Appuntamento con la Storia: Gran Premio di Barcellona-Catalogna 2016
GRAN PREMIO DI SPAGNA 2016 VINCERE ALL’ESORDIO: MAX VERSTAPPEN INCANTA LA FORMULA 1
INTRODUZIONE
Domenica 15 maggio 2016. Il Circuit de Barcelona-Catalunya ospita la 46° Edizione del Gran Premio di Spagna, 5° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2016.
In un campionato dominato ancora una volta dalla Mercedes, Nico Rosberg e Lewis Hamilton danno vita a uno dei duelli mondiali più avvincenti ed equilibrati degli ultimi anni. In Spagna, però, il rapporto tra i due cambia per sempre, e tra i due litiganti emerge una giovane promessa olandese destinata a riscrivere tutti i record. Questo è il racconto della prima strabiliante vittoria in Formula 1 di Max Verstappen.
LA RAPIDA ASCESA DI MAX VERSTAPPEN: UN TALENTO GENERAZIONALE DESTINATO ALLA GLORIA
Max Emilian Verstappen è nato per vincere. Figlio dell’ex pilota di Formula 1 Jos Verstappen e dell’ex kartista Sophie Kumpen, cresce in una famiglia dove velocità e corse in pista sono il pane quotidiano. Fin dai primi anni di vita dimostra una particolare predisposizione al racing, e i genitori assecondano questa sua vocazione avvicinandolo subito alle maggiori competizioni nazionali del Belgio.
Nel 2005, a 8 anni, fa il suo esordio nei kart, mostrando evidenti doti di guida che fanno già capire che Max è, senza dubbio, una giovane promessa del motorsport. L’educazione severa di papà Jos è determinante nel forgiare in lui un carattere forte e combattivo, che sarà il suo tratto distintivo per tutta la carriera. Tra il 2010 e il 2013 partecipa a diverse competizioni WSK, campionato di karting organizzato da WSK Promotion, e trionfa in dieci campionati diversi. Questi risultati lo mettono subito in mostra, e il suo esordio in monoposto non tarda ad arrivare. Nel 2014 partecipa al Florida Winter Series, campionato organizzato dalla Ferrari Driver Academy, ottenendo due vittorie e il 3° posto in classifica piloti. Nello stesso anno esordisce anche nel campionato europeo di Formula 3, organizzato dalla FIA, con il team olandese Van Amersfoot Racing. Conclude al 3° posto in classifica, con ben 10 vittorie all’attivo. Sempre nel 2014 arriva la svolta. La Red Bull, team di spicco all’interno del paddock della Formula 1, lo sceglie come nuovo membro del suo Junior Team. Helmut Marko, consulente del team, ancora una volta è stato eccellente nel suo lavoro di talent scout. Verstappen, sedicenne, presenzia per la prima volta in una sessione ufficiale di Formula 1, sulla Toro Rosso, in occasione della prima sessione di prove libere del Gran Premio del Giappone a Suzuka, uno dei circuiti più complicati del mondiale. È nuovamente in pista ad Austin, in Texas, e in Brasile. Ad Interlagos mette in mostra straordinarie doti di guida, considerando la sua giovane età, con dei controlli in curva da vero fenomeno. Marko non perde tempo, e stupisce tutto il mondo F1 ingaggiando un ancora minorenne Verstappen come pilota titolare della Toro Rosso, team satellite di Red Bull, al fianco di un altro esordiente che promette tanto bene, lo spagnolo Carlos Sainz. Il 2015 è, quindi, la stagione d’esordio in Formula 1 per Max Verstappen. Dopo una prima gara sfortunata in Australia, a Kuala Lumpur l’olandese ottiene un fantastico 7° posto al traguardo, proprio davanti a Sainz. Nel corso della stagione, il confronto con lo spagnolo, seppur mai in modo eclatante, pende a suo favore. Max conquista altri 9 piazzamenti a punti, 6 consecutivi, di cui due 4° posti in Ungheria e negli Stati Uniti. Questi risultati gli valgono la 12° posizione in classifica mondiale, contro la 15° di Sainz.
La prima stagione di Max Verstappen in Formula 1 è, dunque, un successo. L’olandese è un fenomeno assoluto e lo ha dimostrato anche con delle imprese magiche in pista, come il sorpasso ai danni di Felipe Nasr all’esterno del curvone Blanchimont sul circuito di Spa-Francorchamps. Una mossa che aveva compiuto con successo al simulatore la notte prima e aveva pensato bene di replicarla nella vita reale, con una naturalezza disarmante.
