/assets/blog/bilancio-di-fine-stagione-top-e-flop-2025/copertina.png

Bilancio di fine stagione: Top a Flop 2025

Di Giovanni Nulchis

INTRODUZIONE

Un campionato a due facce contrapposte. Da un lato, un dominio assoluto in classifica costruttori; dall’altro, una battaglia epica a tre per la conquista del titolo piloti, durata fino all’ultimo weekend di gara.

Il Campionato del Mondo di Formula 1 2025 non ha rispettato le attese della vigilia, che davano quasi per certa una sfida serrata tra i quattro top team, ma ha saputo comunque come tenerci incollati al televisore fino all’ultima bandiera a scacchi, giocando con le nostre emozioni, facendoci entrare in empatia con i protagonisti, dando spazio a opinioni diverse, giudizi diversi, rendendo una stagione potenzialmente noiosa una delle più avvincenti della storia.

La McLaren, capitanata da Andrea Stella e Zak Brown, ha portato ai nastri di partenza del 2025 una monoposto stellare, che ha spiazzato tutti gli avversari. 

La MCL39, grazie anche ad una coppia di piloti molto forti, composta da Lando Norris e Oscar Piastri, ha dominato tutta la prima parte di stagione, a suon di doppiette, battendo record su record, mettendo da subito in cassaforte il 10° titolo costruttori della sua storia. Nella seconda metà della stagione, invece, la musica è un po’ cambiata. Il team di Woking, considerato il vantaggio fotonico nelle due classifiche mondiali, ha interrotto lo sviluppo della vettura, per concentrarsi totalmente sulla rivoluzione 2026. La MCL39 è stata sempre e comunque la monoposto da battere, ma Norris e Piastri hanno dovuto fare i conti con un avversario agguerrito, che non ha mai smesso di credere nelle proprie possibilità di rientrare in lotta: la Red Bull. Il team di Milton Keynes, che non ha vissuto una stagione semplice, con l’addio di Christian Horner, nelle mani di Laurent Mekies è rinato. Con una monoposto tornata competitiva, quasi a livello della McLaren, Max Verstappen è stato in grado di riaprire un mondiale che sembrava ormai perso. La seconda metà di stagione dell’olandese è stata stellare e, aiutato anche da una McLaren che ha sprecato tanti punti, ha recuperato ben 102 punti sul leader del mondiale.

Si è arrivati, così, all’ultima gara ad Abu Dhabi con tre piloti ancora in corsa per il titolo, come non accadeva dal 2010. Un finale di stagione epico, un finale perfetto per una stagione spettacolare. Nella notte di Yas Marina ha avuto ragione Norris, Campione del Mondo per la prima volta in carriera. Una vittoria mondiale meritatissima, per un pilota che ha saputo mettersi in discussione, ha imparato dai propri errori e ha realizzato il suo più grande sogno. La vittoria di Norris nulla toglie, naturalmente, alla clamorosa rimonta di Verstappen, non riuscita per soli due punti. Max ha dimostrato ancora una volta di essere il pilota più completo, più forte di questa era della Formula 1. Piastri esce da questo 2025 come unico vero sconfitto, ma la sua stagione è stata comunque stellare, considerata la sua poca esperienza rispetto ai diretti avversari. Oscar è stato devastante nella prima metà di stagione, quando ha ottenuto sette vittorie; nella seconda, come era accaduto nel 2024, si è un po’ perso, non è riuscito a mantenere il livello di performance delle prime gare, e da grande favorito alla conquista del titolo è diventato quello con le chance più basse, terminando la stagione in 3° posizione. Il suo talento, però, è indubbio, e nel 2026, se la McLaren sarà ancora il riferimento per tutti, avrà la grande opportunità di prendersi una bella rivincita.

In classifica costruttori, la McLaren ha fatto letteralmente il vuoto. Gli altri tre top team, Mercedes, Red Bull e Ferrari, non sono mai state in grado di contendere il campionato al team papaya, incassando un ritardo fotonico in termini di punti.

La migliore di queste tre squadre è stata la Mercedes, 2° tra i costruttori a fine stagione, grazie ad una coppia di piloti molto solida, formata da George Russell e dal rookie Andrea Kimi Antonelli, e grazie ad alcuni weekend in cui, per caratteristiche di pista e ambientali, è risultata la prima forza in campo.

La Red Bull ha potuto contare soltanto su Verstappen in termini di punti, dato che prima Liam Lawson e poi Yuki Tsunoda sono stati colpiti entrambi dalla “maledizione del secondo sedile” e hanno contributo in minima parte, quasi inesistente, alla raccolta di punti da parte del team. Nonostante questo, però, la Red Bull è riuscita comunque a vincere la sfida con la Ferrari.

Una Ferrari che ha totalmente fallito in questo 2025, disattendendo pesantemente le aspettative create dallo stesso team in inverno, a causa di un progetto sbagliato, a cui si è cercato di rimediare nel corso della stagione, ma senza successo. Il grande arrivo di Lewis Hamilton a Maranello si è trasformato in un incubo, a causa di un feeling mai trovato con una vettura spesso inguidabile, e comunque sempre troppo lenta. Charles Leclerc èrimasta l’unica stella in casa Ferrari, capace di ottenere sette podi ed altri risultati giustificabili soltanto dall’immenso talento di questo ragazzo. Una stella che, però, la Ferrari rischia di farsi sfuggire presto.

