Gran Premio di Miami 2026: il Post Gara
INTRODUZIONE
Inarrestabile, implacabile, perfetto. Andrea Kimi Antonelli domina a Miami, conquistando la 3° vittoria consecutiva e rafforzando la sua leadership in campionato. Annichilito in tutti i sensi George Russell, autore di un weekend fin troppo anonimo, in un circuito che non gli ha mai sorriso.
Torna a vita la McLaren, con un Norris in forma smagliante che domina la Sprint e contende fino all’ultimo la vittoria ad Antonelli. La Ferrari si lecca le ferite dopo un weekend di alti e bassi. Hamilton non si trova mai a suo agio con la vettura, mentre Leclerc vanifica la possibilità di salire sul podio con un errore nell’ultimo giro di gara. Un Verstappen non perfetto è 5° al traguardo, forse troppo aggressivo in alcune fasi della corsa, ma comunque tornato a lottare per le posizioni che contano. Male, invece, Hadjar: molto più lento di Max per tutto il weekend, e poi un grave errore a inizio gara che lo mette subito fuori dai giochi. Un fantastico Colapinto chiude in 8° posizione un gran fine settimana da parte sua, dove è stato costantemente più veloce di Gasly. Finalmente qualche segnale positivo da parte della Williams, a punti con entrambi i piloti. Weekend disastroso per l’Audi, con tanti problemi di affidabilità e pochi lampi di velocità. A chiudere la scena, come da regola, le Cadillac e le Aston Martin, ancora in netto ritardo rispetto alla concorrenza.
Benvenuti al Post Gara della 5° Edizione del Gran Premio di Miami, 56 giri da percorrere con il fiato sospeso lungo il Miami International Autodrome nel pomeriggio di domenica 03 maggio 2026, nel weekend in cui il mondo del motorsport piange la scomparsa del grande Alex Zanardi.
PARLA LA PISTA
PROVE LIBERE. L’unica sessione di prove libere del weekend di Miami ha una durata di 90 minuti, mezz’ora in più rispetto alla tradizionale durata delle prove libere. Questo per consentire ai team di avere più tempo per familiarizzare con i cambiamenti regolamentari, dopo il lungo mese di pausa. La notizia del giorno è che il test del nuovo sistema in fase di partenza è stato rimandato al weekend del Canada e di Monaco, per poi essere adottato in pianta stabile da Barcellona.
In pista, sia Ferrari che Red Bull utilizzano regolarmente la loro ala reverse. I team si ritrovano a dover organizzare il proprio lavoro sulla base della durata maggiore della sessione rispetto alla normalità. Infatti, durante tutta la prima ora, e anche oltre, si vedono in pista solo gomme hard e qualche media. Ferrari, McLaren e Red Bull si sfidano giro dopo giro per le prime posizioni, mentre la Mercedes non appare subito come punto di riferimento. Dei due piloti, Antonelli sembra quello più a suo agio con la vettura, mentre Russell non trova un buon feeling, commette errori e accusa dei problemi tecnici, risolvibili tranquillamente ai box.
Tra i team della seconda metà di classifica, l’Audi non brilla mai, così come la Haas, mentre è in grossa difficoltà Lindblad, che si trova nelle ultime posizioni con la sua Racing Bulls. L’Aston Martin, dopo una prima mezz’ora trascorsa ai box, esce in pista. Alonso riesce quantomeno a battere il tempo di qualche avversario, mentre Stroll è costantemente ultimo. Al termine dei primi run con medie/hard, la top 10 vede Leclerc leader davanti ad Antonelli, Hamilton, Norris, Verstappen, Piastri, Russell, Gasly, Colapinto e Hadjar.
A metà sessione, le simulazioni di gara restituiscono un quadro interessante. Il passo Mercedes è, come sempre, il riferimento, ma Ferrari, McLaren e Red Bull sono costanti e molto buone. Può essere un weekend davvero non scontato nel risultato come i precedenti.