Grazie a questi risultati estremamente promettenti, la Toro Rosso conferma la presenza di Verstappen come pilota titolare, sempre al fianco di Sainz, anche per la stagione 2016. Il prossimo obiettivo del giovane olandese è convincere i vertici Red Bull a promuoverlo come titolare nella squadra madre, per avere la possibilità di correre per un top team e lottare per le posizioni che contano.
IL CAMPIONATO DEL 2016: NICO ROSBERG GIOCA IL TUTTO PER TUTTO
Il 2016 è il terzo anno dell’era Power Unit. La Formula 1 è dipinta da un solo colore: argento Mercedes. Dopo aver dominato in modo assoluto il 2014 e il 2015, il team capitanato da Toto Wolff continua a tenere in vita il suo impero, presentando ai nastri di partenza la W07, monoposto capace, ancora una volta, di ammutolire la concorrenza. Ferrari e Red Bull, gli altri due top team, presentano buoni progetti, ma non abbastanza buoni da dare fastidio alla Mercedes: dovranno accontentarsi di lottare tra di loro per il ruolo di seconda forza.
Al volante della W07 ci sono il britannico Lewis Hamilton e il tedesco Nico Rosberg, in coppia alla corte di Wolff sin dal 2013. La loro rivalità, nata sui kart, ha tenuto acceso l’interesse degli appassionati nei due anni precedenti, dando vita, specialmente nel 2014, a un’entusiasmante lotta per il titolo, durata fino all’ultimo Gran Premio stagionale. In entrambi i casi è stato Hamilton a laurearsi Campione del Mondo, dimostrando, soprattutto nel 2015, di avere qualcosa in più rispetto a Rosberg, un pizzico di velocità in più, e forse anche di malizia, che gli ha consentito di battere il tedesco a parità di condizioni. Il 2016, però, deve essere l’anno della svolta per Nico, deve raggiungere il suo obiettivo: diventare Campione del Mondo di Formula 1, almeno una volta nella vita, come suo padre Keke. Poi potrà anche ritirarsi definitivamente dalle corse. Nell’inverno tra il 2015 e il 2016, Rosberg si allena come un matto, tutti i giorni, quasi in modo ossessivo, così da arrivare ad inizio stagione più in forma che mai, anche e soprattutto mentalmente. E, in effetti, questa sua preparazione dà i frutti sperati. Rosberg domina le prime quattro gare della stagione: Australia, Bahrain, Cina e Russia. Hamilton completa la doppietta Mercedes a Melbourne e a Sochi; in Bahrain è 3°, dietro la Ferrari di Raikkonen, e in Cina giunge 7°, dopo essere partito dal fondo griglia a causa di un problema tecnico in qualifica.
Ferrari e Red Bull non possono fare altro che lottare tra di loro per i gradini più bassi del podio. Nelle prime due gare è la Rossa a fare compagnia al duo Mercedes nella top 3, una volta con Vettel, la seconda con Raikkonen. In Cina, la Red Bull, sfruttando il weekend complicato di Hamilton, conquista il suo primo podio, grazie alla grande gara di Kvjat, forse uno dei pochi lampi nella carriera non certo esaltante del pilota russo. A Shanghai sul podio c’è anche la Ferrari di Vettel. Ma, in tutto questo, cosa sta combinando Verstappen con la Toro Rosso? Il confronto con Sainz si conferma ancora impegnativo, ma l’olandese è autore di un inizio di stagione davvero solido. A punti nei primi tre Gran Premi, è splendida la sua 6° posizione in Bahrain. In Russia è sfortunato, costretto al ritiro per un problema di affidabilità alla Power Unit. Ma sarà proprio quel weekend di Sochi a determinare una grande svolta nella carriera del giovane Max. Nel corso del 1° giro, Kvjat commette un grave errore di valutazione, tamponando due volte la Ferrari di Vettel, causando il ritiro del tedesco e compromettendo la propria gara a causa di una penalità stop&go di 10 secondi. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso. Al termine di una gara terribile per il team, con 0 punti portati a casa, la Red Bull prende una decisione che sconvolge tutti e che cambierà per sempre la Formula 1.
Dal successivo Gran Premio di Spagna, Daniil Kvjat verrà retrocesso alla Toro Rosso, al fianco di Sainz. Al suo posto, in Red Bull, insieme a Daniel Ricciardo, Helmut Marko promuove il neo-diciottenne Max Verstappen. È un colpo di mercato che fa scalpore, soprattutto per le tempistiche con le quali è arrivato. Dopo solo una stagione e quattro gare, Verstappen si ritrova già tra i grandi, alla guida di un top team. Riuscirà a gestire la pressione e a soddisfare le aspettative?
