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Appuntamento con la Storia: Gran Premio d'Austria 1975

Di Giovanni Nulchis

VITTORIO BRAMBILLA DOMINA IL DILUVIO DI ZELTWEG:
L’UNICA VITTORIA IN FORMULA 1 PER UN GRANDE TALENTO


INTRODUZIONE

Domenica 17 agosto 1975. L’Österreichring di Zeltweg ospita la 7° Edizione del Gran Premio d’Austria, 12° e terz’ultimo round del Campionato del Mondo di Formula 1 1975.

Niki Lauda arriva alla vigilia del suo Gran Premio di casa con la grande opportunità di chiudere i giochi mondiali con due gare di anticipo, e diventare Campione del Mondo per la prima volta in carriera. Sembra un weekend tutto in discesa per l’idolo locale, ma una gara funestata dalla pioggia battente scombina i suoi piani. Niki sarà costretto a rinviare la festa per appena mezzo punto, a causa di un sorpasso all’ultimo giro. A trionfare sarà un pilota italiano sulla March, al suo primo e unico successo in carriera.


IL CAMPIONATO 1975: LA FERRARI CERCA LA RIVINCITA

Dopo un 1973 molto complicato, chiuso al 6° posto in classifica costruttori, nel 1974 la Ferrari torna ad un ottimo livello di competitività. La nuova coppia di piloti è formata dall’austriaco Niki Lauda e dallo svizzero Clay Regazzoni, che si ritrovano al volante di una 312B3 capace di dare del filo da torcere alle velocissime McLaren di Emerson Fittipaldi e Danny Hulme. La sfida mondiale è tesissima. Tra i due ferraristi, il più costante nei risultati è Regazzoni, che però non riesce nell’impresa di riportare il titolo mondiale a Maranello dopo tre stagioni. Fittipaldi si laurea Campione del Mondo per la seconda volta in carriera, con un vantaggio di appena 3 punti sullo svizzero; Lauda, invece, chiude 4°, mentre la McLaren batte la Ferrari per soli 8 punti nella classifica costruttori.

Nel 1975 nella sfida Ferrari-McLaren si inserisce un terzo avversario: la Brabham di Carlos Reutemann e Carlos Pace. Regazzoni e Lauda fanno ancora coppia in Ferrari, mentre in McLaren Hulme lascia il testimone al tedesco Jochen Mass.

L’inizio di stagione sorride al Campione del Mondo in carica. Fittipaldi vince la gara di apertura in Argentina, mentre in Brasile arriva 2°, alle spalle dell’idolo locale Pace. La stagione sembra essere molto combattuta e avvincente. Nelle prime cinque gare si hanno infatti cinque vincitori diversi. Ai due già citati, si aggiungono Jody Scheckter, che trionfa a casa sua, in Sudafrica, con la Tyrrel, Mass, che vince in Spagna, e Lauda, che, dopo un inizio di stagione travagliato, porta la Ferrari al successo a Monaco dopo vent’anni di digiuno.

La vittoria di Lauda nel Principato, in realtà, è soltanto l’inizio di un periodo di gloria della Ferrari. La 312B2 sblocca come d’incanto il suo potenziale, e Lauda lo sfrutta nel modo migliore possibile. L’austriaco si impone in Belgio, in Svezia e in Francia; in Olanda si deve accontentare del 2° posto, alle spalle della Hesketh di un altro talento emergente, James Hunt. Fittipaldi torna a vincere in Gran Bretagna, davanti a Pace e Scheckter; in Germania, invece, si impone Reutemann su Jacques Lafitte, pilota della Williams, e Lauda.

Alla vigilia della terz’ultima gara stagionale, in programma in Austria, Lauda si trova al comando della classifica piloti a quota 51 punti, 17 in più di Reutemann e 18 in più di Fittipaldi. Regazzoni soffre il confronto con il compagno di squadra, ed è solo 7°, dietro Hunt, Pace e Scheckter, e appena davanti a Mass. In classifica costruttori, la Ferrari è in testa ma con soli 3 punti di vantaggio sulla Brabham. 3° è la McLaren, ma con un ritardo di 15,5 punti.


LE PRIME FASI DEL WEEKEND AUSTRIACO: LAUDA A UN PASSO DAL TITOLO

La Formula 1 arriva, quindi, sul circuito di Zeltweg con il pubblico austriaco in delirio. Lauda potrebbe, infatti, laurearsi Campione del Mondo per la prima volta in carriera proprio al termine del suo Gran Premio di casa.Ciò che deve fare è stare davanti sia a Reutemann che a Fittipaldi, rimanendo ovviamente in zona punti (la top 6).

