/assets/blog/appuntamento-con-la-storia-las-vegas-1981/copertina.jpg

Appuntamento con la Storia: Las Vegas 1981

Di Giovanni Nulchis

LA FORMULA 1 A LAS VEGAS: IL CLAMOROSO BOICOTTAGGIO A CARLOS REUTEMANN

 

IL MOTORSPORT A LAS VEGAS NEL XX SECOLO: DALLA CAN-AM ALLA FORMULA 1

Sabato 17 Ottobre 1981. Per la prima volta nella storia il Campionato del Mondo di Formula 1 fa tappa nella “Città del Peccato”: “The Fabulous Las Vegas”!

 

Nella zona di Las Vegas, però, il motorsport ha già fatto visita circa quindici anni prima. Tra il 1966 e il 1968, a Spring Valley, cittadina del Nevada sita a 2 miglia ovest della Strip di Las Vegas, lo Stardust International Raceway è teatro di tre gare appartenenti al Canadian-American Challenge Cup (Can-Am), competizione che nasce proprio nel 1966, sotto la denominazione di “Gran Premio di Stardust”. Per la cronaca, quelle prime tre edizioni della Can-Am sono state vinte da tre piloti attivi anche in Formula 1: il britannico John Surtees su Lola-Chevrolet e i neozelandesi Bruce McLaren e Denny Hulme su McLaren-Chevrolet.

Dopo l’ultima apparizione della Can-Am, tuttavia, nella zona di Las Vegas non soffia più aria di motorsport, almeno fino agli inizi degli anni ’80. Sono anni in cui il pinnacolo del motorsport, la Formula 1, è in forte espansione ed è alla ricerca di nuove mete per il circus.

Il governo di Las Vegas chiede alla FISA di poter ospitare una gara del mondiale a partire dalla stagione 1980. La FISA accetta la richiesta, ma successivamente l’accordo non va a buon fine: i lavori di preparazione di un nuovo circuito sarebbero stati troppo lunghi e, inoltre, aggiungere una gara in Nord America avrebbe allungato troppo i tempi della trasferta del circus in questa zona del mondo. Per il 1980, quindi, nulla da fare per Las Vegas, che deve attendere ancora per capire se ci sarà l’opportunità di ospitare la Formula 1.

L’opportunità arriva già nel 1981, quando il Gran Premio degli Stati Uniti d’America-Est, previsto sul Watkins Glen International, viene cancellato dal calendario a causa del mancato versamento degli organizzatori della quantità di denaro pattuita con i team, di circa 800.000 dollari. C’è, dunque, la necessità di sostituire la gara del Glen con un’altra tappa.

La Commissione della Formula 1 propone di tenere la gara a Las Vegas, su un nuovo circuito disegnato all’interno dell’area parcheggio del Caesar Palace, un hotel che sorge lungo la Strip. Sono necessari circa 8 milioni di dollari per l’organizzazione dell’evento, previsto in data 17 ottobre come 15° e ultimo round della stagione 1981.


 

IL CAESAR PALACE CIRCUIT

Organizzata per evidenti ragioni economiche e anche per dare più visibilità alla cittadina del Nevada, la 1° Edizione del Gran Premio di Las Vegas ha come teatro il nuovissimo Caesar Palace Circuit, ricavato dal ridotto spazio della zona parcheggio dell’omonimo hotel casinò che si affaccia sulla Las Vegas Strip.

Lo spazio ristretto a disposizione non ha permesso tante fantasie ai progettisti del circuito, che infatti ha le caratteristiche di un kartodromo più che di un autodromo di Formula 1.

Misura 3.650 metri, si affronta in senso antiorario e presenta due serie di curve praticamente identiche, che costituiscono il settore più tortuoso del circuito, raccordate da tre lunghi rettilinei. Il tutto è racchiuso da una vera e propria muraglia ai confini del tracciato.

Possiamo dire, insomma, che il Caesar Palace Circuit è stato uno dei circuiti peggiori in cui ha corso la Formula 1 ed è stato forse questo uno dei motivi principali della mancata popolarità dell’evento, il quale dopo sole due edizioni fu rimosso dal calendario, anche a causa del malcontento dei piloti.