Alla vigilia del weekend di Barcellona, la situazione in entrambe le classifiche mondiali è alquanto blindata. Tra i piloti, Rosberg domina con punteggio pieno (100 punti dopo quattro gare), con un vantaggio di 43 punti su Hamilton. Seguono Raikkonen, Ricciardo e Vettel, racchiusi in un fazzoletto di 10 punti. A conferma di un grande inizio di stagione, Verstappen è 10°, mentre Sainz è 14°, staccato di 9 punti dall’olandese. In classifica costruttori, la Mercedes è saldamente al comando, con 81 punti di vantaggio sulla Ferrari e 100 sulla Red Bull.
LE PRIME FASI DEL WEEKEND CATALANO: MERCEDES FA IL VUOTO, VERSTAPPEN SUBITO AL TOP
Il fine settimana di Barcellona si apre con una Ferrari pimpante. Vettel e Raikkonen comandano la prima sessione di prove libere, con mezzo secondo di vantaggio su Rosberg. Ma per i tifosi della Rossa questa è soltanto un’illusione. La Mercedes torna al comando nelle altre due sessioni di libere, con Rosberg costantemente più veloce di Hamilton.
Sabato pomeriggio è tempo di qualifica sul circuito del Montmelò. In Q1 il più veloce è Rosberg, con due decimi di vantaggio su Hamilton. Ma il britannico sa che non può permettere al tedesco batterlo anche su questa pista. Lewis segna il miglior tempo in Q2, e in Q3 un altro giro perfetto lo rende inattaccabile. Con un tempo di 1:22.000, Hamilton conquista la 52° pole position della sua carriera, la 3° stagionale dopo quelle di Australia e Bahrain. Rosberg completa una prima fila tutta Mercedes, davanti alla Red Bull di Ricciardo.
Fantastica la prestazione di Verstappen, che consente al team anglo-austriaco di blindare la seconda fila. Max, alla sua prima qualifica da pilota top, batte entrambe le Ferrari, con Raikkonen e Vettel relegati alla terza fila. Chiudono la top 10 Bottas con la Williams, Sainz con la Toro Rosso, Perez con la Force India e Alonso con la McLaren. Kvjat, con l’altra Toro Rosso, è solo 13°.
Cala la notte a Barcellona, e il giorno seguente tutto è pronto per la disputa del 5° round della stagione 2016. Gli spettatori sulle tribune e davanti alle televisioni di tutto il mondo sono in trepidante attesa di assistere a un’altra sfida mondiale tra Rosberg e Hamilton. Nessuno, però, ancora sa che quella domenica sarà una giornata destinata a scrivere una pagina indelebile della storia della Formula 1.
LA GARA
Alle 14 in punto il commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i semafori rossi del Circuit de Barcelona-Catalunya si accendono uno alla volta per poi spegnersi all’improvviso tutti insieme: è il via della 46° Edizione del Gran Premio di Spagna.
Rosberg ha uno spunto migliore di Hamilton e va subito in testa. Dietro di loro, Vettel tenta l’attacco su Verstappen, ma finisce per perdere la posizione anche su un fantastico Sainz, già salito 5°. Hamilton, però, non accetta il fatto di essere alle spalle di Rosberg, e attacca il tedesco con una mossa azzardata nel breve tratto rettilineo che porta alla curva Repsol. Rosberg chiude la traiettoria, e Hamilton, rimasto all’interno, va sull’erba, perdendo il controllo della sua Mercedes. Lo scontro è inevitabile: la W07 del britannico colpisce la parte posteriore della vettura gemella, causando una clamorosa carambola che porta al ritiro entrambe le Mercedes. Con Hamilton e Rosberg subito fuori dai giochi, è un’occasione da non perdere per Red Bull e Ferrari di portare a casa una vittoria insperata.
Dopo tre giri di Safety Car, la gara riprende con Ricciardo davanti a Verstappen e Sainz, che si ritrova incredibilmente in zona podio. I sogni di gloria dello spagnolo, tuttavia, si spengono quasi subito. La sua Toro Rosso nulla può contro la maggiore competitività delle Ferrari, che non fanno troppa fatica a rimettersi nella scia delle due Red Bull. Ricciardo è il primo pilota del gruppo di testa che si ferma ai box, al 12° giro. Verstappen diventa, così, il più giovane leader di un Gran Premio nella storia della Formula 1. Max si ferma al giro seguente, così come Raikkonen, mentre Vettel attende fino al 16° giro.