Negli ultimi minuti è tempo di simulare la qualifica. Tutti vanno in pista con soft, e Leclerc ribadisce la sua leadership con un gran giro. Norris ha la velocità per replicare, ma nel suo giro trova il traffico di Albon. Difficoltà in casa Mercedes: Russell non riesce a migliorare il suo tempo, fatto registrare in precedenza con gomme hard, mentre Antonelli è costretto ai box per un problema alla batteria. Hamilton non riesce a rispondere al tempo di Leclerc, e si deve accontentare della 4° posizione. Un pimpante Verstappen è 2°, con una Red Bull che sembra aver fatto grandi passi avanti.La sessione si conclude con Leclerc leader davanti a Verstappen, Piastri, Hamilton, Antonelli, Russell, Norris, Gasly, Hadjar e Sainz, che porta la Williams in top 10. Rimangono attardate le due Audi e le due Haas, mentre Lindblad resta ancorato alla 21° posizione, davanti soltanto a Stroll.
Si va verso una Sprint Qualifying molto incerta, che vede la Mercedes come favorita d’obbligo, ma che deve guardarsi le spalle da Ferrari, McLaren e Red Bull.
SPRINT QUALIFYING. Venerdì pomeriggio è subito tempo di fare sul serio: le Sprint Qualifying decidono la griglia di partenza della Sprint. Sono le 20° Sprint Qualifying nella storia della Formula 1.
All’inizio della SQ1, Stroll è autore di un fuori pista all’ultima curva, e provoca una bandiera gialla che costringe i due piloti McLaren ad abortire il loro primo giro. Con un’Aston Martin disastrosa, inguidabile, Stroll si ritira dalla sessione, mentre Alonso non fa meglio della 21° posizione. Intanto, la McLaren vola: è 1-2 con Norris e Piastri; dietro, una Ferrari pimpante batte le Mercedes. Russell, ancora in difficoltà di guida, è solo 6°, dietro anche la Red Bull di un rinvigorito Verstappen. Sorprendono le due Alpine, molto competitive con entrambi i piloti. Buona prova di Lindblad, che entra in SQ2, battendo Lawson. Sono qualificati anche i due piloti Audi e Bearman, mentre gli eliminati sono: Lawson, Ocon, Perez, Bottas, Alonso e Stroll.
Nel primo tentativo del SQ2, la McLaren non brilla, con Norris addirittura 7°. Leclerc segna il miglior tempo, davanti a Piastri e le Mercedes, con Russell che, per la prima volta nel weekend, batte Antonelli. Con la Red Bull, Hadjar è ai margini della top 10, ma la sua qualificazione è salva perché nessuno si migliora nel secondo tentativo. Ancora ottime le Alpine, con Colapinto che ottiene la 3° qualificazione in top 10 della sua carriera. Le due Audi di Bortoleto e Hulkenberg non accedono al SQ3. Come loro anche Bearman, le due Williams di Albon e Sainz, e Lindblad.
Nel SQ3, tutti decidono di attendere gli ultimi minuti per eseguire un solo tentativo. Il primo ad uscire in pista è Russell, ma ancora una volta il suo giro non è esaltante. Poco brillante è anche la Ferrari, con Leclerc che non riesce ad attaccare la top 3 anche a causa di una sbavatura alla guida. Antonelli è l’unico in grado di dare fastidio alla McLaren, anche se non riesce ad arpionare la 1° posizione. Così, grazie ad un gran giro e una McLaren molto efficace, il Campione del Mondo in carica Norris conquista la pole position per la Sprint di Miami: è la sua 5° pole position Sprint, la prima stagionale e la prima da San Paolo 2025. Per la McLaren è la 9° pole position Sprint, e un ritorno al vertice che fa paura agli avversari. Un super Antonelli assicura la prima fila alla Mercedes grazie a un gran giro (con un vantaggio di 4 decimi su Russell), mentre Piastri completa la top 3. Seguono Leclerc (con una Ferrari che paga il deficit di motore nei confronti di McLaren e Mercedes), Verstappen, un deludente Russell, Hamilton, un fantastico Colapinto (alla sua prima presenza in carriera a Miami), Hadjar e Gasly.