Ma Niki non si accontenta di eseguire il compitino: vuole dominare l’intero weekend. In occasione delle prime prove ufficiali del venerdì fa registrare subito il miglior tempo, davanti a un fantastico Hunt e alla McLaren di Fittipaldi. Regazzoni si piazza 5°, dietro la March del tedesco Stuck, e davanti a Pace e Depailler. Chiudono la top 10 l’italiano Vittorio Brambilla, alla guida dell’altra March, Mass e Scheckter.

Nella giornata di sabato sono previste le altre sessioni di prove, utili a definire la griglia di partenza. Tuttavia, sull'Österreichring arriva la pioggia, che bagna l’asfalto e non permette a nessuno di migliorare il proprio tempo. La graduatoria rimane dunque invariata, con Lauda che conquista la 7° pole position stagionale, la 16° della sua carriera.

Cala la notte a Zeltweg, e la domenica mattina va in scena il warm up, un’ultima sessione di prove libere. Mark Donohue, qualificatosi in 20° posizione, è al volante di una March gestita dal team Penske. Il pilota statunitense è protagonista di un tragico incidente. A causa dello scoppio di uno pneumatico posteriore, esce di pista alla prima curva. La vettura sbatte violentemente contro il guard rail, per poi spiccare il volo e atterrare nella zona dei cartelloni pubblicitari. Due addetti alla pista, Richard Huttner, una guardia, e Manfred Schaller, un segnalatore, rimangono coinvolti nell’incidente e perdono la vita. Donohue, invece, viene trasportato d’urgenza all’ospedale di Graz, dove però morirà tre giorni dopo.

Nonostante la tragedia, la giornata sportiva va avanti. L’orario di partenza subisce diversi rinvii, a causa di un violento temporale che si scatena sul circuito. Su tutte le vetture vengono montati pneumatici da bagnato.


LA GARA

Alle 16.17, tre quarti d’ora dopo l’orario inizialmente programmato, viene dato il consenso per il via della 7° Edizione del Gran Premio d’Austria.

Lauda tiene la leadership davanti a Hunt. Depailler, con la sua Tyrrell, è autore di una fantastica partenza: passa da 7° a 3°, superando Pace, Regazzoni, Stuck e Fittipaldi. Poco dopo, Pace subisce l’attacco di Brambilla, che sale in 7° posizione. Proprio il brasiliano viene poi a contatto con Mass: i due scivolano a centro gruppo.

I primi giri sono testimoni di una rimonta fulminea da parte di Brambilla. Con una March velocissima sotto il diluvio, l’italiano passa dapprima Regazzoni, approfittando anche dei problemi al cambio del ferrarista svizzero. Poi, nel giro di due tornate, ha la meglio anche su Fittipaldi, Stuck e Depailler. Al 6° giro, Brambilla è 3°, alle spalle dei due battistrada, Lauda e Hunt, ma il distacco dal leader della gara è già di 14 secondi.

Nei giri seguenti, Brambilla continua a tenere un ritmo gara sorprendente, e piano piano si avvicina alla coppia di testa. Nel frattempo, alle sue spalle, Stuck è autore di un incidente con la March e si ritira. Peterson sfrutta un errore di Depailler per passare 4°; Fittipaldi, il primo rivale di Lauda, è 6° davanti a Mass, mentre Regazzoni continua a perdere posizioni, ritrovandosi 10°. Con la Brabham, Reutemann è in netta difficoltà e si trova fuori dalla top 10.

Al 15° giro, Brambilla ha ormai ripreso il duo di testa. Messo sotto pressione dall’italiano, Hunt rompe gli indugi e passa Lauda, guadagnando la leadership della gara. Brambilla, come un falco, approfitta della situazione per infilare anche lui la Ferrari dell’austriaco: ora è 2°, nuovamente alle spalle di Hunt.