La Williams vince con ampio vantaggio il campionato del centro gruppo, grazie ad una monoposto fantastica, che non ha ricevuto grossi aggiornamenti nel corso della stagione, se non quelli già programmati ad inizio anno. Segno che il lavoro svolto dagli ingegneri di Grove è stato davvero di altissima qualità. Ottima stagione anche per la Racing Bulls, che porta a casa il miglior risultato della sua storia: la 6° posizione. Un’Aston Martin mai brillante chiude la stagione in 7° posizione, davanti ad una Haas, come sempre, troppo in altalena, una Sauber sorprendente a tratti, ma un po’ deludente nel finale, e ad una disastrosa Alpine, che saluta i motori Renault con una delle più deludenti stagioni della sua storia in Formula 1.

Benvenuti al bilancio di fine stagione del Campionato del Mondo di Formula 1 2025, stagione che sancisce la fine di tre ere della Formula 1, che in questi anni si sono intrecciate tra loro: l’era del Drag Reduction System (2011-2025), l’era delle Power Unit con prevalenza di componenti termiche (2014-2025) e l’era dell’effetto suolo (2022-2025), che era stato reintrodotto in Formula 1 dopo un’assenza di quarant’anni.

In questo articolo prenderemo in esame ciascuno dei 10 team protagonisti del mondiale, valutando il suo rendimento nel corso dell’anno con un giudizio positivo o negativo (top/flop). Stesso metodo di giudizio riguarderà i piloti del team in questione.

Alcune premesse sono doverose. Le analisi e le considerazioni che seguiranno sono assolutamente personali ma oggettive. Quando necessario, prenderò in considerazione, oltre alla stagione attuale, anche quella precedente (o le due precedenti), in modo da fare un commento più completo, tenendo conto del percorso che ha portato i team ai risultati di fine 2025. Detto questo, possiamo cominciare!

PARTE I - L’ALTA CLASSIFICA

MCLAREN - 833 punti. Classifica piloti: Norris 1°, Piastri 3°. TOP

1. IL TEAM

Nel 2025, la McLaren è stata semplicemente spaventosa: dominare una stagione all’ultimo anno di regolamento tecnico è qualcosa di incredibile e, sebbene il team di Woking alla vigilia del mondiale fosse dato da tutti come favorito, dopo la conquista del campionato costruttori nel 2024, credo che nessuno si aspettasse una tale predominanza di performance.

La prima metà della stagione è stata devastante: 11 vittorie in 13 Gran Premi, di cui 7 doppiette (che sarebbero state anche di più, se non fosse stato, ad esempio, per la pioggia in Australia, o per un Verstappen versione “guida turistica” in Giappone). Numeri da capogiro, che riportano alla mente la vettura MP4/4, che con Senna e Prost dominò la stagione 1988.

Messo in cassaforte il 10° titolo costruttori a Singapore, la McLaren ha scelto di fermare lo sviluppo della MCL39, per concentrarsi maggiormente sul 2026. Per questo la seconda parte di stagione non è stata così dominante come la prima e, anche a causa di una gestione dei due piloti fondata sull’etica delle “papaya rules”, a Woking hanno rischiato seriamente di perdere un titolo piloti già vinto.

Tra errori di strategia, come in Qatar, il weekend deludente di Baku, la squalifica di Las Vegas e alcuni incidenti, la McLaren ha sprecato una quantità di punti impressionante, favorendo la clamorosa rimonta della Red Bull, con Verstappen che ha perso il titolo ad Abu Dhabi per soli 2 punti. Chi vince ha sempre ragione, certo, ma la McLaren ha rischiato davvero di fare una figuraccia colossale, cadendo nella trappola delle sue stesse “papaya rules”.

I PILOTI - Norris TOP, Piastri TOP

Lando Norris è il nuovo Campione del Mondo di Formula 1, e già questo basta per valutare la sua stagionecon un bel TOP. La prima metà del campionato, in realtà, è stata un po’ deludente da parte di Lando, che ha sofferto la forza e la velocità del compagno di squadra Piastri, anche commettendo degli errori gravi come in Canada. Nelle prime 13 gare, Norris ha conquistato 5 vittorie, contro le 7 di Piastri, ma, tranne forse quella di Silverstone, arrivata per la penalità di Piastri, le altre sono state tutte stra-meritate; specialmente, direi, quella in Australia e quella a Monaco. Dopo il ritiro in Olanda per un problema tecnico, Norris sembrava ormai fuori dai giochi per il mondiale, ed è proprio in quel momento che nella sua testa qualcosa ha “switchato”. Forse dando per perso il titolo, Lando ha cominciato ad affrontare il campionato gara per gara, senza pensare alla classifica. E questo approccio ha funzionato alla grande. Aiutato anche dalla stessa McLaren, e anche dalla debacle di Piastri, Norris ha superato le sue debolezze e, nelle ultime gare, è stato semplicemente perfetto. A causa di due giganteschi errori da parte del team a Las Vegas e in Qatar, non ha avuto la possibilità di chiudere il mondiale in Qatar, ma non è mancato all’appello ad Abu Dhabi, dove è stato autore di una gara solida, attenta ma anche aggressiva, che gli ha regalato il primo titolo mondiale della sua carriera.

