/assets/blog/appuntamento-con-la-storia-cina-2007/copertina-storia-cina.png

Appuntamento con la Storia: Gran Premio di Cina 2007

Di Giovanni Nulchis

UNO SPIETATO GIUDICE: LA PRIMA AMARA SCONFITTA DI LEWIS HAMILTON


INTRODUZIONE

Domenica 07 Ottobre 2007. Il Shanghai International Circuit è teatro della 4° Edizione del Gran Premio di Cina, 16° e penultimo round del Campionato del Mondo di Formula 1 2007. Lewis Hamilton sta per scrivere una pagina di storia della Formula 1: all’età di 22 anni, potrebbe diventare il primo pilota a conquistare il Campionato del Mondo piloti nella stagione d’esordio della sua carriera. Ma per il giovane britannico, questa favola non avrà un lieto fine…


LA SPY STORY: IL CLAMOROSO CASO DI SPIONAGGIO CHE DECIDE LE SORTI DEL MONDIALE

All’alba della stagione 2007, la Ferrari si prepara ad una grande rivoluzione: l’era Schumacher è giunta al termine, e così anche quella di Ross Brown, che si dimette dal ruolo di direttore tecnico della Scuderia. La sua carica viene scissa in due distinte: la Ferrari affida la direzione sportiva a Stefano Domenicali e la direzione tecnica a Mario Almondo.

Questa scelta indispettisce non poco Nigel Stepney, che nell’era Schumacher ricopriva il ruolo di capomeccanico e poi coordinatore tecnico, ed era il braccio destro di Ross Brawn. Il tecnico britannico, che si aspettava una promozione come direttore tecnico, viene rimosso da incarichi di rilievo all’interno del team e allontanato da ruoli decisionali al muretto box, dopo delle dichiarazioni molto critiche sulla situazione.

Ed è proprio questa l’origine della Spy Story, che entra nel vivo nel mese di giugno, quando all’interno del box Ferrari cominciano a circolare voci su una possibile opera di sabotaggio avvenuta alla vigilia del Gran Premio di Monaco: il carburante di entrambe le F2007 sarebbe stato inquinato con della polvere bianca a base di fosforo. Questo non ha avuto però alcuna conseguenza per il weekend di Montecarlo, perché i tecnici Ferrari sono riusciti a risanare il carburante prima della partenza del team per il Principato. Più tardi, a novembre, le indagini delle forze dell'ordine italiane (alle quali la Scuderia si era rivolta) conducono a Stepney, sui cui indumenti sono repertate tracce della polvere utilizzata per inquinare il carburante.

Nel frattempo, in estate, la FIA, su segnalazione della Ferrari, apre un’inchiesta: la McLaren è accusata da Maranello di essere in possesso di disegni tecnici marchiati con il logo del Cavallino. Il team di Woking sostiene di non essere a conoscenza della situazione; a luglio l’udienza si conclude con la McLaren ritenuta colpevole di essere entrata «in possesso di informazioni confidenziali» della Ferrari, ma per la mancanza di sufficienti prove non viene sanzionata.

Sembra finita qui, ma un nuovo capitolo della Spy Story sta per cominciare. Il 31 luglio il presidente della FIA, Max Mosley, decide di presentare appello: motiva questa scelta come una scelta politica, data l'impossibilità da parte della Ferrari, per questioni regolamentari, di ricorrere verso la sentenza. I risultati della seconda udienza portano alla luce uno scambio di e-mail tra il pilota della McLaren, Fernando Alonso, e il collaudatore del team britannico, Pedro de la Rosa, in cui vengono citate informazioni riservate sulla Ferrari F2007. Da tale scambio di messaggi non emerge nulla di concreto circa l'utilizzo effettivo di tali informazioni, anche se ora appare chiaro come queste, a differenza di quanto aveva dichiarato il team di Woking in un primo momento, fossero invece a conoscenza dell'intero team.

Questi fatti inducono la FIA a sostituire il ricorso in appello con una convocazione del Consiglio Automobilistico Mondiale. Durante la riunione la Ferrari porta come prove contro la McLaren lo scambio di mail tra Alonso e de La Rosa. La FIA, dunque, non può fare altro che emettere una nuova e pesante sentenza ai danni del team di Woking. La McLaren viene squalificata dal Campionato del Mondo di Formula 1 2007 e le viene comminata una multa di 100 milioni di dollari. La Ferrari vince così, per una decisione politica, il 15° Campionato del Mondo Costruttori della sua storia.


IL CAMPIONATO DEL 2007: È BATTAGLIA SERRATA TRA I PILOTI FERRARI E MCLAREN

Ma se la McLaren è ormai fuori dai giochi per la conquista del titolo costruttori, i suoi piloti hanno tutte le opportunità di diventare Campioni del Mondo. Da un lato c’è il Campione del Mondo in carica Fernando Alonso, approdato in McLaren dopo la gloriosa avventura in Renault; dall’altro lato, un ragazzino di 22 anni, il britannico Lewis Hamilton, al suo anno di esordio in Formula 1.

