Appuntamento con la Storia: Gran Premio di Miami 2023.
IL SORPASSO DECISIVO: L’INIZIO DELLA DEBACLE SPORTIVA DI SERGIO PEREZ
INTRODUZIONE
Domenica 07 maggio 2023. Il Miami International Autodrome ospita la 2° Edizione del Gran Premio di Miami, 5° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2023.
La Red Bull sta dominando in lungo e in largo l’inizio di stagione 2023, grazie alla clamorosa supremazia della RB19 rispetto alla concorrenza. Ma la lotta interna tra i due piloti, Max Verstappen e Sergio Perez, è più accesa che mai, con il messicano che sembra davvero poter essere in grado di contrastare la forza dell’olandese. A Miami, però, questo equilibrio perfetto tra i due è destinato a rompersi per sempre.
I PRIMI ANNI DI MAX VERSTAPPEN IN RED BULL: LA MALEDIZIONE DEL SECONDO SEDILE
Quando Max Verstappen, nel 2016, viene promosso alla guida della Red Bull al posto di Daniil Kvjat, retrocesso in Toro Rosso, in squadra c’è già una solida prima guida. Daniel Ricciardo si era conquistato quello status già nel 2014, il suo primo anno nel team, quando si era dimostrato più veloce e concreto di un Sebastian Vettel ormai in fase di rottura con la Red Bull e in cerca di altri lidi. Ora, però, al suo fianco è arrivato un giovane olandese dal talento enorme che, era già chiaro allora, avrebbe rappresentato il futuro del team.
Ricciardo, comunque, è pur sempre un pilota fortissimo ed estremamente talentuoso, e i primi due anni di convivenza con Verstappen danno ragione a lui. Nonostante Max stupisca tutti cogliendo la sua prima vittoria in carriera alla sua prima gara con la Red Bull al Gran Premio di Spagna 2016, Daniel riesce ad essere più costante e concreto, e sia nel 2016 sia nel 2017 batte il compagno di squadra in classifica piloti.
La stagione 2018 comincia in modo fantastico per Ricciardo, che conquista due bellissime vittorie in Cina e a Monaco. Ma proprio durante quel weekend di Montecarlo qualcosa cambia. Nella terza sessione di prove libere Verstappen commette un grave errore, l’ennesimo della sua ancora giovane carriera, e danneggia la monoposto così tanto da vedersi compromessa la partecipazione alle qualifiche. Partirà in fondo alla griglia, in un circuito dove le rimonte sono impossibili, vanificando così l’opportunità di una vittoria con una Red Bull molto competitiva tra le stradine del Principato.
Nella notte tra sabato e domenica, però, nella testa di Max qualcosa fa click. Mentre Ricciardo vince sotto gli occhi del principe Alberto II, Verstappen è autore di una gara memorabile, aggressivo ma attento ad ogni pericolo. Sfruttando gli eventi della corsa, al traguardo è 9°: un risultato che ha del clamoroso, considerando le mille insidie del Circuit de Monaco.
Questa gara rappresenta un vero e proprio spartiacque nella stagione dei due piloti Red Bull. Verstappen dimostra una maturità sorprendente, riuscendo a controllare la sua aggressività in pista e sfruttarla per dare il meglio di sé. Nel corso della stagione conquista 10 podi, di cui due vittorie in Austria e in Messico. Ricciardo, invece, soffre la supremazia di Max all’interno del team, e sprofonda: dopo la vittoria di Monaco non riuscirà più neanche a salire sul podio. A fine anno arriva così la rottura definitiva tra l’australiano e la Red Bull: Ricciardo ha capito che ormai in quel team c’è posto soltanto per una prima guida.