La stagione di Oscar Piastri ha seguito un percorso inverso rispetto a quella di Norris. Eccellente nella prima metà, durante la quale ha stupito tutti dimostrando tanta velocità, tanta lucidità e tanta freddezza. Ci sono stati dei momenti non al top, come la partenza di Imola, il tentativo di sorpasso a Norris in Austria o il brutto errore in Gran Bretagna, ma le sette vittorie da lui conquistate sono state sufficienti a far sì che diventasse il favorito d’obbligo per la corsa al titolo. Poi, però, c’è stato l’ordine di squadra di Monza, che lo ha privato di un 2° posto sicuro, e da quel momento Oscar non è stato più lo stesso. A Baku ha vissuto il weekend peggiore della sua stagione, e nelle quattro gare successive non è salito più sul podio, risultando stranamente lento, non in fiducia con la sua monoposto. Gravi anche gli incidenti nelle Sprint del Texas e del Brasile, dove ha continuato a perdere punti importanti in ottica mondiale. In Messico ha perso la leadership della classifica mondiale dopo 15 Gran Premi, e il ritorno alle prestazioni top delle prime gare in Qatar e Abu Dhabi non è stato sufficiente per conquistare il suo primo titolo mondiale in carriera (nella storia, un pilota non aveva mai perso il mondiale dopo essere stato leader della classifica per 15 Gran Premi consecutivi). La sua stagione nel complessivo è comunque da TOP, considerata la velocità dimostrata e il fatto di aver tenuto il mondiale aperto fino all’ultima gara, nonostante la sua poca esperienza rispetto a Norris e Verstappen.

2. MERCEDES - 469 punti. Classifica piloti: Russell 4°, Antonelli 7°. FLOP

IL TEAM

Quasi 400 punti di svantaggio dai Campioni del Mondo Costruttori sono troppi per un team che si chiama Mercedes e che, dopo aver dominato la prima parte dell’era Power Unit (2014-2021), non è stata mai della partita durante l’era dell’effetto suolo, battuta da una monoposto che monta il suo stesso motore.

La 2° posizione in classifica costruttori è indice di una stagione non totalmente negativa, certo, ma è importante considerare il fatto che Red Bull e Ferrari, per motivi diversi, non sono stati dei veri contendenti per il ruolo di vicecampione.

Il team di Stoccarda ha vissuto una prima parte di stagione positiva, nella quale è stata costantemente seconda forza, una seconda parte molto negativa, se non per il weekend trionfale del Canada, e una terza parte in ripresa, che ha avuto il suo momento top nella vittoria a Singapore.

Insomma, un campionato senza infamia e senza lode per la Mercedes, che eguaglia il risultato del 2023 come miglior piazzamento ottenuto in questi ultimi quattro anni. Due vittorie, entrambe con Russell, 11 podi, 3 anche con Antonelli, ma anche alcuni weekend di sofferenza, come Monaco e Abu Dhabi, che rendono poco brillante questo 2025. Vedremo se con la rivoluzione del 2026 la Mercedes tornerà a lottare per la gloria.

I PILOTI - Russell TOP, Antonelli TOP

Ormai conosciamo George Russell, uno dei talenti più cristallini di questi ultimi anni. Tranne alcuni weekend in cui non ha dato il massimo a livello di performance, come Messico e Qatar, George ha sempre saputo trarre il massimo potenziale della sua Mercedes, anche nel periodo di crisi del team, conquistando un totale di nove podi. 

Grandiose le sue due vittorie in Canada e Singapore. C’è da dire, però, che, quando Antonelli è tornato ad esprimere tanta velocità verso le ultime gare, Russell ha sofferto un po’ di pressione. La sua stagione, comunque, come è naturale che sia, è stata di gran lunga superiore rispetto a quella di Antonelli.

Andrea Kimi Antonelli era uno dei rookie più attesi di inizio stagione, ingaggiato da un top team già al suo primo anno in carriera, proprio come il suo predecessore Hamilton. Complicato valutare il suo campionato, perché è stato un continuo sali-scendi di prestazioni. Spettacolare il suo esordio in Australia sotto la pioggia, e ottima la sua prima parte di stagione, con la perla della pole position nella Sprint di Miami. Poi, un periodo totalmente buio, a causa di un aggiornamento sbagliato da parte del team, in cui l’unica luce è stato il primo podio in carriera a Montréal. Da Imola a Zandvoort, fatta eccezione per Montréal, dove ha conquistato il suo primo podio in carriera, zero punti per Kimi, più che altro per assenza di passo, ma anche per alcuni gravi errori, come in Olanda. 

Nelle ultime gare è tornato a vita, perché a cominciato a pretendere dal team degli assetti che si adattassero al suo stile di guida. Le super prestazioni ottenute in Brasile e a Las Vegas, dove ha conquistato altri due podi, hanno dato valore al suo grande talento, che speriamo possa definitivamente sbocciare nel 2026.

3. RED BULL - 451 punti. Classifica piloti: Verstappen 2°, Tsunoda 17°. TOP

IL TEAM

Cominciamo subito con una notizia bomba. Martedì 09 dicembre 2025 è stato annunciato il divorzio tra Helmut Marko e la Red Bull. Per oltre 20 anni, Marko ha svolto il ruolo di consulente all’interno del team, braccio destro di Christian Horner, oltre che essere stato un grandissimo talent scout, scopritore di giovani talenti del calibro di Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo e Max Verstappen.