Quelle due edizioni, però, sono state molto importanti ai fini della loro stagione sportiva di appartenenza, perché entrambe furono decisive per l’assegnazione del titolo iridato. Particolarmente vivace è stata l’edizione del 1981, caratterizzata da un evento inspiegabile, scoperto poi essere stato un vero e proprio boicottaggio ai danni del pilota favorito per la conquista mondiale.


 

IL CAMPIONATO DEL 1981: NELSON PIQUET CONTRO IL DOMINIO WILLIAMS

Nel 1981 la Williams FW07C, spinta dal motore Ford Cosworth, si dimostra fin dalle prime gare la monoposto da battere, grazie alla sua supremazia tecnica e a una coppia di piloti solida e affidabile, composta dall’australiano Alan Jones, in squadra dal 1978 e Campione del Mondo in carica, e l’argentino Carlos Reutemann, alla sua seconda stagione con il team di Grove. Il contratto firmato da Reutemann con la Williams parla chiaro: Jones è la prima guida all’interno del team, mentre l’argentino è il secondo pilota. La gerarchia tra i due piloti è così rigidamente stabilita.

L’unico pilota in grado di tenere testa alla coppia Williams è il brasiliano Nelson Piquet, grazie naturalmente al suo grande talento, ma anche a una Brabham competitiva, almeno nelle sue mani, spinta anch’essa dal Ford Cosworth.

In seria difficoltà sono invece i tre team che hanno dominato la fine degli anni ’70, vale a dire Ferrari, McLaren e Lotus. Fin dalle prime gare si capisce che saranno tutti e tre estromessi dalla lotta mondiale, nonostante abbiano tra le loro file dei piloti molto forti, come Villeneuve, Watson e Mansell.

 Il Campionato del Mondo 1981 vede la sua alba negli Stati Uniti d’America, nella città californiana di Long Beach, e il risultato finale rispecchia alla perfezione i valori in pista: doppietta Williams, con vittoria di Alan Jones, e terzo posto per Nelson Piquet, mentre sono costrette al ritiro le due Ferrari, le due McLaren e le due Lotus.

A Jacarepaguá, in Brasile, il pilota di casa Piquet arriva al traguardo solo 12°, dopo una gara difficile a causa di una scelta di gomme errata. Le due Williams dominano ancora la scena, cogliendo un’altra doppietta, ma durante gli ultimi giri all’interno della squadra si verifica un fatto che, come vedremo, a fine stagione avrà importanti conseguenze. Reutemann, mentre si trova in testa alla gara davanti a Jones, riceve dal box la comunicazione di cedere la posizione al compagno di squadra, nel rispetto della gerarchia stabilita. L’argentino, tuttavia, ignora completamente l’ordine di scuderia, andando a vincere la sua prima gara stagionale. Carlos Reutemann ne pagherà caro il prezzo.

La stagione di Piquet comincia a diventare interessante con le due vittorie consecutive in Argentina e ad Imola, ma subito dopo arrivano tre ritiri di fila. Anche Jones entra un po’ in difficoltà, con un ritiro in Belgio e un 12° posto ad Imola, mentre Reutemann nelle prime sette gare stagionali si ritira solo a Monaco e non va mai oltre la 4° posizione, cogliendo cinque podi consecutivi.

Nella seconda parte di stagione, Reutemann sembra non riuscire più a tenere il livello delle prime gare. Per lui, niente più vittorie e soltanto due podi: un calo di prestazioni notevole. Come lui, anche Jones. Piquet, invece, è più costante e in cinque gare arriva quattro volte a podio, vincendo in Germania. Ma la sorpresa di questa fase del campionato è il francese Jacques Lafitte, che porta la sua Ligier alla vittoria in Austria e in Canada. Dopo un inizio di stagione non brillante, Lafitte si inserisce clamorosamente nella lotta per il titolo mondiale. A Montréal, intanto, la Williams è Campione del Mondo nei Costruttori per la seconda volta nella sua storia.

 Alla vigilia del round di Las Vegas, 15° e ultima tappa del Campionato, la classifica piloti vede in testa Reutemann a quota 49 punti, con una lunghezza di vantaggio su Piquet, e sei su Jacques Lafitte. Sarà dunque il verdetto di Las Vegas a incoronare il nuovo Campione del Mondo. Alan Jones è invece solo 5°, a pari punti con il francese della Renault Alain Prost.