La Red Bull, per il 2019, come compagno di squadra di Verstappen sceglie il francese Pierre Gasly, giovane talento del Red Bull Junior Team, che aveva disputato un’ottima stagione di debutto nel 2018 con la Toro Rosso. La storia d’amore tra Gasly e la Red Bull, però, sarà un vero e proprio fallimento. La convivenza con Verstappen è molto complicata: la RB15 è una monoposto costruita sullo stile di guida di Max, e Pierre non riesce a guidare come vorrebbe, non si trova affatto bene con la vettura. Il risultato è che, dopo soltanto 12 gare, una metà stagione molto deludente, Gasly viene accompagnato alla porta e retrocesso di nuovo in Toro Rosso. A prendere il suo posto è il thailandese Alexander Albon, che si ritrova così, alla sua stagione d’esordio in Formula 1, già al volante della Red Bull, dopo l’inizio di campionato disputato con la Toro Rosso. Alex si dimostra indubbiamente più pronto rispetto a Gasly per essere compagno di squadra di Verstappen. In Messico addirittura batte Max in gara, mentre in Brasile sfiora il podio, prima dell’incidente con Hamilton, che lo spedisce in testa-coda. Questi risultati promettenti convincono la Red Bull a confermare Albon anche per il 2020. Nella stagione condizionata fortemente dal Covid, però, anche Albon soccombe a quella che sta diventando la “maledizione del secondo sedile Red Bull”. Nonostante i due podi conquistati al Mugello e in Bahrain, i suoi risultati sono deludenti, specialmente se messi a confronto con un Verstappen che, quando può, dà fastidio persino alle dominanti Mercedes.
E dunque, la Red Bull si ritrova ancora una volta nella condizione di dover trovare un secondo pilota, che sia possibilmente in grado di garantire al team la presenza di entrambe le monoposto nei piani alti della classifica.
La scelta per la stagione 2021 ricade sul messicano Sergio Perez, pilota concreto e affidabile, con tanta esperienza alle spalle e reduce dalla sua prima memorabile vittoria in carriera nel 2020 al volante della Racing Point, in occasione del rocambolesco Gran Premio di Sakhir. L’arrivo di Perez in squadra è dettato anche da importanti interessi economici: la sua presenza in squadra consente alla Red Bull di accedere al mercato sudamericano, grazie agli sponsor portati da Sergio.
Nel corso delle sue prime due stagioni al fianco di Verstappen, Perez sembra poter davvero interrompere la “maledizione del secondo sedile Red Bull”. Max è sempre un gradino sopra a livello prestazionale, va bene, ma Sergio riesce comunque a garantire costantemente risultati di spessore al team. È anche grazie al supporto di Perez che Verstappen riesce a vincere l’indimenticabile duello con Hamilton nel 2021, laureandosi per la prima volta in carriera Campione del Mondo di Formula 1. La Red Bull, insomma, sembra aver finalmente trovato in Perez il compagno di squadra perfetto di Verstappen: un’ottima seconda guida, affidabile e veloce, capace di garantire sicurezza al team anche quando Max, per un motivo o per un altro, non si esprime al top.
Nel 2022, con una Red Bull nettamente superiore alla Ferrari, almeno nella seconda parte di stagione, Verstappen vince in scioltezza il suo secondo titolo consecutivo, e Perez si piazza al 3° posto in classifica, appena dietro Leclerc. Nel corso della stagione conquista due vittorie, a Monaco e a Singapore, e per cinque volte completa la doppietta Red Bull, assolvendo in pieno al suo ruolo di secondo pilota.
IL CAMPIONATO 2023: SERGIO PEREZ SOGNA IL TITOLO
Già dai pre-season test del 2023, in Bahrain, si capisce chiaramente che il team di riferimento per il campionato sarà ancora la Red Bull. Quello che forse nessuno riesce a percepire ancora, però, è che gli ingegneri di Milton Keynes hanno dato vita a una vera e propria astronave.
Che la RB19 sarà padrona assoluta della stagione 2023 si capisce sin dalla prima gara in Bahrain. Verstappen e Perez conquistano una doppietta che sa di schiaffo morale devastante agli avversari. Il primo alle spalle delle Red Bull, un fantastico Alonso con l’Aston Martin, incassa un ritardo che sfiora i 40 secondi; totalmente annichilite Ferrari e Mercedes, distanti quasi un minuto dalla vetta. La Red Bull ha davvero fatto il vuoto.
La favola di Milton Keynes si ripete anche in Arabia Saudita, nonostante un problema di affidabilità costringa Verstappen a partire 15°. In gara riesce a rimontare in modo fulmineo fino alla 2° posizione, ma una volta arrivato lì si deve arrendere alla superiorità di Perez. Il messicano vince così a Jeddah, facendo capire a Max che nel 2023 proverà a dargli seriamente del filo da torcere. In Australia, al termine di una gara folle, resa rocambolesca da una carambola in partenza dopo una bandiera rossa nel corso degli ultimi giri, vince Verstappen. Perez, partito dal fondo dopo un incidente in qualifica, non riesce a fare meglio del 5° posto, dietro Hamilton e le due Aston Martin di Alonso e Stroll.