SPRINT
Prima del via della Sprint, viene osservato un minuto di silenzio in memoria di Alex Zanardi (1966 - 2026). Lindblad e Hulkenberg non prendono il via a causa di alcuni problemi tecnici sulle rispettive monoposto. Scelta gomme: sono tutti su medie, fatta eccezione per le due Cadillac, che montano le hard, e le due Aston Martin, che sono su soft.
Al via, Norris ha un ottimo scatto e tiene la leadership davanti a Piastri e Leclerc. Parte male, ancora una volta, Antonelli, che dalla 2° posizione scivola 4°. Dietro, Hamilton e Verstappen si affiancano e arrivano a un leggero contatto. Inizialmente ha la meglio Max, ma poi Lewis si riprende la posizione nel giro successivo. Antonelli tenta l’attacco su Leclerc, ma va lungo, e Russell ne approfitta per attaccarsi al posteriore della W17 dell’italiano. Nelle retrovie, è stata ottima la partenza di Perez con la Cadillac, che si ritrova in lotta con Lawson e le due Williams.
A metà corsa, Russell e Antonelli lottano per la 4° posizione. Ha la meglio Kimi, che all’8° giro supera il britannico. Nella stessa tornata, Verstappen tenta un attacco al limite su Hamilton, ma va lungo e deve restituire la posizione. Un’incomprensione tra i due fa perdere ad entrambi il contatto con la coppia Mercedes, e da quel momento Hamilton perde un po’ di velocità e di passo, e subisce il contrattacco da parte di Max. La gara si riaccende negli ultimi giri, quando Leclerc si avvicina tanto a Piastri con una Ferrari ottima nella gestione degli pneumatici. Charles, però, nulla può contro la supremazia del motore Mercedes, e non riesce a frapporsi tra le due McLaren. Antonelli riceve 5 secondi di penalità per track limits: una grave disattenzione che gli costerà due posizioni, su Russell e Hamilton. Dominatore solitario della Sprint, Norris si avvia verso una vittoria di forza.
Lando Norris vince così la Sprint di Miami, dopo una gara in assoluto controllo, da Campione del Mondo. Per il britannico e per la McLaren è la prima vittoria stagionale, seppur in una Sprint; Lando conquista la 4° vittoria in carriera nella gara dei 100 km, la prima da San Paolo 2025. A confermare la forza della McLaren è la doppietta completata da Piastri. Leclerc è 3° con una Ferrari ottima, probabilmente la macchina migliore in pista come telaio e gestione gomma, ma ancora carente a livello di motore. Seguono Russell, Verstappen, Antonelli (con la penalità), uno spento Hamilton e un grande Gasly con l’Alpine a chiudere la zona punti. In top 10 anche Hadjar e Colapinto, a conferma dell’ottima prestazione dell’Alpine. Non male la 16° posizione di Alonso, considerato il weekend disastroso dell’Aston Martin, e la 17° posizione di Perez con la Cadillac. Al termine della Sprint Bortoleto viene squalificato per un’irregolarità riscontrata nella misurazione della pressione dell’aria di aspirazione del motore.
QUALIFICHE.
Dopo la Sprint, nel pomeriggio del sabato, le qualifiche decidono la griglia di partenza del Gran Premio.
Bortoleto non prende parte alla Q1, se non negli ultimi minuti per alcuni giri di verifica. In griglia sarà 22°. Nel primo tentativo della Q1 il più veloce è Verstappen, davanti ad Antonelli, mentre Russell è solo 8°, alle spalle delle Ferrari e delle McLaren. Buone la Racing Bulls di Lawson e l’Audi di Hulkenberg; fatica un po’ Gasly, mentre Colapinto entra in top 10. Con il secondo tentativo Piastri non si migliora e rischia l’eliminazione, ma si salva in extremis. Per la prima volta in stagione entrambe le Williams sono in Q2. Restano eliminati Lindblad, Alonso, Stroll, Bottas, Perez e Bortoleto, costretto a parcheggiare la sua Audi a bordo pista con i freni in fiamme.