Al 17° giro, Fittipaldi entra in zona punti grazie al sorpasso su Depailler. Due giri dopo, Hunt deve effettuare il doppiaggio ai danni del suo compagno di squadra Lunger. L’inglese non è perfetto nell’azione, e Brambilla non perde l’occasione. L’italiano della March assume così la leadership del Gran Premio. Hunt impiega ben due giri a liberarsi di Lunger: ciò favorisce la fuga di Brambilla. Pochi giri dopo, Peterson tenta l’attacco su Lauda, ma sbaglia e va in testa-coda, rompendo il musetto della sua Lotus. Lo svedese perde così tre posizioni, a causa della sosta ai box forzata. Regazzoni è intanto risalito in 6° posizione, dopo aver risolto il suo problema al cambio. Ma ecco il colpo di scena: la Ferrari di Lauda accusa dei problemi al motore, e l’austriaco perde due posizioni, su Mass e Pryce. Si ritrova così in 5° posizione, appena davanti a Regazzoni.

Al 28° giro, quando la pioggia si fa sempre più battente, Mass commette un errore e viene passato dalla Shadow di Pryce, che sale così in zona podio. Brambilla domina in modo incontrastato, mentre Lauda èsempre più braccato da Peterson, che sta per relegarlo alla 6° posizione.

Ai box della Ferrari, Montezemolo sta facendo pressione sulla direzione gara affinché la gara venga interrotta per la troppa pioggia. In nome della sicurezza in pista, il responsabile della Squadra Corse della Scuderia sta, in realtà, cercando di volgere la situazione a favore di Lauda. Se l’austriaco finisse la gara davanti a Peterson, infatti, sarebbe matematicamente Campione del Mondo, anche se venisse assegnato punteggio dimezzato.

La direzione gara accoglie la richiesta di Montezemolo, sancendo la fine della corsa con la bandiera a scacchi al 29° giro. Tuttavia, arriva la beffa per la Ferrari: Peterson ha la meglio su Lauda proprio all’ultimo giro. Data la breve durata della corsa, che non è arrivata al 60% del suo svolgimento, vengono assegnati punteggi dimezzati.

Vittorio Brambilla vince la 7° Edizione del Gran Premio d’Austria, e conquista la prima e unica vittoria della sua carriera in Formula 1. Si tratta della seconda affermazione della March nel mondiale, dopo la vittoria ottenuta in Spagna nel 1970 con Jackie Stewart alla guida. Un trionfo meritatissimo, arrivato al termine di una gara dominata dalla March del pilota italiano. James Hunt è 2° con la sua Eskett; 3° sul traguardo è Tom Pryce, che conquista il primo podio della sua carriera con la Shadow. Chiudono la zona punti Jochen Mass con la McLaren, Ronnie Peterson con la Lotus e Niki Lauda con la Ferrari. Emerson Fittipaldi e Carlos Reutemann sono entrambi fuori dalla zona punti. Nonostante ciò, per appena mezzo punto Lauda non può festeggiare il titolo iridato nella sua gara di casa. I discorsi mondiali sono rimandati alla penultima corsa stagionale, in programma a Monza tre settimane più tardi.


CONCLUSIONE

La delusione per non essersi laureato Campione del Mondo in casa svanisce subito per Lauda. A Monza, casa della Ferrari, è un trionfo tutto Rosso. Niki Lauda, grazie al 3° posto, è Campione del Mondo per la prima volta in carriera, all’età di 26 anni. Clay Regazzoni, invece, vince la gara e regala alla Ferrari la gioia del 3° titolo di Campione del Mondo Costruttori nella storia del Cavallino Rampante. Anche per le due stagioni successive, la Rossa sarà il punto di riferimento per tutti, e conquisterà in entrambe le occasioni il campionato costruttori.

Lauda tornerà al successo mondiale nel 1977, mentre nel 1976 dovrà cedere lo scettro a James Hunt, al termine di una stagione epica.

Dopo la grande vittoria in Austria, che ha messo in mostra tutto il talento di Vittorio Brambilla, la carriera del pilota monzese, purtroppo, non decolla. Vittorio non avrà mai tra le mani una vettura davvero competitiva. Dopo un 1976 complicato, nel 1977 e nel 1978 corre per la Surtees, ma anche in questo caso si deve accontentare di risultati non soddisfacenti. Il migliore è un 4° posto in Belgio nel 1977, e una 16° posizione in classifica mondiale. Al di là di questi risultati, tuttavia, il talento mostrato in pista da Brambilla è stato indiscutibile, e quella straordinaria vittoria in Austria nel 1975 ne è la conferma più eclatante. Delle volte, infatti, basta una sola gara per capire il vero valore di un pilota.