Nel weekend successivo, però, in Azerbaijan, Perez sfrutta il suo talento nei circuiti cittadini e la pista amica di Baku, conquistando la vittoria sia nella Sprint del sabato sia nella gara della domenica. Verstappen si deve accontentare di un 3° posto al sabato (dopo un contatto in pista con il suo “amicone” Russell) e un 2° posto alla domenica.
Così, alla vigilia del 5° round stagionale, in programma a Miami, la classifica piloti vede Verstappen leader, a quota 93 punti, ma la battaglia mondiale è totalmente aperta. Perez, infatti, ha solo 6 punti di svantaggio sul compagno di squadra, e ha tutto il diritto di credere nel titolo. Imbarazzante il vantaggio della Red Bull in classifica costruttori: dopo appena 4 weekend di gara ha un margine di quasi 100 punti sull’Aston Martin, che a sua volta tiene alle sue spalle Mercedes e Ferrari.
LE QUALIFICHE DI MIAMI: GIORNATA NO PER VERSTAPPEN
La Red Bull mostra i muscoli anche sul Miami International Autodrome. Dopo una prima sessione di prove libere che vede in testa le Mercedes di Russell e Hamilton, Verstappen si scatena e conquista il miglior tempo nella FP2 e nella FP3. Perez, invece, sembra più in difficoltà e non riesce mai a tenere il passo di Max.
Si arriva alle qualifiche, quindi, con Verstappen super favorito per la conquista della pole position. Ma quel sabato di Miami è pronto a regalare un colpo di scena dopo l’altro. Il primo è la clamorosa eliminazione di Hamilton in Q2: con una Mercedes molto complicata da guidare, il campione inglese si trova costretto a prendere il via della gara soltanto dalla 13° posizione. Davanti, invece, Verstappen segna il miglior tempo in Q1 e in Q2, e si prepara a dare il colpo di grazia agli avversari in Q3. Ma…Durante il suo primo tentativo in Q3, Max commette una piccola sbavatura alla guida tra curva 5-6, quanto basta per costringerlo ad abortire il giro cronometrato. Perez segna così il miglior tempo, davanti ad Alonso, Sainz, uno splendido Magnussen con la Haas e Gasly con l’Alpine. C’è ancora, però, il secondo tentativo della Q3 a disposizione di Verstappen per ristabilire la sua leadership. Proprio quando sta per lanciarsi per il giro, tuttavia, ecco un altro colpo di scena: Leclerc perde il controllo della sua Ferrari e va in testa-coda contro le barriere di curva 7. Bandiera rossa, sessione di qualifica terminata: disastro per Verstappen.
Perez conquista così la sua 3° pole position in carriera, dopo le due ottenute a Jeddah nel 2022 e nel 2023. In prima fila con il messicano partirà Alonso con l’Aston Martin, mentre in seconda fila Sainz precede uno straordinario Magnussen, 4° con la Haas. Seguono Gasly e Russell, mentre Leclerc è solo 7°. Ma il più deluso di giornata non può che essere Verstappen. Il Campione del Mondo in carica sarà 9° in griglia, dietro anche l’Alpine di Ocon.
Per Sergio Perez è un’occasione da non perdere. Conquistando la vittoria a Miami uscirebbe dal weekend della Florida da leader della classifica piloti per la prima volta in carriera, rafforzando concretamente le sue aspirazioni di titolo. Ma non bisogna mai fare i conti senza l’oste: Max Verstappen sarà una furia in gara, e farà di tutto per rimontare e vincere. L’atmosfera d’attesa alla vigilia del Gran Premio si fa incandescente.
LA GARA
Alle 15.30 ora locale il commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i semafori rossi del Miami International Autodrome si accendono uno alla volta per poi spegnersi all’improvviso tutti insieme: è il via della 2° Edizione del Gran Premio di Miami.
Al via, Perez chiude subito la traiettoria nei confronti di Alonso e tiene la 1° posizione. Dietro seguono Sainz, Magnussen, Gasly e Russell, mentre Verstappen, partito con gomme hard per una strategia diversa rispetto ai suoi diretti avversari, perde la posizione su Bottas e scala 10°.