La stagione è da subito molto combattuta e avvincente, con i due piloti Ferrari e i due piloti McLaren che battagliano in cima alla classifica. Il finlandese Kimi Raikkonen, che ha preso il posto in Ferrari del Kaiser Michael Schumacher, un sedile alquanto importante, vince la gara inaugurale della stagione in Australia e nelle prime nove gare ottiene altri due successi e due terzi posti.

Ma a stupire tutti è proprio l’ultimo arrivato, Lewis Hamilton, un talento incredibile. Nelle prime nove gare, Hamilton ottiene nove podi, con due successi in Canada e negli Stati Uniti, quattro secondi posti consecutivi e tre terzi posti. Alonso subisce il talento cristallino del compagno di squadra (con cui non mancheranno piccanti battibecchi, come il famoso dispetto in Ungheria) e non riesce ad essere così costante nei risultati come Hamilton, trionfando comunque in Malesia, a Monaco e al Nurburgring. Felipe Massa, compagno di squadra di Raikkonen, è invece il meno costante dei quattro, con soli cinque podi, di cui due vittorie in Bahrain e in Spagna. 

Dopo il Gran Premio d’Europa al Nurburgring, la situazione in classifica mondiale piloti vede in testa l’esordiente Lewis Hamilton a quota 70 punti, seguito da Alonso a soli due punti di distacco, Massa a quota 59 punti e Raikkonen, 4°, molto staccato dalla vetta con soli 52 punti.

La seconda parte di stagione sorride un po’ di più a Raikkonen, che in sei gare ottiene sei podi, di cui una vittoria in Belgio; ma Hamilton non è da meno, con ben due vittorie e un secondo posto, che limitano il recupero di Raikkonen in classifica. Anche Alonso riesce a tenere un livello molto alto, con tre podi consecutivi, di cui una vittoria in Italia, ma il suo ritiro al Fuji pesa molto sulle sue speranze di titolo. Massa, invece, vince in Turchia e arriva secondo in Belgio, ma ottiene soltanto questi due podi, risultando ancora una volta il meno costante dei quattro.

Alla vigilia del weekend di Shanghai, Hamilton sembra ad un passo dalla conquista del titolo, con 12 punti di vantaggio su Alonso. Il distacco di Raikkonen dalla vetta della classifica è rimasto più o meno invariato: ora è 3° a 17 punti da Hamilton, comunque tanti considerando che rimangono solo due gare da disputare.


COMINCIA IL WEEKEND DI SHANGHAI: HAMILTON A UN PASSO DALLA STORIA

Con questa situazione di classifica la Formula 1 giunge a Shanghai, dove è in programma il Gran Premio di Cina. Potrebbe essere un weekend storico per la Formula 1. Lewis Hamilton ha un’occasione d’oro tra le mani: potrebbe essere il primo esordiente nella storia della Formula 1 a diventare Campione del Mondo, al netto del pilota italiano Nino Farina, che su Alfa Romeo vinse il primo Campionato del Mondo della storia nel 1950.

E le combinazioni dei risultati che vorrebbero Lewis campione non sono affatto poche: insomma, solo lui può perdere questo mondiale, che sembra un sogno vicino a diventare realtà.

Hamilton affronta il weekend di Cina come un vero campione: nelle prove libere non prende eccessivi rischi, lasciando che i suoi avversari si espongano più di lui ai titoloni della stampa. Quando arriva il momento delle qualifiche, però, il suo talento non lo abbandona. Dopo un Q1 e un Q2 non troppo esaltanti, nel Q3, proprio nel momento decisivo, esegue un giro magistrale, che lo porta subito in testa. Hamilton ottiene così la 6° pole position della sua carriera. Dietro di lui si qualificano Raikkonen e Massa con le due Ferrari, mentre Alonso è 4°.

Un primo passo verso la conquista del titolo è stato compiuto, ma, si sa, in Formula 1 i punti si fanno solo la domenica, solo quando vedi di fronte a te la bandiera a scacchi che sancisce la fine della gara.

L’atmosfera nel paddock è dunque caldissima: l’attesa per il Gran Premio di Cina, man mano che trascorrono le ore, e poi la notte, si fa sempre più grande. Tutto il mondo è sintonizzato con Shanghai per vedere se Lewis Hamilton riuscirà davvero a portare a compimento una delle imprese più straordinarie nella storia della Formula 1.


LA GARA

Domenica mattina Shanghai si sveglia con una forte pioggia, che accompagna tutto il pre-gara e non accenna a diminuire. In griglia di partenza, quindi, tutte le monoposto indossano gomme intermedie.