Nel primo tentativo della Q2, Antonelli è il più veloce davanti a Hamilton, che batte Leclerc per la prima volta nel weekend. Norris adotta una diversa strategia e compie il giro in un momento in cui nessuno è in pista. Non va, però, molto lontano: è solo 9°, con qualche fastidio dato dal vento nell’ultimo settore. In generale, la McLaren sembra aver perso la forza dimostrata nella prima parte del weekend, mentre la Mercedes è tornata a vita. Nel secondo tentativo il più veloce è Verstappen, davanti ad Antonelli e Leclerc. Piastri è 4°, Norris 7°. Le due Alpine si assicurano la qualificazione alla Q3, come Hadjar. Sono eliminati, invece: Hulkenberg, Lawson, Bearman, Albon, Ocon e Sainz.
La Q3 comincia con un giro stratosferico di Antonelli, che si piazza in pole provvisoria davanti a Leclerc e Verstappen. Russell è solo 5°, dietro Norris e davanti a Hamilton e Piastri. Un super Colapinto batte Gasly e Hadjar per l’8° posizione. Antonelli non si migliora nel secondo tentativo, ma il suo tempo è comunque sufficiente per restare davanti a tutti. L’italiano conquista così la sua 3° pole position in carriera, la 3° consecutiva. È il terzo pilota nella storia della Formula 1 a conquistare le prime tre pole position della sua carriera in tre Gran Premi consecutivi: gli altri due piloti a riuscire nell’impresa sono stati Ayrton Senna e Michael Schumacher, due leggende assolute. Un grande Verstappen arpiona la prima fila con un ultimo giro da campione; batte così Leclerc, che chiude la top 3 con una Ferrari leggermente peggiorata rispetto al venerdì. Seguono Norris (con una McLaren misteriosamente sottotono), un deludente Russell (solo 5°, ancora una volta surclassato da Antonelli), Hamilton (anche lui battuto non di poco da Leclerc), Piastri, un fantastico Colapinto (eguaglia il suo miglior risultato in qualifica: 8° come in Azerbaijan nel 2024), Hadjar (molto lontano da Verstappen) e Gasly. Al termine delle qualifiche, la Red Bull di Hadjar viene squalificata dalla sessione: il fondo vettura, infatti, è stato trovato più largo di 2 mm rispetto alla misura limite consentita dal regolamento, sia sul lato destro sia sul lato sinistro. Il francese prenderà il via dalla pit lane.
GARA.
La partenza della gara viene anticipata di 3 ore, dalle 16 alle 13 ora locale. La modifica di orario è dovuta al monitoraggio delle previsioni meteo, che danno condizioni in peggioramento per il pomeriggio, con forti piogge e vento.
Scelta gomme: sono tutti allineati sulla scelta delle gomme medie; solo la Red Bull di Hadjar monta gomme hard.
