Appuntamento con la Storia: Gran Premio d'Europa 2016
LA FORMULA 1 NELLA “TERRA DEL FUOCO”: NICO ROSBERG DOMINA SULLE STRADE DI BAKU
LA FORMULA 1 ALLA SCOPERTA DI NUOVE TERRE: ESORDIO IN AZERBAIJAN
Domenica 19 giugno 2016. Il Baku City Circuit ospita la 23° Edizione del Gran Premio d’Europa, 8° round del Campionato del Mondo di Formula 1 2016. Per la prima volta nella storia la Formula 1 fa tappa in Azerbaijan, la “Terra del fuoco”.
Nei primi anni ’10 del 2000 l’Azerbaijan è un Paese in forte ascesa economica. Nel 2012, la capitale Baku, città moderna, innovativa e ricca, ospita l’Eurovision Song Contest, grazie al quale acquisisce notorietà e si fa conoscere ancor di più in tutto il mondo. Tutto ciò attira l’interesse di Bernie Ecclestone, direttore esecutivo della FOM (Formula One Management), che comincia a prendere accordi con il governo locale, rappresentato dal ministro dello sport e della gioventù Azad Rahimov, con l’obiettivo di portare la Formula 1 in Azerbaijan.
In un primo momento, si pensa ad un possibile ingresso della tappa azera nel calendario della stagione 2015, o, addirittura, già nel 2014, in caso di annullamento del Gran Premio di Russia (a causa del conflitto con l’Ucraina). Tuttavia, i rumours sull’esordio nel 2015 vengono smentiti nei mesi seguenti.
Arriva dunque la conferma che Baku ospiterà la sua prima gara di Formula 1 nel 2016: sarà l’8° round del mondiale e assumerà la denominazione di Gran Premio d’Europa. A distanza di sei anni, torna dunque in calendario il Gran Premio d’Europa: l’ultima edizione si era corsa sul circuito urbano di Valencia nel 2012, con vittoria di Fernando Alonso su Ferrari.
La data è fissata per domenica 19 giugno, in concomitanza con la 24H di Le Mans. Questo fa storcere il naso ad alcuni esponenti del mondo del motorsport, perché comporterebbe un’importante perdita di pubblico per la classica francese e l’impossibilità per i piloti di Formula 1 di prendervi parte. Il presidente della FIA, Jean Todt, afferma che la data del 19 giugno è l’unica soluzione possibile, ma acconsente a posticipare l’orario della partenza del Gran Premio alle 18 locali, un’ora dopo il termine della 24H.
IL BAKU CITY CIRCUIT
Nell’ottobre del 2014, Ecclestone e Rahimov presentano il nuovissimo Baku City Circuit. Con i suoi 6.003 m di lunghezza, è il secondo circuito più lungo del mondiale, dopo quello belga di Spa Francorchamps. Situato quasi interamente al di sotto del livello del mare, è stato studiato in modo da mostrare i migliori scenari della città come sfondo durante la gara. Il circuito si snoda lungo le strade della capitale azera, attraversando sia la zona più moderna della città, sia la zona della “città vecchia”, intorno agli edifici medievali che la caratterizzano.
Il circuito è da affrontare in senso antiorario ed è composto da 20 curve. Il rettilineo dei box è lungo 2.2 km (è il più lungo del mondiale, il doppio rispetto a quello di Monza) e costeggia il lungolago, davanti agli alti grattacieli della “città nuova”. Il primo settore è costituito interamente da curve a 90° e presenta il secondo rettilineo per lunghezza, dopo quello dei box, in cui è possibile utilizzare il DRS. Il secondo settore, invece, si snoda tutto intorno alla “città vecchia”, ed è caratterizzato dalla sequenza di curve più iconica del circuito: la 8-9-10, la zona del vecchio castello, dove la sede stradale si restringe ad appena 7 metri; un passaggio suggestivo, certo, ma che presenta anche un forte rischio di imbottigliamenti. Usciti dalla zona del castello, i piloti devono affrontare delle rapide curve a destra, per poi abbandonare la “città vecchia”, dopo aver sfiorato l’edificio del Parlamento, e spingere il più possibile sull’acceleratore, dopo un’altra curva a 90°, per tornare sul rettilineo del traguardo.