Dopo il primo round di soste, la situazione in classifica vede ancora Ricciardo davanti a Verstappen e le due Ferrari. Sainz, invece, è costretto a cedere la 5° posizione alla Williams di Bottas; scivola così 6°, davanti a Perez e alle due McLaren. Davanti, Vettel passa Raikkonen e, sfruttando una fase favorevole per la Ferrari, mette sotto pressione Verstappen. Max resiste agli attacchi, dimostrando un carattere in pista da fenomeno. A questo punto della gara si delineano le strategie dei piloti di testa. Verstappen e Raikkonen sono sulle due soste; Ricciardo e Vettel hanno, invece, tre pit stop in programma. Per questo, nell’ultima fase della gara, Verstappen assume con decisione la leadership della corsa, seguito da Raikkonen, Vettel e Ricciardo, scivolato addirittura 4° a causa di una strategia non certo indovinata.
Negli ultimi giri, Raikkonen è più veloce di Verstappen, e tenta in tutti i modi di bucare la sua difesa. Max, però, pur con la pressione alle spalle di un Campione del Mondo, non sbaglia un colpo, rimanendo super concentrato su un clamoroso traguardo che si avvicina sempre di più. Dietro, Ricciardo è in lotta con Vettel per il gradino più basso del podio. Tuttavia, l’australiano sollecita in modo eccessivo i suoi pneumatici, e subisce la foratura di una gomma posteriore: addio podio.
Al 66° giro cala la bandiera a scacchi sul Circuit de Barcelona-Catalunya: Max Verstappen vince la 46° Edizione del Gran Premio di Spagna, cogliendo la sua prima vittoria in carriera in Formula 1. Trionfa all’esordio con la Red Bull, sotto gli occhi increduli di tutto il mondo. Verstappen scrive una pagina di storia: diventa il più giovane pilota a vincere un Gran Premio di Formula 1, con i suoi 18 anni, 7 mesi e 15 giorni, ed è anche il primo olandese a trionfare nel mondiale. Tutto questo all’esordio con la Red Bull, un esordio che mette in chiaro tante cose sul talento mostruoso di questo ragazzo: questo è solo il primo successo di una carriera destinata a diventare leggenda. Completano il podio i due piloti della Ferrari, con Raikkonen che sfiora la vittoria e Vettel 3°; 4° è un delusissimo Ricciardo, che riceve un bel biglietto da visita da parte del suo nuovo compagno di squadra. Intanto, nel motorhome della Mercedes volano gli stracci: il rapporto di amicizia tra Hamilton e Rosberg, adesso, si è completamente deteriorato!
CONCLUSIONE
Il 15 maggio 2016 è nata ufficialmente una nuova stella nel firmamento della Formula 1. La vittoria all’esordio con la Red Bull è un segnale lampante del fatto che in circolazione nel paddock c’è un nuovo fenomeno, uno di quei talenti generazionali che nascono una volta ogni decennio, probabilmente. Le circostanze hanno sorriso a Max Verstappen in quel pomeriggio catalano: prima fra tutte, l’incidente al via tra i due piloti Mercedes, e poi anche una strategia favorevole, rispetto soprattutto a quella del suo compagno di squadra Ricciardo. Sì, ma questi due fattori non garantiscono da soli una vittoria. Verstappen è stato magico in pista, per tutta la gara. Non si è fatto mai intimorire dalla pressione di due Campioni del Mondo come Raikkonen e Vettel, portando a casa un’impresa che non verrà mai dimenticata.
Ormai tutti conosciamo il continuo della storia. Verstappen ha seguito un percorso di crescita rapido e costante, passando dall’essere soprannominato “Mad Max” per la sua guida ultra-aggressiva e a volte scorretta, al diventare uno dei piloti più amati dagli appassionati, e un pluricampione del mondo destinato a riscrivere tutti i record della Formula 1. Un ragazzo, ora diventato padre, spinto da una passione indescrivibile per il motorsport. Uno che la settimana prima vince in F1, e la settimana dopo trionfa al Nurburgring su una vettura GT3, con più di un minuto di vantaggio sugli avversari. Una leggenda vivente delle corse automobilistiche, che divide l’opinione pubblica con le sue dichiarazioni piccanti e dirette e, allo stesso tempo, fa innamorare gli appassionati di tutto il mondo con le sue imprese che rimarranno per sempre impresse nella storia.