Al via, Antonelli non ha uno scatto fulmineo e viene affiancato da un lato da Verstappen e dall’altro da Leclerc. Il monegasco si inserisce tra i due e li lascia sfilare in curva 1 per poi beffarli entrambi. Verstappen perde il controllo della sua Red Bull e va in testa-coda: come un mago, si rimette subito in carreggiata, perdendo però tante posizioni. Leclerc è 1°, davanti ad Antonelli e le due McLaren. Dietro, un contatto tra Hamilton e Colapinto danneggia lievemente la Ferrari del britannico, facendogli perdere svariati punti di carico. Verstappen, intanto, comincia una furiosa rimonta superando con tanta aggressività le due Williams. Al 3° giro, Russell supera Piastri, mentre Antonelli e Leclerc si scambiano più volte la leadership, con il ferrarista che riesce ad avere la meglio. Anche Norris supera Antonelli, dopo una piccola lotta che favorisce la fuga di Leclerc. Fuga interrotta, però, dall’ingresso della Safety Car, a causa di due incidenti distinti avvenuti nello stesso giro. Hadjar commette un grave errore di valutazione nella chicane, toccando il muro interno e rompendo il braccetto della sospensione della sua Red Bull; Lawson, in lotta con Gasly, si aggancia alla posteriore sinistra dell’Alpine del francese, facendola capovolgere più volte fino alle barriere. Entrambi sono costretti al ritiro, mentre Hulkenberg, pur non coinvolto in nessun incidente, si deve ritirare per problemi alla sua Audi. In tutto questo, Verstappen approfitta del regime di Safety Car per smarcare l’obbligo della doppia mescola e passare alle hard, con cui proverà ad andare fino in fondo. Si riparte con Leclerc che si ritrova alle calcagna ben quattro motorizzati Mercedes. Cerca stoicamente di resistere all’assalto, ma nulla può contro Norris e Antonelli, che lo sverniciano e volano via. Verstappen risale fino alla 6° posizione, mentre al 21° giro Russell è il secondo pilota top dopo Verstappen a fermarsi ai box per passare alle hard. Un giro dopo la Ferrari richiama Leclerc per proteggersi dal tentativo di undercut di Russell. A causa di un pit stop non perfetto, però, Charles perde la posizione sul britannico.
Tra il 27° e il 28° giro effettuano la loro sosta Antonelli e Norris. Grazie all’undercut, Kimi passa Lando e si pone come primo inseguitore di Verstappen, che sta gestendo le sue hard per arrivare fino alla bandiera a scacchi. Dopo il pit stop di Piastri, che torna in pista 7° davanti a Hamilton, Max è leader della gara. Come due caccia alle sue spalle, però, Antonelli e Norris fanno della Red Bull un sol boccone. Nel frattempo, un Russell in netta crisi viene attaccato prima da Leclerc e poi da Piastri, scivolando in un’anonima 6° posizione. Hamilton è 7°, e con l’auto danneggiata non riesce ad avvicinarsi a Russell. Alle sue spalle, Colapinto tiene a distanza le due ottime Williams, entrambe in zona punti.
A questo punto, due sono le lotte che animano il finale di gara. La prima è il duello per la vittoria tra Antonelli e Norris, con il britannico che non molla la presa e tiene sotto pressione l’italiano. La seconda è quella per il 3° posto tra Verstappen, un Leclerc in rimonta e Piastri che dei tre è il favorito. Mentre Norris, negli ultimi giri, si arrende alla superiorità di Antonelli, la battaglia per il podio si fa sempre più intensa. Leclerc recupera Verstappen e lo supera, prendendo un po’ di respiro da Piastri. Ma anche Oscar svernicia Max e al penultimo giro si incolla al posteriore della Ferrari.
Nel rettilineo di ritorno, Leclerc, sapendo che sarà impossibile proteggere il podio di pura velocità, tenta di battere Piastri con l’astuzia. Chiude anticipatamente le ali per avere a disposizione più spinta nel rettilineo successivo e, in generale, nell’ultimo giro, facendosi passare da Piastri. La McLaren, però, vola via, e Charles,per tenere il contatto, esagera alla guida, finisce in testa-coda e danneggia le sospensioni sul lato sinistro della sua Ferrari. Con una monoposto inguidabile, il monegasco taglia gran parte delle curve del circuito, ricevendo a fine gara una penalità di 20 secondi.
Kimi Antonelli vince il Gran Premio di Miami, conquistando la sua 3° vittoria consecutiva. È il primo pilota nella storia della Formula 1 a vincere consecutivamente le prime tre gare della carriera dopo essere scattato per tutte e tre le volte dalla pole position. Si tratta di un trionfo tutto suo: questo weekend la Mercedes non è stata la monoposto migliore, lo si è visto dalle difficoltà di Russell, ma Kimi è riuscito comunque a primeggiare su tutti, con tanta classe e tanto talento. Completano il podio Norris e Piastri, con una McLaren tornata a vita, che complessivamente si è dimostrata la vettura migliore del weekend. Seguono un Russell molto deludente, giù dal podio per la seconda volta consecutiva, Verstappen, con una Red Bull indubbiamente migliorata, un Hamilton sottotono, un eccezionale Colapinto, Leclerc, scivolato 8° a causa della penalità, e le due Williams, finalmente a punti sia con Sainz che con Albon. La Cadillac chiude il suo primo Gran Premio di casa con la 16° posizione di Perez e la 18° di Bottas, al termine di un weekend molto complicato.
