UN TRIONFO TUTTO INGLESE: LA PRIMA AFFERMAZIONE DELLA VANWALL
INTRODUZIONE
Sabato 20 luglio 1957. L’Aintree Motor Racing Circuit ospita l’8° Edizione del Gran Premio di Gran Bretagna, 5° round del Campionato del Mondo di Formula 1 1957.
In una stagione dominata ancora una volta dall’argentino Juan Manuel Fangio con la Maserati, comincia a mettersi in mostra la Vanwall, costruttore britannico alla 4° stagione di attività in Formula 1. I risultati promettenti del team inglese raggiungono il culmine ad Aintree, dove Stirling Moss e Tony Brooks conquistano una vittoria storica.
LE ORIGINI DELLA VANWALL: NATA PER BATTERE LA FERRARI
Siamo nel secondo dopoguerra, e Guy Anthony Vandervell, detto Tony, è un imprenditore britannico, dirigente di un’azienda impegnata nella produzione di componentistica per auto, tra i cui clienti c’è anche la Scuderia Ferrari.
Oltre ad essere un abile uomo d’affari, Tony è anche un grande appassionato di corse automobilistiche. Nel 1951 chiede così in prestito a Enzo Ferrari una 375 F1, monoposto ormai obsoleta per correre nel Campionato del Mondo di Formula 1, ma che Tony intende impiegare, con una livrea “verde British”, per alcune gare di Formula Libre. La vettura viene chiamata “Tinwall Special” e deve il suo nome al marchio di cuscinetti “Tinwall”, prodotti dall’azienda di Vandervell.
All’inizio degli anni ’50, Tony è stato anche uno dei sostenitori del progetto BRM, con cui collabora fino al 1951. Dopo questo periodo, tuttavia, entra in disaccordo con la direzione e la gestione della scuderia britannica. Inoltre, anche i rapporti con Enzo Ferrari si incrinano. Il commendatore, infatti, non è molto contento del fatto che le sue vetture vengono impiegate nelle corse automobilistiche sotto altro nome.
Così, tagliato ogni tipo di rapporto con BRM e Ferrari, Vandervell decide di inseguire un sogno: fondare e dirigere una squadra corse, con l’obiettivo di gareggiare contro le Ferrari e porre fine al dominio italo-tedesco di Ferrari, Maserati e Mercedes in Formula 1. Nasce così il team Vanwall, il cui nome è una fusione tra Vandervell e Tinwall. La nuova scuderia esordisce in Formula 1 nel 1954, ma è nel 1955 che viene costruita la Vanwall VW55, progettata appositamente secondo i nuovi regolamenti entrati in vigore proprio in quella stagione. I primi risultati in pista, tuttavia, non sono buoni. Oltre a un motore poco performante, anche il telaio necessita di grosse migliorie.
Al termine di un complicato 1955, Dereck Wooton, uno degli autisti impiegati dal team, consiglia a Vandervell di assumere un suo amico, un giovane progettista molto promettente. Il progettista in questione è Colin Chapman, un personaggio destinato a fare la storia del motorsport.
Dalla penna del genio Chapman, in collaborazione con l’aerodinamico Frank Costin, nasce la Vanwall VW2. La caratteristica forma a goccia della carrozzeria e le altre soluzioni progettuali molto sofisticate la rendono una delle monoposto più iconiche della storia, oltre a fornire un netto upgrade di performance rispetto alla VW55. La vettura si dimostra fin da subito velocissima, e la prima vittoria arriva per mano di Stirling Moss, giovane talento inglese chiesto in prestito alla Maserati, nell’International Trophy di Silverstone, una gara extra campionato. Tuttavia, la VW2 è sì velocissima, ma carente ancora di affidabilità. L’unico arrivo a punti del 1956 è un 4° posto, firmato da Harry Schell in Belgio.
Per competere con le scuderie di vertice, Ferrari e Maserati (data l’uscita di scena di Mercedes, a seguito della tragedia di Le Mans 1955), serve ancora uno step in avanti. Per la stagione 1957, la Vanwall presenta ai nastri di partenza la VW5, evoluzione della precedente VW2, aggiornata in tutti i suoi aspetti e pronta a sfidare le rivali italiane.
IL CAMPIONATO DEL 1957: FANGIO È IL RE, MA LA VANWALL COMINCIA A FARE LA VOCE GROSSA
Per la stagione 1957, il Campione del Mondo in carica Juan Manuel Fangio lascia la Scuderia Ferrari pertornare alla Maserati, con cui aveva già corso nel 1953 e nel 1954, conquistando il suo terzo titolo piloti nel 1954. Stirling Moss viene ingaggiato a tempo pieno dalla Vanwall, dove incontra i suoi connazionali Tony Brooks, Stuart Lewis-Evans e Roy Salvadori. In Ferrari saranno invece Peter Collins, Luigi Musso e Mike Hawthorn a correre quasi tutte le gare della stagione.