Tra i costruttori, dietro la Williams, Brabham e Renault si sfidano per il 2° posto, separate da 11 punti, mentre la Ligier è 4°, davanti a Ferrari, McLaren e Lotus.


 

LE QUALIFICHE DI LAS VEGAS: REUTEMANN SULLA VIA DELLA GLORIA

Durante le qualifiche sono le Williams a farla da padrona. Reutemann conquista la pole position e a completare la prima fila è il suo compagno di squadra, l’australiano Jones. In 3° posizione si piazza Villeneuve con la Ferrari, con un vantaggio di quasi un secondo sul suo compagno di squadra Pironi, che partirà dalla 18° posizione.

Il primo rivale dell’argentino, Piquet, è 4° con la sua Brabham, davanti alla Renault di Alain Prost, alla McLaren di John Watson, alla Ligier di Patrick Tambay, autore della miglior qualifica della sua stagione, e all’Alfa Romeo di Bruno Giacomelli.

Il terzo contendente al titolo, Lafitte, si qualifica soltanto 12° con la sua Ligier, dietro alla Arrows di Riccardo Patrese e davanti alla Renault di René Arnoux.

Reutemann è dunque il grande favorito per la conquista mondiale: lui è in grandissima forma e la sua Williams è velocissima.

 A Las Vegas cala la notte e il giorno seguente è il giorno della verità: uno dei finali di mondiale più attesi di tutti i tempi, in un circuito fisicamente molto provante per i piloti, che mette a dura prova soprattutto i muscoli del collo. Fondamentale, dunque, il lavoro dei fisioterapisti per consentire agli eroi del volante di arrivare al momento decisivo nella miglior forma possibile.


 

LA GARA

Alle 13 ora locale un commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i semafori del Caesar Palace Circuit si accendono uno ad uno a ritmo regolare, per poi spegnersi tutti insieme improvvisamente: è il via della 1° Edizione del Gran Premio di Las Vegas.

 Come d’incanto, la Williams di Reutemann diventa lentissima. La partenza del pilota argentino è disastrosa. Viene subito attaccato e superato da Jones, che assume la leadership della gara, e da Villeneuve e, nel corso del primo giro, perde anche la posizione su Prost e Giacomelli, scivolando 5°, davanti a Watson e ai suoi rivali Lafitte e Piquet.

 Ma il calvario continua: Watson e Lafitte superano Reutemann, che scivola disastrosamente in 7° posizione, perdendo ben sei posizioni in appena due giri. Intanto, Lafitte, dopo aver superato anche Watson, si mette alle spalle di Giacomelli, mentre al 18° giro anche Piquet supera Reutemann, che il giro successivo si ritrova anche alle spalle dell’Alfa Romeo di Andretti.

 Fino a questo momento, nonostante il clamoroso disastro, l’argentino è ancora virtualmente Campione del Mondo. Quando però Piquet, al 22° giro, entra in zona punti superando Watson, assume il comando della classifica virtuale.

 Villeneuve viene squalificato dalla gara per aver commesso un’infrazione in partenza, e Giacomelli è autore di un testa-coda, che lo fa scivolare nelle ultime posizioni. Dopo il testa-coda, Giacomelli ingrana la marcia del recupero e, scavalcato il povero Reutemann, si ritrova 5°. Ben presto avrà la meglio anche su Piquet e sulla Lotus di Mansell, salendo 3° a conferma di un’incredibile rimonta.

 Nel frattempo, anche Watson supera Reutemann, relegandolo all’8° posto. Lafitte si trova 6° dopo il suo pit stop, ma con Piquet davanti a lui le sue speranze di titolo vanno in frantumi. Dal canto suo, Piquet non ha necessità di rischiare sorpassi azzardati, perché anche un 6° posto potrebbe matematicamente regalargli la gioia mondiale.