Alle 13.00 il commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i semafori rossi del Shanghai International Circuit si accendono uno alla volta per poi spegnersi all’improvviso tutti insieme: è il via della 4° Edizione del Gran Premio di Cina.

Hamilton parte a fionda dalla pole, seguito dalle due Ferrari e da Alonso, e costruisce fin da subito un buon vantaggio sugli inseguitori, vantaggio che sembra gli possa garantire una comoda gestione di gara in volata verso il titolo mondiale.

Durante il primo stint il britannico è inattaccabile, e la situazione rimane stabile anche dopo le prime soste ai box. Hamilton non sbaglia una virgola, è concentrato verso un solo obiettivo, vincere quella gara. Gli equilibri perfetti di quella domenica di Shanghai sono, però, destinati a rompersi.

Intorno al 30° giro Hamilton comincia a soffrire pesantemente di degrado gomme: la sua McLaren non tiene più le curve come prima, e scivola dappertutto sulla pista. In pochi giri Raikkonen gli è alle costole, e i due cominciano a battagliare per la 1° posizione, con il britannico che oppone una strenua resistenza, pur essendo in evidente crisi di gomme. Il team prevede che di lì a poco debba aumentare l’intensità della pioggia e quindi consiglia a Hamilton di rimanere in pista per evitare di effettuare una sosta in più rispetto agli avversari.

Ma al 38° giro la resistenza sulla Ferrari di Raikkonen non è più un’impresa fattibile: Hamilton sbaglia la frenata in curva 10, va lungo e Kimi ne approfitta subito, prendendo la leadership del Gran Premio. Il finlandese scappa via involandosi verso una vittoria insperata, mentre Hamilton è ormai sulle tele.

Quando ormai anche Alonso gli è alle costole, il team lo chiama finalmente ai box, ma è troppo tardi. Hamilton approccia la corsia box ma, a causa dell’eccessiva usura delle gomme, commette un errore dalle conseguenze disastrose. Gli pneumatici si bloccano proprio quando sta per affrontare la curva all’interno della corsia, e

perde il controllo della sua McLaren, che supera il limite della corsia e affonda nella ghiaia. Il britannico cerca invano un aiuto da parte dei commissari di pista, una spinta miracolosa. Una spinta che, però non è sufficiente a tirarlo fuori da quella maledetta trappola della ghiaia, che presto si rivelerà nella sua vera veste: uno spietato giudice.

Lewis Hamilton, il leader della classifica mondiale piloti, è clamorosamente costretto al ritiro dal Gran Premio di Cina, con un incredibile quanto inimmaginabile incidente nella corsia box. I suoi sogni di alloro mondiale, tanto concreti fino a metà corsa, almeno per quella gara di Shanghai, svaniscono in un attimo nel vento.

Dopo il ritiro del leader del mondiale, non c’è storia: Raikkonen e la sua Ferrari dominano su tutto e tutti.

Alonso non riesce a colmare il gap con il ferrarista. Un fantastico Vettel, anche lui esordiente nel 2007 come Hamilton, è 4° con la Toro Rosso, che vede in una buona posizione anche Liuzzi, 6° dietro la Honda di Button e davanti alla BMW di Heidfeld.

Al 56° giro cala la bandiera a scacchi sul Shanghai International Circuit: Kimi Raikkonen vince la 4° Edizione del Gran Premio di Cina, regalando alla Ferrari la 200° vittoria nella storia del Cavallino. In 2° posizione arriva il pilota McLaren Fernando Alonso, che precede sul podio l’altro ferrarista, Felipe Massa.


CONCLUSIONE

Con il clamoroso colpo di scena del ritiro di Lewis Hamilton in Cina, il mondiale si riapre. Il britannico è ancora in testa alla classifica e ha ancora tutte le carte in tavola per diventare Campione del Mondo da esordiente, ma Fernando Alonso ha ridotto tanto il suo distacco, portandosi a soli quattro punti dalla vetta. 

Kimi Raikkonen, alla vigilia dell’ultima gara, è il pilota meno favorito nella lotta, con sette punti di distacco da Hamilton.Il verdetto su quel folle Campionato del Mondo di Formula 1 è affidato all’Autódromo José Carlos Pace di San Paolo. 

A due settimane dal Gran Premio di Cina, la 35° Edizione del Gran Premio del Brasile è destinata a scrivere una pagina incredibile di storia della Formula 1, con un finale da vero show di Hollywood.  Mentre la gara di Hamilton è funestata da problemi tecnici, Alonso non è in grado di tenere testa alle due Ferrari, che dominano sul circuito di Interlagos. Massa rinuncia alla vittoria nel suo amato Brasile, per giocare di squadra e aiutare il compagno di squadra a compiere un’impresa insperata. Kimi Raikkonen è Campione del Mondo per la prima volta in carriera con la Ferrari. Un tramonto Rosso nel cielo di San Paolo, l’ultimo da ormai quasi vent’anni.