L’addio dell’ex pilota austriaco, però, è soltanto l’ultimo di una serie di addii di figure di rilievo che hanno lasciato la Red Bull in questi anni. Adrian Newey e Jonathan Wheatley ne sono due esempi alquanto rilevanti. 

Il 2025 non è stata una stagione semplice per la Red Bull. A metà anno, alla vigilia del weekend del Belgio, Christian Horner ha lasciato la carica di Team Principal dopo 20 lunghi anni. Il suo posto è stato assunto da Laurent Mekies, proveniente dalla Racing Bulls, che, risultati alla mano, hanno dato nuova linfa vitale ad un team che sembrava ormai in caduta libera.

A livello di prestazioni, il 2025 della Red Bull si può dividere in due parti. La prima, corrispondente alla prima parte di stagione e ancora alla presenza di Horner al vertice, è stata caratterizzata da prestazioni quasi mai all’altezza della McLaren, alcuni weekend al top, come le vittorie di Verstappen in Giappone e in Emilia Romagna, e alcune importanti debacle, come in Bahrain e in Ungheria.

La seconda parte di stagione, dall’Olanda ad Abu Dhabi, sotto la direzione di Mekies, è stata sorprendente. La monoposto è tornata a vita, tanto da offrire a Verstappen l’opportunità di vincere 6 gare su 11 e riaprire un mondiale che dopo l’Olanda sembrava definitivamente chiuso. Per questo motivo, la Red Bull merita un bel TOP: aver riaperto i giochi per il campionato con Max è stata un’impresa storica.

Purtroppo, anche quest’anno c’è stato il grande problema del secondo pilota. La dipartita di Perez non ha certo risolto la situazione. Lawson, dopo appena due gare, estremamente deludenti, è stato retrocesso alla Racing Bulls, e Tsunoda ha fatto quello che ha potuto con una monoposto settata sul particolare stile di guidadi Verstappen. Yuki ha conquistato appena 30 punti, contro i 421 di Max.

I PILOTI - Verstappen TOP, Tsunoda FLOP

Se nel 2024 Max Verstappen aveva dato prova di essere un pilota straordinario, conquistando un mondialecon la 3° forza in pista, quest’anno non solo lo ha confermato, ma si è superato, entrando di diritto nell’olimpo di questo sport. 

Stupende le sue tre vittorie nella prima parte della stagione: in Giappone, con una Red Bull nettamente inferiore rispetto alla McLaren; ad Imola, grazie ad una partenza magistrale e il sorpasso nei confronti di Piastri; nella Sprint del Belgio, dove ha “portato a scuola” i due piloti McLaren con una gara maestosa. Nella seconda parte di stagione, poi è stato il solito Max che conosciamo. Con una Red Bull tornata a vita, non si è fatto di certo pregare a portarla al limite. Nelle ultime 10 gare ha ottenuto 10 podi, di cui 6 vittorie, recuperando 102 punti sulla leadership del mondiale. Per 2 punti non ha concluso quella che sarebbe stata l’impresa più folle della storia, ma direi che anche aver perso il campionato per due punti è qualcosa di alieno, considerando l’andamento della stagione. E questo non fa altro che confermare che Max Verstappen è il pilota migliore nella griglia attuale della Formula 1.

Yuki Tsunoda è stato il terzo pilota, dopo Perez e Lawson, a cadere nella spirale negativa del secondo pilota Red Bull. Con una monoposto settata sullo stile di guida di Verstappen, non è riuscito ad essere costantemente in zona punti, anche se in alcune occasioni ha dimostrato una buona velocità. Penso al Texas, 7° in gara, al Bahrain, dove con una Red Bull disastrosa è comunque arrivato 9°, a Baku, 6° al traguardo, o alla Sprint del Qatar, dove ha addirittura battuto Verstappen in qualifica per poi eseguire un perfetto lavoro di squadra in partenza. Ciò, tuttavia, non è bastato a Yuki per guadagnarsi una riconferma in Red Bull: l’anno prossimo cederà quel sedile tanto temuto a Hadjar, mentre lui rimarrà comunque all’interno della famiglia Red Bull, nel ruolo di terzo pilota.

4. FERRARI - 398 punti. Classifica piloti: Leclerc 5°, Hamilton 6°. FLOP

IL TEAM

Il 2025 della Ferrari si può riassumere con due parole: fallimento totale. Fallimento rispetto alle enormi aspettative della vigilia, gonfiate dal ricordo dell’ottimo finale di stagione 2024 e, soprattutto, dall’arrivo di Lewis Hamilton. Un boomerang terribile. 

La Ferrari ha scelto di cambiare lo schema sospensivo da push-rod a pull-rod, ma per un errore di progettazione il nuovo sistema non ha funzionato in sintonia con il resto della monoposto. La vettura non ha potuto mai dimostrare il suo vero potenziale perché la struttura troppo poco rigida del retrotreno le impediva di girare in pista con la giusta altezza da terra.