IL CAMPIONATO 2016: L’IMPERO DELLA MERCEDES E IL DUELLO ROSBERG-HAMILTON
Il 2016 è il terzo anno dell’era Power Unit, il cambio regolamentare avvenuto nel 2014 che aveva avuto nella Mercedes la sua migliore interprete. Il team di Stoccarda, dopo aver dominato in modo assoluto il 2014 e il 2015, è la favorita d’obbligo per la conquista del 3° titolo iridato consecutivo. Il team capitanato da Toto Wolff rispetta in pieno le aspettative, presentando, ai nastri di partenza di Melbourne, una monoposto nettamente superiore alla concorrenza. Alla guida ci sono i confermati Lewis Hamilton, Campione del Mondo in carica, e Nico Rosberg, che, dopo l’amara sconfitta del 2014 e il dominio subìto dal britannico nel 2015, punta alla riscossa e alla conquista del suo primo mondiale in carriera. L’inizio di stagione, effettivamente, dà ragione a Nico, che vive una favola: quattro vittorie consecutive lo portano ad avere un vantaggio di 43 punti su Hamilton, il quale è riuscito a completare la doppietta Mercedes solo in Australia e in Russia, e in Cina è arrivato addirittura 7° al traguardo.
E poi… Beh, poi arriva il Gran Premio di Spagna: il disastro. La rivalità tra i due piloti, già molto intensa nei due anni precedenti, esplode definitivamente a Barcellona, quando un contatto tra i due al primo giro mette fuori gioco entrambi, dando il via libera ad un giovane Max Verstappen, che scrive una pagina di storia, conquistando la sua prima vittoria in carriera nella gara d’esordio con la Red Bull, all’età di 18 anni. Dopo il crash spagnolo, Hamilton sembra finalmente entrato in un buon periodo del suo campionato: vince a Monaco, mentre Rosberg è solo 7°, e vince in Canada, dove Rosberg è 5° al traguardo, riaprendo così il mondiale.
Agli altri team la Mercedes lascia soltanto le briciole. L’unico a vincere, oltre il duo d’argento, è Verstappen in Spagna, dimostrando il suo talento cristallino nella strenua difesa sulle due Ferrari di Vettel e Raikkonen. In realtà, la Red Bull ha la grandissima occasione di vincere anche a Monaco con Ricciardo, ma a causa di un clamoroso errore dei meccanici durante il pit stop per passare a gomme slick, l’australiano si vede privato di un trionfo che sembrava scontato, dopo essere scattato dalla pole position.
In termini di risultati, comunque, la Ferrari riesce ad essere più costante della Red Bull. Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen conquistano in tutto sei podi, tre ciascuno, ma soffrono anche di alcuni problemi di affidabilità, come quello che impedisce al tedesco di prendere il via del Gran Premio del Bahrain. Oltre a Red Bull e Ferrari, anche un altro team riesce a conquistare un podio: è la Force India, grazie all’ottima 3° posizione di Sergio Perez a Monte Carlo.
Alla vigilia dell’appuntamento di Baku, la classifica piloti vede Rosberg ancora leader, ma con soli 9 punti di vantaggio su Hamilton: la sfida è accesissima. Il primo degli inseguitori è Vettel, distante 38 punti da Rosberg, con 6 punti di margine su Ricciardo, 9 su Raikkonen e 28 su Verstappen, che paga il fatto di essere arrivato in Red Bull soltanto alla quinta gara stagionale, dopo aver preso il posto di Daniil Kvjat, retrocesso in Toro Rosso. In classifica costruttori, la Mercedes risulta chiaramente imprendibile, con un vantaggio di 76 punti sulla Ferrari. La Red Bull è 3°, con 17 punti da recuperare sul Cavallino Rampante e 49 di vantaggio sulla Williams di Felipe Massa e Valtteri Bottas, che guida con un discreto margine il centro gruppo.
LE QUALIFICHE DI BAKU: ROSBERG GODE NELLA DEBACLE DI HAMILTON
Già dalle prove libere è chiaro che le due Mercedes, anche a Baku, non hanno rivali: Hamilton è il più veloce in tutte le sessioni, seguito sempre da Rosberg, mentre gli avversari rimangono a distanze siderali. Alcuni piloti commettono degli errori dovuti alla necessità di conoscere e imparare bene un circuito così particolare.
Il sabato vanno in scena le qualifiche, Durante la Q3, l’ultima manche, Rosberg e Hamilton sono in piena lotta per la pole position. Il britannico, però, commette un errore alla curva 15 che lo costringe ad abortire il suo primo tentativo. Quando si rilancia per il secondo giro, un errore ancora più grande rovina la sua giornata: impatta contro il muretto nella zona del castello, rompendo la sospensione anteriore destra della sua Mercedes. Un disastro per Lewis, costretto a schierarsi in griglia soltanto 10°.
Con Hamilton fuori dai giochi, Rosberg non ha nemmeno bisogno di un altro tentativo: il tedesco conquista la 25° pole position della sua carriera, con otto decimi di vantaggio sul tempo di un super Perez. Tuttavia, il messicano partirà 7°: deve scontare cinque posizioni di penalità per la sostituzione del cambio dopo un incidente nella terza sessione di prove libere. Così, sarà Ricciardo con la Red Bull a partire 2°, davanti alle due Ferrari di Vettel e Raikkonen. Delude, invece, Verstappen, solo 9°, dietro anche Massa, Kvjat e Bottas.