I TOP DEL WEEKEND
1. ANDREA KIMI ANTONELLI
Terzo TOP consecutivo per Kimi Antonelli. Ma non possiamo fare altrimenti dopo un weekend del genere. Terza vittoria consecutiva dopo Cina e Giappone, leadership del mondiale rafforzata. Tutto questo per un ragazzo di 19 anni alla sua seconda stagione in carriera. Fenomenale!
Il fattore che più colpisce se si osserva il weekend di Antonelli è la differenza di performance con Russell. Gli è stato sempre davanti, e di tanto, eccetto per la Sprint, a causa della penalità per track limits. In un weekend in cui la Mercedes è stata inferiore alla McLaren, anche se di poco, Kimi ci ha messo tanto del suo, in un circuito che gli è amico. Il sabato conquista una grandissima pole position. La domenica resiste come un leone alla pressione del Campione del Mondo in carica Norris, dimostrando una freddezza da campione.
La strada per il mondiale è ancora molto lunga, Russell, lo conosciamo, tornerà a vincere, la McLaren è una minaccia molto pericolosa. Ma Kimi è il leader della classifica, con 20 punti di vantaggio su Russell. Sognare è lecito.
2. LANDO NORRIS
Con una McLaren tornata a vita, Lando Norris dimostra perché è il Campione del Mondo in carica. Eccezionale nella parte Sprint del weekend, quando conquista senza rivali pole e vittoria, battendo regolarmente Piastri. In qualifica si perde un po’ ed è solo 7°, con una McLaren tornata più umana. Ma la sua gara è fantastica. Rimane calmo, nonostante il caos intorno, e contende la vittoria ad Antonelli fino alla fine. Un Norris, insomma, in una forma smagliante, che risponde così alle difficoltà delle prime gare, dove Piastri, in Giappone specialmente, si era dimostrato più efficace. La McLaren è tornata al vertice, pronta a giocarsi entrambi i titoli iridati.
3. FRANCO COLAPINTO
Nell’Introduzione al weekend avevamo invocato un risveglio da parte di Franco Colapinto. E il risveglio è arrivato, in un circuito dove l’argentino non aveva mai corso. Un fine settimana estremamente competitivo per Colapinto, che finalmente dimostra il suo talento, mettendo in crisi la leadership di Gasly all’interno del team. Con un’Alpine molto buona nel circuito della Florida, Franco chiude tutte le sessioni in top 10. Nella prima parte del weekend rimane alle spalle di Gasly, nella Sprint non riesce a raggiungere la zona punti, ma poi si scatena. 8° in qualifica, davanti al francese, e 7° in gara, il primo pilota alle spalle dei top team. Addirittura in lotta con la Ferrari di Hamilton nei primi giri, e poi un gran ritmo per tenere a bada la rimonta delle Williams. Ora si attendono conferme da parte di Franco, a partire dal weekend del Canada. Quello di Miami è stato solo un fuoco di paglia o l’inizio di una rinascita?