Il campionato comincia a Buenos Aires, nel segno del Campione del Mondo in carica. Fangio domina il suo Gran Premio di casa, davanti alle Maserati del francese Jean Behra e del suo connazionale Carlos Menditeguy. A Monaco, 2° round stagionale, debutta la Vanwall. Dopo una buona qualifica, chiusa in 5° e 6° posizione, Moss butta alle ortiche una possibile vittoria a causa di un incidente mentre si trova in testa, mentre Brooks è 2° al traguardo, alle spalle di Fangio, e conquista il primo podio nella storia della Vanwall. Fangio si ripete anche a Rouen, in Francia, mettendo già una grossa ipoteca sul suo 5° titolo mondiale. Sul podio precede le
Ferrari di Musso e Collins, mentre le Vanwall di Lewis-Evans e Salvadori sono costrette al ritiro per problemi di affidabilità. Alla vigilia del 5° round stagionale, in programma ad Aintree, in Gran Bretagna, Fangio è leader incontrastato della classifica, a quota 25 punti, 18 in più sul ferrarista Musso. Il primo dei piloti Vanwall è Brooks, in 6° posizione, a pari punti con Behra, mentre Lewis-Evans è 14°.
LE QUALIFICHE DI AINTREE: LA VANWALL FA SOGNARE IL PUBBLICO INGLESE
La Formula 1 torna a correre sul circuito di Aintree dopo una stagione di assenza, secondo l’alternanza programmata in quegli anni con il Silverstone Circuit. L’Aintree Motor Racing Circuit è un tracciato veloce, ma allo stesso tempo tecnico. Misura 4,8 km e si può definire una pista “dal doppio volto”: il settore tecnico composto dalle curve Anchor Bend, Cottage Corner, Country Corner e Village Corner si contrappone alla sezione velocissima del Stefton Straight, un lungo rettilineo che conduce alle ultime curve del circuito.
Già durante le prime prove libere del weekend è chiaro che la disputa per la vittoria ad Aintree sarà una questione tra Maserati e Vanwall. Entrambe si mostrano estremamente veloci ed efficaci sul circuito britannico, mentre le Ferrari soffrono di problemi di sottosterzo, e risultano molto complicate da guidare.
Il venerdì è tempo di qualifica per stabilire la griglia di partenza del Gran Premio. A prendersi la scena è l’idolo locale Stirling Moss, che conquista una fantastica pole position con la sua Vanwall, la prima nella storia del team britannico. È grande festa in casa Vanwall, anche grazie all’ottima 3° posizione di Brooks. La Maserati vede Behra inserirsi in prima fila, 2° tra le due Vanwall, mentre Fangio è 4°. È una qualifica comunque molto combattuta: i primi quattro piloti sono racchiusi in appena 4 decimi di secondo, distacchi minimi per l’epoca. La prima Ferrari è quella di Hawthorn, in 5° posizione, distante un secondo dal tempo pole di Moss. Il britannico del Cavallino si piazza davanti alla Vanwall di Lewis-Evans e alla Maserati di Schell. Chiudono la top 10 le tre Ferrari di Collins, Trintignant e Musso. La prima BRM, quella di Leston, è 12°, alle spalle della Maserati di Menditeguy, con un ritardo di 5,4 secondi dal tempo di Moss.
Cala la notte ad Aintree, e tutti attendono con ansia il giorno della gara. La Vanwall sogna nell’impresa di vincere il primo Gran Premio della sua storia davanti al pubblico di casa. Ma la concorrenza è agguerrita: le Maserati sono in agguato, e Fangio è il dominatore della stagione.
LA GARA
Nel pomeriggio del sabato sull’Aintree Motor Racing Circuit è tutto pronto per la disputa dell’8° Edizione del Gran Premio di Gran Bretagna, sulla lunghezza prevista di 90 giri. Al via, Behra ha lo scatto migliore e passa Moss, ma la sua leadership non dura nemmeno un giro: il britannico riporta la Vanwall in testa. Difficile la partenza di Fangio, che scivola 8°. Alle spalle di Behra e Brooks, le due Ferrari di Hawthorn e Musso salgono in 4° e 5° posizione.Nei primi giri, Moss cerca di staccare Behra, e riesce a guadagnare un margine di 7 secondi. Dietro, Brooks lotta con Hawthorn per la 3° posizione. Il britannico si trova costretto a cedere la posizione al rivale, e poco dopo subisce anche l’attacco di Musso, che lo relega alla 5° posizione. Musso, però, commette un errore e scivola 8°, alle spalle di Fangio.
