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Appuntamento con la Storia: Gran Premio d'Olanda 1952

Di Giovanni Nulchis

ESORDIO IN OLANDA: IL CAVALLINO RAMPANTE DOMINA A ZANDVOORT

 

LE ORIGINI DEL MOTORSPORT IN OLANDA E LA NASCITA DEL CIRCUITO DI ZANDVOORT

Domenica 17 agosto 1952. Il Circuit Zandvoort ospita la 1° Edizione del Gran Premio d’Olanda, 7° e penultimo round del terzo Campionato del Mondo di Formula 1 della storia.

 A Zandvoort si comincia a respirare aria di motorsport già dalla fine degli anni ’30. Nel 1939, su un circuito cittadino, va in scena una gara motoristica, che riscuote grande successo. Ciò convince il sindaco Henri Van Alphen a cavalcare l’onda del motorsport, per dare più visibilità e risalto alla sua cittadina. Promuove così la realizzazione di un circuito permanente sito nella periferia di Zandvoort, sulle rive del Mare del Nord.

La costruzione del nuovo impianto comincia nello stesso anno, ma viene sospesa quasi subito a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Al termine del conflitto, i lavori riprendono regolarmente e nel 1948 il nuovo Circuit Zandvoort è pronto per essere inaugurato.

Nello stesso anno, il 7 agosto si tiene la prima gara, denominata Gran Premio di Zandvoort, una tappa della Formula Grand Prix (antenata della Formula 1), e a trionfare è il principe thailandese Bira, a bordo di una Maserati. L’evento si disputa anche l’anno successivo, con vittoria di Luigi Villoresi su Ferrari.

Nel 1950, la competizione cambia denominazione in Gran Premio d’Olanda e si inserisce nel calendario della neonata Formula 1 come gara extra campionato; lo stesso avviene nel 1951. Louis Rosier vince entrambe le Edizioni con la sua Talbot-Lago. Nel 1952, il Gran Premio d’Olanda non è più una gara extra campionato: ora è infatti uno degli otto round validi per l’assegnazione del titolo mondiale.

 

IL CIRCUIT ZANDVOORT

Il Circuit Zandvoort misura 4.193 metri ed è costituito da 14 curve, 9 a destra, 5 a sinistra. È da percorrere in senso antiorario ed essendo costruito in un territorio caratterizzato dalla presenza di dune presenta parecchi dislivelli, molto apprezzati dai piloti. La sua vicinanza al mare, tuttavia, fa sì che il vento porti in pista della sabbia proveniente dalla spiaggia.

Il circuito è estremamente veloce, come consuetudine per l’epoca. Ad aprire il giro è la Tarzanbocht, uno stretto tornante chiamato così in onore del soprannome del proprietario del terreno adiacente. La veloce Gerlachbocht anticipa il secondo tornante, Hugenholtzbocht, la cui uscita immette in un tratto velocissimo, formato da curve in successione. Si prosegue sempre a velocità folli nel tratto più o meno rettilineo che dalla curva Scheivlak porta al Tunnel Oost. Dopodiché, la Panoramabocht e la Pulleveld segnano l’ingresso in un piccolo bosco, prima che la Bos Uit immetta nuovamente nel Tunnel West, il rettilineo di partenza.

 

IL CAMPIONATO 1952 SI CORRE CON LE FORMULA 2 E LA FERRARI DOMINA

Il Campionato 1952 è composto da otto round validi per l’assegnazione del titolo mondiale, lo stesso numero del 1951: il Gran Premio d’Olanda ha infatti sostituito la tappa spagnola di Pedralbes. È il primo campionato a disputarsi dopo il ritiro dalle competizioni dell’Alfa Romeo, e proprio questo fattore è di fondamentale importanza. Con il ritiro del Biscione, infatti, la Ferrari è rimasto l’unico team a disporre di una vettura di Formula 1 competitiva. Per questo, la FIA decide di riservare il mondiale alle vetture di Formula 2: vengono, perciò, adottati i regolamenti della suddetta categoria.

Questo, però, non evita il dominio schiacciante del Cavallino Rampante. La Ferrari è comunque il team più forte e conquista cinque delle prime sei gare della stagione; il trionfo nella 500 Miglia di Indianapolis vede, invece, la firma dello statunitense Troy Ruttman, a bordo di una Kuzme-Offenhauser. In Svizzera, la prima gara stagionale, vince Piero Taruffi davanti al suo compagno di squadra, nonché pilota di casa, Rudi Fischer.