 Al 75° giro sul Caesar Palace Circuit cala la bandiera a scacchi: con la sua veloce e dominante Williams, Alan Jones vince la 1° Edizione del Gran Premio di Las Vegas e conquista la 12° e ultima vittoria della sua carriera. Sul podio precede Alain Prost con la Renault e uno straordinario Bruno Giacomelli, che con la sua memorabile rimonta riporta l’Alfa Romeo sul podio dopo trent’anni di digiuno. Il 5° posto regala a Nelson Piquet la gioia del primo titolo iridato della sua carriera: è il secondo brasiliano nella storia della Formula 1 a diventare Campione del Mondo dopo il due volte iridato Emerson Fittipaldi. Il brasiliano conclude la gara davanti ad uno dei due suoi contendenti al titolo, Jacques Lafitte, che proprio all’ultima curva è riuscito a superare la McLaren di John Watson e conquistare l’ultima posizione disponibile per la zona punti.

 Ma il più deluso di tutti non può che essere lui, Carlos Reutemann, il poleman della gara, il favorito alla vigilia del weekend e il favorito dopo la pole position conquistata. Reutemann giunge al traguardo solo 8°, fuori dai punti, ma soprattutto doppiato dal suo compagno di squadra Jones. Nessuno sa cosa sia accaduto in quel sabato di Las Vegas: un velo di mistero si posa su quella faccenda. Reutemann è, però, distrutto e abbattuto dopo quella agghiacciante sconfitta, tanto che nel 1982 deciderà di ritirarsi definitivamente dal mondo delle corse dopo soli due weekend di gara.


 

LA VERITÀ SUL CASO REUTEMANN: UN VERO E PROPRIO BOICOTTAGGIO

Dopo il ritiro dalle corse, Carlos Reutemann si dedica al mondo della politica, diventando anche governatore della sua città natale Santa Fe, dove poi si spegne nel luglio 2021 all’età di 79 anni. Ed è proprio a questo punto che si riaccende la questione di Las Vegas.

Pochi giorni dopo la sua morte, la figlia Mariana rilascia un’interessante intervista, sostenendo che Carlos le aveva confidato che, nella notte tra le qualifiche e la gara, qualcuno a sua insaputa avrebbe stravolto l'assetto della sua monoposto, peggiorandola sensibilmente e di fatto impedendogli di lottare per il titolo. La Williams lo avrebbe dunque boicottato a causa del suo comportamento nei confronti di Jones all’inizio della stagione, per quell’ordine di scuderia non rispettato durante il Gran Premio del Brasile.

Ma non è tutto: a due anni di distanza dalle dichiarazioni di Mariana, nel 2023, Bernie Ecclestone, direttore esecutivo della Formula One Management (FOM) fino al 2014, durante un documentario sulla sua vita intitolato “Lucky”, ha confessato di aver corrotto il massaggiatore di Reutemann, convincendolo, in cambio di puro denaro, a non dedicarsi al pilota argentino. Senza il trattamento al collo del massaggiatore, Reutemann scese in pista per la gara non al massimo della forma fisica e, con l’assetto della vettura manomesso, fu di fatto estromesso dalla lotta mondiale. Uno dei complotti più scandalosi nella storia della Formula 1 aveva pesantemente falsificato l’esito finale del Campionato del Mondo 1981.


 

IL FUTURO DI LAS VEGAS IN FORMULA 1

Dopo la prima edizione del 1981, il Gran Premio di Las Vegas viene confermato anche per la stagione successiva, sebbene gli organizzatori avessero messo in dubbio la tenuta dell’evento per alcune difficoltà economiche.

Anche nel 1982 si corre sul Caesar Palace Circuit l’ultima gara del mondiale, e anche in questo caso il round è decisivo per l’assegnazione del titolo. A contenderselo sono Keke Rosberg, pilota Williams, e John Watson, pilota McLaren. Pur essendo anche lui matematicamente in lotta, il pilota Ferrari Didier Pironi è impossibilitato a partecipare al weekend di gara a causa di un infortunio. A trionfare è Michele Alboreto su Tyrrell, al suo primo successo in carriera, mentre Keke Rosberg, grazie alla 5° posizione al traguardo, è Campione del Mondo di Formula 1 per la prima e unica volta in carriera.