I FLOP DEL WEEKEND
1. GEORGE RUSSELL
Weekend di sofferenza per Russell a Miami, in un circuito che non gli è amico. Fin dalle prove libere in difficoltà nella ricerca del setup giusto della sua Mercedes, il britannico è stato sempre inferiore ad Antonelli. Solo nella Sprint gli è stato davanti, ma più per via degli errori di Kimi che per pura performance. In gara una prestazione anonima, mai un guizzo di velocità, sempre molto lontano dalla zona podio. Eloquenti sono stati i sorpassi subiti da Piastri e Leclerc, che lo hanno relegato alla 5° posizione, poi diventata 4° per la penalità di Charles. Sul finale riesce quantomeno ad arginare il rientro di Verstappen, ma il suo distacco da Antonelli al traguardo è di 43 secondi: troppo. Certo è che nessuno, ad inizio stagione, si sarebbe potuto immaginare dopo quattro gare un Antonelli leader del mondiale con un vantaggio di 20 punti su Russell. George può e deve rifarsi in Canada, un circuito dove è sempre andato molto forte, ma anche dove Antonelli nel 2025 ha conquistato il primo podio della sua carriera. Ci attendono scintille tra i due.
2. ISACK HADJAR
A Miami la Red Bull ha portato i primi aggiornamenti alla vettura, aggiornamenti che hanno effettivamente funzionato, ma soprattutto nelle mani di Verstappen. La forbice di performance tra Max e Hadjar sembra essere aumentata rispetto alle prime gare, con Isack che per tutto il weekend è stato in media un secondo più lento. La squalifica del sabato non è certo sua responsabilità, ma l’incidente nei primi giri di gara è un grave errore di valutazione da parte sua, che ha pregiudicato una possibile rimonta in zona punti, considerato il buon passo della RB22. In Canada serva una risposta al brutto weekend della Florida, anche per scongiurare il ritorno della “maledizione del secondo sedile Red Bull”.
3. AUDI
Weekend disastroso per l’Audi a Miami, non in termini di performance quanto in termini di affidabilità. Qualche lampo di velocità c’è stato, come la Q3 raggiunta da Hulkenberg in qualifica, ma la velocità non basta: serve anche l’affidabilità. Il punto più basso è stato raggiunto nella Sprint, con il ritiro di Hulkenberg per problemi al motore e la squalifica di Bortoleto per l’irregolarità legata alla pressione dell’aria di aspirazione del motore, ma in generale tutto il weekend è stato funestato da avarie tecniche. Un complicato inizio di stagione per l’Audi, che rimane a quota 2 punti in classifica costruttori, al 9° posto. Per un team che è entrato in Formula 1 proprio per questo cambio regolamentare, avere problemi così importanti alla Power Unit non è di certo un bel biglietto da visita.
VERSO IL CANADA
Si conclude così un weekend magico per l’Italia dello sport. Dal dominio assoluto di Nicolò Bulega con la Ducati in Superbike alla prima vittoria in Formula 2 per Gabriele Minì, passando per il trionfo di Jannik Sinner a Madrid fino, naturalmente, all’affermazione di Kimi Antonelli in Florida. Il tutto avvolto in un’atmosfera commovente nel ricordo del grande maestro Alex Zanardi, simbolo di coraggio e forza d’animo, la forza di non arrendersi mai, di trovare sempre la via del riscatto. Il suo conterranno Kimi Antonelli ha dedicato alla sua memoria il weekend più bello della sua ancor giovane carriera, un weekend che ha confermato il talento mostruoso di questo ragazzo di Bologna.
Ma Kimi non si può e non si deve rilassare troppo, perché il campionato è eterno e gli avversari sono molto agguerriti. Russell tornerà al 100%, la McLaren mostra gli artigli, la Ferrari è comunque sempre davanti, inattesa del verdetto dell’ADUO, e la Red Bull non si può mai dare per vinta. E allora già non vediamo l’ora che arrivi il prossimo appuntamento del mondiale. Dobbiamo pazientare due settimane per vedere le monoposto sfrecciare su un circuito leggendario, che ha fatto la storia di questo sport. Il Circuit Gilles Villeneuve è pronto ad ospitare la 55° Edizione del Gran Premio del Canada, 5° round di un campionato che comincia ad essere sempre più incerto e avvincente.
A Montréal andrà in scena il 3° weekend Sprint della stagione, pronto ad offrire tanto spettacolo. Chi sarà il più veloce tra le curve e i rettilinei dell’Île Notre-Dame?