Alberto Ascari, ritiratosi ad Indianapolis, si presenta come il vero dominatore della stagione e ai suoi avversari, compresi gli altri ferraristi, lascia soltanto le briciole. “Ciccio” vince in Belgio, Francia, Gran Bretagna e Germania. Sulle strade del Nurburgring si aggiudica il suo primo titolo mondiale in carriera, con due gare di anticipo: un dominio assoluto. Per la Ferrari si tratta del primo titolo piloti della sua gloriosa storia. Nino Farina, ritiratosi in Svizzera, conquista quattro secondi posti e un sesto posto a Silverstone, mentre Taruffi, dopo il trionfo a Berna, sale sul podio in Francia e Gran Bretagna ed è 4° in Germania.

Per gli altri team non rimane che lottare per le posizioni ai margini della zona punti e approfittare di qualche passo falso della Ferrari per raggiungere la top 3. A Berna Jean Behra agguanta il podio con la sua Gordini, mentre il suo compagno Robert Manzon riesce nell’impresa a Spa-Francorchamps. Un giovane Mike Hawthorn, alla sua stagione d’esordio, è 3° con la Cooper nella sua gara di casa a Silverstone.

 Alla vigilia dell’appuntamento di Zandvoort, in classifica piloti, alle spalle del già campione Ascari, Taruffi è 2° con un vantaggio di 4 punti su Farina e 12 su Fischer. Ruttman, pur avendo corso solo la 500 Miglia di Indianapolis, è ancora 5°, con un punto di vantaggio su Manzon e Hawthorn. Il francese Behra è 9°, a quota 6 punti.

 

LE QUALIFICHE DI ZANDVOORT: HAWTORN SI INSERISCE TRA LE FERRARI

In Olanda, la Ferrari ritrova Luigi Villoresi, assente nelle gare precedenti a causa di un infortunio, mentre è assente Taruffi, che tornerà a Monza per il finale di stagione.

Fin dalle prime prove si capisce che ancora una volta saranno le Ferrari a dettare legge. Tuttavia, nelle qualifiche del sabato, uno straordinario Hawthorn mette in mostra tutto il suo talento e conquista la 3° posizione con la sua Cooper, l’ultima casella della prima fila, battendo così la Ferrari di Villoresi.

Alberto Ascari conquista la sua 6° pole position in carriera, la 4° in stagione e la seconda consecutiva dopo quella del Nurburgring. Farina, staccato di due secondi, si piazza alle sue spalle. Maurice Trintignant e Jean Behra sono 5° e 6° con le Gordini; il loro compagno di squadra Manzon è 8°, dietro la Frazer di Ken Wharton.

Con questa situazione in griglia di partenza si va verso una gara che sembra preannunciare l’ennesimo dominio del Cavallino Rampante. Hawthorn è chiamato ad un’impresa impossibile.

 

LA GARA

Nel pomeriggio della domenica sul Circuit Zandvoort è tutto pronto per la disputa della 1° Edizione del Gran Premio d’Olanda, sulla lunghezza prevista di 90 giri.

 Al via, Ascari tiene la testa del gruppo, mentre Hawthorn, forte di un grande scatto, supera subito Fagioli, che scala 3°, davanti a Villoresi. Il giovane britannico è molto veloce e sembra, almeno in un primo momento, poter tenere il passo di Ascari.

 La Ferrari, però, dopo i primi giri di assestamento, ritrova il suo passo dominante. Ascari vola via, mentre Hawthorn nulla può contro il ritorno di Fagioli, che presto lo supera senza possibilità di replica. Il sogno di Mike svanisce del tutto quando anche Villoresi lo scavalca, formando una schiacciante tripletta del Cavallino Rampante.

 Le Ferrari fanno gara a sé, arrivando a doppiare Hawthorn per addirittura due volte. Il britannico è comunque sicuro della sua 4° posizione, avendo a sua volta doppiato le Gordini di Manzon e Trintignant. Durante la corsa, otto piloti sono costretti al ritiro: tra questi, Wharton, Behra, Charles de Tornaco, al volante di una Ferrari privata, e Stirling Moss. Moss, partito 18°, era stato autore di una fantastica rimonta, che l’aveva portato in 7° posizione, ma un problema al motore della sua ERA ferma la sua gara nel corso del 74° giro.