I problemi legati all’organizzazione, però, di certo non svaniscono e, nonostante un contratto già sottoscritto fino al 1984, a partire dal 1983 la tappa di Las Vegas non figura più in calendario. Il layout del Caesar Palace Circuit, inoltre, è molto poco apprezzato dagli addetti ai lavori, soprattutto i piloti, e ciò di sicuro non favorisce ulteriori investimenti per cercare di dare un futuro all’evento. Nel 1983 e 1984, il circuito, nella sua configurazione ovale lunga 1.810 metri, ospita due edizioni del campionato CART. Dopo la gara del 1984, non viene più utilizzato e l’area da esso occupata viene dedicata alla costruzione di una nuova ala dell’hotel Caesar Palace.

La Formula 1, dunque, in Nevada non torna più per lungo tempo. Il motorsport fa di nuovo visita a Las Vegas alla fine degli anni ’90, quando il campionato Champ Car fa tappa sul Las Vegas Motor Speedway, un circuito ovale inaugurato nel 1972. Le gare della Champ Car si svolgono annualmente per nove edizioni, dal 1997 al 2005. Dopo queste gare, si assiste nuovamente ad uno stop delle competizioni, destinato a durare per quasi vent’anni.

Il 31 marzo 2022, infatti, la Formula 1 annuncia il grande ritorno del Gran Premio di Las Vegas a partire dalla stagione 2023. Sarà un ritorno memorabile e spettacolare. Dimenticatevi lo spazio angusto del parcheggio del Caesar Palace: ora si corre sul Las Vegas Strip Circuit, un tracciato lungo 6.201 metri sito a Paradise che si snoda lungo la Strip. A rendere il tutto ancor più glamour sarà l’atmosfera notturna: si tratterà del primo Gran Premio in terra statunitense a svolgersi sotto i riflettori artificiali, tra le luci dei palazzi della Strip e con un passaggio vicino alla suggestiva Sphere. Una particolarità del Las Vegas Strip Circuit è che, a differenza degli altri circuiti cittadini del mondiale, ricopre un’area molto vasta della città, essendo Las Vegas una cittadina di modeste dimensioni: questo comporta l’apertura della pista alla viabilità urbana al termine di ogni giornata del weekend.

Per rendere più semplice la visione dell’evento in Europa, la Formula 1 corre a Las Vegas in orari assolutamente inediti, mai visti nella storia: le qualifiche vanno in scena in scena a mezzanotte ora locale di sabato, mentre il Gran Premio prende il via alle 22.00 di sabato. È la prima volta nella storia della Formula 1 che una giornata del weekend sia a cavallo tra due giorni (ad esempio, la terza sessione di prove libere si svolge alle 20.30 locali di venerdì, mentre, come abbiamo detto, le Qualifiche si disputano a mezzanotte, quindi di sabato).

La nuova avventura della Formula 1 a Las Vegas comincia con il botto, e non è un eufemismo! Durante la prima storica sessione di prove libere lungo la Strip, la Ferrari di Carlos Sainz passa sopra un tombino, facendolo saltare. L’incidente è di una pericolosità agghiacciante: per poco il sedile della vettura non si spezza durante l’impatto. Lo spagnolo riceve una penalità in griglia di partenza per la sostituzione della Power Unit della sua vettura. Il suo compagno di squadra Charles Leclerc ottiene la pole position, dimostrando un grandissimo feeling con il circuito, ma in gara è costretto a cedere alla rimonta di Max Verstappen, che vince per la 18° volta in stagione, per un 2023 letteralmente dominato. Leclerc chiude comunque 2°, grazie ad un sorpasso mozzafiato su Sergio Perez all’ultimo giro.

Nel 2024, gli orari subiscono una leggera modifica e non si ha più la particolarità della giornata sportiva a cavallo della mezzanotte locale. A dominare l’intero weekend è la Mercedes, molto forte grazie al layout del circuito, ma soprattutto alle basse temperature atmosferiche. George Russell conquista pole position e vittoria, la 3° della sua carriera, mentre Lewis Hamilton completa la doppietta per il team di Stoccarda con una fantastica rimonta dalla 10° posizione. Ma non festeggia soltanto la Mercedes. Ancora una volta Las Vegas incorona un Campione del Mondo, come nel 1981 e nel 1982. Max Verstappen conquista il quarto titolo consecutivo della sua carriera a bordo di una Red Bull non più dominante, surclassata da McLaren, Ferrari e Mercedes, coronando un’impresa che rimarrà nella storia della Formula 1.