Questo problema ha caratterizzato l’intera stagione della Ferrari, una delle stagioni più deludenti della sua storia. Zero vittorie, soltanto una pole position, soltanto sette podi, tutti ad opera di Leclerc. Un Hamilton disperso e sconsolato, che ha completato la sua prima stagione in carriera senza conquistare nemmeno un podio. Unico lampo: la vittoria nella Sprint della Cina. Un lampo, però, subito scomparso dopo la doppia squalifica della domenica. Ci sono state delle situazioni in cui la Ferrari è stata competitiva, come Monaco o i primi due stint della gara dell’Ungheria, ma sono solo delle gocce in un oceano di amare delusioni.

Per non parlare poi della gestione della comunicazione con i media. Leclerc, Hamilton e Vasseur sembravano tre persone provenienti da tre team diversi, per quanto erano incongruenti le loro dichiarazioni. Una situazione che ha fatto trasparire lo stato di totale confusione all’interno del team. Nel 2026, la Ferrari è chiamata a un radicale cambio di rotta, altrimenti il futuro prossimo della scuderia sarà coperto soltanto da grigie nubi.

I PILOTI - Leclerc TOP, Hamilton FLOP

Per Charles Leclerc vale a grandi linee lo stesso discorso che abbiamo fatto per Russell. Il monegasco è uno dei piloti più forti in griglia, probabilmente dietro solo Verstappen, ed è stato lui l’unico vero faro della Ferrari nel 2025, capace di estrarre sempre il coniglio dal cilindro, anche in situazioni molto complicate. Ha avuto unsolo vero weekend di blackout, in Gran Bretagna, specialmente in gara, una delle poche volte in cui non è stato all’altezza del potenziale della vettura. Per il resto, nulla da dire: sette podi, vittoria sfiorata a Monaco, una pole position inaspettata in Ungheria, rivalità con Hamilton dominata. Nel 2026 disputerà la sua 8° stagione con la Ferrari, e per Maranello potrebbe essere davvero l’ultima possibilità di tenerselo stretto.

La tanto attesa prima stagione in Ferrari di Lewis Hamilton si è trasformata in un vero incubo, a detta dello stesso Hamilton, che ha dichiarato più volte di non vedere l’ora che il 2025 finisse. In termini di performance, questo campionato di Lewis ha vissuto di alti e bassi impressionanti. Dopo le prime gare tutto sommato positive, in cui è stato vicino a Leclerc, con la perla della vittoria nella Sprint della Cina, sul finire della prima metà di stagione è sprofondato, per poi riemergere dopo la pausa estiva e di nuovo sprofondare a fine stagione, soprattutto in qualifica. Ottimo il weekend di Gran Bretagna, dove ha mancato di pochissimo il podio; non male anche Imola e Austria, ma disastrose le ultime qualifiche della stagione, con quattro eliminazioni consecutive in Q1. 

Molto complicato anche il rapporto con il suo ingegnere di pista Riccardo Adami: tra i due non c’è mai stata una grande sintonia. Il 2026 sarà un anno cruciale per Hamilton: potrebbe essere la stagione della sua rinascita o, al contrario, di una conclusione anticipata della sua carriera. Molto dipenderà anche dalla competitività della nuova monoposto.

5. WILLIAMS - 137 punti. Classifica piloti: Albon 8°, Sainz 9°. TOP

IL TEAM

Nel 2024 la Williams aveva chiuso il mondiale in 9° posizione, con tanti punti sprecati in incidenti e una monoposto non sempre competitiva. Il 2025, invece, è cominciato da subito con il piede giusto. Il team è stato così efficiente nella progettazione della FW47 che la vettura, pur non ricevendo praticamente nessun aggiornamento durante l’anno, se non piccoli dettagli, ha cominciato la stagione come regina indiscussa del centro gruppo e ha mantenuto questo ruolo fino all’ultima gara.Ci sono stati dei weekend complicati, certo, ma nel complesso la Williams ha quasi sempre raggiunto la zona punti, ha battuto in alcune circostanze la Ferrari di velocità pura, come a Miami, ed è stata persino in grado di conquistare due splendidi podi con Sainz, in Azerbaijan e in Qatar.

Tutto questo non fa altro che evidenziare il lavoro magistrale svolto dal Team Principal James Vowles, e il suo impegno nel risollevare un team storico che negli ultimi anni era sprofondato negli abissi. La Williams non entrava nella top 5 della classifica costruttori dal 2017.

I PILOTI - Albon TOP, Sainz TOP

La prima metà di stagione di Alexander Albon è stata stellare, a tal punto che il thailandese è arrivato a contendere ad un pilota di un top team, Antonelli, la 7° posizione in classifica piloti. Nelle prime 16 gare, è stato in grado di arrivare in top 5 quattro volte e a punti per undici volte, battendo sistematicamente Sainz.

Nelle ultime gare ha un po’ sofferto la competitività del compagno di squadra, che ha colto al suo posto l’opportunità di salire sul podio, e da Singapore non è più riuscito a tornare a punti. La sua stagione è comunque da TOP e l’8° posizione in classifica è un grande risultato.

La prima stagione di Carlos Sainz in Williams non è cominciata benissimo, sebbene il primo piazzamento a punti sia arrivato presto, alla seconda gara in Cina. Carlos ha avuto necessità di un periodo di adattamento, fattore assolutamente comprensibile, soprattutto considerando che arrivava da una Ferrari che nel 2024 si era giocata fino all’ultima gara il titolo costruttori. Quando, però, finalmente è entrato in sintonia con la sua Williams, le sue performance sono migliorate esponenzialmente, e il confronto con Albon si è completamente riequilibrato. I due magnifici podi in Azerbaijan e in Qatar, conquistati di pura velocità e talento, sono la ciliegina sulla torta per un finale di stagione da TOP.