Nei primi giri di gara, grazie alla netta superiorità della sua Red Bull, Verstappen, nonostante le gomme hard, si scatena in una rimonta fulminea. Passa facilmente Bottas e Ocon, e poi approfitta del duello in corso tra Magnussen e Leclerc per inventarsi un clamoroso doppio sorpasso ai danni di entrambi. Ora è 6°, ma Gasly e Russell sono già prossimi alla resa. Al 9° giro, mentre Perez comanda la corsa con un secondo di vantaggio su Alonso, Verstappen è già 4°. Ora mette nel mirino la Ferrari di Sainz, che nulla può contro la furia di Max e della sua RB19. Il prossimo è Alonso: anche lo spagnolo è costretto a cedere il passo al Campione del Mondo in carica, senza opporre resistenza. In 15 giri di gara, Verstappen, partito 9°, è già 2°: Perez comincia a tremare.
Al 21° giro Perez è ai box: il messicano monta gomme hard e riprende la corsa dalla 4° posizione. Dopo i pit stop di Alonso e Ocon, Sergio si ritrova 2°, con 16 secondi di ritardo da Verstappen. Intanto, Alonso riprende la posizione su Sainz, che aveva perso durante i pit stop. Il ferrarista viene superato anche da Russell e scala 5°.
Nei giri seguenti Verstappen tiene un ritmo gara strabiliante: con gomme hard con più di 30 giri all’attivo riesce a guadagnare tre secondi su Perez, portando il suo vantaggio a oltre 18 secondi. Il messicano, pur disponendo di gomme molto più fresche rispetto a quelle del compagno di squadra, deve semplicemente arrendersi alla superiorità dell’olandese.
Lo stint di Verstappen su gomme hard è mostruoso, qualcosa di alieno. Dopo 45 giri di gara, l’olandese si ferma finalmente ai box per la sua prima e unica sosta di giornata. Perez torna leader della gara, ma la situazione per lui è molto critica. Max torna in pista attaccato al posteriore della Red Bull del compagno di squadra, e con gomme più fresche e più performanti. Perez non ha scampo. Il sorpasso è inevitabile. Verstappen lo sa, e non si fa prendere dalla fretta: attende il momento opportuno per sferrare l’attacco. Al 47° giro prende tutta la scia della RB19 del messicano nel rettilineo più lungo del circuito, ma Perez difende bene l’interno della curva successiva. Tuttavia, con questa strenua difesa sacrifica l’uscita di curva, rendendosi altamente vulnerabile nel rettilineo dei box. Verstappen, invece, prepara bene l’uscita e affianca Perez a metà rettilineo. Sergio cerca di tenere botta allungando la staccata: c’è quasi il contatto tra i due, ma alla fine ha la meglio Verstappen. L’olandese prende così la leadership del Gran Premio, avviandosi verso una vittoria clamorosa.
Al 57° giro cala la bandiera a scacchi sul Miami International Autodrome: Max Verstappen vince la 2° Edizione del Gran Premio di Miami, cogliendo la 38° vittoria della sua carriera e la 3° stagionale, la 2° consecutiva in Florida. Un successo incredibile, conquistato di puro ritmo in gara, pura supremazia su tutti i suoi avversari.
Con questa vittoria, Max ribadisce ancora una volta di essere il migliore in pista. Sconfitto, Sergio Perez completa la 4° doppietta stagionale per la Red Bull, ma la sua delusione è enorme. In una domenica che lo avrebbe potuto vedere trionfante e leader del campionato, si è dovuto arrendere alla netta superiorità di Verstappen. Completa la top 3 un fantastico Fernando Alonso, che conquista il suo 4° podio stagionale, coronando un inizio di stagione da sogno per l’Aston Martin.
CONCLUSIONE
Nonostante l’amara sconfitta subita a Miami, Sergio Perez è ancora in piena lotta per il titolo iridato del 2023.
Tuttavia, quel sorpasso di Verstappen al 48° giro della gara in Florida rappresenta nella carriera del messicano un punto di svolta, purtroppo molto negativo.