Con questa situazione in griglia di partenza si va verso una gara che Rosberg può solo perdere; Hamilton è invece obbligato alla rimonta, per non far scappare il compagno di squadra in testa al mondiale.
LA GARA
Alle 18 locali, un commissario in fondo alla griglia sventola la bandiera verde e i cinque semafori del Baku City Circuit si accendono uno ad uno a ritmo regolare, per poi spegnersi tutti insieme improvvisamente: è il via della 23° Edizione del Gran Premio d’Europa.
Rosberg tiene saldo il comando della gara davanti a Ricciardo e Vettel. Dietro, solo Perez e Verstappen riescono a guadagnare alcune posizioni, mentre gli altri piloti tengono la propria. Nonostante la tortuosità del circuito, non viene registrato nessun contatto. Hamilton riesce a superare Kvjat e poi Verstappen, quando l’olandese entra ai box già al 6° giro per una sosta molto anticipata.
Rosberg vola via, guadagnando 6 secondi nei primi 7 giri: il tedesco ha un ritmo davvero insostenibile. Nel frattempo, Vettel attacca Ricciardo e sale in 2° posizione, ponendosi come primo inseguitore del connazionale. Dopo aver fermato Verstappen, la Red Bull chiama ai box anche Ricciardo: la monoposto austriaca soffre di un elevato degrado gomme, che condizionerà non poco la gara dei suoi piloti.
La Ferrari vorrebbe rispondere al pit stop di Ricciardo fermando Vettel, ma Sebastian, via radio, si oppone, affermando di trovarsi bene con le gomme. Raikkonen, invece, si ferma al 9° giro. Il finlandese rientra in pista alle spalle di Ricciardo, ingaggia un duello con l’australiano, lo supera, ma commette un’infrazione, tagliando la linea bianca che delimita l’ingresso della corsia box: sono cinque i secondi di penalità che la direzione gara gli infligge.
Hamilton, intanto, si lamenta di sentire delle vibrazioni alle gomme; il team lo richiama ai box al 16° giro. Tra il 21° e il 22° giro, Rosberg e Vettel sono ai box per la loro prima e unica sosta della gara. Raikkonen sale 2°, mentre Hamilton e Massa superano Ricciardo. La Ferrari chiede a Raikkonen di cedere la 2° posizione a Vettel, che in un primo momento sembra in grado di recuperare terreno su Rosberg. Il pilota Mercedes, però, poco dopo ritrova il suo ritmo dominante.
Verso metà gara, Hamilton si lamenta di una perdita di potenza del suo motore. Il regolamento vieta, però, agli ingegneri di fornire informazioni tecniche ai piloti: Hamilton deve gestire da solo il problema e cerca di farlo in tutti i modi, schiacciando bottoni e muovendo manettini, rischiando anche di non finire la gara. Il britannico è 5°, ma le sue speranze di recuperare su Perez sono minime.
Negli ultimi giri di gara, il messicano della Force India è più veloce di Raikkonen. Si avvicina tanto al finlandese e prende virtualmente la 3° posizione, per via della penalità del ferrarista. Ricciardo e Verstappen, intanto, superano Hulkenberg per la 7° e l’8° posizione: si tratta comunque di una gara deludente da parte della Red Bull. All’ultimo giro, Perez supera anche fisicamente Raikkonen per una fantastica posizione sul podio, mentre Rosberg veleggia verso la vittoria, con 16 secondi di vantaggio su Vettel.
Al 51° giro cala la bandiera a scacchi sul Baku City Circuit: Nico Rosberg vince la 23° Edizione del Gran Premio d’Europa, dominando la gara in modo assoluto. Per il tedesco è il secondo Grand Chelem della carriera (vittoria, pole position, giro veloce e gara sempre al comando), nonché la quinta vittoria stagionale. Con la Ferrari, Sebastian Vettel conquista una buona 2° posizione, mentre Sergio Perez regala alla Force India la gioia del 2° podio stagionale. Kimi Raikkonen chiude 4°, davanti ad un delusissimo Lewis Hamilton, 5° con quasi un minuto di distacco dal compagno di squadra. Con questa vittoria, Rosberg si porta a 24 punti di vantaggio su Hamilton nel mondiale, costruendo mattoncino dopo mattoncino quel margine di sicurezza che gli consentirà, nella notte del gran finale di Abu Dhabi, di diventare per la prima volta in carriera Campione del Mondo di Formula 1, prima di annunciare il suo ritiro definitivo dal mondo delle corse.