PARTE II - LA BASSA CLASSIFICA

RACING BULLS - 92 punti. Classifica piloti: Hadjar 12°, Lawson 14°. TOP

6. IL TEAM

L’obbiettivo della 5° posizione in classifica costruttori ancora una volta sfugge alla Racing Bulls, ma la 6° posizione ottenuta è comunque indice di una stagione positiva.

La VCARB 02 è stata sin da subito una monoposto molto equilibrata, semplice da guidare e competitiva nella maggior parte dei circuiti. Ciò ha consentito ai piloti di ottenere tanti piazzamenti a punti e, addirittura, uno storico podio in Olanda.

Un punto un po’ debole del team sono state le strategie in gara, non sempre ottimali, ma ciò non ha influitopiù di tanto sull’andamento positivo della stagione.

I PILOTI - Hadjar TOP, Lawson TOP

Cominciata nel peggiore dei modi, con l’incidente a Melbourne prima del via e il pianto durante la camminata di rientro ai box, la stagione del rookie Isack Hadjar si è trasformata presto in un grande successo, tanto da garantirgli la promozione in Red Bull già nel 2026. Tante gare solide, tanti piazzamenti di spessore, come il 6° posto a Monaco e a Las Vegas e il 7° posto della Spagna, e poi, ovviamente, il podio spettacolare in Olanda, ottenuto dopo una qualifica spaziale, chiusa in 4° posizione. Vedremo come continuerà l’avventura di Hadjar in Red Bull, sperando che la nuova monoposto non sia Max-dipendente.

Dopo la retrocessione in Racing Bulls dal round del Giappone, Liam Lawson ha avuto necessità di un periodo di assestamento e adattamento alla monoposto. In quel periodo ha sofferto tanto la velocità di Hadjar e i piazzamenti in top 10 si sono fatti attendere. Quando, però, ha ritrovato la velocità che gli abbiamo sempre riconosciuto, Liam è stato capace di ottime prestazioni, come la 5° posizione in Azerbaijan e la 7° a Las Vegas, guadagnandosi una preziosa riconferma per il 2026. Al suo fianco troverà il britannico Arvid Lindblad, che sarà l’unico rookie in pista ai nastri di partenza della prossima stagione.

7. ASTON MARTIN - 89 punti. Classifica piloti: Alonso 10°, Stroll 16°. FLOPIL TEAM

Dopo un 2023 e 2024 da regina del centro gruppo, nel 2025 l’Aston Martin è stata risucchiata dai team di bassa classifica, riuscendo a terminare la stagione al 7° posto dopo un anno alquanto deludente.

La AMR25 è stata una monoposto molto altalenante a livello di prestazioni. Poche le volte in cui ha davvero brillato, riuscendo a stare ampiamente in top 10. Nel corso della stagione, grazie agli aggiornamenti, la vettura è migliorata, ma non abbastanza per battere la Racing Bulls, nonostante un’ultima gara molto buona ad Abu Dhabi.

Il 2026 sarà una grande opportunità. Con il motore Honda e Adrian Newey a capo non solo del reparto tecnico ma di tutto il team (la sua prima esperienza da Team Principal), il presidente Lawrence Stroll può davvero sognare in grande.

I PILOTI - Alonso TOP, Stroll FLOP

L’inizio di stagione di Fernando Alonso è stato terribile. Otto gare senza punti: non gli accadeva dal 2001, il suo anno d’esordio in Formula 1 con la Minardi. Dal round di Barcellona, però, Fernando si è sbloccato ed è tornato ad essere il pilota che conosciamo, veloce ed efficace. Non sono arrivati podi, ma la 5° posizione in Olanda e la 6° ad Abu Dhabi sono ottimi risultati, grazie ai quali Alonso si è assicurato la top 10 in classifica piloti. Il quarantaquattrenne spagnolo sogna in grande per il 2026: sarebbe davvero spettacolare vederlo tornare a lottare per il vertice della classifica.

Per Lance Stroll, invece, un inizio di stagione promettente, con la 6° posizione in Australia e la 9° in Cina, ma poi uno sprofondo nelle prestazioni, a partire dal Giappone, dove al traguardo è giunto addirittura ultimo. Positivi i 7° posti in Gran Bretagna, Ungheria e Olanda, ma oltre a quelli è arrivato un solo altro piazzamento a punti, ad Abu Dhabi. Un’altra stagione deludente per il figlio del presidente del team. Vedremo se la prima monoposto disegnata da Newey gli darà qualche motivazione in più.

8. HAAS - 79 punti. Classifica piloti: Bearman 13°, Ocon 15°. FLOP

IL TEAM

Nella serrata lotta di centro gruppo, la Haas ne è uscita sconfitta a metà. Una stagione con alcuni bei lampi, come in Cina, in Messico o nella Sprint del Belgio, ma anche con alcune prestazioni deludenti.

La top 10 è stata raggiunta parecchie volte, soprattutto da Bearman, ma in altre occasioni è stata mancata per errori di strategia, errori al pit stop ed errori dei piloti. Buona, comunque, l’ultima parte di stagione, con una vettura migliorata e un Bearman fortissimo, in grado di ottenere grandi risultati.