 Al 90° giro cala la bandiera a scacchi sul Circuit Zandvoort: Alberto Ascari vince la 1° Edizione del Gran Premio d’Olanda, trionfando per la quinta volta consecutiva in stagione e per la settima volta in carriera. La Ferrari domina Zandvoort in modo assoluto con una tripletta di prepotenza: Nino Farina è 2° davanti al rientrante Luigi Villoresi. Mike Hawthorn, autore comunque di una bellissima gara, chiude 4° con la sua Cooper, davanti alle Gordini di Robert Manzon e Maurice Trintignant. Questo è solo l’inizio di una grande carriera che lo porterà alla conquista del titolo mondiale nel 1958 con la Ferrari: sarà il primo britannico nella storia della Formula 1 a riuscire nell’impresa.

 

IL FUTURO DELL’OLANDA IN FORMULA 1

Dopo l’edizione inaugurale del 1952, il Gran Premio d’Olanda viene confermato anche per le stagioni successive, diventando un classico del mondiale di Formula 1. L’evento si svolge ininterrottamente fino al 1985 e va in scena sempre a Zandvoort.

Negli anni il Circuit Zandvoort subisce varie modifiche per questioni di sicurezza, come l’aggiunta di barriere di protezione in acciaio e di una nuova chicane. Negli anni ’60 il Re assoluto di questa gara è Jim Clark, che ancora oggi detiene il record di vittorie su questo circuito: quattro, tutte con la sua Lotus. Jackie Stewart si è fermato a quota 3, come Niki Lauda, che nel 1985 conquista proprio qui la sua ultima vittoria in carriera, davanti ad Alain Prost e Ayrton Senna: un podio leggendario.

L’edizione del 1985 è però anche l’ultima per parecchio tempo. Tra una forte espansione urbana nella zona circostante e il lento ma inesorabile declino delle strutture, il circuito viene temporaneamente abbandonato dalla Formula 1. Metà del terreno su cui sorge viene venduto a una società alberghiera, la Vendorado. Il circuito viene di conseguenza rivisto, accorciato fino a 2.5 km, mediante la realizzazione di una nuova sezione che prevede una rinnovata Bos Uit. Alla fine degli anni ’90, tuttavia, il circuito viene nuovamente allargato, grazie all’utilizzo di una sezione del tracciato originale. Zandvoort, però, ora ha perso la sua conformazione di pista veloce ed è diventato un circuito tortuoso e lento.

Intanto, un giovane pilota olandese sta spopolando nel mondo della Formula 1. Il suo nome è Max Verstappen, un ragazzino che a soli 16 anni esordisce in Formula 1 al volante della Toro Rosso. Un pilota tremendamente forte, un fenomeno, un futuro campione, capace di spostare masse di tifosi, i cosiddetti “orange”, in giro per i circuiti di tutto il mondo. E allora è solo questione di tempo perché l’Olanda torni protagonista del mondiale di Formula 1.

Nel 2018 viene annunciato che la massima categoria del motorsport tornerà nei Paesi Bassi a partire dalla stagione 2020. L’azienda italiana Dromo viene incaricata di apporre delle modifiche al tracciato affinché rientri negli standard di sicurezza dettati dalla FIA. Così rinnovato, il Circuit Zandvoort misura 4.259 metri e si snoda attraverso 14 curve. Sono presenti due sopraelevate con un banking considerevole, curva 3 e curva 14, che, insieme ai dislivelli dettati dalle dune, conferiscono al circuito un carattere iconico, che mette a dura prova il manico dei piloti.

Per via della pandemia da COVID-19, la Formula 1 torna in Olanda nel 2021, e Max Verstappen si impone subito, conquistando la vittoria davanti al suo rivale Lewis Hamilton. L’olandese vince anche nel 2022 e nel 2023 (nonostante un finale thrilling sotto la pioggia), raggiungendo così Stewart e Lauda a quota tre vittorie nella classifica all-time. Nel 2024, invece, l’idolo locale deve arrendersi alla superiorità schiacciante della McLaren di Lando Norris, che conquista, proprio davanti a Verstappen, la sua seconda vittoria in carriera.