IL FUTURO DELL’AZERBAIJAN IN FORMULA 1
Dopo la prima gara a Baku nel 2016, gli organizzatori dell’evento chiedono alla FIA di poter cambiare denominazione in Gran Premio d’Azerbaijan. Quello del 2016 è, infatti, finora, l’ultimo Gran Premio d’Europa valevole per il mondiale di Formula 1. Nel corso degli anni, il circuito ha subìto solo piccole modifiche per garantire più sicurezza in pista, come il rinnovamento del cordolo di curva 8, nella zona del castello.
Le prime due Edizioni del Gran Premio d’Azerbaijan, quelle del 2017 e del 2018, sono ricordate per essere state delle gare folli, ricche di colpi di scena e sorprese impronosticabili.
Nel 2017 i due contendenti al titolo Hamilton e Vettel sono protagonisti di uno degli episodi più famosi e controversi degli ultimi anni. Al momento della ripartenza dalla Safety Car, Hamilton, che sta guidando il gruppo, rallenta in modo eccessivo e Vettel finisce per tamponarlo; nonostante i due non riportino nessun danno, Vettel si infuria e affianca il rivale, dandogli una vera e propria sportellata. Il tedesco viene penalizzato di dieci secondi da scontare con un “drive through”, mentre Hamilton è costretto ad un passaggio aggiuntivo ai box per fissare la protezione del cockpit, perdendo la leadership della gara. Ricciardo si trova così tra le mani una vittoria inaspettata (dopo una gara comunque fantastica) e trionfa davanti alla Mercedes di Bottas, che proprio sul traguardo beffa Stroll, il quale comunque conquista il suo primo podio in carriera con la Williams, al suo primo anno in Formula 1.
Nel 2018, invece, la gara è movimentata da un contatto al primo giro tra Raikkonen e Ocon, l’incidente tra i due piloti Red Bull e da Grosjean che perde il controllo della sua Haas in regime di Safety Car. Negli ultimi giri, poi, succede di tutto. Alla ripartenza dalla Safety Car, Vettel ha la grande occasione di superare Bottas per assumere la leadership della gara, ma arriva lungo in curva 1, perdendo la posizione su Hamilton, Raikkonen e, successivamente, anche su Perez. Bottas sembra avviato verso una comoda e meritata vittoria, quando una foratura in pieno rettilineo lo costringe al ritiro. Vince così Hamilton, davanti a Raikkonen e Perez, che riporta per la seconda volta la Force India sul podio a Baku.
Nel 2019, Leclerc, al suo primo anno in Ferrari, è autore di un incidente durante le qualifiche, che lo priva di una probabile pole position. La gara, in realtà, non regala tante emozioni, e termina con una doppietta di forza della Mercedes, con Bottas che si prende la rivincita.
Dopo la pausa forzata nel 2020 per la pandemia, nel 2021 Baku torna a dare spettacolo. Verstappen subisce una foratura in pieno rettilineo quando è comodamente leader della gara: ciò provoca la bandiera rossa. Alla ripartenza, Hamilton punta a superare Perez per vincere la corsa, ma sbaglia, premendo il pulsante che sposta il bilanciamento dei freni all’anteriore; il britannico non frena e va lungo nella via di fuga, rientrando in pista ultimo. Perez vince così la sua prima gara in Red Bull, davanti all’Aston Martin di Vettel e l’AlphaTauri di Gasly (un podio pazzo!), mentre l’errore della frenata, col senno di poi, costa ad Hamilton l’ottavo titolo iridato.
Nel 2022, la Red Bull conquista una facile doppietta, mentre la Ferrari è protagonista di un doppio ritiro clamoroso per problemi di affidabilità che manda in fumo le poche ambizioni mondiali rimaste.
L’anno successivo, Baku è teatro per la prima volta di una gara Sprint, durante la quale Verstappen e Russell non se le mandano a dire, mentre la gara della domenica è ancora di Perez, che guida un’altra doppietta Red Bull.
Nel 2024, invece, a trionfare è l’australiano Piastri, al suo secondo successo con la McLaren, dopo un duello molto intenso con Leclerc.
Un rapporto di amore-odio lega Charles Leclerc a Baku. Il monegasco ama questo circuito ed è il re delle pole di Baku: dal 2021 ha infilato quattro pole position consecutive, anche quando la vettura non era all’altezza. Tuttavia, non è mai riuscito a trionfare in gara, quando per problemi di affidabilità, quando per scarsa competitività della sua Ferrari. Riuscirà, prima o poi, Charles a spezzare questa maledizione e vincere il Gran Premio d’Azerbaijan?