Le difficoltà di Ocon, però, si sono fatte sentire in termini di punti e rendono il bilancio di fine stagione più negativo di quanto avrebbe potuto essere.

I PILOTI - Bearman TOP, Ocon FLOP

Oliver Bearman, nella sua stagione d’esordio, non ha certo deluso le aspettative in termini di velocità pura. Il suo talento è indiscusso, e lo dimostra la sua costanza nella parte finale della stagione, quando ha centrato ben cinque piazzamenti consecutivi a punti, da Singapore a Las Vegas. Eccellente il weekend del Messico, quando è arrivato 4° al traguardo, inserendosi nella lotta tra i top team. Durante la stagione ha però commesso delle infrazioni e degli errori che gli sono costate alcune pesanti penalità. C’è da dire, tuttavia, che i commissari sono stati fin troppo severi con Ollie, specialmente a partire dalla penalità assurda di Monaco.

Nella sua prima stagione con il team Haas, Esteban Ocon, pilota di grande esperienza ormai, ha faticato non poco nei confronti di Bearman, soffrendo il confronto con un pilota così giovane e talentuoso. Le sue difficoltà sono aumentate nella parte conclusiva della stagione, quando gli aggiornamenti hanno reso la monoposto più veloce ma anche più complicata da guidare. Nelle ultime gare è tornato in sintonia con la vettura e il 6° posto di Abu Dhabi è un ottimo modo di terminare una stagione non certo esaltante. Nel 2026 avrà sicuramente l’opportunità di prendersi una rivincita.

9. SAUBER - 70 punti. Classifica piloti: Hulkenberg 11°, Bortoleto 19°. TOPIL TEAM

La stagione della Sauber merita un TOP, nonostante la 9° posizione in classifica, per il grande miglioramento rispetto al 2024. L’anno scorso il team svizzero aveva conquistato soltanto 4 punti. Quest’anno, il salto di qualità è stato evidente, e il lavoro di sviluppo, gestito sapientemente da Mattia Binotto, ha dato i suoi frutti.

La Sauber è stata molto competitiva a metà stagione, quando è arrivato addirittura il grandioso podio di Hulkenberg a Silverstone.

Nelle ultime gare, poi, il livello di performance è un po’ calato e, a causa anche di alcuni DNF da parte di Bortoleto, la Sauber è uscita sconfitta dalla lotta per la 7° posizione, un obiettivo che si poteva raggiungere, e sarebbe stato un risultato fantastico. Il disastro del 2024, però, è ormai un lontano ricordo, e l’Audi può guardare con una certa fiducia al 2026, quando subentrerà al marchio Sauber, facendo il suo primo storico ingresso nel circus della Formula 1.

I PILOTI - Hulkenberg TOP, Bortoleto FLOP

I 15 anni di esperienza di Nico Hulkenberg si sono fatti sentire in questa sua prima stagione con il team Sauber. Dopo l’ottima 7° posizione nella caotica gara di Melbourne, il tedesco ha vissuto un periodo complicato, durante il quale non è mai andato oltre la 12° posizione e in Bahrain è stato squalificato per l’usura del plank. Da quando la Sauber ha introdotto gli aggiornamenti e ha trovato tanta performance, però, il tedesco ha cominciato a collezionare tanti piazzamenti a punti, a partire dalla 5° posizione in Spagna. La perla della stagione è stata la gara di Silverstone, quando Nico ha conquistato il suo primo podio in carriera, resistendo nel finale agli attacchi di Hamilton grazie a un ritmo eccellente. Dopo alcune gare deludenti, nel finale di stagione Hulkenberg è tornato a frequentare abitualmente la top 10, mancando la 10° posizione in classifica piloti per soli 5 punti. Nel 2026 guiderà, per la prima volta in carriera, per un team tedesco, e di grande prestigio, come Audi: un motivo in più per dimostrare ancora il suo grande talento.

Complicato valutare la stagione d’esordio di Gabriel Bortoleto. Di sicuro al rookie brasiliano non manca la velocità pura, e lo ha dimostrato a più riprese nel corso della stagione. La sua gara migliore è stata l’Ungheria, fantastico 6° al traguardo, e per altre quattro volte ha centrato la top 10: Austria, Belgio, Italia e Messico. L’inesperienza dell’esordiente, però, gli ha fatto commettere alcuni errori gravi ed evitabili, come nel suo weekend di casa a San Paolo, e i pochi punti conquistati hanno pesato sulla sua posizione in classifica piloti (19°) e sulla posizione del team in classifica costruttori. Come è giusto che sia, ha bisogno di crescere ancora, e nel 2026 avrà tutto il tempo per farlo (sperando che abbia tra le mani un’Audi competitiva).

10. ALPINE - 22 punti. Classifica piloti: Gasly 18°, Colapinto 20°, Doohan 21°. FLOP

IL TEAM

L’ultima stagione di attività in Formula 1 della Renault come motorista è stato un disastro clamoroso, purtroppo. L’Alpine A525 è stata la monoposto di gran lunga meno competitiva del lotto, e anche di tanto. Il suo punto debole è stato il ritmo in gara, quasi sempre il peggiore, mentre in qualifica la situazione è stata meno tragica, con Gasly in grado di centrare qualche Q3.