Moss sembra non avere rivali, ma il colpo di scena è dietro l’angolo. La sua Vanwall rallenta a causa di alcuni problemi al motore, e il britannico è costretto ai box. Il team, allora, prende un’importante decisione: cambiare i suoi due piloti. Moss riparte con la vettura di Brooks dalla 7° posizione, mentre Brooks attende che i meccanici riparino la vettura di Moss per continuare la gara. Tornato in pista, Moss imprime da subito un ritmo indiavolato, e comincia la sua rimonta. In pochi giri, raggiunge e passa Fangio, autore di una gara davvero anonima, per la 6° posizione. Davanti, intanto Lewis- Evans passa Collins per la 3° posizione, approfittando di alcuni problemi tecnici che affliggono la Ferrari. Nel frattempo, Musso passa Fangio e sale 6° dietro Moss. L’argentino, infine, termina la sua gara con un ritiro per noie al motore. Anche Brooks e Collins sono costretti al ritiro, con il ferrarista britannico che sale sulla vettura di Trintignant per concludere la corsa. Al 69° giro, Moss passa Lewis-Evans per la 3° posizione. Davanti, colpi di scena a non finire: il leader della gara Behra è costretto al ritiro a causa della rottura della frizione della sua Maserati; Hawthorn, invece, passa sui detriti lasciati in pista da Behra, fora una gomma ed è costretto ai box per sostituirla. Incredibilmente, Moss passa in un solo giro dalla 4° alla 1° posizione, tornando a condurre una gara che sembrava ormai persa. Negli ultimi giri, Lewis-Evans perde molte posizioni a causa di un problema al cavo dell’acceleratore. Le due Ferrari di Musso e Hawthorn salgono così in zona podio, mentre il pubblico sugli spalti incrocia le dita e accompagna con il tifo Moss nei suoi ultimi giri trionfali. Al 90° giro cala la bandiera a scacchi sull’Aintree Motor Racing Circuit: Stirling Moss vince l’8° Edizione del Gran Premio di Gran Bretagna, al termine di una gara rocambolesca, ma che alla fine gli ha dato ragione.
L’inglese, al 4° successo in carriera, condivide la vittoria con il compagno di squadra Tony Brooks, che per la prima volta in carriera sale sul gradino più alto del podio. La Vanwall ottiene la prima vittoria della sua storia. È il primo team britannico a trionfare in Formula 1, spezzando per la prima volta il dominio assoluto italo- tedesco. Si tratta di una vittoria tutta inglese, ottenuta da una squadra inglese, con due piloti inglesi, in Inghilterra: il pubblico locale è in visibilio. Completano il podio le due Ferrari di Luigi Musso e Mike Hawthorn, davanti alla vettura gemella guidata da Maurice Trintignant e Peter Collins. Ultimo pilota a guadagnare punti è Roy Salvadori con la Cooper, davanti al suo compagno di squadra Bob Gerard, mentre Stuart Lewis-Evans, con l’altra Vanwall, taglia il traguardo soltanto in 7° posizione. Disastro totale in casa Maserati, con l’unica vettura al traguardo, guidata dal britannico Ivor Bueb, 8° e ultima sotto la bandiera a scacchi.
CONCLUSIONE
La vittoria ad Aintree nel 1957 non è stato solo un fuoco di paglia per la Vanwall. Mentre alla gara successiva, al Nurburgring, Fangio domina e conquista il suo 5° titolo iridato, al termine di una delle gare più belle della sua carriera leggendaria, Moss si impone nuovamente negli ultimi due appuntamenti del mondiale, a Pescara e a Monza, a casa di Maserati e Ferrari. Ma l’obiettivo della Vanwall, cioè quello di spezzare l’egemonia italo-tedesca in Formula 1, non è ancora stato pienamente raggiunto. Manca un ultimo, importante tassello: conquistare il titolo mondiale. Nel 1958, per la prima volta nella storia della Formula 1, viene istituita la Coppa Costruttori: dalla somma dei punti dei piloti di uno stesso team deriverà il punteggio complessivo della squadra, valido per la classifica dei costruttori.
Con una VW5 ancora in crescita, nel 1958 la Vanwall punta tutto sulla conquista del titolo. La Ferrari diventa la rivale più ostica e, per un solo punto di vantaggio su Stirling Moss, il pilota del Cavallino Mike Hawthorn si laurea Campione del Mondo per la prima volta in carriera. Ma, grazie alle tre vittorie di Moss in Olanda, Portogallo e Marocco, e alle tre di Brooks in Belgio, Germania e Italia, la Vanwall è il primo team nella storia della Formula 1 a conquistare il Campionato Costruttori. Comincia così, con il trionfo mondiale del team di Vandervell, l’egemonia dei costruttori britannici in Formula 1. Seguiranno i domini assoluti di Lotus e Williams, due team leggendari, assoluti padroni dei decenni successivi. Il futuro della Vanwall, purtroppo, non ha un corso felice. Il 1958, infatti, è l’ultimo anno in cui il team inglese disputa l’intera stagione di Formula 1, funestato anche dalla scomparsa di Stuart Lewis-Evans a seguito di un incidente durante l’ultimo round stagionale in Marocco. Tony Vandervell, a causa di alcuni problemi di salute, è costretto ad abbandonare le attività, e con lui anche il suo team si ritira dal mondo delle corse. Le ultime due apparizioni della Vanwall in Formula 1 si hanno in Gran Bretagna nel 1959 e in Francia nel 1960 con Tony Brooks alla guida, ma entrambe finiscono con un ritiro.
Una conclusione triste per l’incredibile storia della Vanwall, la scuderia britannica nata per interrompere il dominio di Ferrari, Maserati e Mercedes in Formula 1. La prima scuderia nella storia a diventare Campione del Mondo Costruttori di Formula 1, antenata dei successivi domini britannici che hanno caratterizzato la storia di questo sport.