A Monaco, la gara successiva, mentre Verstappen è autore di un weekend leggendario, con la conquista di una pole position pazzesca e una vittoria altrettanto incredibile, Perez va a muro in qualifica, e in gara arriva 16°. Sembra soltanto un weekend sfortunato, ma in realtà è l’inizio di una vera e propria debacle sportiva. Mentre Verstappen farà la parte del “cannibale insaziabile”, dominando in modo assoluto e imbarazzante il 2023, cogliendo 16 vittorie nelle successive 17 gare, Perez entra in un tunnel di prestazioni negative, dal quale uscirà solo nelle ultime gare di campionato. Sergio non sente più quel feeling con la sua RB19 che aveva nelle prime gare. Tra errori, incidenti e prestazioni ai margini della top 10, il messicano termina il mondiale con 290 punti di ritardo da Verstappen (il gap più ampio tra primo e secondo posto in classifica mai fatto registrare nella storia), e rischia di perdere anche la 2° posizione a favore di Hamilton.
Nonostante questa tremenda debacle, la Red Bull decide di dare fiducia a Perez, riconfermandolo al fianco di Verstappen anche per la stagione 2024. Sergio ricambia la fiducia in lui riposta dal team, dimostrando di essere tornato dalla pausa invernale in piena forma, e dichiarando di aver capito che la cosa migliore da fare è quella di non cercare di battere Verstappen facendo di tutto per riprodurre il suo stile di guida e i suoi setup, ma di essere il più concreto possibile per garantire stabilità di risultati al team. Questo approccio funziona bene nelle prime gare, quando la Red Bull si dimostra ancora superiore alla concorrenza. Ma non appena la RB20 mostra tutti i suoi limiti di sviluppo e viene surclassata dalla McLaren e dalla Ferrari, mentre Verstappen lotta con le unghie per difendere il suo titolo di Campione del Mondo, riuscendoci e compiendo un’impresa leggendaria, Perez ripiomba ancora una volta nel tunnel. Dalla 6° gara stagionale in poi non riesce mai ad arrivare al traguardo più avanti della 6° posizione, si ritira in quattro occasioni e per altrettante volte arriva fuori dalla top 10. Le sue pessime prestazioni relegano la Red Bull al 3° posto in classifica costruttori, e lui chiude la stagione in 8° posizione in classifica mondiale, ultimo tra i piloti “top”.
Questa seconda debacle sportiva, ancora più disastrosa rispetto a quella del 2023, è troppo per la Red Bull, che decide, forse a malincuore per quanto riguarda il lato economico, di recedere il contratto con Perez, nonostante fossero previste altre due stagioni di convivenza.
Ma l’uscita di scena di Sergio Perez non decreta la fine della “maledizione del secondo sedile Red Bull”. Il problema non era mai stato Perez, e nemmeno Albon prima di lui, e nemmeno Gasly. Il problema è che quella Red Bull è progettata e costruita intorno a Max Verstappen, intorno al suo stile di guida, a sua immagine e somiglianza. E così, nel 2025, Liam Lawson, che era stato scelto come sostituito di Perez, dopo appena due weekend di gara, viene retrocesso di nuovo alla Racing Bulls.
Va un poco meglio al suo sostituto, Yuki Tsunoda, che quantomeno conclude la stagione, dimostrando qualche lampo di velocità. Ma anche Yuki soffre tantissimo il confronto con Verstappen, e non riesce ad essere di nessun supporto a Max nella lotta mondiale contro Norris e Piastri. Così, Tsunoda si aggiunge alla lista formata da Gasly, Albon, Perez e Lawson: i piloti colpiti dalla “maledizione del secondo sedile Red Bull”
Per il 2026, la Red Bull affida quel secondo sedile tanto temuto al giovane talento francese Isack Hadjar, che tanto bene ha fatto nel 2025, anno del suo esordio in Formula 1 con la Racing Bulls. Il nuovo regolamento tecnico, che porta con sé una rivoluzione epocale in Formula 1, forse potrà consentire a Hadjar di spezzare finalmente la maledizione, ma solo se la Red Bull non deciderà ancora di puntare tutte le sue carte sul suo primo pilota Max Verstappen. Nel frattempo, Sergio Perez, dopo un 2025 trascorso da spettatore, in panchina, nel 2026 torna in pista per intraprendere una nuova avventura molto stimolante. Il neonato team Cadillac lo ingaggia come pilota titolare, al fianco del finlandese Valtteri Bottas. Un’occasione di riscatto dopo la triste conclusione della prima parte della sua carriera.
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