Sul fronte del secondo pilota, Doohan ha avuto soltanto cinque gare di tempo per dimostrare il suo valore, ma alcuni incidenti e la tanta fatica nei confronti di Gasly non gli sono valsi la conferma per il resto della stagione. Al suo posto, però, Colapinto, non ha di certo fatto miracoli, anche se, dopo un iniziale periodo di difficoltà, si è progressivamente avvicinato alle prestazioni di Gasly.

Il finale di campionato a Yas Marina, dove le due Alpine sono arrivati agli ultimi due posti al traguardo, è l’immagine della disastrosa stagione del team francese, che si appresta ad affrontare la rivoluzione 2026 con l’obiettivo di una rinascita, contando anche sulle prestazioni della nuova Power Unit Mercedes.

I PILOTI - Gasly TOP, Doohan FLOP, Colapinto FLOP

Come nel caso di Leclerc in Ferrari, anche Pierre Gasly ha svolto il ruolo di traino per un’Alpine che non ne voleva proprio sapere di essere competitiva. È stato l’unico caso, quest’anno, in cui all’interno di un team soltanto un pilota ha conquistato dei punti. Pierre è arrivato sette volte in zona punti, comprese le Sprint di Miami e del Brasile. In Gran Bretagna ha sfruttato il caos della gara per conquistare una splendida 6° posizione.Ottimo anche il 7° posto del Bahrain e l’8° della Spagna. Ha avuto alcuni weekend di difficoltà, in cui è stato battuto da Colapinto, ma nel complesso la sua stagione merita un bel TOP.

Jack Doohan non ha avuto tanto tempo per dimostrare la sua velocità. Nelle sei gare in cui ha partecipato ci sono stati dei lampi di velocità, e il confronto con Gasly, seppur favorevole al francese, non è stato così impetuoso. L’incidente a Suzuka, però, è stato grave e ha pesato tanto sulla scelta del team di sostituirlo con Colapinto; anche il ritiro a Melbourne non ha aiutato, ma le condizioni di quella gara erano davvero al limite e in tanti, anche piloti esperti, hanno commesso errori. Un peccato non aver potuto vedere l’australiano in pista almeno fino a metà stagione. Chi sa se per lui arriveranno altre occasioni.

Franco Colapinto ha deluso le aspettative, questo è sicuro, soprattutto nelle prime gare. Grave l’incidente ad Imola, subito al suo weekend di rientro in Formula 1, che probabilmente gli ha tolto anche un po’ di fiducia alla guida. Ci sono stati dei weekend buoni, come Zandvoort o Monaco, e alcune volte è stato in grado di passare il taglio della Q1 in qualifica. Inoltre, verso il finale di stagione, la differenza di performance nei confronti di Gasly si è progressivamente ridotta. Resta comunque una stagione deludente da parte del giovane argentino, che nel 2026 è chiamato ad un salto di qualità, sperando, ovviamente, che abbia tra le mani un’Alpine di gran lunga più competitiva.

CONCLUSIONI: VERSO LA RIVOLUZIONE DEL 2026

Siamo giunti al termine di questo bilancio di fine stagione 2025, in cui ci siamo soffermati su ciascuno dei dieci team per ripercorrere a grandi linee il loro campionato e per dare una valutazione oggettiva sul proprio operato. È stato un 2025 lungo e faticoso per tutti, 24 round intorno al mondo, tanti weekend impegnativi per ogni membro del team. Lo spettacolo non è di certo mancato: la McLaren è stata padrona assoluta del campionato costruttori, ma la seconda parte di stagione ci ha regalato una sfida mondiale epica tra tre piloti fino all’ultima bandiera a scacchi. Abbiamo avuto un nuovo Campione del Mondo, Lando Norris, che ha sancito la fine dell’era Verstappen, conquistando meritatamente il primo titolo piloti della sua carriera.

Ora, ci aspetta un periodo di riposo, durante il quale ricaricare le batterie, riposarsi, fare un reset generale, per prepararsi al meglio in vista del grande ritorno in pista. Nel 2026 entrerà in vigore un nuovo regolamento tecnico, che rappresenta una delle rivoluzioni più grandi della storia. Le nuove monoposto saranno completamente rinnovate e ci sarà totale equilibrio, nelle Power Unit, tra la componente termica e quella elettrica. I piloti dovranno adattarsi a uno stile di guida nuovo, cambierà la gestione del carburante e anche delle gare, con nuove modalità di guida che verranno sperimentate per la prima volta in pista a gennaio, durante i test di Barcellona, che si terranno a porte chiuse. Sarà una grande sfida per tutti i team, e ci potranno essere delle grandi variazioni riguardo i valori in campo. Audi e Cadillac faranno il loro storico esordio nel circus, e dovranno confrontarsi con realtà già ben radicate nel mondo F1 come McLaren, Williams, Ferrari, Mercedes e Red Bull. Sarà una stagione tutta da scoprire, da decifrare e da vivere, un entusiasmante viaggio intorno al globo composto da 24 round, alla scoperta del nuovo padrone della Formula 1. 

Appuntamento a Melbourne, nel weekend del 06-08 marzo, con la 40° Edizione del Gran Premio d’Australia: la prima tappa di un nuovo lungo campionato che promette tanto spettacolo.