i due piloti McLaren, Oscar Piastri e il Campione del Mondo in carica Lando Norris; Max Verstappen,
legato alla Red Bull fino al 2028; Charles Leclerc, legato alla Ferrari sicuramente fino al 2027, con un’opzione
di rinnovo biennale; Pierre Gasly, che rimarrà in Alpine fino al 2028; Lance Stroll, per ovvi motivi (essendo
figlio del proprietario del team, Lawrence Stroll) legato con un contratto a scadenza indefinita con l’Aston
Martin; Alexander Albon, con la Williams; i due piloti Audi, Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto; i due piloti
Cadillac, Valtteri Bottas e Sergio Perez.
Come ben sappiamo, tuttavia, i contratti di Formula 1, molto spesso, sono fatti di “carta straccia”, per così
dire, nel senso che non è poi così complicato per i piloti e i team concluderli anticipatamente. Per questo
saranno importanti le prime gare del 2026: piloti come Verstappen e Leclerc, pur avendo tra le mani dei
contratti pluriennali, potrebbero decidere di cambiare squadra dopo tantissime stagioni di convivenza con lo
stesso team. Questo discorso vale soprattutto per Leclerc: il monegasco si appresta ad affrontare l’8° stagione
con la Ferrari e, se nel 2026 la monoposto dovesse rappresentare l’ennesimo flop, non ci sarebbe da stupirsi
in caso di un suo addio anticipato al Cavallino Rampante.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Siamo arrivati alla conclusione di questa iniziale panoramica generale sulla stagione 2026 di Formula 1.
Tantissime le novità e le informazioni che addetti ai lavori e appassionati dovranno assimilare e far proprie,
per poter vivere al meglio questo attesissimo campionato.
Proprio per la complessità dei nuovi regolamenti, i team necessitano di tempo per preparare la stagione. Per
questo motivo, la FIA ha concesso alle squadre tre sezioni di test prestagionali, cosa che non accadeva da
tanto tempo.
La prima sessione di test andrà in scena sul Circuit de Barcelona-Catalunya di Montmelò dal 26 al 30 gennaio.
Per volontà degli stessi team, questi test saranno a porte chiuse: è chiaro che qualche informazione e
immagine trapelerà ugualmente, ma nessuna emittente televisiva potrà trasmettere i test spagnoli sui propri
canali. Delle 5 giornate di test disponibili, ogni team ne dovrà scegliere 3 da utilizzare per l’attività in pista (il
test si sviluppa in 5 giorni per offrire una maggiore copertura in caso di condizioni meteorologiche avverse)
Inoltre, le monoposto che verranno utilizzate saranno dotate di una configurazione aerodinamica non
definitiva: l’obiettivo di quasi tutti i team sarà esclusivamente quello di verificare il corretto funzionamento
delle nuove Power Unit e risolvere i primi eventuali problemi di affidabilità. A Barcellona sarà assente la
Williams: il team di Grove non parteciperà ai primi test della stagione perché ha avuto dei contrattempi nel
superamento dei crash test.
Tanto è vero che solo alcuni team (Red Bull, Racing Bulls, Audi, Haas, Mercedes, Ferrari e Alpine) hanno
presentato la livrea ufficiale della monoposto prima dei test di Barcellona. Gli altri team presenteranno la loro
vettura solo successivamente, nelle settimane che precederanno la seconda sessione di test.
Seconda sessione di pre-season test che andrà in scena dall’11 al 13 febbraio sul Bahrain International Circuit
di Sakhir, e che precederà di una settimana la terza e ultima sessione di test, prevista sempre a Sakhir dal 18
al 20 febbraio.
In Bahrain, soprattutto con l’ultima sessione di test, si cominceranno a prendere in considerazione i primi
riscontri di performance, anche perché a quel punto le monoposto saranno in pista quasi totalmente nella
loro veste definitiva. Ma saranno tempi e risultati da prendere ancora con le pinze, perché molti si
nasconderanno, o non saranno ancora al 100% della forma.
Arriverà un momento, però, in cui i giochi finiranno e si farà, finalmente, dannatamente sul serio. E quel
momento, da segnare bene in calendario, è il weekend del 06-08 marzo. In quel fine settimana, che
attendiamo con entusiasmo da mesi, l’Albert Park di Melbourne ospiterà la 40° Edizione del Gran Premio
d’Australia, il primo round di un lungo viaggio. Nel pomeriggio australiano, all’alba europea, si spegneranno i
primi semafori del Campionato del Mondo di Formula 1 2026, un campionato che promette tanto spettacolo
e tante sorprese, alla scoperta del nuovo padrone della Formula 1.